È partito oggi il nuovo “Check Point Tamponi” che la Clinica Villalba ha deciso di attivare in una postazione esterna all’attuale sede del poliambulatorio. Un autobus fornito dalla Contram farà da base per far sì che vengano effettuati i tamponi anti-Covid. Un’idea nata per evitare assembramenti all’interno della struttura e soprattutto in modo da assorbire la crescente domanda nel territorio, come spiegato dall’Amministratore delegato del Gruppo KOS, Enrico Brizioli: “Per il contenimento e contrasto all’epidemia, una delle strategie di maggior efficacia è quella dare la possibilità a tutta la popolazione di effettuare il maggior numero di tamponi possibili”.

Il presidente Contram, Stefano Belardinelli, ha commentato: “Contram si mette a disposizione per le emergenze sociali, per il covid così come era successo per il sisma. Insieme al Gruppo Kos, e ai marchi Santo Stefano, Villalba e Villa dei Pini, siamo contenti di aver messo a disposizione questo mezzo per incrementare il numero di punti di diagnostica utili, in modo da snellire la questione tamponi e renderla più sicura e più accessibile. È un impegno nel sociale che la nostra azienda reputa importante”.

Red.
Sono circa 600 i percettori del Reddito di Cittadinanza nel comune di Macerata. A questo proposito i consiglieri pentastellati Roberto Cherubini e Andrea Boccia presenteranno un mozione in cui si chiede all’amministrazione di predisporre i Progetti utili alla collettività all’interno dei quali dovranno essere inseriti proprio i percettori del reddito. Lavori in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, cui il beneficiario del Reddito di Cittadinanza, come sancito dalla legge, è tenuto ad offrire la propria disponibilità.

Il consigliere Roberto Cherubini, una delle firme della mozione, spiega: “Molti comuni hanno già attivato questi progetti per l’inserimento dei percettori del Reddito in ambiti utili alla comunità. 'Usare' è un termine forse brutto ma, come previsto dalla legge, le persone che hanno diritto a questo sussidio possono offrire un contributo fondamentale alla città di Macerata, alla quale i dipendenti pubblici che operano in questi settori mancano sempre. Anche Civitanova si è mossa in questa direzione e noi chiediamo all’amministrazione Parcaroli di attivarsi per risolvere la questione”.

Sono tanti gli ambiti in cui potrebbero operare i percettori, non ultimo il servizio che molti comuni stanno attivando per la consegna dei farmaci e della spesa agli isolati domiciliari per la positività al Covid. Cherubini prosegue: “Gli oneri per l’attivazione e la realizzazione dei Progetti utili alla Collettività (PUC) , inclusi quelli derivanti dalle assicurazioni presso INAIL e per responsabilità civile dei partecipanti sono sostenuti con le risorse del Fondo povertà, oltre che con il concorso delle risorse afferenti al Programma Operativo Nazionale Inclusione, pertanto non gravano sulle casse comunali. Affrettiamoci, perché il Reddito di Cittadinanza è una misura ottima, se contestualizzata nel modo giusto e se seguita da misure altrettanto efficaci di inserimento lavorativo per i percettori”.

Red.
Romano Carancini, oggi consigliere regionale, ha salutato l’ormai ex questore di Macerata Antonio Pignataro, prossimo al trasferimento a Roma. Pignataro ha vissuto a Macerata, esercitando le sue funzioni, durante uno dei periodi più duri per la città, negli ultimi anni dell’amministrazione Carancini. Anni contraddistinti dalle vicende legate alla morte di Pamela Mastropietro e dal successivo raid di Luca Traini.

Pur non avendo un ruolo in città, Carancini ha voluto incontrare personalmente Pignataro per salutarlo e ringraziarlo, a livello sì istituzionale, ma anche umano, come affermato proprio dall’ex sindaco di Macerata ai microfoni di Radio C1 inBlu: “Il mio è stato un saluto istituzionale, ma anche umano, in ragione del rapporto che si è creato lavorando a fianco al dottor Pignataro in un momento drammatico per la città di Macerata, quando i fatti legati alle vicende Mastropietro e Traini hanno segnato profondamente la comunità. Pignataro, nominato da Minniti, ha svolto un lavoro molto importante, sapendo individuare le azioni migliori da mettere in campo per riportare ordine e serenità in città. Insieme a lui voglio ringraziare e ricordare con grande stima, anche gli ex comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Michele Roberti e Amedeo Gravini, che insieme al Questore hanno saputo organizzare un lavoro coeso, in un’ottica di grande collaborazione tra le istituzioni”.

