Arriva la seconda candidatura ufficiale a consigliere della regione Marche per Frateli D'Italia. Simone Livi ha infatti annunciato sul suo profilo Facebook l'impegno a sostegno del candidato governatore Francesco Acquaroli per la corsa al Palazzo Raffello.
"Ringrazio il partito che mi ha dato questa opportunità - ha detto ai microfoni di Radio C1...inBlu - . C'è un progetto serio per carcare di cambiare questa regione dopo 25 anni di governo di sinistra. Ci sono molti punti nel nostro programma e su vari settori, ma io ritengo che principalmente ci si debba concentrare su tre punti: la sanità, la ricostruzione e il sostegno al mondo del lavoro. Credo che questa sia la strada maestra da portare avanti".

Ancora una volta, dunque, torna il tema del sisma e della ricostruzione al centro della campagna elettorale: "Questo sarà un mio impegno personale - ha voluto precisare - aldilà del sostegno a Francesco Acquaroli perchè ritengo che sia vergognoso che dopo 4 anni dal sisma si stia ancora in alto mare. Bisognerebbe snellire tutta la prassi burocratica e velocizzare sulle cose più importanti. Ad oggi ci sono ancora molte macerie da smaltire ed in un Paese civile non può accadere una cosa del genere".

GS

Una candidatura forte, autorevole, moderata. Con questi aggettivi il candidato alla Presidenza della Regione Marche per la coalizione di centrodestra, Francesco Acquaroli, ha presentato oggi a Fabriano, la candidata del territorio alla carica di consigliere regionale per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni. A fianco di Acquaroli, il componente dell’Assemblea nazionale di FdI Carlo Ciccioli, Lorenzo Rabini, portavoce provinciale del partito e il componente dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia sezione di Fabriano, Ennio Mezzopera.

«Con Mirella Battistoni siamo certi che questo territorio possa essere rappresentato al meglio, con professionalità e concretezza», le parole di Acquaroli che si è poi soffermato sulle problematiche più urgenti del fabrianese. «Dall’imprenditorialità di Fabriano abbiamo dato un’importante risposta occupazionale nel corso degli anni ed esportato un modello copiato da tanti. Noi vorremmo ripartire da queste realtà per dare un futuro perché c’è ancora tanto da esprimere per far tornare le Marche importanti. Crediamo fermamente che dall’entroterra possa partire il riscatto della nostra Regione». Francesco Acquaroli che ha evidenziato di non credere ai sondaggi, ma di giudicare un eventuale alleanza Pd-M5S una sorta di conferma degli stessi che vedono il centrodestra in vantaggio, ha anche toccato il tema della ricostruzione. «Di fatto non è mai partita, finché il Governo e il Parlamento non mettono in condizione gli Enti e i privati, con le norme adeguate di poter iniziare i cantieri di fatto siamo fermi e che rischia di procurare danni impressionanti a queste zone. Quindi, bisogna che il Governo, come detto dallo stesso commissario Legnini, si adoperi a far approvare dal Parlamento le giuste norme. La nostra Regione è a un bivio: se continuare con un modello solito o cambiare affidandosi a un progetto nuovo, il nostro, che intende mettere al centro del proprio agire le esigenze reali del territorio: famiglie, giovani, imprese che devono essere supportate e non soffocate. Serve una politica che sappia essere non ideologica, ma concreta e che colga le opportunità e ne sappia creare di nuovo. Il declino non è inesorabile, l’alternativa c’è e siamo noi. Noi vogliamo ridare dignità a tutti i nostri territori», ha concluso Acquaroli. 

Il taglio del nastro foto
Il taglio del nastro

«Francesco ed io crediamo fermamente che Mirella Battistoni possa contribuire a dare quel surplus di competenza e concretezza di cui non solo Fabriano e il suo comprensorio hanno bisogno, ma l’intera Regione. Occorre disegnare il nuovo sviluppo economico delle Marche, sapendo impiegare al meglio i finanziamenti Europei e Nazionali. Mirella ha dimostrato, con la sua lunga attività professionale, di essere la persona adatta», gli ha fatto eco, Carlo Ciccioli che è tornato a chiedere una forte accelerazione per il completamento della Quadrilatero per il tratto fabrianese. «Abbiamo un brivido di emozione perché sono convinto che questa volta governeremo, sono i marchigiani che vogliono farci vincere a furor di popolo, c’è una forte delusione nei confronti della sinistra che si tocca con mano. Noi, da parte nostra, abbiam progetto e obiettivi per poter governare al meglio», ha concluso.

