L'università di Camerino c'è. Tanto già fatto, tanto da fare

Giovedì, 02 Aprile 2020 13:35 | Letto 619 volte   Clicca per ascolare il testo L'università di Camerino c'è. Tanto già fatto, tanto da fare Sono cambiate solo le modalità di erogazione dei servizi ma fin dall’inizio dell’emergenza, lUniversità di Camerino è rimasta sempre aperta. Modalità telematiche hanno consentito che continuassero ad essere erogati tutti i servizi, da quelli didattici (lezioni, lauree ed esami) a quelli ammnistrativi. Dallaula virtuale in collegamento telematico con i giornalisti delle varie testate, il rettore Claudio Pettinari  e la Governance hanno illustrato nel dettaglio quanto lateneo ha realizzato in questo periodo di emergenza dettato dalla pandemia presentando iniziative e attività già avviate o in cammino. La didattica infatti da 40 giorni sta continuando a funzionare in modalità telematica a distanza e per gli studenti è stato anche predisposto un utilissimo servizio online di ascolto e assistenza anche di tipo sanitario.   Coordinato dal prof. Amenta responsabile della Scuola del farmaco e dei Prodotti della Salute Unicam, ha permesso un contatto diretto con tutti i ragazzi che nellimmediatezza dellemergenza, fossero un po frastornati, sia per gli eventi che si stavano susseguendo, sia per essere rassicurati con competenza su leggeri malesseri che li stessero interessando. Nel servizio di ascolto dunque gli studenti, soprattutto quelli stranieri impossibiltati a tornare a casa, hanno trovato la disponibilità di una persona che ha potuto rispondere ai loro quesiti, essere tranquillizzati nonchè poter continuare ad usufruire di tutti i servizi di alloggio nei campus e della mensa. Queste le prime parole del rettore Claudio Pettinari nellaprire la conferenza stampa alla quale sono virtualmente intervenuti il Direttore Generale Vincenzo Tedesco, il prorettore vicario Graziano Leoni e i prorettori Luciano Barboni e Andrea Spaterna.     In realtà come ateneo eravamo abbastanza preparati;- ha detto il Rettore Pettinari- . Le due parole resilienza e resistenza le avevamo fatte nostre già nel post sima e sono diventate anche in questa occasione le prime parole del nostro vocabolario. Già dal 2016 utilizzavamo piattaforme informatiche attravrso le quali erogare attivitàdidattiche a distanza per avvantaggiarne tutti gli studenti che non potevano venire a Camerino o trovare un alloggio che consentisse di seguire lezioni in aula . In  maniera previdente abbiamo esteso luso della piattaforma a tutte le nostre sedi collegate e fatto sì che rafforzando le infrastrutture ad Ascoli, San Benedetto, Civitanova e Matelica, fosse possibile fornire didattica a distanza. Tutta la comunità universitaria, docenti, personale tecnico e ammnistrativo, di fronte a questa emergenza si è messa a lavorare più  di prima, affinchè queste lezioni telematiche migliorassero ancora e affinchè a distanza si potessero svolgere anche esami e sedute di laurea. Abbiamo la dimostrazione che tutto ciò è possibile e lo stiamo verificando giorno per giorno. Fin da subito abbiamo compreso che lemergenza non si sarebbe limitata a qualche settimana e che non lavremmo superata semplicemente sostituendo la didattica in aula con la modalità telematica ma che il Paese nel contempo aveva bisogno di materiali. Lo dico da tempo: un Paese industrializzato come l’Italia non può rinunciare a realizzare dei prodotti necessari per le sue attività,  Avevamo già demandato la produzione di elementi e materiali  essenziali ad altri Paesi. Non stavamo più progettando ad esempio mascherine o dispositivi anche a basso costo in plastica, disinfettanti o prodotti per ligiene.  