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Hanno chiesto una assemblea pubblica con una lettera indirizzata al sindaco e all’amministrazione comunale i consiglieri Monica Pierdomenico e Guido Rossi. L’obiettivo sarebbe discutere con la cittadinanza e gli imprenditori locali della situazione di incertezza relativa alla ricostruzione.

«Da oltre 5 anni - scrivono - il nostro territorio è stato devastato dal terremoto, viviamo ormai nell’incertezza, affrontando enormi difficoltà e preoccupazioni che hanno generato stati di sconforto e demoralizzazione. Le persone sono sconcertate di tutto questo tempo passato senza vedere alcun risultato, non solo inerente alla ricostruzione, ma anche ad un programma di sviluppo legato alle generazioni future. Come già ricordato più volte e nel tempo, la comunicazione e il confronto con la popolazione è fondamentale».

Rossi e Pierdomenico affermano di ascoltare troppe voci sul futuro di Ussita ma chiedono che il sindaco, Silvia Bernardini, si confronti con la popolazione sul programma di interventi di demolizione e ricostruzione di Ussita, in particolare relativo ai lotti Sorbo e Castelfantellino, sul progetto “Laghetto azzurro” e altre proposte, le stalle comunali, fontanili e abbeveratoi.

Gaia Gennaretti
C'è il nulla osta per l’apertura degli impianti di Frontignano di Ussita. Il collaudo di ieri ha dato esito positivo e già in questo fine settimana si potrà scendere in pista.
Esprime grande soddisfazione il sindaco Silvia Bernardini nel dare comunicazione della conclusione delle operazioni di collaudo delle seggiovie “Pian dell’Arco –Belvedere” e “Lo Schiancio – Le Saliere”. 
Il nulla osta è giunto ieri dopo le operazioni svolte da parte dei funzionari
dell’ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e
Autostradali che, dal 1° gennaio 2022, è subentrata nelle competenze già attribuite all’U.S.T.I.F. di Venezia.

«Con l’avvenuto svolgimento di queste operazioni di collaudo, con esito positivo- commenta il sindaco Silvia Bernardini - finalmente si sono creati i presupposti per poter riaprire al pubblico la stazione di Frontignano.
Dopo quasi sei anni dagli eventi sismici che hanno reso inagibili gli impianti funiviari, e dopo
l’individuazione del nuovo gestore nella Società Funivie Bolognolaski, con questo ultimo passaggio, appunto, si annuncia con immensa soddisfazione la riapertura della stazione turistica già a partire dal fine settimana del 26 febbraio.
Si rivolge un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo, considerato strategico per la ripartenza economica e sociale di Ussita e, più in generale, dell’intera vallata dell’Alto Nera che, da sempre, vive di turismo».

Ancora qualche giorno di pazienza per tornare a godersi le piste da sci: per il ponte dell’Immacolata la montagna maceratese potrà tornare a essere invasa dagli amanti della neve. L’apertura della stagione invernale per Bolognola Ski e lo Z Chalet sarebbe stata oggi, e la nevicata dello scorso fine settimana sembrava essere stata una conferma “informale” della data che sciatori e appassionati delle piste attendono ormai da due anni. La poca neve caduta tra la fine del 2019 e il 2020 e il Coronavirus, infatti, hanno stoppato per due invernate consecutive il turismo sciistico. Ora un ritorno alla normalità almeno in parte, con lo sfondo della situazione epidemiologica sempre da tenere in considerazione.

Francesco Cangiotti e Giacomo Zanchetti di Bolognola Ski sono pronti a ripartire, in linea con i protocolli e in sicurezza: la data da tenere a mente è quella dell'otto dicembre. Oltre alla stagione a Bolognola, però, ora anche Frontignano sarà gestito dalla loro società, con grande soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale di Ussita e anche dei diretti interessati: "Ovviamente un risultato su cui speravamo molto – racconta Francesco Cangiotti – e che ci rende estremamente soddisfatti. Crediamo molto nelle potenzialità della stazione di Frontignano e sicuramente ci impegneremo fin da subito per rilanciarla. Abbiamo un ottimo feeling con l'amministrazione comunale che si è già attivata per ultimare i lavori relativi ai collaudi. Neve permettendo l'obiettivo è quello di aprire gli impianti prima di Natale. Ambizioso, certo, ma speriamo di farcela. Sarà una stagione di transizione, i tempi sono stretti, quindi la vera stagione zero di Frontignano sarà quella estiva, con le escursioni e il bike".

