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Un dibattito continuo sul debito pubblico comunale di Tolentino tra maggioranza e opposizione. Dopo che il consigliere di minoranza del Partito democratico Fulvio Riccio aveva lanciato il sasso nello stagno del consiglio comunale definendo “preoccupanti i numeri del debito pubblico pro capite”, evidenziando le “mancanze del sindaco Pezzanesi nel non aver sospeso le rate dei mutui, possibilità offerta ai comuni del cratere”, e a seguito della replica della vice sindaco Luconi che imputa allo stesso Riccio “inesattezze” su quanto sostenuto, il consigliere dem torna di nuovo sulla questione.

“I membri della Giunta possono anche dire che il sottoscritto sia impreciso, ma non penso possano dirlo anche al collegio dei Revisori del comune – la controreplica di Riccio – Come detto in precedenza, gran parte del debito attuale non è attribuibile alla Giunta Pezzanesi, ma allo stesso tempo sindaco e assessori non hanno fatto nulla per ridurlo in questi anni, nonostante fosse una loro precisa promessa elettorale scritta nero su bianco nel programma presentato ai cittadini e nonostante i continui richiami dei revisori in questi ultimi anni circa la pericolosità di questi numeri. Ogni cittadino tolentinate dovrebbe giudicare l’amministrazione sulla base della risoluzione dei problemi che la stessa pone di fronte ai cittadini. Sono 10 anni che questa Giunta governa la città e quando si segnalano criticità e problemi si addossano le colpe, a seconda dei casi, a quelli che c’erano prima di loro, alla burocrazia, al Governo. Un’amministrazione autorevole – conclude Riccio – non gioca a scarica barile puntando il dito contro gli altri, ma si assume le proprie responsabilità di fronte ai cittadini”.

f.u.
“Quello che sostiene Fulvio Riccio è inesatto: l’amministrazione Pezzanesi ha ridotto il debito che ha ereditato e nonostante questo ha saputo offrire nuove opere pubbliche alla città”. Ha risposto così Silvia Luconi, vicesindaca della città di Tolentino, alle accuse del consigliere comunale dem. Nel corso del consiglio comunale di giovedì, Riccio ha posto l’accento sul pesante indebitamento del Comune di Tolentino, sostenendo che i “2000 euro di debito pro capite sono una spada di Damocle sulla testa di chi erediterà il lavoro della giunta comunale”.

Silvia Luconi cita i dati in suo possesso, rigettando le accuse: “Al momento dell’insediamento della giunta Pezzanesi, nel 2012, ereditammo un debito di oltre 31 milioni di euro. Un Comune che dunque stava toccando il suo massimo indebitamento. Noi stessi abbiamo amministrato in una situazione finanziaria ben peggiore di quella che lasciamo oggi. Non aver avuto la possibilità di operare accendendo mutui è stata una notevole limitazione alle possibilità di governare e avviare progetti. In nove anni questa amministrazione non ha attivato nessun prestito – spiega Luconi –, eccezione fatta per la ‘partita di giro’ del mutuo per la caserma dei Vigili del Fuoco, prestito la cui rata è coperta dall’affitto corrisposto dal Ministero dell’Interno. Al 31 dicembre del 2020 questa amministrazione ha ridotto l’indebitamento dai 31 milioni e 500 mila euro circa del giorno dell’insediamento a poco più di 28 milioni. Oltre a questo, nel 2015 il Consiglio comunale ha approvato il ripiano di oltre 11 milioni di disavanzo tecnico che copriva delle poste esistenti in bilancio da oltre 20 anni, che non potevano essere riscosse e che ‘falsavano’ il bilancio stesso: oggi questo debito è stato ripagato, anno dopo anno, fino al 38,71% del totale”.

Poi il punto sulle le opere avviate: “L’amministrazione Pezzanesi ha saputo imbastire e realizzare diverse opere pubbliche nonostante il pesante indebitamento delle casse comunali, questo in un regime palesemente diverso da quello che si è vissuto negli anni ottanta e novanta, quando era molto semplice ricevere contributi ‘a pioggia’ – spiega ancora Silvia Luconi –. Lo abbiamo fatto intercettando le giuste opportunità, coinvolgendo i privati, alienando il patrimonio non strategico e soprattutto abbattendo un debito che non era mai stato così pesante come nel giorno del nostro insediamento”.