«Ho accettato di candidarmi in quanto credo fermamente che il fabrianese abbia bisogno di un rappresentante, moderato e libero dalle logiche delle politiche, all’interno della coalizione che vincerà le elezioni di settembre. Questa terra ha dato tanto alle Marche ed è stata messa all’angolo negli ultimi anni, spogliandola di servizi essenziali quali il depotenziamento dell’ospedale Profili, non sapendo gestire i finanziamenti Europei e Statali che avrebbero potuto fermare la crisi in atto dal 2008 sia a Fabriano che in altre importanti zone delle Marche. Mai come in questo momento, invece, c’è bisogno di una Pubblica Amministrazione più vicina alle famiglie e alle imprese, per invertire il declino che i partiti di centrosinistra non hanno saputo arrestare», le parole della candidata, Mirella Battistoni, che ringrazia «il nostro candidato alla carica di Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, il componente dell’Assemblea nazionale di FdI, Carlo Ciccioli, Lorenzo Rabini ed Ennio Mezzopera, insieme a tutti i presenti all’avvio della mia campagna elettorale». 

È un segno importante per Fabriano «perché testimonia il rinnovato interesse per le zone dell’entroterra marchigiano e anconetano. Tutti noi vogliamo dare respiro al fabrianese contribuendo a rilanciare il territorio da un punto di vista sociale ed economico, accelerando nella ricostruzione post-sisma, nel completamento delle infrastrutture materiali e immateriali, rimanendo al fianco dei nostri bravissimi imprenditori, artigiani e commercianti, aiutando chi si trova in difficoltà per questa lunga crisi economica acuita dalla pandemia da Covid-19. Anche per questi motivi, FdI di Fabriano ha deciso di inaugurare oggi la sua sede di via Gioberti 19, un punto di ascolto dove chiunque potrà venire per presentare le proprie idee, progetti e suggerimenti», ha concluso.

GS



Parla di inciucio pre elettorale tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale Elena Leonardi. Un duro intervento nel quale la Leonardi evidenzia le spaccature della maggioranza di governo che, accusa, adotta la riforma della legge elettorale con 5 anni di ritardo per evitare di essere sconfitta. Motivo dell'intervento la proposta di escludere dalla corsa all'elezione come consigliere chi è già candidato come presidente.
“Il teatrino a cui abbiamo assistito in consiglio regionale dimostra che ormai la sinistra e i pentastellati in Regione sono arrivati alla frutta – afferma Elena Leonardi, in consiglio regionale – L’ulteriore ennesima prova della debolezza di questa maggioranza spaccata e in disaccordo che per evitare di essere battuta nel voto adotta la riforma della legge elettorale, ma la fa valere fra cinque anni. Conviene sottolinearlo, anche stavolta avevamo ragione noi a sostenere che cambiare le regole del gioco in corsa è inopportuno e fuori dalle corrette regole del confronto democratico, soprattutto quando ci sono già altri candidati che hanno scelto di scendere in campo contando su quelle regole. Una proposta, quella di escludere di fatto dalla corsa a consigliere anche un candidato presidente, che amputa la democrazia e il diritto sacrosanto alla pluralità che si deve garantire agli elettori chiamati al voto. Fa però molto sorridere che lo scorso novembre, per giustificare il blitz alla legge elettorale che ha aumentato dal 34% al 40% il premio di maggioranza, la sinistra si giustificò tirando fuori la carta della “maggiore rappresentatività”. Mentre adesso, seppure entrerà in vigore con la prossima legislatura, ha approvato di fatto una regola che azzoppa la democrazia e quella stessa rappresentatività perché scoraggia la competizione plurale. Gravissime, invece – incalza il consigliere Elena Leonardi – le parole del consigliere Gianni Maggi, che sta lavorando sotto traccia da mesi al favorire l’inciucio pre-elettorale con quel PD che per cinque anni ha accusato e contrastato in ogni maniera. Il capogruppo del M5S, tirando di mezzo i terremotati e la crisi causata dalla pandemia, ha affermato che “favorire il governo della destra nelle Marche sia una iattura peggiore del coronavirus”. Una vergognosa mancanza di rispetto nei confronti di tutte le vittime del Covid, di chi ha sofferto e di chi ha combattuto in prima linea per arginare il contagio, dalla quale mi aspetto che ci sia una forte presa di distanza da parte di tutte le forze politiche. La dimostrazione palese del disprezzo che il consigliere M5S ha ormai per la democrazia e per il volere dei cittadini marchigiani, in dissenso anche rispetto ad altri esponenti del suo stesso movimento. Quella democrazia di cui tanto, quando gli conveniva, si è riempito la bocca e che oggi invece gli fa così tanto paura. Anche ieri abbiamo assistito al teatrino di chi cambia le proprie idee e i propri principi in base alla propria convenienza politica, una sinistra che in prorogatio a causa di una pandemia mondiale arriva alle ore 20 a discutere di cambiare una legge elettorale a due mesi dal voto. Con buona pace – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia – del candidato del centrosinistra, Maurizio Mangialardi, che di facciata dichiara che sia sbagliato modificare le regole del gioco a ridosso delle urne, ma come emerso in aula, aveva dato mandato ai suoi di proseguire a cambiare la legge elettorale. E nel frattempo ancora tiene aperta la porta al M5S per tentare il tutto per tutto. Ma i marchigiani non vi credono più e ve lo dimostreranno”.

