Anche il Partito Democratico dice la sua in merito al forno crematorio che dovrebbe essere realizzato vicino al cimitero di Tolentino. Dopo il botta e risposta tra il primo cittadino, Giuseppe Pezzanesi e il consigliere regionale Sandro Bisonni, i dem chiedono "una discussione seria e serena sulla realizzazione e sulle dimensioni di un forno crematorio, visto che il cimitero comunale è a ridosso non solo delle abitazioni, ma addirittura a poche centinaia di metri dal centro storico ed ad un chilometro da un importante centro termale come Santa Lucia; inoltre è necessario anche di un regolamento di vigilanza sulla sua conduzione, senza creare attese illusorie nei cittadini, garantendone la qualità ambientale".
Nella nota del Pd, infatti, si fa riferimento alla crescita del numero di "persone dichiarano di poter fruire della cremazione, dopo la propria morte. In Italia negli ultimi 10 anni il trend della cremazione è in aumento, in quanto un italiano su quattro la  sceglie. La cremazione ha alcuni vantaggi, quali una visibile riduzione del suolo dedicato allo spazio cimiteriale, ma anche svantaggi, in quanto essa avviene in un forno con temperature che si aggirano intorno a 900-1000 gradi. La legislazione italiana non consente che le ceneri vengano disperse, né che l’urna possa essere conservata in luogo diverso da un cimitero.
Purtroppo - aggiungono - in Italia non esiste una norma unitaria che disciplini l’installazione degli impianti di cremazione e le loro conseguenti emissioni; ogni Regione o Provincia stabilisce limiti specifici in relazione alla localizzazione dell’impianto ed alla tecnologia adottata".
Quindi la riflessione sull'impatto ambientale: "Il principale riguarda l’aria - scrivono i dem - , come si può evincere dal sito dell’Arpat della Toscana, poiché nella cremazione si ha produzione di inquinanti atmosferici, in particolare: polvere, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti. Inoltre durante il processo di incenerimento si producono rifiuti speciali che vanno smaltiti in discariche autorizzate in conformità alle norme di legge".

GS


E' l'inaugurazione dell'elisuperficie prevista per domenica prossima a sollevare la polemica da parte della minoranza di Belforte del Chienti.
L'ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Roberto Paoloni, fa il punto della situazione, mostrando la sua versione dei fatti su Facebook: "Facemmo un grande lavoro come amministrazione per ottenere i finanziamenti e fare il progetto e finalmente vediamo il risultato - scrive l'ex primo cittadino - , sono felice che anche questo viene messo a disposizione per la nostra comunità e non solo.

Ricordo il mio primo intervento nell'assemblea dei sindaci ASUR 3 a Macerata prima del terremoto, quando chiesi di avere una piazzola adeguata per il volo notturno nel nostro comune dicendo che la Regione dovesse mettere in piedi prima possibile il servizio di volo notturno degli elicotteri da e per Torrette, questa operazione farà in modo che la gente delle aree interne avrà le stesse possibilità di essere soccorsa e di poter sopravvivere se qualcosa succede anche la notte".
Poi la stoccata nei confronti di Giampiero Feliciotti, consigliere di maggioranza che ha ricoperto la carica di vice sindaco fino a poche settimane fa: "Tutto questo è stato possibile anche grazie alle donazioni degli italiani attraverso gli sms solidali, che qualcuno invece - aggiunge Paoloni - voleva destinare a piste ciclabili non nella vallata del Chienti, lo ricorderete. Anche in quella occasione ci opponemmo e dicemmo che per fare quegli interventi esistono i fondi europei e non gli sms solidali. Felice - conclude il consigliere - che la nuova amministrazione di Belforte del Chienti abbia deciso di inaugurarla".

GS
Ad accendere i riflettori sulla ricostruzione dell'ospedale di Tolentino è il Partito Democratico che ha organizzato per giovedì prossimo alle 21.15 all’auditorium della Biblioteca Filelfica della città  un incontro sul nuovo ospedale della città.
Saranno presenti il governatore della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ed il direttore dell’area vasta 3 dell’Asur, Alessandro Maccioni, con i progettisti dei lavori.
Entro il prossimo gennaio, infatti, sarà firmato il contratto di 15 milioni di euro per la ricostruzione dell’ospedale civico. La nuova struttura, di 6.000 metri quadrati, sarà realizzata in due piani con isolatori sismici ed ospiterà 50 posti letto di cure intermedie con il 20% in più, rispetto a prima, se si dovesse prevedere un’espansione del reparto dialisi. "Nella serata - scrive il Pd -  sarà illustrato nel dettaglio il progetto ai cittadini, che potranno porre domande. L’incontro vuole essere un segnale importante per l’avvio di una ricostruzione veloce in una delle città maggiormente colpite dal sisma del 2016".