“Quando il consigliere Riccio parla di indebitamento – conclude – , dovrebbe rivolgersi ai suoi compagni di partito che lo hanno preceduto e che hanno governato la città per almeno 30 anni. Chiedere a loro per quale motivo sono stati accesi mutui anche per effettuare i lavori di potatura del verde, contribuendo così a far pagare ai cittadini una rata tanto importante come quella che descrive nel suo discorso, che sa tanto di ‘autogol’. Questa amministrazione, nonostante le scelte discutibili di chi l'ha preceduta, si è rimboccata le maniche e ha notevolmente abbassato l’indebitamento. Questo dovendo anche far fronte a questione mai risolte, come la Sentenza dell’Ex Sindaco Luciano Ruffini che alla collettività è costata un milione di euro e che solo l’Amministrazione Pezzanesi ha portato a conclusione subito dopo l’insediamento. In nove anni di amministrazione, oltre a una riduzione del debito documentata e documentabile, abbiamo accresciuto il patrimonio della città con investimenti che Tolentino aspettava da decenni e che gli permettono di acquistare una posizione importante all’interno dell’entroterra maceratese”.

l.c.
“Per il Comune di Tolentino è stata sprecata una grande occasione”. Lo afferma Fulvio Riccio, consigliere comunale per il Partito Democratico, che ha sottolineato come l’amministrazione Pezzanesi “abbia sciupato le opportunità di abbattere l’enorme volume di debito pubblico delle casse comunali”.

Durante la seduta del Consiglio comunale di ieri (la prima in epoca Green Pass, ndr), Riccio ha fatto presente come l’ammontare del debito pubblico del Comune di Tolentino si attesti intorno ai “30 milioni di euro. Una somma – spiega Riccio – che certamente non è da imputare direttamente all’amministrazione guidata dall’attuale sindaco, ma da una serie di politiche di stampo clientelistico che da anni contraddistinguono la nostra città. Sin dagli anni ottanta l’ammontare del debito pubblico non ha fatto che crescere. Nell’ultimo quinquennio c’era la possibilità di sanare questa situazione, ed è qui che emergono le mancanze del sindaco Pezzanesi. Visto che le rate dei mutui in essere sono state sospese per i Comuni del cratere e vista soprattutto l’enorme mole di fondi giunti negli ultimi anni, il risparmio poteva essere duplice: sia perché le nuove opere avrebbero potuto essere finanziate con queste agevolazioni, sia perché la sospensione stessa delle rate avrebbe permesso un massiccio risparmio. Questo non è avvenuto”.

Riccio conclude sottolineando come la situazione finanziaria del Comune di Tolentino debba essere urgentemente presa in esame: “Allo stato attuale delle cose, 30 milioni di debito significano circa 2000 euro di debito per ogni cittadino: una cifra considerevole che, con lo sblocco delle rate, dovrà essere sanata. Chiunque dovesse trionfare alle prossime elezioni dovrà confrontarsi con questi numeri piuttosto preoccupanti”.

l.c.
Nel clima da pre campagna elettorale – si andrà alle urne nella primavera del 2022 – che si respira a Tolentino, sono molti i temi che infiammano il dibattito tra forze di minoranza e amministrazione. Dopo le ultime stilettate inferte dal Comitato di quartiere del centro storico in merito alla delocalizzazione dei servizi, la discussione si è di nuovo accesa intorno alla decisione di cedere la vecchia centrale elettrica. La scelta della giunta Pezzanesi di vendere lo stabile alla Coal e di destinarlo ad utilizzo commerciale non è piaciuta, in particolare, agli esponenti del Partito Democratico.