Carancini conclude: “Mi fa molto piacere aver portato anche i saluti di Dino Latini, presidente del Consiglio Regionale, che mi ha incaricato di salutare Pignataro e di portargli un dono istituzionale, ringraziandolo per quanto ha fatto per Macerata e di conseguenza anche per le Marche”.

Il Questore Pignataro è stato trasferito a Roma, dove prenderà servizio il prossimo primo dicembre.

Red.
Bloccati dalla polizia mentre imbrattano la pensilina della stazione ferroviaria a Macerata. Due giovani di 16 e 17 anni sono stati denunciati alla Procura della Repubblica, al Tribunale per i Minorenni di Ancona per il reato di Imbrattamento in concorso tra loro.
È accaduto nei giorni scorsi quando gli uomini della Volante li hanno scoperti mentre, con le bombolette spray, avevano già tracciato disegni di volti, parti anatomiche maschili e  scritte stilizzate. I due ragazzi, colti sul fatto, sono stati immediatamente identificati ed accompagnati in questura.

Una operazione che rientra nell'ambito dei controlli disposti a Macerata dal Questore Pignataro nei luoghi più sensibili della città come parchi pubblici, terminal bus e ferroviari con l'obiettivo di garantire il pacifico svolgimento di tutte le attività quotidiane e in modo particolare il rispetto della legalità.

GS
La risoluzione che blocca la realizzazione degli ospedali di primo livello in Regione non è passata inosservata a Macerata dove l'ex sindaco e attuale consigliere regionale di minoranza, Romano Carancini, definisce la scelta "penosa" nei confronti dei cittadini.

"Si va verso uno smantellamento - dice - una demolizione del lavoro che era stato fatto con tutti i sindaci nel 2017, compreso l'allora sindaco di Camerino Gianluca Pasqui che ora si trova nella maggioranza regionale. Tutti insieme si decise di realizzare un ospedale di primo livello a Macerata, mantenendo anche l'ospedale della città ducale.
Un lavoro che viene cancellato con un tratto di penna dagli anconetani, con il benestare della maggioranza di centro destra.
Vorrei sottolineare - spiega Carancini - che non si sta facendo un dispetto al centro sinistra, ma ai cittadini.
Se noi avessimo avuto l'ospedale di primo livello, nella provincia di Macerata, durante la pandemia non ci sarebbero stati così tanti morti, nonci sarebbe stata la chiusura degli ospedali e delle unità operative complesse".

Il consigliere dem interviene anche in merito alle ultime decisioni regionali che hanno riguardato l'ospedale di Camerino: "Hanno dato il piccolo zuccherino - dice - confermando di non trasformare il nosocomio in Covid hospital, ma allo stesso tempo hanno tolto gran parte delle strutture delle unità operative complesse rendendolo inefficace. Non si dimostra così il rispetto. Avrebbero potuto lasciare aperte a Camerino tutte le unità operative complesse dal momento che la struttura di trova in una zona già. Ho il timore - conclude - che smantelleranno i progetti che erano stati condivisi da tutti i sindaci e che con fatica siamo riusciti a portare avanti con grande senso di responsabilità e rispetto della legge".

GS
Se crescendo si potesse mantenere la trasparenza e la sincerità dei bambini sarebbe sicuramente un mondo migliore.
Sono sempre i più piccoli, infatti, ad esprimere a modo loro quello che pensano, senza guardare a pregiudizi o a secondi fini e l'esempio arriva ancora una volta da loro in questo periodo di emergenza sanitaria.
Nella pagina Facebook 'Società italiana Sistema 118' è comparsa da qualche ora una foto che raffigura il cruscotto dell'ambulanza della centrale operativa del 118 di Macerata che espone un disegno firmato da Paola.
"Le stelle non brillano solo in cielo" la frase che ha scritto per ringraziare gli operatori del 118 di Macerata.
La piccola Paola ringrazia, con un disegno che li raffigura, i volontari, i dottori e gli infermieri che in questo periodo sono in prima linea per combattere il Covid.
E se l'errore degli adulti è stato quello di osannare gli operatori sanitari durante la prima ondata dell'emergenza per poi dimenticarsene nel fiorire dell'estate, la bellezza dell'animo dei più piccoli sta nel riconoscere sempre e comunque gli eroi reali, così forti da essere quasi simili a quelli a della fantasia.
Essere in prima linea con un disegno come quello di Paola nell'ambulanza darà sicuramente una forza in più agli operatori che continuano a lavorare incessamente nonostante le difficoltà.
Non è la prima volta che il pronto soccorso di Macerata riceve attestati di stima: per due volte sono stati gli ultras ad esporre uno striscione fuori dalla centrale, mentre a maggio fu un bambino di 11 anni di Tolentino che scrisse una lettera ai medici ammettendo "Avevo timore di voi, invece siete degli eroi".