GS
E' bufera a Tolentino, in consiglio comunale, dopo che la minoranza ha disertato l'ultima seduta, comunicando in una nota le motivazioni.
E la maggioranza non ci sta: a rispondere alle accuse è in primis il presidente del consiglio, Carmelo Ceselli, chiamato in causa dalle dichiarazioni dei grillini, ma anche il consigliere Ivano Serraggiotto.
"Ricordo - scrive Serraggiotto - che tempo fa il consigliere Cicconetti del Movimento 5 Stelle, in sede di Consiglio comunale, fece un intervento chiedendo che tra Consiglieri ci fosse maggior rispetto, considerazione, educazione. 
Lo ricordo bene perchè in quella occasione ho condiviso il contenuto dell'intervento pienamente, in quanto trovavo che i toni fossero scivolati nell'inaccettabile. 
Ultimamente leggo che quella stessa area ci definisce un “banda di incapaci”, e allora mi chiedo dove sia finito il rispetto, la considerazione, l'educazione che loro stessi chiedevano".
Poi commenta la decisione dell'assenza: "Il sindaco durante l'ultimo Consiglio comunale ha riassunto dettagliatamente l'attivo di questi 7 anni, ma voi (i capaci) eravate tutti assenti, così come pure in Commissione Bilancio e non è una novità". 

A non digerire le accuse della minoranza anche il presidente del consiglio, Carmelo Ceselli, che decide di rispondere punto per punto a quanto scritto nella nota di Pd e 5 stelle dopo l'assenza al consiglio dello scorso 9 ottobre.
Di seguito la cronologia di quanto accaduto secondo il presidente: "Il 24 settembre, in previsione del Consiglio comunale fissato per il 30 settembre, ai consiglieri arriva tutta la documentazione relativa al bilancio, priva soltanto della relazione dei Revisori dei Conti. 
In sede di Consiglio, ho spiegato chiaramente che questo era il motivo per cui non si sarebbe discusso il punto relativo al Bilancio in data 30 settembre. 
La documentazione dei Revisori dei Conti viene inviata in data 4 ottobre e a quel punto convoco il Consiglio comunale per il successivo 9 ottobre, data che avevo già informalmente comunicato nel corso della seduta del 30 settembre.
Faccio presente anche che il giorno 7 ottobre era stata convocata la Commissione Bilancio a cui nessun Consigliere di Minoranza si è presentato". 

Poi la risposta a quanto chiesto dalla minoranza: “E' giunta l'ora di rispettare i regolamenti comunali”. 

E allora Ceselli dice: "Non so verso chi, dato che questa Presidenza non ha mai mancato di ottemperare a quanto previsto proprio dallo Statuto comunale e dalle norme che regolano lo svolgimento del Consiglio comunale.
Infatti, i Consiglieri di minoranza dovrebbero ben sapere che proprio il regolamento prevede il deposito degli atti in discussione cinque giorni prima della data di svolgimento delCconsiglio comunale. La cronologia sopra esposta parla chiaro.
Talvolta, ma non per regola, può capitare che durante una discussione consiliare si possa derogare al dettato stretto e freddo del regolamento comunale e si conceda di applicare quello, magari meno formale ma più adeguato, del buon senso.
Ma quando si parla di regolamento in senso stretto e istituzionale, non accetto lezioni da chicchessia né tantomeno posso accettare di essere definito “l'uomo del non sento, non vedo e non parlo” o il capofila dopo il sindaco di “una banda di incapaci”.
Queste dichiarazioni si rivelano inutili e sterili e non idonee a comportamenti responsabili e costruttivi che dovrebbero essere l'essenza della politica orientata al bene comune".