“Una manovra che priva il patrimonio edilizio comunale di un edificio simbolo – dice Fulvio Riccio, consigliere comunale del Pd – . La centrale elettrica è la rappresentazione fisica di un'eccellenza della città di Tolentino quale l’ASSM, destinarla all’utilizzo commerciale cedendola ad una catena di supermercati era una scelta, secondo me, evitabile. Oltre a non aver interpellato le associazioni di quartiere – spiega Riccio – , la decisione è sostanzialmente irreversibile. Credo che ci sarebbero state soluzioni diverse per non privare la città di un edificio che rappresenta la sua storia. È un modo di fare di questa amministrazione – sottolinea e conclude il consigliere dem – che non condividiamo. Lo abbiamo già visto nel caso dei giardini John Lennon o del forno crematorio. Vengono prese decisioni unilaterali, senza consultazione: da qui nascono malumori sia nelle minoranze, ma anche e soprattutto tra i cittadini”.

l.c.
La lettera al sindaco, i cuori appe agli alberi, l'interessamento della minoranza. Tutti insieme a Tolentino avevano chiesto l'intervento di un perito tecnico per scongiurare l'abbattimento degli alberi ai giardini John Lennon di Tolentino e sono riusciti ad ottenere il risultato sperato.
Lo ha annunciato il consigliere del Pd Fulvio Riccio che ai microfoni di RadioC1...inBlu ha spiegato: "È stato un obiettivo raggiunto grazie all'impegno della cittadinanza: si sono mosse associaizoni, comitati, singole persone che hanno molto a cuore un giardino storico come quello di John Lennon e non riuscivano ad accettare il fatto che si potessero abbattere una ventina di piante all'interno del parco senza alcun tipo di valutazione tecnica sulla pericolosità delle stesse.
Fortunatamente - dice - la maggioranza ha dato ascolto a queste voci: è stata commissionata una perizia da cui è scaturito che queste piante rimarranno in vita senza sconvolgere l'assetto generale dei giardini John Lennon e saranno abbattute solo quelle piante che sono effettivamente ritenute pericolose. Personalmente - confida - giudico positivo questo tipo di procedura che, se fosse stata avviata fin dal principio, si sarebbero evitate le tante polemiche ascoltate in questi giorni".
In particolare saranno quindi salvati nove alberi tra quelli che erano destinati all'abbattimento.

GS


Riduzione dell’offerta della risorsa idrica: l’Aato 3 parte con una campagna per sensibilizzare i cittadini di oggi e di domani ad un uso corretto e controllato dell’acqua.

Le misure da attuare sono state presentate questa mattina in una conferenza stampa in cui il presidente Stefano Montemarani, il responsabile del servizio tecnico Daniele Nardi, il direttore Massimo Principi e il responsabile della comunicazione Fulvio Riccio, hanno rappresentato il quadro della situazione in provincia.

“Dal 10 luglio – dice Montemarani – partiremo con la campagna di sensibilizzazione ai cittadini, continuando, come negli anni passati, ad investire sulla formazione nelle scuole”.

Il periodo estivo è quello che più soffre l’emergenza idrica e, nello specifico, coinvolge diversi centri maceratesi: “Nel periodo di magra – dice Daniele Nardi – che è quello tra l’estate e l’inizio dell’autunno, registriamo la situazione peggiore. Ora non siamo in emergenza, ma abbiamo situazioni critiche”.

Tra queste – spiega Nardi – “Appignano, Cingoli, Apiro, e Camerino che sono in una situazione di pre-allarme.

Hanno bisogno di un ulteriore approvvigionamento, invece, le zone di Visso, Ussita e Pieve Torina dove insistono diverse attività di allevamento.

Anche la qualità dell’acqua – aggiunge - può dipendere dalla minore disponibilità”.

Da questi problemi, quindi, la necessità di sensibilizzare i cittadini: “Siamo in un sistema interconnesso e che ha un equilibrio – dice Nardi - : ad oggi riusciamo a garantire l’approvvigionamento senza criticità, ma questo equilibrio è precario e dobbiamo migliorare con la sensibilizzazione della cittadinanza, perché comportamenti virtuosi sono fondamentali”.

Un problema, quello dell’approvvigionamento, che peggiora ogni estate: “Per evitare questo – dice il direttore Principi – possiamo seguire due filoni, uno sul lungo e l’altro sul breve termine.

Il primo riguarda le strutture che oggi non sono adeguate e ci stiamo attrezzando per renderle tali.

Il secondo, invece, riguarda l’educazione dei cittadini”.