f.u.
Passata la tempesta del virus l'attenzione può tornare gradualmente sul piano politico. Sembrano riapparire all'orizzonte le prime indiscrezioni per la corsa alle elezioni regionali.
Stabilito che si voterà a settembre resta solo da chiedersi quali siano i candidati che rappresenteranno la provincia di Macerata e pare che, tra conferme e indiscrezioni, molti arrivino da Tolentino.
Primo tra tutti, ed unica certezza, l'attuale consigliere di minoranza Gian Mario Mercorelli in corsa per la carica di presidente in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Tra le indiscrezioni spuntano tre nomi che invece siedono tra i banchi della maggioranza: il sindaco Giuseppe Pezzanesi, anche in una recente intervista pubblicata sul settimanale L'Appennino Camerte ci ha confidato il suo sogno di correre insieme ad un gruppo di altri sindaci poer portare in Regione le istanze del territorio.
Altre indiscrezioni vedrebbero poi in corsa l'assessore alla Sicurezza Giovanni Gabrielli in rappresentanza del partito di Matteo Salvini e l'assessore ai Servizi Sociali, Francesco Pio Colosi, per il partito di Giorgia Meloni.
Indiscrezioni che trovano terreno fertile anche nelle ultime vicende politiche di Tolentino: c'è infatti chi sostiene che il primo cittadino abbia preferito 'spegnere i riflettori' sull'attuale giovane assessore Colosi, temendolo come avversario proprio alle elezioni regionali.
Infine i due assessori silurati: Forza Italia potrebbe richiedere l'impegno di Alessia Pupo e non è detto che, in una lista civica di centro, Alessandro Massi Gentiloni Silveri non decida di scendere in campo anche in virtù del ruolo che suo padre Francesco ha ricoperto fino a pochi anni fa in Regione.
Tutte ipotesi che potrebbero trovare certezza nelle prossime settimane quando gli assetti politici si faranno più sicuri ed evidenti.
Quel che è certo è che Tolentino, anche nel panorama politico regionale, continua a confermarsi come una città dove il fermento politico è sempre vivo.

Giulia Sancricca
Il consigliere comunale di Monte San Martino, Raffaele Anselmi, ha ufficializzato ieri sera, nelle sale di Palazzo Urbani, gioiello del suo paese, il suo ingresso in Fratelli D'Italia. 
Al suo fianco, per la presentazione, l'onorevole Francesco Acquaroli, il consigliere regionale, Elena Leonardi, e il coordinatore provincale, Massimo Belvederesi.
"La mia scelta è stata dettata da lungimiranza politica - commenta Anselmi ai microfoni di Radio C1 InBlu - . Nell'ultimo periodo, con le vicissitudini che hanno interessato la crisi di Governo, ho condiviso l'idea politica della leader di Fratelli D'Italia, ritenendo giusto che bisognasse andare al voto per una questione democratica.
Questa scelta per me è una prova importante. Ho conosciuto l'onorevole Acquaroli e il consigliere Leonardi, ci siamo scambiati delle idee sul futuro di questi territori.
Credo che questo partito debba crescere soprattutto nell'Alto Maceratese, nei piccoli Comuni, perchè c'è bisogno di gente nuova e di riportare la politica tra i giovani".
Al centro del pensiero di Anselmi anche Monte San Martino, Comune di cui è consigliere di minoranza: "Ora il gruppo sarà di Fratelli d'Italia - dice - . Concludo dicendo che ho sempre messo la faccia e continuo a farlo perchè in questi territori c'è bisogno di lavorare molto, soprattutto nelle aree più colpite dal sisma. Zone dimenticate dagli ultimi Governi a causa di scelte sbagliate".