l.c.
Francesco Cangiotti è il nuovo gestore degli impianti sciistici di Frontignano a Ussita. Poco fa l'amministratore di Bolognola Ski ha concluso il suo colloquio con la prima cittadina Silvia Bernardini e da oggi sarà al lavoro per la stagione invernale alle porte. Se per la sua Bolognola Ski la partenza è prevista per il ponte dell'Immacolata, a Frontignano servirà qualche tempo in più.

"Forse a Natale riusciremo già a fare qualcosa - ha commentato soddisfatta la sindaca -, siamo davvero felici che questa storia si sia conclusa con un lieto fine. Cangiotti è stato con me fino a poco fa e abbiamo parlato di cosa e come farlo in vista del 2022, neve permettendo. La speranza è quella di ridare una Frontignano nuova agli appassionati, con tutte le strutture danneggiate dal sisma che piano piano torneranno a essere fruibili e messe a disposizione del nuovo gestore. Abbiamo scommesso sulle nostre piste - conclude Silvia Bernardini -, questo risultato ci ripaga".

l.c.
Aperte le buste delle offerte per l'aggiudicazione del bando per la gestione degli impianti sciistici di Frontignano a Ussita. Una sola offerta, quella di Francesco Cangiotti di Bolognola Ski, è arrivata sui banchi della Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata e del Comune. Chiusa la prima fase ora gli uffici dovranno effettuare il controllo sulla regolarità della documentazione presentata prima di procedere alla proclamazione dell'aggiudicatario.

"Il ritardo nel responso è dovuto a un inconveniente nella commissione che valuterà i documenti - commenta la sindaca di Ussita, Silvia Bernardini -. Abbiamo avuto una sola offerta, quella arrivata da Bolognola Ski. Dobbiamo ancora attendere, probabilmente fino al pomeriggio di domani, per sapere se sia tutto ok e per considerare l'asta aggiudicata. Un'attesa interminabile, ma speriamo che tutto possa risolversi per il meglio e di riuscire a ottenere questo successo".

l.c.
Grande speranza per il futuro degli impianti sciistici di Ussita. La stazione di Frontignano, ancora a caccia di un gestore, conoscerà il suo destino a fine mese, quando scadrà il bando del Comune di Ussita. Dagli appassionati e dagli addetti ai lavori traspare un cauto ottimismo: prima la manifestazione di interesse di Bolognola Ski, con l’amministratore Francesco Cangiotti che ha fatto sapere di voler presentare un’offerta, poi le parole di speranza del comitato Pro Frontignano, affidate a una nota.

“Sembra incredibile, ma forse potremmo assistere al lieto fine di una storia che ogni anno assumeva risvolti più tristi – si legge –. Dopo decenni di crisi e cinque anni di abbandono, c’è enorme aspettativa da parte di una vastissima comunità di utenti e sostenitori, provenienti da tutta l’Italia centrale. Il nuovo gestore porterà sulle spalle una grande responsabilità, e sarà sotto osservazione. La comunità si attende solamente una cosa, l’operatività nel primario interesse di far funzionare la località, per vederla rinascere”.

Poi l’invito a un’apertura prolungata, non limitata alla sola stagione invernale: “Auspichiamo periodi di apertura più lunghi possibile – proseguono dal comitato –, progetti di destagionalizzazione, accelerazione della ricostruzione delle infrastrutture del settore Canalone, cura e decoro delle strutture e del territorio, capacità di comunicazione, organizzazione di eventi. Facciamo un grande in bocca al lupo a coloro che hanno deciso di aderire al bando – concludono da Pro Frontignano –, certi che tutto si svolgerà con la massima regolarità”.

l.c.
“Siamo interessati senz’altro agli impianti di Frontignano, presenteremo un’offerta e incroceremo le dita”. Lo ha detto Francesco Cangiotti, amministratore di Bolognola Ski, sulla gestione degli impianti sciistici di Ussita.