Ed è qui che entra in campo l’attività di comunicazione spiegata da Fulvio Riccio: “L’Italia – evidenzia - è il maggior consumatore a livello europeo di acqua. Molti Paesi ne consumano il 40% in meno e le Marche non si discostano dalle medie nazionali.

La gratuità del servizio idrico per i comuni del sisma con sistema di pagamento a forfait, senza contatore, di certo non aiuta a tenere i consumi contenuti.

Nel lungo periodo avremo sempre maggiori fenomeni di scarsità della risorsa.

Per questo motivo abbiamo attivato una campagna di affissione di manifesti; spot radio diffusi su alcune emittenti locali a luglio e agosto; sponsorizzate social con immagini, audio e video per divulgare il messaggio.

Abbiamo puntato molto anche sulle scuole: da dieci anni a questa parte ogni anno abbiamo verificato, dati alla mano, che c’è un processo grazie al quale i giovani educano gli adulti ai comportamenti virtuosi. Intervenire sugli adulti del futuro significa investire in una risorsa importante e con le scuole riusciamo a coinvolgere dai 3mila ai 6mila ragazzi l’anno.

Da quando abbiamo messo in campo queste strategie abbiamo visto un maggior decremento nell’utilizzo smisurato a livello nazionale, ci piace pensare – conclude - che le campagne abbiano sortito un effetto importante”.

GS
Un consiglio comunale fiume, finito oltre la mezzanotte, dove non si poteva che arrivare allo scontro per via di quello che ormai da tre anni rappresenta lo scoglio più grande per Tolentino: la delocalizzazione della scuola Don Bosco in zona Pace, nel campus scolastico.

Lo conferma il consigliere dem Fulvio Riccio con un annuncio su Facebook in cui dice addio alla struttura scolastica in questione: “Si sono discusse molte proposte importanti – dice - , alcune positive, come ad esempio il Regolamento per l'attivazione dell'unità cinofila a Tolentino e lo statuto per la Fondazione Tacci Porcelli, entrambe votate all'unanimità, altre meno positive.

Ovviamente lo scontro vero si è concentrato sulla delocalizzazione della scuola Don Bosco, posta all'interno del PSR (Piano straordinario ricostruzione). Finalmente ieri abbiamo capito una cosa: la scuola Don Bosco è sicura (per questo i bambini ci possono andare tranquillamente anche ora) e lo potrebbe diventare ancor più successivamente ad una ristrutturazione. Queste le parole dei tecnici comunali – racconta - .

La delocalizzazione è quindi una scelta politica di questa amministrazione che preferisce avere una scuola in periferia che in centro. Purtroppo i numeri erano dalla parte della maggioranza – ammette - che ha votato compatta e convintissima sulla loro proposta. È stato perfino richiesto dalla minoranza di tirar fuori dal PSR la questione scolastica per votarlo tutti insieme, perché il resto del PSR era condivisibile, e rinviare la delocalizzazione. Purtroppo, come spesso accade, ci è stato risposto picche.

Quindi – conclude - dite addio alle scuole Don Bosco e Bezzi perchè non esisteranno più. Ciascun consigliere di maggioranza si assumerà per il futuro le proprie responsabilità per questa scelta”.

Ieri, sulla questione scolastica era intervenuto anche Nazzareno Tiranti del Comitato che era sorto a difesa della storica struttura: “Dopo aver ascoltato la presentazione del PSR – aveva scritto - , strumento pensato dalla struttura commissariale per velocizzare l'iter della ricostruzione dei centri storici, voglio fare delle semplici considerazioni: capire cosa c'entra la delocalizzazione della scuola Don Bosco con il PSR; come si può pensare di valorizzare e rivitalizzare il centro storico eliminando dei servizi strategici, come ad esempio una scuola; perché – si chiede - , nonostante immobili e terreni di proprietà, il Comune di Tolentino acquisterà un terreno da privati per 2 milioni di euro, per delocalizzare la Don Bosco ed un immobile dalla Curia (ora inagibile causa sisma) dove delocalizzare la scuola Bezzi; perché – prosegue nei quesiti - , a detta della giunta tolentinate, l'edificio della scuola Don Bosco non può essere adeguata sismicamente mentre si può adeguate sismicamente lex edificio delle ex Maestre Pie Venerini dove si vuol spostare la scuola Bezzi pur essendo entrambi vincolati dalla Sovrintendenza delle belle arti”.