Abbiamo pensato che un contributo potevamo darlo anche noi ed è importante che lo stesso facciano gli altri atenei dItalia perchè parliamo di 56 milioni di persone che non sappiamo fino a quando, ma ne avranno bisogno: disinfettanti, detergenti, nuove sostanze per la sanificazione, nuovi pezzi in plastica per respiratori e tanti materiali che servono per ospedali. E cosi che abbiamo attivato tanti ricercatori e creato una task force  per produrre camici e mascherine. Abbiamo anche predisposto degli acquisti di strumentazione che servirà la nostra capacità analitica; utilizzando le competenze che possedevano la nostra Scuola di Architettura e design e la Scuola di Scienze su tutto ciò che riguardava il settore della stampa 3D e dei materiali innovativi, abbiamo prodotto 250 valvole che a breve consegneremo alla  Regione Marche che consentiranno di adattare delle maschere da snorkeling per fornire agli ospedali dei sistemi di respirazione efficienti ed efficaciNel suo intervento il rettore ha evidenziato anche la prontezza a rispondere di tutti gli operatori testimoniata dalla capacità delle Scuole di Unicam nella distribuzione di tali prodotti. Nel settore dei detergenti, è da sottolineare la task force coordinata da docenti di chimica che sta testando la possibilità di produrre dei gel certificati ed efficaci. Solo pochissimi giorni dopo laperura del Covid Hospital di Camerino, lateneo ha fornito delle creme per mani, utilissime al personale sanitario.  Il rettore ha poi aggiunto che nei settori della Biologia, delle  tecnologie Veterinarie e della Farmaceutica, si sta  verificando la possibilità di costituire un gruppo interdisciplinare per affrontare con la giusta preparazione anche leventualità  di emergenze future. Attività di ricerca dunque ma anche attenzione al tema della Terza  missione - ha detto il Rettore- : stiamo molto vicini alle scuole del territorio convinti che potranno riscontrarsi difficoltà per i futuri studenti universitari ed è per questo che ci stiamo mettendo a disposizione degli istituti superiori  per lo svolgimento di attività seminariali e labooratoriali. Già questo sabato- ha annunciato-  proveremo a farlo con un seminario che si rivolgerà ai Licei di Camerino.  Non stiamo erogando solo quello che siamo come università - ha sottolineato- ma lo stiamo discutendo con la scuola stessa. La comunicazione continua poi ad essere veicolata attraverso le conoscenze dei ricercatori Unicam, con lobiettivo di fornire informazioni corrette e tanto più necessarie in periodo di fake news. L’ateneo sta dunque mandando avanti tutte le attività precedenti; ha subìto qualche piccolo rallentamento solo la parte dellattività di ricerca e dei dottorati che continua comunque in altre modalità:  in molti casi infatti esperimenti in laboratori, ricerche  e progettazioni possono continuare anche da casa.La parola è poi passata al Prorettore alla didattica Luciano Barboni il quale ha aggiunto dei dati che testimoniano limpegno dellateneo in una fase così delicata. Lesperienza acquisita sul campo nel post-sisma ha permesso di affrontare al meglio lemergenza attuale. La modalità telematica è ora diventata esclusiva e lo sforzo dellateno è stato quello di collegare tutte le sedi. In questo momento si stanno svolgendo attività del secondo semestre e sono attivi 400 insegnamenti. A questi numeri si affiancano le attività di circa 350 sessioni di esame con la partecipazione oltre 3000 studenti. Alla prima sessione di laurea del 6 marzo  scorso se ne sono succedute tante altre : 100 gli studenti che hanno cnseguito il titolo e particolarmente affollata sarà come di consueto la seduta di aprile.  Ci concentriamo a svolgere un lavoro da casa: circa il 70 per cento dei docenti riesce a farlo mentre un 30 per cento deve necessariamente raggiungere le sedi. Essendo lUniversità di Camerino a prevalente carattere scientifico, moltissime sono attività laboratoriali per le quali si sta  lavorando affinchè si possano svolgere in maniera virtuale. Ce ne saranno di insostibuibili che stiamo verificando- ha affernato Barboni- e per le quali si è comunque pronti a lavorare in qualunque periodo dell’anno. Parallelamente alle attività didattiche, vengono svolte in modalità telematica anche le attività di sostegno e di orientamento per le scuole superiori.  