GS


Il nuovo contratto di governo fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico è pronto. Ormai il prossimo step sarà la fiducia. Al punto 6 figura un argomento assai importante per il Centro Italia e per la provincia di Macerata: il terremoto. "I terremotati non sono mai stati dimenticati - afferma il senatore marchigiano Giorgio Fede, dei 5 Stelle - nemmeno nel primo contratto. Mi fa piacere ricordare che il Presidente Conte ha già incontrato in una specifica audizione chi i danni del sisma li vive sulla propria pelle. Questa è stata quindi una prima testimonianza della sensibilità verso l'argomento, a dimostrazione che non si tratta solo di un punto programmatico ma di qualcosa di più. E' stato assimilato alle audizioni che si sono svolte con tutte le forze politiche per formare il governo. Poi, ancor più gradito è stato il poter verificare che proprio al punto 6 del programma si parla di accelerare la ricostruzione". Un altro argomento cardine per le Marche è quello che riguarda la viabilità. Il progetto della Quadrilatero deve essere portato a conclusione con gli ultimi interventi, fra i quali la bretella San Severino-Tolentino recentemente finanziata per intero e la Pedemontana che collegherà Fabriano, Matelica fino a Muccia. "Anche questa è la prova di quanto sia alta l'attenzione - prosegue - sicuramente anche indotta dall'attività di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Già Conte e l'allora ministro Toninelli ne avevano sottolienato l'importanza quando vennero nel territorio ad effettuare un sopralluogo e poi in aula, quando vennero a riferire sull'argomento. L'attenzione e la volontà di far partire queste opere sono alte, seppur fra tante polemiche e problematiche generate e questa non può che essere una notizia positiva per noi marchigiani. Sappiamo bene - aggiunge - quanto le Marche paghino un deficit di infrastrutture e quindi ripartiamo da quelle già in corso di esecuzione per dare risposte concrete sia alla popolazione sia a chi ci ha definito il partito del 'no'. Questa è un'azione del governo Conte e del Movimento 5 Stelle per ridare vita a un territorio".
g.g.



























rificare che il punto 6 del programma cita esplicitamente la necessità di accelerare la ricostruzione". Un altro argomento cardine per il territorio oi+5u
Tra le priorità per il Paese evidenziate dal Partito Democratico in vista delle consultazioni, anche quella del terremoto, come spiega il senatore dem Francesco Verducci.
"Questa crisi - dice - è figlia del fallimento di un Governo che è stato ed è tuttora un incubo. La crisi è l'epilogo di politiche molto sbagliate: oggi l'Italia è un Paese impoverito, impaurito, incattivito, isolato in Europa e con meno forza per chi è più debole.
Finisce un Governo fallimentare e questo è un bene per il Paese. Il fatto che sia arrivata questa crisi per la bramosia di Salvini è un atteggiamento che aggiunge al danno di questi mesi anche il pericolo che, lasciando la barca nel mare in tempesta, l'italia sia costretta all'aumento dell'Iva e anche al rischio di esercizio provvisorio.

Ora - spiega -  o ci sarà una svolta e quindi una differenza molto netta a livello di politiche con quanto avvenuto fino adesso, oppure si andrà alle elezioni.
Ieri abbiamo messo per iscritto cinque priorità, quindi su questo siamo disponibili a verificare con le altre forze parlamentari se c'è la volontà di un governo di svolta reale e quindi per una discontinuità molto netta con questi 15 mesi trascorsi.

Se questo non c'è siamo per andare al voto anche se con tantissima preoccupazione".
Poi il punto sul sisma: "Tra i punti che abbiamo scritto c'è anche il terremoto - dice - e questa è la denuncia che abbiamo fatto fino ad oggi.E' stato un Governo che ha dimenticato la ricostruzone. Era scomparsa anche nel contratto di Governo, in 15 mesi non si è fatto nulla, c'è stata una confusione totale sulla ricostruzione.
Piero Farabollini è un muro di gomma, non risponde, non c'è su nessuno dei dossier più urgenti, dall'altro Crimi e Conte stessi che, al di là di roboanti promesse non hanno fatto nulla. E' venuto fuori un decreto monco dopo le Erupee ma che non dà risposte, quando invece noi sappiamo perfettamente cosa servirebbe per velocizzare la ricostruzione.
I provvedimenti che stanno andando avanti a tutela delle famiglie e degli imprenditori che hanno perso la loro casa e la loro attività sono stati fatti dai nostri Governi nella legislatura precedente. Un comportamento che la dice lunga su persone che hanno passato la campagna elettorale del 2018 a fare sciacallaggio sul sisma, che in 15 mesi non se ne sono mai occupati e ora vogliono pieni poteri lasciano le risposte più pressanti ancora una volta in mezzo alla strada".