Dopo il primo bando andato deserto, c’era preoccupazione per le piste di Frontignano: a offrire una soluzione potrebbe essere proprio la società che gestisce gli impianti a Bolognola. Cangiotti si è detto “fiducioso per questa eventualità”, ma soprattutto “speranzoso per quella che potrebbe essere la stagione della ripartenza dopo due anni difficili – ha spiegato –. Nel 2019 la poca neve, nel 2020 la pandemia: due inverni molto complicati sotto il profilo del turismo sulle piste. Oggi però la gente ha voglia di tornare a sciare, ci sono state tantissime richieste per la prenotazione degli skipass online e noi siamo pronti ad accogliere tutti in sicurezza. Vorremmo partire dal 4 dicembre, neve permettendo, ma abbiamo comunque gli impianti di innevamento e tutte le condizioni per tornare a scendere tra le nostre piste. Per Ussita siamo interessati – conclude Cangiotti –, staremo a vedere cosa succederà. La nostra offerta ci sarà”.

l.c.
“Manca soltanto qualcuno pronto a gestire i nostri impianti, ma non demordiamo”. Sono parole della sindaca di Ussita, Silvia Bernardini. A Ussita si tornerà sulle piste, neve permettendo, a cinque anni dal sisma del 2016 e soprattutto dopo lo stop dovuto al Coronavirus nello scorso inverno. A Frontignano c’è tanta voglia di scendere di nuovo tra le piste.

L’amministrazione si è mossa per trovare un privato pronto a gestire le seggiovie e i rifugi, la battitura delle piste e il bike park. Il primo bando è andato deserto “forse perché fuori mercato – ha spiegato proprio la prima cittadina –, quindi ne abbiamo formulato uno nuovo. Lo abbiamo pubblicizzato e reso noto con la massima trasparenza, proprio perché vogliamo che si torni a sciare nei nostri impianti. La revisione è stata necessaria, soprattutto per quanto riguarda la parte economica – ha sottolineato la Bernardini –: probabilmente era quella la nota dolente. Con la Stazione Unica Appaltante della Provincia, che segue la parte tecnica, si è deciso di dare una scadenza più breve, in modo da poter essere nei tempi per la stagione ormai alle porte. Il 29 novembre sapremo se saremo stati fortunati nel trovare un gestore e, neve permettendo, potremo aprire l’inverno nella maniera migliore”.

Un bando che andrà a definire chi gestirà gli impianti di risalita di Frontignano, dei rifugi Saliere, Cristo delle Nevi e Cornaccione, chi batterà le piste da sci e chi si occuperà del bike park. La base d’asta è stata fissata a 70mila euro e la gara sarà aggiudicata anche nel caso ci fosse una sola offerta, purché superiore alla base.

l.c.
Consiglio comunale dai toni accesi quello di giovedì a Ussita. Sul tavolo dell’assise le petizioni lanciate in estate dai cittadini e sposate dalla minoranza guidata da Guido Rossi. Le raccolte firme, l’una contraria alla realizzazione delle residenze per le maestranze della ricostruzione, l’altra per l’acquisizione da parte del Comune dell’area su cui sono state installate le soluzioni abitative di emergenza, hanno scatenato feroci polemiche. Guido Rossi, capogruppo della minoranza, ha chiesto delucidazioni in merito ai due temi.