GS
E' scontro tra Fratelli D'Italia e l'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, sulla tratta ferroviaria Civitanova - Fabriano.
Mentre le sezioni di Tolentino e San Severino del partito di Giorgia Meloni denunciano "le varie criticità della tratta Civitanova Fabriano come l’incomprensibile lungaggine dei lavori - si legge nella nota - e l’istituzione di autobus sostitutivi con conseguente penalizzazione dell’entroterra e delle zone più colpite dal terremoto . Tagli di corse e disagi che hanno superato l’umana tolleranza", l'assessore regionale risponde: “Questo governo regionale, nel tratto ferroviario (Civitanova - Albacina)  che fino a pochi anni fa veniva considerato ramo secco e quindi sulla via dello smantellamento,  è riuscito ad ottenere un finanziamento di 40 milioni di euro,(propedeutico all’elettrificazione dell’intero tratto. Costo 110 milioni complessivi: i restanti 70 milioni sono previsti nel fabbisogno finanziario 2018-2021, a realizzare due nuove stazioni ferroviarie (Macerata-Università i cui lavori sono in corso e Tolentino –Campus) e a rinnovare tutti i treni viaggianti lungo l’intera tratta. Questi sono i fatti, tutto il resto fa parte delle   polemiche appartenenti al teatrino della politica.

E’ chiaro che la realizzazione di lavori importanti come quelli programmati comportano la chiusura del tratto in questione anche per ragioni di sicurezza e creano purtroppo disagi per gli utenti. Di questo ce ne scusiamo.

Ora delle due l’una: o si iniziavano i lavori o si restava fermi rinunciando al finanziamento.

La programmazione dei servizi sostitutivi è esclusiva competenza del gestore ferroviario che ha comunque condiviso con la Regione Marche un modello di gestione valida, pur nella particolarità della situazione. Le scelte hanno tenuto conto  di tre fattori: i tempi di percorrenza dei bus maggiori rispetto a quello dei treni; la necessità di assicurare gli interscambi verso o da direttrice adriatica su Civitanova e direttrice romana su Fabriano; i servizi di Tpl su gomma già presenti e già oggetto di potenziamento dopo il sisma.

Considerato tutto ciò  e tenuto conto delle motivazioni di viaggiatori della linea, è stata sviluppata una struttura di servizi che considera il nodo di scambio di Macerata come baricentro e che assicura la mobilità nelle direzioni Civitanova e Fabriano  e relative prosecuzioni. In aggiunta, in relazione ai flussi pendolari e balneari sono stati comunque assicurati dei collegamenti tra Fabriano e Civitanova con degli agevoli interscambi a Macerata.

Il servizio, fatti salvi alcuni aggiustamenti nei primi giorni, si sta dimostrando comunque efficace, regolare e sufficientemente integrato con le altre forme di mobilità individuale e collettiva.

Infine  per il Comune di San Severino Marche è stata garantita la prosecuzione, già effettiva, del bus AN101 delle 12,35 da Civitanova fino al Comune stesso per le esigenze di mobilità segnalate.

Portata a termine l’elettrificazione della tratta Civitanova-Albacina (termine dei lavori 2024) le Marche saranno tra le Regioni italiane con la più alta quota di rete elettrificata pari al 92%”.

gs

"Richieste di accesso ad atti disattese, atti non ufficializzati, voci, indiscrezioni, progetti e movimenti sono una indegna rappresentazione dell’impegno di questa amministrazione nell’affrontare un tema tanto delicato. Domandare è lecito, rispondere è cortesia, negarsi ancora è a questo punto inaccettabile".