GS

“È in atto una guerra tra fazioni politiche a livello nazionale che contagia ovviamente regioni e comuni. In nome di questa guerra ed in nome della tanto sbandierata responsabilità nei confronti dei cittadini in difficoltà si sta semplicemente perdendo tempo!”.

Inizia così la nota di Terremoto Centro Italia in riferimento alla lotta politica a cui si sta assistendo ormai da settimane. Il Pd accusa l’attuale governo senza ricordare che nei due anni successivi al sisma a governare era proprio il Pd stesso, e il governo giallo-verde accusa il Pd delle malefatte che impedirebbero il tanto agognato cambiamento anche nella gestione post sisma.

“Fazioni opposte - scrive il comitato - tirano per la giacchetta i terremotati accusando chi c’è ora di non far nulla, mentre quando erano al governo hanno fatto, eccome, ma molto male! Chi c’è ora sembra imbalsamato e non si comprende perché, visto che quando era all’opposizione aveva idee chiarissime e proposte non soltanto condivisibili, ma anche necessarie ad evitare la desertificazione delle nostre terre. Eppure ad oggi il nulla. Di concreto non c’è nulla se non 12mila posti di lavoro perduti, il 50 per cento di macerie ancora da portar via, solo il 10 per cento di pratiche di ricostruzione approvate, contributi delocalizzazione non pervenuti,ricostruzione pubblica mai avviata,tasso di povertà in forte crescita, aumento della percentuale di ansiolitici utilizzati, Sae inadeguate, inadatte, con muffa e funghi, urbanizzazioni fatte non a regola d’arte e pericolose in molti, troppi casi, viabilità non ripristinate e bandi di gara che durano dai 3 ai 5 anni, ennesima finanziaria scivolata con qualche proroga e nessuna novità di rilievo”.

Come definirlo se non lo specchio del nulla cosmico a firma prima del Pd e ora, se non si decidono a dare un’inversione decisa, anche della Lega e del Movimento 5 Stelle. 

“In questo desolante quadro - afferma il comitato - si stanno facendo le pulci sul giorno in più e giorno in meno necessari per il rinnovo di contratti di un carrozzone che impiega almeno 5 mesi per aprire, per la prima volta, una pratica ed un anno (in media) per decisionarla. A tal proposito, visto che i politici che governavano fino a ieri si lamentano per i tempi del rinnovo del personale degli Uffici ricostruzione, ci permettiamo di consigliare vivamente di dividere in modo opportuno quel numero di risorse, incrementando il numero dei tecnici istruttori(delle pratiche) a scapito dell’incomprensibile esercito di amministrativi”. 

Il comitato si dice pronto a scendere di nuovo in piazza qualora non vi sia quell’auspicato cambiamento: “Non siamo stupidi e con la coerenza di chi protesta, se le cose vanno male, a prescindere da chi sia al governo, se continueranno a prenderci in giro ed a perdere tempo, faremo le nostre mosse contro tutti - concludono - quelli di prima e quelli di adesso“

GG.

“Triplicare il numero dei parcheggi a pagamento (da 450 a 1350) è una vera follia”. Inizia così la nota del PD di Tolentino in merito al nuovo piano parcheggi nel centro storico presentato dall'amministrazione comunale. “Ancora una volta – continua la nota - Pezzanesi prende in giro la città facendo passare questo ennesimo tentativo di mettere le mani nelle tasche dei tolentinati per un progetto di riqualificazione del centro urbano. Suscita poi più di un sospetto il fatto che la gestione dei parcheggi sarà affidata ad un soggetto privato, estraneo al nostro tessuto socio-economico, per ben 25 anni. Chi sarà questo "fortunato"? Ma non finisce qui. Nella tarda serata di martedì, il Presidente Sclavi ha pensato bene di accontentare il cugino convocando un Consiglio comunale straordinario per lunedì 11 aprile proprio per ratificare il piano parcheggi. Il tutto, senza neanche una telefonata alle opposizioni per concordare il giorno o l'ora. In tutta fretta verrà portata all’attenzione del Consiglio una proposta di delibera in cui, tra le altre cose, si legge che l'ASSM non è in grado di far fronte alla spesa per la riqualificazione dei parcheggi. I vertici ASSM (Gobbi e Natali), per essere accondiscendenti col sindaco, hanno puntualmente utilizzato gli utili dell’Azienda per tappare i buchi del bilancio comunale. Nel solo ultimo anno hanno impiegato ingenti risorse, ovvero 1,85 mln di euro (550 mila per la piscina e 1,35 mln per l'acquisto del palazzo dei lavori pubblici) in operazioni del tutto estranee alla funzione dell’ASSM. Oggi, però, dicono che non sono in grado di investire 2 mln di euro in un progetto che nei prossimi 25 anni genererà introiti per circa 20 mln di euro. Veramente una grande visione imprenditoriale! L'ASSM si è improvvisata gestrice di impianti sportivi e società immobiliare, dimenticando la sua storia di fornitrice di servizi. Delle due, l’una. O ci troviamo di fronte a due soggetti incapaci di esercitare l’importante ruolo di gestione o costoro sono stati obbligati dal sindaco a sventolare bandiera bianca per far approdare a Tolentino il nuovo gestore dei parcheggi. In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad un caso di una gravità eccezionale che legittima una richiesta di dimissioni. Chiediamo formalmente sin da ora che al Consiglio dell’11 aprile partecipino personalmente Gobbi e Natali per rappresentare dettagliatamente i motivi imprenditoriali secondo i quali l’ASSM non potrà gestire l’operazione di ampliamento del numero dei parcheggi.