Stiamo anche lavorando nel campo della mobilità  internazionale e abbiamo molti studenti che sono in atenei stranieri partner ed abbiamo emanato un decreto che permetta loro di svolgere esami anche nelle zone dove si trovino. Rimodulata anche l attività di stage e tirocinio. Infine il prorettore ha fornito altri dati riferiti alle attività telematiche che si stanno svolgendo che evidenziano  sessioni di 2400 ore a settimana, mediamente seguite da oltre 30 studenti per ogni sessione, con il coinvolgimento di oltre 400 docenti e personale amministrativo. Grazie agli studenti che hanno dimostrato comprensione, pazienza senso di responsabilità. Di ridondanza che diventa resilienza ha parlato anche il Prorettore vicario Graziano Leoni, sottolineando il paradossale vantaggio venuto ad Unicam dallaver già testato unesperienza diventata indispensabile in una situazione come lattuale. L’emergenza ci ha però raggiunti in piena ricostruzione- ha dichiarato-  Avevamo cantieri che stavano andando avanti spediti A tal proposito ha citato i cantieri del Centro di Ricerca di madonna delle Carceri, quello della  Croce rossa che si stava cercando di chiudere nella costruzione di nuovi alloggi per studenti per il mese di marzo per inaugurarlo  il 23 maggio prossimo, così come il nuovo Polo della chimica, Cantieri che dunque hanno subito per forza di cose un arresto.  A questo blocco però Unicam risponde con la progettazione che sta continuando. Siamo a buon punto con la progettazione del nuovo Studium Center che darà la possibilità di sistemare meglio i nostri studenti allinterno del Campus; stiamo consegnando i progetti esecutivi della ristrutturazione e adeguamento funzionale di unala del Collegio Mattei, così come tutte le atività di progettazione che possono essere fatte lontano dal cantiere in maniera tale da poter mettervi mano non appena sarà possibile Leoni ha anche preannunciato la predisposizione di un questionario utile a comprendere come abbia impattato l evento Covid  sulla comunità e sulle attività per capire se potranno esservi delle attività  utili per il futuro. Stavamo appunto  prevedendo un piano strategico con degli obiettivi e target che ora stiamo cercando di capire come rimodulare e comprendere ciò che potrà essere fatto  e i tempi che ci vorranno. In collegamento da Pisa il DG Vincenzo Tedesco ha precisato che, anche dal punto di vista della struttura amministrativa dellateneo ci si è  mossi applicando le direttive governative e strategiche riferite al lavoro da casa . Attualmente 190 unità di personale lavorano in smart working,  7  unità di personale in tele-lavoro; una ventina di dipendenti che stanno usufruendo di recuperi ferie e il resto del personale, in prevalenza tecnico, è chiamato invece a garantire alcuni servizi essenziali che vanno  dall’informatica alla cura e gestione degli animali di Veterinaria, alle attività di ricerca che vanno mantenute. Tre invece le unità di personale del cd.  lavoro bianco che prevede che si stia a casa, ugualmente retribuiti. Con la cabina di regia e col gruppo operativo, abbiamo subito informato  dal canale web di tutte le iniziative attive- ha detto Tedesco-  il che ha consentito di attrezzarci anche per leventualità di proroghe nei decreti e per levoluzione  delle situazioni in corso. Governare da lontano la macchina - ha aggiunto- vuol dire sacrificarsi un po’ ma il confronto con tutti è stato sempre mantenuto in modo tale da capire come andare avanti su tutti gli aspetti istituzionali di supporto. Stiamo comprando macchinari che permetteranno di svolgere atività di ricerca e, appena stanotte, abbiamo concluso un accordo con la Cina. L attività ammnistrativa dunque non si ferma. Si parla di pro e contro lo smart working che nella situazione attuale vede il 70-80 per cento di tutte le PA coinvolte. Posso dire che siamo stati fortunati in quanto siamo tra le attività che non sono state chiuse per decreto, a differenza di altri colleghi le cui attività non possono continuare a svolgere il loro lavoro . Delle iniziative messe subito in campo dallUniversità di Camerino a garanzia della salute degli studenti, ha poi parlato nel suo intervento il Prorettore agli Enti Andrea Spaterna.