Giulia Sancricca

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Non solo la minoranza, ma anche Amnesty International Marche condanna la scelta della giunta Parcaroli di rinunciare alla prosecuzione, per il triennio 2020-2022, del progetto di accoglienza SIPROIMI (ex SPRAR) denominato MaceratAccoglie.

Nell’esprimere la propria contrarietà alla decisione della amministrazione comunale, l’Associazione intende stigmatizzare le motivazioni sulle quali si basa e si giustifica la deliberazione.

"Secondo la Giunta maceratese - si legge in una nota dell'associazione -  tale decisione si sarebbe resa necessaria per la tutela della sicurezza pubblica e per evitare stress e lacerazioni del tessuto sociale, a fronte di un sistema di accoglienza SIPROIMI che avrebbe generato nella popolazione locale sentimenti di inquietudine, se non addirittura di allarme sociale, nonché problemi in termini di sicurezza. Noi sottolineamo come le motivazioni della Giunta comunale non trovino alcun fondamento e riscontro sotto vari profili. In primo luogo, si ricorda, ancora una volta, come non ci sia nessun reale collegamento tra immigrazione e pericolo per la sicurezza pubblica e che tale binomio rappresenti solo una narrativa politica errata, non veritiera e infondata. Qualora tale collegamento fosse reale, il sistematico smantellamento di quei pochi progetti d’integrazione rimasti non farebbe che peggiorarlo. 

In secondo luogo - aggiungono - , come evidenziato nella delibera stessa, si tratta di un progetto di accoglienza di sole 101 persone a fronte di una popolazione locale di oltre 40 mila unità e, comunque, a fronte di un minore numero di ingressi in Italia rispetto agli anni precedenti.

La decisione della Giunta comunale si pone in netto contrasto e in controtendenza rispetto, non solo alla reale situazione migratoria in Italia, ma anche alle recenti modifiche dei decreti sicurezza che hanno ripristinato ed esteso il sistema di accoglienza SIPROIMI degli enti locali.

Desta, infine, forte preoccupazione - concludono - la prossima e immediata conclusione del progetto MaceratAccoglie, prevista per il 31 dicembre prossimo, per la ricaduta che una simile decisione avrà sulla vita privata e sociale delle persone accolte. Con la chiusura di tale progetto, infatti, le persone con un progetto ancora in corso, verranno trasferite in altre città e in altri contesti con ciò andando a recidere completamente il loro percorso di integrazione, le loro relazioni sul territorio, sia sociali che affettive e amicali, le eventuali attività lavorative in corso, nonché, per i più vulnerabili, il percorso di supporto offerto dai servizi locali".

GS


Centri commerciali chiusi nel weekend. È questa una delle restrizioni previste anche nelle regioni definite di colore 'giallo' dall'ultimo Dpcm e che quindi coinvolge la regione Marche.
Una norma che non ha fatto piacere al settore che si era già adeguato alle normative imposte dopo il lockdown.
Lo spiega Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale Val di Chienti di Piediripa: "Abbiamo un grande rispetto per questa situazione - dice - in cui tutti siamo chiamati a fare il nostro dovere e ognuno di noi deve dimostrare un comportamento virtuoso per il rispetto delle norme e delle disposizioni che garantiscono la lotta a questa emergenza.

Certamente - precisa - non siamo d'accordo con la decisione di chiudere i centri commerciali nel weekend, anche se ovviamente rispetteremo la norma imposta. Riteniamo, con ragione, che nei centri commerciali ci siano tutte le situazioni che garantiscono una grande sicurezza.