Tutte domande che più volte i contrari a questa decisione hanno sollevato alla maggioranza ma che, come più volte ribadito anche dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, non hanno scalfito la decisione della giunta su questo tema.



GS
"Ecco a cosa è servito il fondo Covid arrivato al Comune d Tolentino".
Lo spiega l'assessore al Bilancio, Silvia Luconi, rispondendo all'interrogazione del Partito Democratico che ha chiesto all'amministrazione di prevedere la sospensione o l'azzeramento delle tasse alle microimprese e di erogare loro un aiuto una tantum.

"Tolentino non può negare, come Comune, di aver ricevuto liquidità per il Covid - dice - . I contributi sono stati erogati dallo Stato in base al numero degli abitanti e abbiamo ricevuto 800mila euro. Tolentino, però, a differenza di altre città costiere, come Civitanova, ha la differenza dell'emergenza sisma, con molti cantieri che hanno impattato sul bilancio, anche in termini di Covid.
Quando lo Stato, lo scorso anno, ha previsto per il Comune un contributo una tantum di 800mila euro, ci ha concesso di spenderli come meglio ritenessimo.
Per l'IMU sono entrati 130mila euro in meno, per l'imposta comunale sulla pubblicità 93mila euro in meno, per la tassa di occupazione del suolo pubblico 23 mila euro in meno.
Per la Tari - specifica Silvia Luconi - abbiamo stanziato a bilancio 20mila euro in meno a copertura dell'ultima rata delle attività che sono state chiuse nel corso del 2020 e per i quali, come anche per le altre tasse, non abbiamo avuto alcun tipo di copertura".

Il vicesindaco spiega quindi i motivi per cui non è stato possibile sostenere le attività rimaste chiuse: oltre ai mancati introiti relativi alle tasse, infatti, ci sono state delle spese specifiche dovute alla pandemia: "Alla voce relativa alle mense scolastiche troviamo una perdita di 211mila euro. Rispetto a un altro Comune, Tolentino ha scelto di utilizzare per le mense personale dipendente e derrate alimentari a km zero.
Se questa è una scelta di cui andiamo fieri, in momenti in cui ci sono le chiusure ci portano ad avere costi fissi che sono sempre attivi: uno su tutti il personale che non ha lavorato per diversi mesi e che il Comune non ha potuto mettere in cassa integrazione, nonostante la mancanza delle quote dei buoni pasto. Restando sul tema scolastico, anche per gli asili nido abbiamo registrato una perdita di 26mila euro, considerando che anche in questo caso abbiamo personale nostro e utilizziamo le cooperative solo per situazioni di emergenza".

Il Covid ha inciso anche sull'acquisto dei dpi e igienizzanti, non solo per le strutture pubbliche, ma anche per i cantieri comunali: "Abbiamo speso oltre 97mila euro per i dispositivi anticontagio; è stato a carico nostro anche lo screening effettuato ad inizio 2021 per gli studenti. Altri 40mila euro sono stati spesi per la gestione delle quarantene. In merito ai cantieri attivi sul territorio che ha dovuto sopportare il costo del contenimento del contagio, ogni cantiere, come viale matteotti o campi da tennis, ma benchè le ditte siano state preparate un attivi nel periodo di emergenza: per quello di viale Matteotti sono serviti oltre 50mila euro in più per le normative anticovid e 30mila per quello dei campi da tennis. Stesso discorso per il cantiere di Borgo Rancia, costato in termini di ritardo e precauzioni".

Il compito di una amministrazione, secondo il vicesindaco, è piuttosto quello di porsi da intermediario con gli organi sovracomunali, rispetto agli aiuti economici: "Abbiamo chiesto un aiuto serio alla Regione - dice - che ha risposto con oltre 15milioni di euro stanziati per le imprese colpite dall'emergenza. Questo è l'aiuto che ci si aspetta da un organo centrale, non aiuti a spot che, non condanno, ma per i quali bisogna capire l'atteggiamento scelto dall'amministrazione".