“ La grande attenzione che il nostro ateneo ha sempre dedicato agli studenti in tale contesto particolare si è tradotta inn tutta una serie di importanti precauzioni che hanno permesso di evitare e poi azzerare la presenza in aula. Misure stringenti e perentorie siono state adottate in tutte le strutture dell’ateneo e grazie ai rapporti instaurati con Erdis già prima dellemergenza Covid, lateneo  ha potuto disporre di un presiudio sanitario con medico presente per 2 giorni a setiimana che nel caso specifico ha previsto una presenza telefonica continuativa per ogni esigenza di supporto a studenti. Un servizio  implementato anche con l’attivazione della mail curata dal prof Amenta e  finalizzato al supporto online continuativo a disposizione dei ragazzi. Il rapporto con l ente regionale per il diritto allo Studio- ha continuato-  ha permesso di attenzionare ulteriori aspetti inerenti alla sicurezza e alle esigenze della popolazione studentesca. Ben prima dellepidemia avevamo adottato norme stringenti per la sicurezza: rispetto delle distanze, divieto assoluto di far enrtrare estranei all’interno delle residenze, pasto da asporto serale e presto, per chi ne farrà richiesta , verrà anche attivato il nuovo servizio per pasto serale che verrà recapitato  direttamente a domicilio da operatori della risorazione locali. Di pochi giorni fa poi il decreto che riguarda gli studenti che , seppure già laureati,impossibilitati a far ritorno alle loro case, possano  mantenere lalloggio a titolo gratuito e il servizio mensa. Nella gestione dellemergenza coronavirus, - ha concluso- l ateneo sta cercando di portare avanti anche una sorta di censimento di tutti i ricercatori che siano nella possibilità di continuare a portare avanti attività legate alle infezioni virali come il Covid-19.  Prima di passare alle domande dei giornalisti, il rettore di Unicam Claudio Pettinari ha concluso la serie di interventi affermando il ruolo svolto dalle università in una fase così difficile  e tuttora critica, sottolineando la compattezza di tutti gli atenei. Facciamo parte di una chat in cui sono rappresentate tutte le università italiane ed è da evidenziare un agire uniforme. Tutti abbiamo compreso della necessità di tenere un comportamento univoco ed omogeneo. Lo stesso è avvenuto tra rettori . Il prof.Pettinari ha inoltre annunciato che lUniversità di Camerino ha  deciso donare la somma di 10 mila euro all’ospedale di Camerino. Piuttosto che donare un macchinario che rischierebbe di essere un doppione, lateneo ha scelto di donare un contributo in denaro, augurandosi che venga speso per lacquisto di qualcosa di assolutamente necessario per il Covid Hospital. Vogliamo che la somma venga utilizzata per una struttura della quale  hanno bisogno i cittadini e anche i nostri studenti. Tutti stanno indicando il Covid Hospital come eccellenza e vogliamo che la struttura sia potenziata a servizio dellintera comunità. C.C.
Sono cambiate solo le modalità di erogazione dei servizi ma fin dall’inizio dell’emergenza, l'Università di Camerino è rimasta sempre aperta. Modalità telematiche hanno consentito che continuassero ad essere erogati tutti i servizi, da quelli didattici (lezioni, lauree ed esami) a quelli ammnistrativi.
Dall'aula virtuale in collegamento telematico con i giornalisti delle varie testate, il rettore Claudio Pettinari  e la Governance hanno illustrato nel dettaglio quanto l'ateneo ha realizzato in questo periodo di emergenza dettato dalla pandemia presentando iniziative e attività già avviate o in cammino. La didattica infatti da 40 giorni sta continuando a funzionare in modalità telematica a distanza e per gli studenti è stato anche predisposto un utilissimo servizio online di ascolto e assistenza anche di tipo sanitario.   Coordinato dal prof. Amenta responsabile della Scuola del farmaco e dei Prodotti della Salute Unicam, ha permesso un contatto diretto con tutti i ragazzi che nell'immediatezza dell'emergenza, fossero un po' frastornati, sia per gli eventi che si stavano susseguendo, sia per essere rassicurati con competenza su leggeri malesseri che li stessero interessando. Nel servizio di ascolto dunque gli studenti, soprattutto quelli stranieri impossibiltati a tornare a casa, hanno trovato la disponibilità di una persona che ha potuto rispondere ai loro quesiti, essere tranquillizzati nonchè poter continuare ad usufruire di tutti i servizi di alloggio nei campus e della mensa. Queste le prime parole del rettore Claudio Pettinari nell'aprire la conferenza stampa alla quale sono virtualmente intervenuti il Direttore Generale Vincenzo Tedesco, il prorettore vicario Graziano Leoni e i prorettori Luciano Barboni e Andrea Spaterna.  