A rispondere è stata proprio la prima cittadina, Silvia Bernardini: “La discussione in Consiglio – ha spiegato la sindaca – è avvenuta come previsto dallo statuto. Penso però che la rilevanza delle petizioni sia relativa: dobbiamo tenere conto delle firme dei cittadini di Ussita, di coloro che sono effettivamente residenti qui. Le petizioni erano carenti nella loro parte formale ed era difficile appunto risalire a chi le avesse firmate. Aldilà di questa dimensione prettamente formale, le argomentazioni erano importanti e meritavano un approfondimento. Sulle maestranze della ricostruzione – ha commentato Silvia Bernardini –, penso che sia stato davvero fuori luogo instillare nella popolazione l’idea e il timore che questi lavoratori siano un pericolo per la nostra comunità. Sono persone che lavorano a molti chilometri da casa, che stanno facendo dei grandi sacrifici vivendo lontani dalle loro famiglie e che rappresentano una risorsa per questo territorio, visto che stanno fattivamente contribuendo alla sua ricostruzione. Abbiamo pensato, come amministrazione, di creare questo campo per dar loro la possibilità di vivere lontano da casa in maniera dignitosa e comoda. La bontà di questo è testimoniata anche dall’approvazione della Regione e delle sigle sindacali. Sono scandalizzata che questo fatto sia stato strumentalizzato per fini politici. Il progetto di questo campo a breve verrà presentato alla cittadinanza e rivendichiamo che, come maggioranza, le nostre decisioni sono legittime, naturalmente nel rispetto delle normative e del nostro territorio”.

La chiusura della prima cittadina è per la seconda petizione, quella legata all’acquisizione al patrimonio comunale delle aree dove sorgono le Soluzioni abitative di emergenza: “La minoranza ci ha chiesto di non acquisire le aree dove sorgono le Sae – ha detto la sindaca Bernardini –. Anche questo è un atto previsto dalla normativa ed è qualcosa che è avvenuto in tutti i Comuni del cratere. Non ci è stata data possibilità di scelta in merito e i primi a recriminare siamo stati proprio noi dell’amministrazione: ci siamo semplicemente adeguati, seppur in disaccordo, a quanto ci veniva chiesto secondo la legge. Per Ussita quelle zone sono uno scempio, non le amiamo: sono servite e servono tutt’ora, ma per il nostro territorio sono una grave ferita”.

l.c.
Un Consiglio comunale infuocato quello di giovedì a Ussita. Sul tavolo dell’assise le due petizioni lanciate in estate dai cittadini e sposate dalla minoranza guidata da Guido Rossi, l’una contraria alla realizzazione delle residenze per le maestranze della ricostruzione, l’altra per l’acquisizione da parte del Comune dell’area su cui sono state installate le soluzioni abitative di emergenza.

Quest’ultima quella che ha fatto maggiormente discutere la minoranza, che ha presentato un’interrogazione all’amministrazione di Silvia Bernardini. “Siamo perplessi – ha affermato Guido Rossi –. Da quanto sappiamo i cittadini di Ussita che avevano messo a disposizione i loro terreni all’epoca dell’immediato post sisma per la realizzazione delle SAE avevano la garanzia di vedere quei loro possedimenti riconsegnati nello stato, di fatto e di diritto, del momento della concessione. Ora sappiamo dell’acquisizione di quelle aree da parte del Comune. Qualcosa non quadra – ha spiegato Rossi –, visto che c’erano accordi e contratti siglati dai cittadini e dalla Protezione civile che garantivano la riconsegna, mentre le stesse istituzioni hanno permesso l’acquisizione al Comune di Ussita. Ci sembra che i cittadini siano stati ingannati dallo Stato”.

Ampie discussioni anche intorno al sito che dovrebbe accogliere i lavoratori della ricostruzione. “L’area ex Eca di Tempori, individuata come luogo per gli stabili abitativi delle maestranze, viola i vincoli paesaggistici deturpando l’accesso al paese – ha affermato ancora Rossi –. Come se non bastasse non sono chiari alcuni punti: stando alle parole della sindaca, non ci dovrebbero essere aggravi per i cittadini e soprattutto i lavoratori accolti in quest’area dovrebbero essere solo quelli che si occuperanno della ricostruzione di Ussita. Diverso però quanto sappiamo dalla Regione e dalla struttura commissariale: non conosciamo i costi che il Comune dovrà sostenere, e siamo certi che ce ne saranno. Per di più l’area è destinata ad accogliere i lavoratori di tutta la ricostruzione, non soltanto quelli che presteranno servizio a Ussita. Sono nodi – ha concluso Rossi – che vanno assolutamente sciolti”.

l.c.
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