GS


Misure a sostegno delle microimprese. Questo il tema al centro dell’interrogazione presentata dal Partito Democratico di Tolentino, tramite i consiglieri Anna Quercetti, Luca Cesini e Fulvio Riccio, in vista del prossimo consiglio comunale che si terrà a maggio.

“L’obiettivo dell’interrogazione - spiega Fulvio Riccio - è quello di verificare che vengano introdotte misure concrete a sostegno del commercio e dell’artigianato tolentinate. Recentemente l’amministrazione ha mostrato vicinanza alle chiusure obbligatorie delle attività commerciali, dettate dal Dpcm, il Pd ha sostenuto questa dimostrazione, condividendone i principi, ma resterebbe una mera azione demagogica se, accanto a queste parole, non si introducessero misure concrete che possano dare sollievo a queste micro imprese tolentinati che sono la base della vita commerciale della città”.

I dem chiedono dunque una “riduzione della tassazione, come ad esempio l’azzeramento della TARI dal momento che, vista la chiusura, non possono aver prodotto immondizia; ma anche la riduzione o l’azzeramento dell’IMU e del CUP. 

Dall’altra parte chiediamo anche che ci siano incentivi concreti, magari una contribuzione “una tantum” per permettere ai commercianti di respirare. Ci rendiamo conto - ammettono - che queste proposte non risolvono il problema, ma riteniamo che siano aiuti concreti verso un settore che è forse quello più colpito dall’emergenza sanitaria”.

L’interrogazione del Pd arriva anche sulla scia di quanto fatto da molte amministrazioni comunali italiane che “in queste settimane - concludono - hanno approvato delibere di sostegno alle microimprese, definendo azioni di intervento similari a quelle riportate nel paragrafo precedente".

GS
"Serve un piano di intervento in favore degli istituti superiori che vivono in forte affanno, evitando di affidarsi alla speranza nella celerità dei lavori per la realizzazione del Campus, ma al contrario mettendo in campo una serie di strumenti volti ad incentivare le nuove iscrizioni, oltre a realizzare specifici servizi volti a ridurre i disagi della popolazione scolastica e del personale docente".

Sono le necessità espresse dal Partito Democratico di Tolentino che per il prossimo consiglio comunale ha presentato una interrogazione a firma di Anna Quercetti, Luca Cesini e Fulvio Riccio. Una interrogazione che vede però anche la collaborazione dell'associazione Città in Comune il cui simbolo compare a fianco di quello dei dem nella missiva e che "ha fornito il proprio contributo e la propria collaborazione - scrivono i dem - all'ideazione e alla stesura della presente interrogazione

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Barbara Salcocci e Nicola Serrani

Ancora il Campus, dunque, al centro del dibattito politico in cui questa volta viene chiesto: "la tempistica reale per l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo Campus scolastico, indicando la fase dell’attuale iter progettuale ed i realistici tempi per la conclusione dei lavori; quali strumenti si intendono adottare affinché venga garantito pienamente il diritto allo studio, ovvero quali eventuali ulteriori strutture possano essere individuate per poter distribuire le classi di studenti in spazi più idonei, dopo i quasi 5 anni trascorsi presso la ex sede della Quadrilatero; quali strumenti si intendono adottare per evitare il rischio legato al calo degli iscritti, con l’evidente pericolo della perdita dell’autonomia scolastica e conseguente accorpamento ad istituti delle città limitrofe; l'indice di vulnerabilità dell'ex sede dei Licei Scientifico, Classico e Coreutico".

Un tema su cui le minoranze hanno più volte insistito, ma che in questa interrogazione vede l'unione di una forza consiliare con una associazione cittadina. Ad un anno dalle prossime elezioni amministrative, la collaborazione potrebbe sembrare la prova per un possibile coalizione di centrosinistra. All'ultima tornata elettorale Città in Comune fu una lista a sé, rappresentata dalla candidata Marina Benadduci. Dopo la trasformazione del gruppo in una associazione non è detto che i componenti, oggi rappresentati da Barbara Salcocci e Nicola Serrani, non possano decidere di fare fronte comune per fronteggiare il centrodestra alle urne.

GS
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