  "In realtà come ateneo eravamo abbastanza preparati;- ha detto il Rettore Pettinari- . Le due parole resilienza e resistenza le avevamo fatte nostre già nel post sima e sono diventate anche in questa occasione le prime parole del nostro vocabolario. Già dal 2016 utilizzavamo piattaforme informatiche attravrso le quali erogare attivitàdidattiche a distanza per avvantaggiarne tutti gli studenti che non potevano venire a Camerino o trovare un alloggio che consentisse di seguire lezioni in aula . In  maniera previdente abbiamo esteso l'uso della piattaforma a tutte le nostre sedi collegate e fatto sì che rafforzando le infrastrutture ad Ascoli, San Benedetto, Civitanova e Matelica, fosse possibile fornire didattica a distanza. Tutta la comunità universitaria, docenti, personale tecnico e ammnistrativo, di fronte a questa emergenza si è messa a lavorare più  di prima, affinchè queste lezioni telematiche migliorassero ancora e affinchè a distanza si potessero svolgere anche esami e sedute di laurea. Abbiamo la dimostrazione che tutto ciò è possibile e lo stiamo verificando giorno per giorno. Fin da subito abbiamo compreso che l'emergenza non si sarebbe limitata a qualche settimana e che non l'avremmo superata semplicemente sostituendo la didattica in aula con la modalità telematica ma che il Paese nel contempo aveva bisogno di materiali. Lo dico da tempo: un Paese industrializzato come l’Italia non può rinunciare a realizzare dei prodotti necessari per le sue attività,  Avevamo già demandato la produzione di elementi e materiali  essenziali ad altri Paesi. Non stavamo più progettando ad esempio mascherine o dispositivi anche a basso costo in plastica, disinfettanti o prodotti per l'igiene.  Abbiamo pensato che un contributo potevamo darlo anche noi ed è importante che lo stesso facciano gli altri atenei d'Italia perchè parliamo di 56 milioni di persone che non sappiamo fino a quando, ma ne avranno bisogno: disinfettanti, detergenti, nuove sostanze per la sanificazione, nuovi pezzi in plastica per respiratori e tanti materiali che servono per ospedali. E' cosi che abbiamo attivato tanti ricercatori e creato una task force  per produrre camici e mascherine. Abbiamo anche predisposto degli acquisti di strumentazione che servirà la nostra capacità analitica; utilizzando le competenze che possedevano la nostra Scuola di Architettura e design e la Scuola di Scienze su tutto ciò che riguardava il settore della stampa 3D e dei materiali innovativi, abbiamo prodotto 250 valvole che a breve consegneremo alla  Regione Marche che consentiranno di adattare delle maschere da snorkeling per fornire agli ospedali dei sistemi di respirazione efficienti ed efficaci"
Nel suo intervento il rettore ha evidenziato anche la prontezza a rispondere di tutti gli operatori testimoniata dalla capacità delle Scuole di Unicam nella distribuzione di tali prodotti. Nel settore dei detergenti, è da sottolineare la task force coordinata da docenti di chimica che sta testando la possibilità di produrre dei gel certificati ed efficaci. Solo pochissimi giorni dopo l'aperura del Covid Hospital di Camerino, l'ateneo ha fornito delle creme per mani, utilissime al personale sanitario.  Il rettore ha poi aggiunto che nei settori della Biologia, delle  tecnologie Veterinarie e della Farmaceutica, si sta  verificando la possibilità di costituire un gruppo interdisciplinare per affrontare con la giusta preparazione anche l'eventualità  di emergenze future. "Attività di ricerca dunque ma anche attenzione al tema della Terza  missione - ha detto il Rettore- : stiamo molto vicini alle scuole del territorio convinti che potranno riscontrarsi difficoltà per i futuri studenti universitari ed è per questo che ci stiamo mettendo a disposizione degli istituti superiori  per lo svolgimento di attività seminariali e labooratoriali. Già questo sabato- ha annunciato-  proveremo a farlo con un seminario che si rivolgerà ai Licei di Camerino.  Non stiamo erogando solo quello che siamo come università - ha sottolineato- ma lo stiamo discutendo con la scuola stessa". La comunicazione continua poi ad essere veicolata attraverso le conoscenze dei ricercatori Unicam, con l'obiettivo di fornire informazioni corrette e tanto più necessarie in periodo di fake news. L’ateneo sta dunque mandando avanti tutte le attività precedenti; ha subìto qualche piccolo rallentamento solo la parte dell'attività di ricerca e dei dottorati che continua comunque in altre modalità:  in molti casi infatti esperimenti in laboratori, ricerche  e progettazioni possono continuare anche da casa.