All'ingresso viene misurata la temperatura da un operatore dedicato; viene richiesto di indossare la mascherina in maniera regolare; viene mantenuto il distanziamento attraverso percorsi già segnati da tempo a terra; viene fatto entrare solo un certo numero di persone grazie alla vigilanza che controlla; vengono fatte le sanificazioni chiaramente dimostrate; l'impianto di aria condizionata viene da mesi messo in condizione di pescare sempre aria nuova. Mi chiedo - domanda provocatoriamente Tittarelli - se in un mercato rionale ci sarebbero tutte queste accortezze.
Si parla di rischio assembramenti - conclude - ma vorrei far notare che in questa situazione di emergenza manca da tempo lo spirito di fare acquisti in serenità, quindi le presenze sono le stesse che si possono registrare in altre situazioni per le quali, invece, non sono stati presi provvedimenti".

GS


La giunta comunale di Macerata ha approvato la delibera dell’assessore Paolo Renna per l’apertura della Zona Traffico Limitato in centro storico. Dalle ore 6 alle 24 il varco in Via Don Minzoni (Rampa Zara) segnerà verde, mentre anche gli orari del varco di Via Mozzi saranno riformulati. Un provvedimento in vigore fino al prossimo 31 gennaio, già motivo di schermaglie tra l’amministrazione appena insediatasi e le minoranze, che è realtà. Oltre all’apertura al transito, si lavora anche per creare nuovi posti auto: saranno circa 20 in Piazza della Libertà.

Fa parte di una politica di appoggio alle attività del centro storico, che in questo periodo affronteranno delle grandi difficoltà – questo il commento della vicesindaca Francesca D’Alessandro, presente proprio in Piazza della Libertà per seguire i lavori alla segnaletica orizzontale –. La sosta sarà gratuita e per un arco di tempo di un’ora, quindi con disco orario, mentre il traffico sarà aperto dalle 6 alle 24. Nessuno dice che questo sia un provvedimento definitivo, ma solo un modo per appoggiare gli esercenti del centro storico in un momento di transizione. Questo tentativo – conclude la vicesindaca – potrà essere un aiuto al rilancio economico del centro, sperimentiamo e speriamo possa essere un valido sostegno”.

Il Comune di Macerata ha intanto comunicato le variazioni di orario: l’accesso alla ZTL da via Don Minzoni sarà permesso tutti i giorni, feriali e festivi, dalle 6 del mattino alle 24 mentre il mercoledì, giorno di mercato, dalle 15 alle 24; per quanto riguarda l’accesso di Via Mozzi, lunedì, martedì, giovedì e venerdì, se feriali, apertura dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22, mentre il mercoledì libero accesso dalle 18 alle 22. Sabato e giorni festivi apertura dalle 10 alle 14. Previsto dall’ordinanza anche il ridimensionamento dell’area pedonale di piazza della Libertà.

Red.
La giunta Parcaroli ha deciso per la riapertura, quantomeno parziale, della ZTL a Macerata, altro tema spesso teatro di scontri negli anni dell’amministrazione Carancini. Durante la settimana sarà consentito il traffico dalle sei del mattino alla mezzanotte, nel tentativo di dare respiro alle attività del centro storico. Manovra futile secondo il capogruppo del Partito Democratico, Narciso Ricotta, che parla di decisione più propagandistica che programmatica: “Aprire il centro quando i locali chiudono alle 18? Onestamente non capisco a cosa serva. Il centro storico ha bisogno di politiche che incentivino il commercio, non di manovre che riguardano il traffico. L’accesso alle attività commerciali può esserci anche con la ZTL attiva, anzi il passeggio in questo modo viene disincentivato”.

Le motivazioni della scelta della giunta le ha invece spiegate, ai microfoni di Radio C1 inBlu, la vicesindaca Francesca D’Alessandro: “Una decisione presa in ragione del fatto che il momento difficile e delicato che stiamo vivendo sia particolarmente pesante per le attività commerciali. L’intenzione dell’amministrazione è quella di mettere in atto tutte le misure possibili per supportare le attività del tessuto socioeconomico della città. L’apertura del centro storico, nella nostra visione, è una manovra di supporto per tutti gli esercizi all’interno delle mura”.

red.
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