E' di nuovo polemica sul caso della nuova scuola Luzio. Centrosinistra per San Severino e circolo Fratelli d'Italia, due forze politiche diamteralmente opposte, hanno trovato una convergenza nel sottolineare "ancora una volta il comportamento inadeguato e irrispettoso dell'amministrazione Piermattei nell'affrontare un tema tanto delicato".

Lo scorso anno Francesco Borioni del Centrosinistra aveva organizzato una assemblea pubblica per parlare della nuova scuola che, si vociferava e lo si crede tuttora, sarebbe stata realizzata nella zona pianeggiante che precede la frazione di Cesolo, in piena periferia. Questa scelta non aveva visto d'accordo la maggior parte delle forze politiche di minoranza ad eccezione del solo Massimo Panicari del centrodestra.

"Pur più volte sollecitata a gestire in maniera più limpida e aperta la questione - scrivono ora FdI e Centrosinistra - con il coinvolgimento delle minoranze e dei cittadini, l'amministrazione prosegue col suo modus operandi, inaccettabilmente. Perché qui si tratta di affrontare un percorso che va a tracciare le vie di sviluppo di una comunità, il suo impianto sociale, economico, urbanistico. La scuola è uno dei poli gravitazionali attorno a cui si muove la comunità, con i suoi equilibri delicati. La collocazione di questo organo pulsante nell’ambito del tessuto urbano e comunale non è un fattore di secondaria importanza. Il sindaco ci scrive 'non si ritiene opportuna l’eventualità di discutere l’argomento in una pubblica assemblea' e ancora che 'il progetto esecutivo… sarà condiviso con le Istituzioni scolastiche… si instaurerà un confronto anche con i componenti della minoranza'. Ma quando? Quale minoranza è stata coinvolta?". Nel corso dell'assemblea organizzata da Borioni infatti, il sindaco aveva assicurato che non era stata presa alcuna decisione e che si stavano solo valutando diverse opzioni. Ma da allora non se n'è più parlato anche se non sembra che l'amministrazione se ne sia stata con le mani in mano. Un'idea progettuale c'era: "Dove sono le valutazioni fatte? Cosa è stato preso in considerazione, quali opzioni sono state considerate fattibili e quali no? Perché, diciamocelo, qualcuno avrà lavorato per questo, no? E dove sono i risultati di questo lavoro? Sicuramente - aggiungono - nella formulazione di una strategia, a seguito di una progettazione di fattibilità tecnica e economica, l’amministrazione avrà interloquito con altre istituzioni, ed in che maniera ci si è rapportati con le istituzioni coinvolte? In quali termini, per cosa? Perché tanto riserbo? Perché in una tal questione mica si tratta di essere discreti, in democrazia vige l’obbligo di restituire con chiarezza, trasparenza e onestà il proprio operato ai cittadini, tanto più quando questi richiedono a gran voce di essere informati".  

g.g.

 

"Imbarazzante il silenzio dell'Amministrazione sulla Commemorazione del Giorno del Ricordo". Duro il commento del gruppo politico di Fratelli d'Italia dopo la giornata di ieri, dedicata al ricordo delle vittime delle Foibe, nei confronti dell'amministrazione settempedana che ha disposto le bandiere a mezz'asta e invitato le scuole a tenere lezioni sull'argomento. Null'altro.

Fratelli d'Italia circolo di San Severino, si è ritrovato ieri insieme alla Comunità Istriana locale, per la commemorazione. In seguito all'introduzione del portavoe Tiziana Gazzellini è intervenuto Emanuele Piloni, dell'associazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, diretto discendente da famiglia Istriana: la nonna, esule del periodo, ha potuto raccontare alla famiglia le orribili violenze che venivano inferte a quelle persone che avevano la sola colpa di essere italiani. "L'intervento - si legge in una nota - commovente ed incisivo, ha descritto in maniera precisa e puntuale la vicenda nella sua realtà che fin ad oggi, non ha ancora ricevuto la giusta importanza, suscitando la commozione dei presenti. C'è ancora tanta strada per poter affermare la verità.  Ci meraviglia il silenzio imbarazzante dell'Amministrazione Comunale, che ha disatteso l'appello del Presidente della Repubblica, il quale invitava le istituzioni a questa doverosa commemorazione (con Legge n. 92/04 del 30/03/2004), facendo si che gli infoibati siano stati uccisi due volte".

 

 

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