La parola è poi passata al Prorettore alla didattica Luciano Barboni il quale ha aggiunto dei dati che testimoniano l'impegno dell'ateneo in una fase così delicata. L'esperienza acquisita sul campo nel post-sisma ha permesso di affrontare al meglio l'emergenza attuale. "La modalità telematica è ora diventata esclusiva e lo sforzo dell'ateno è stato quello di collegare tutte le sedi. In questo momento si stanno svolgendo attività del secondo semestre e sono attivi 400 insegnamenti. A questi numeri si affiancano le attività di circa 350 sessioni di esame con la partecipazione oltre 3000 studenti. Alla prima sessione di laurea del 6 marzo  scorso se ne sono succedute tante altre : 100 gli studenti che hanno cnseguito il titolo e particolarmente affollata sarà come di consueto la seduta di aprile.  "Ci concentriamo a svolgere un lavoro da casa: circa il 70 per cento dei docenti riesce a farlo mentre un 30 per cento deve necessariamente raggiungere le sedi. Essendo l'Università di Camerino a prevalente carattere scientifico, moltissime sono attività laboratoriali per le quali si sta  lavorando affinchè si possano svolgere in maniera virtuale. Ce ne saranno di insostibuibili che stiamo verificando- ha affernato Barboni- e per le quali si è comunque pronti a lavorare in qualunque periodo dell’anno. Parallelamente alle attività didattiche, vengono svolte in modalità telematica anche le attività di sostegno e di orientamento per le scuole superiori.  Stiamo anche lavorando nel campo della mobilità  internazionale e abbiamo molti studenti che sono in atenei stranieri partner ed abbiamo emanato un decreto che permetta loro di svolgere esami anche nelle zone dove si trovino". Rimodulata anche l' attività di stage e tirocinio. Infine il prorettore ha fornito altri dati riferiti alle attività telematiche che si stanno svolgendo che evidenziano  sessioni di 2400 ore a settimana, mediamente seguite da oltre 30 studenti per ogni sessione, con il coinvolgimento di oltre 400 docenti e personale amministrativo. "Grazie agli studenti che hanno dimostrato comprensione, pazienza senso di responsabilità".
Di ridondanza che diventa resilienza ha parlato anche il Prorettore vicario Graziano Leoni, sottolineando il paradossale vantaggio venuto ad Unicam dall'aver già testato un'esperienza diventata indispensabile in una situazione come l'attuale. "L’emergenza ci ha però raggiunti in piena ricostruzione- ha dichiarato-  Avevamo cantieri che stavano andando avanti spediti" A tal proposito ha citato i cantieri del Centro di Ricerca di madonna delle Carceri, quello della  Croce rossa che si stava cercando di chiudere nella costruzione di nuovi alloggi per studenti per il mese di marzo per inaugurarlo  il 23 maggio prossimo, così come il nuovo Polo della chimica, Cantieri che dunque hanno subito per forza di cose un arresto.  " A questo blocco però Unicam risponde con la progettazione che sta continuando. "Siamo a buon punto con la progettazione del nuovo Studium Center che darà la possibilità di sistemare meglio i nostri studenti all'interno del Campus; stiamo consegnando i progetti esecutivi dell'a ristrutturazione e adeguamento funzionale di un'ala del Collegio Mattei, così come tutte le atività di progettazione che possono essere fatte lontano dal cantiere in maniera tale da poter mettervi mano non appena sarà possibile" Leoni ha anche preannunciato la predisposizione di un questionario utile a comprendere come abbia impattato l' evento Covid  sulla comunità e sulle attività per capire se potranno esservi delle attività  utili per il futuro. "Stavamo appunto  prevedendo un piano strategico con degli obiettivi e target che ora stiamo cercando di capire come rimodulare e comprendere ciò che potrà essere fatto  e i tempi che ci vorranno".
In collegamento da Pisa il DG Vincenzo Tedesco ha precisato che, anche dal punto di vista della struttura amministrativa dell'ateneo ci si è  mossi applicando le direttive governative e strategiche riferite al lavoro da casa . "Attualmente 190 unità di personale lavorano in smart working,  7  unità di personale in tele-lavoro; una ventina di dipendenti che stanno usufruendo di recuperi ferie e il resto del personale, in prevalenza tecnico, è chiamato invece a garantire alcuni servizi essenziali che vanno  dall’informatica alla cura e gestione degli animali di Veterinaria, alle attività di ricerca che vanno mantenute. Tre invece le unità di personale del cd.  "lavoro bianco" che prevede che si stia a casa, ugualmente retribuiti.
