Anziani soli nell'emergenza. L'impegno messo in campo

Giovedì, 26 Marzo 2020 09:06 | Letto 182 volte   Clicca per ascolare il testo Anziani soli nell'emergenza. L'impegno messo in campo Sono la fascia più debole. Lo erano quasi quattro anni fa, dopo il sisma. Hanno continuato ad esserlo fino ad oggi in attesa di riavere la loro casa. E lo sono oggi, ma non solo perchè più attaccabili dal virus, ma per la solitudine in cui sono ripiombati. Sono gli anziani ed è per questo che limpegno della maceratese Manuela Berardinelli, da sempre in prima linea per le persone più fragili ed per i malati di demenza, si è subito attivata con lassociazione Alzheimer Uniti Italia che presiede e con lAssociazione Familiari Malati di Alzheimer.Il momento è difficile e complesso per tutti - spiega - in maniera particolare per loro a cui è più complicato spiegare che devono restare a casa e gestire una quotidianità che si svolge diversamente dal solito. Il pensiero agli anziani che vivono nella solitudine delle loro case o nelle case di riposo oggi diventa davvero forte. Abbiamo una preoccupazione a livello morale, sia personale che associativa, che ci spinge a poter fare qualcosa per dare risposte ad una categoria più debole, non solo di salute ma anche in termini psicologici.Diverse le azioni messe in campo per essere vicini, seppur virtualmente, a queste persone ed alle loro famiglie: In collaborazione con lAssociazione italiana di Psicogeriatria e lAssociazione Argilla, abbiamo attivato un numero di telefono che risponde tutti i giorni dalle 15 alle 19, compresa la domenica. Una linea telefonica che si propone di dare vicinanza, ma anche risposte concrete a domande che vengono poste. Il numero è 3515834933. Soluzioni che arrivano anche dalla tecnologia: Sia a livello nazionale che locale - prosegue - , ogni giorno, sulla nostra pagina Facebook, ma anche nelle chat dei familiari degli anziani, inviamo dei video fatti da persone competenti che, in maniera molto semplice, cercano di dare una organizzazione alla quotidianità. Un modo anche per avitare di cadere nella noia, anticamera diretta alla depressione. Limpegno dellassociaizone non si ferma qui, ma guarda a fare di più anche nei prossimi giorni: Stiamo pensando di organizzare un momento di socialità virutale - aggiunge Manuela Berardinelli - . Chiamiamolo Caffè Alzheimer o in qualsiasi altro modo. Daremo un link e, tramite delle piattaforme, ci incontreremo per vivere una socialità a distanza. Stiamo poi provando ad organizzare una serie di almeno tre o quattro videoconferenze di approfondimento con un esperto che possa dare una formazione in un momento di grande difficoltà. Oltre alla linea telefonica attivata in campo nazionale, lAfam mette a disposizione unaltra linea locale, sempre attiva: 3779841431.Rispondiamo non solo per dare indicazioni - conclude - , ma anche semplicemente per parlare ed avere un effetto consolatorio.Giulia Sancricca
Sono la fascia più debole. Lo erano quasi quattro anni fa, dopo il sisma. Hanno continuato ad esserlo fino ad oggi in attesa di riavere la loro casa. E lo sono oggi, ma non solo perchè più attaccabili dal virus, ma per la solitudine in cui sono ripiombati. 
Sono gli anziani ed è per questo che l'impegno della maceratese Manuela Berardinelli, da sempre in prima linea per le persone più fragili ed per i malati di demenza, si è subito attivata con l'associazione Alzheimer Uniti Italia che presiede e con l'Associazione Familiari Malati di Alzheimer.
"Il momento è difficile e complesso per tutti - spiega - in maniera particolare per loro a cui è più complicato spiegare che devono restare a casa e gestire una quotidianità che si svolge diversamente dal solito.
Il pensiero agli anziani che vivono nella solitudine delle loro case o nelle case di riposo oggi diventa davvero forte. Abbiamo una preoccupazione a livello morale, sia personale che associativa, che ci spinge a poter fare qualcosa per dare risposte ad una categoria più debole, non solo di salute ma anche in termini psicologici".
Diverse le azioni messe in campo per essere vicini, seppur virtualmente, a queste persone ed alle loro famiglie: "In collaborazione con l'Associazione italiana di Psicogeriatria e l'Associazione Argilla, abbiamo attivato un numero di telefono che risponde tutti i giorni dalle 15 alle 19, compresa la domenica. Una linea telefonica che si propone di dare vicinanza, ma anche risposte concrete a domande che vengono poste. Il numero è 3515834933". 
Soluzioni che arrivano anche dalla tecnologia: "Sia a livello nazionale che locale - prosegue - , ogni giorno, sulla nostra pagina Facebook, ma anche nelle chat dei familiari degli anziani, inviamo dei video fatti da persone competenti che, in maniera molto semplice, cercano di dare una organizzazione alla quotidianità. Un modo anche per avitare di cadere nella noia, anticamera diretta alla depressione". 
L'impegno dell'associaizone non si ferma qui, ma guarda a fare di più anche nei prossimi giorni: "Stiamo pensando di organizzare un momento di socialità virutale - aggiunge Manuela Berardinelli - . Chiamiamolo "Caffè Alzheimer" o in qualsiasi altro modo. Daremo un link e, tramite delle piattaforme, ci incontreremo per vivere una socialità a distanza. Stiamo poi provando ad organizzare una serie di almeno tre o quattro videoconferenze di approfondimento con un esperto che possa dare una formazione in un momento di grande difficoltà". 
Oltre alla linea telefonica attivata in campo nazionale, l'Afam mette a disposizione un'altra linea locale, sempre attiva: 3779841431.
"Rispondiamo non solo per dare indicazioni - conclude - , ma anche semplicemente per parlare ed avere un effetto consolatorio".

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