Costituire una Commissione di inchiesta sulla vicenda Banca Marche che in breve tempo sappia fornire informazioni utili a prendere decisioni efficaci, per tutelare il sistema creditizio del territorio e ridare fiducia al sistema economico. È la richiesta che i consiglieri regionali di maggioranza hanno presentato all'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa delle Marche. L'obiettivo è acquisire gli elementi necessari a far piena luce sulle ragioni che hanno portato l'Istituto Banca Marche ad accumulare le pesanti perdite che hanno danneggiato gli investitori e la comunità marchigiana. Proprio sulla base di tali delucidazioni, che saranno ricondotte nella relazione finale della Commissione, una risoluzione presentata oggi a firma del Presidente del Gruppo PD, Gianluca Busilacchi e sottoscritta dalla maggioranza, impegna il Presidente Ceriscioli a valutare insieme all'Assemblea legislativa le azioni più efficaci da intraprendere.

"La Regione ha necessità di conoscere e capire le dinamiche che hanno portato Banca Marche in amministrazione straordinaria e le relative responsabilità - ha detto il Presidente del Gruppo PD, Gianluca Busilacchi, nel suo intervento in Aula -; lo deve non solo ai 40mila azionisti dell'istituto di credito che hanno visto azzerarsi il valore delle proprie azioni e obbligazioni subordinate, ma a tutti i cittadini marchigiani. Dobbiamo svolgere il nostro ruolo anche nell'acquisizione delle informazioni prima di prendere decisioni".

"La nostra risoluzione - ha aggiunto Busilacchi - è aperta ed estesa anche a tutte le forze dell'opposizione. Questo, infatti, è un tema importante su cui siamo intervenuti ripetutamente in questa Aula; lo stesso Presidente Ceriscioli ha riferito più volte comunicazioni sull'argomento e abbiamo anche chiesto, in fase di approvazione di bilancio, che la Giunta regionale si costituisca parte civile in questa vicenda".

La risoluzione presentata dalla maggioranza evidenzia come, ad oggi, non sono del tutto chiari gli esiti effettivi dei controlli attivati dagli organismi preposti alla vigilanza sulle attività bancarie e se, a seguito degli stessi, siano state adottate misure adeguate alla gravità della situazione. “Ci siamo chiesti - ha detto ancora il capogruppo PD - quale sia stato il ruolo di Banca Italia dal punto di vista della vigilanza e crediamo sia doveroso verificarne il livello di efficacia. Vogliamo anche sapere perché alcuni provvedimenti siano stati presi così in ritardo, se non potevano essere assunti precedentemente, anche prima di spendere quattro milioni di euro in consulenze. E chiarezza sulla scelta che ha portato una svalutazione delle sofferenze bancarie all'82% anziché al 60-65%, come in altri casi.

L'auspicio - ha, quindi, concluso il capogruppo PD - è che si risolva il tema della tutela del risparmio e si risollevi il sistema del credito, che in questi anni vive una mutazione genetica, che ha portato le banche ad allontanarsi dal loro ruolo originario, un ruolo di vicinanza al territorio e di spinta al suo sviluppo".

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