" Con la cabina di regia e col gruppo operativo, abbiamo subito informato  dal canale web di tutte le iniziative attive- ha detto Tedesco-  il che ha consentito di attrezzarci anche per l'eventualità di proroghe nei decreti e per l'evoluzione  delle situazioni in corso. Governare da lontano la macchina - ha aggiunto- vuol dire sacrificarsi un po’ ma il confronto con tutti è stato sempre mantenuto in modo tale da capire come andare avanti su tutti gli aspetti istituzionali di supporto. Stiamo comprando macchinari che permetteranno di svolgere atività di ricerca e, appena stanotte, abbiamo concluso un accordo con la Cina. L' attività ammnistrativa dunque non si ferma. Si parla di pro e contro lo smart working che nella situazione attuale vede il 70-80 per cento di tutte le PA coinvolte. Posso dire che siamo stati fortunati in quanto siamo tra le attività che non sono state chiuse per decreto, a differenza di altri colleghi le cui attività non possono continuare a svolgere il loro lavoro" .
Delle iniziative messe subito in campo dall'Università di Camerino a garanzia della salute degli studenti, ha poi parlato nel suo intervento il Prorettore agli Enti Andrea Spaterna.“ La grande attenzione che il nostro ateneo ha sempre dedicato agli studenti in tale contesto particolare si è tradotta inn tutta una serie di importanti precauzioni che hanno permesso di evitare e poi azzerare la presenza in aula. Misure stringenti e perentorie siono state adottate in tutte le strutture dell’ateneo e grazie ai rapporti instaurati con Erdis già prima dell'emergenza Covid, l'ateneo  ha potuto disporre di un presiudio sanitario con medico presente per 2 giorni a setiimana che nel caso specifico ha previsto una presenza telefonica continuativa per ogni esigenza di supporto a studenti. Un servizio  implementato anche con l’attivazione della mail curata dal prof Amenta e  finalizzato al supporto online continuativo a disposizione dei ragazzi. 
Il rapporto con l' ente regionale per il diritto allo Studio- ha continuato-  ha permesso di attenzionare ulteriori aspetti inerenti alla sicurezza e alle esigenze della popolazione studentesca. Ben prima dell'epidemia avevamo adottato norme stringenti per la sicurezza: rispetto delle distanze, divieto assoluto di far enrtrare estranei all’interno delle residenze, pasto da asporto serale e presto, per chi ne farrà richiesta , verrà anche attivato il nuovo servizio per pasto serale che verrà recapitato  direttamente a domicilio da operatori della risorazione locali. Di pochi giorni fa poi il decreto che riguarda gli studenti che , seppure già laureati,impossibilitati a far ritorno alle loro case, possano  mantenere l'alloggio a titolo gratuito e il servizio mensa. Nella gestione dell'emergenza coronavirus, - ha concluso- l' ateneo sta cercando di portare avanti anche una sorta di censimento di tutti i ricercatori che siano nella possibilità di continuare a portare avanti attività legate alle infezioni virali come il Covid-19". 
Prima di passare alle domande dei giornalisti, il rettore di Unicam Claudio Pettinari ha concluso la serie di interventi affermando il ruolo svolto dalle università in una fase così difficile  e tuttora critica, sottolineando la compattezza di tutti gli atenei. "Facciamo parte di una chat in cui sono rappresentate tutte le università italiane ed è da evidenziare un agire uniforme. Tutti abbiamo compreso della necessità di tenere un comportamento univoco ed omogeneo. Lo stesso è avvenuto tra rettori" . Il prof.Pettinari ha inoltre annunciato che l'Università di Camerino ha  deciso donare la somma di 10 mila euro all’ospedale di Camerino. Piuttosto che donare un macchinario che rischierebbe di essere un doppione, l'ateneo ha scelto di donare un contributo in denaro, augurandosi che venga speso per l'acquisto di qualcosa di assolutamente necessario per il Covid Hospital. "Vogliamo che la somma venga utilizzata per una struttura della quale  hanno bisogno i cittadini e anche i nostri studenti. Tutti stanno indicando il Covid Hospital come eccellenza e vogliamo che la struttura sia potenziata a servizio dell'intera comunità". 
C.C.


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