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Condivisione per Camerino "laboratorio di idee". Cucinella: "Ricostruzione come opportunità di sviluppo "

Venerdì, 07 Aprile 2017 17:51 | Letto 3378 volte   Clicca per ascolare il testo Condivisione per Camerino "laboratorio di idee". Cucinella: "Ricostruzione come opportunità di sviluppo " Affollata conferenza stampa presso la sede del COC a Camerino per presentare l’architetto Mario Cucinella, incaricato dal Comune a redigere il Piano strategico  per la ricostruzione. All’incontro, indetto dal sindaco Pasqui, dal presidente della Provincia di Macerata Pettinari, dal Presidente della Regione Marche Ceriscioli, erano presenti il Commissario straordinario per la ricostruzione Errani, l’Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche Brugnaro, il Direttore della Scuola Architettura e Design Unicam Losco, Il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Marche Birrozzi, il Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino Gentilucci, il Direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione post sisma Spuri. La conferenza è stata seguita con interesse anche da numerosi studenti e laureandi della Scuola di Architettura dell’università di Camerino che ha sede ad Ascoli Piceno. Subito il sindaco ha ceduto la parola ad Alessandro Gentilucci che a nome di una terra ferita e portatrice di grandi sentimenti e valori ha auspicato un percorso comune atto a ricostruire e rilanciare una Unione Montana fortemente colpita e devastata “ Possiamo farlo – ha rimarcato-  solo se c’è unità di intenti e se tutti insieme procediamo verso la stessa direzione nel rendere questo territorio appetibile, con infrastrutture importanti. Dobbiamo cogliere questo momento per poter trasformare un’energia negativa in energia positiva di rinascita” E’ seguito l’intervento del primo cittadino che ha parlato del terremoto come dell’evento più drammatico vissuto da una terra che ha segnato, non solo il percorso culturale ma anche economico del Paese” Molte ripartente della nazione- ha osservato- derivano proprio dalla regione Marche”. Nel presentare l’architetto Cucinella, Pasqui ha dichiarato che “ una terra così fortemente lesionata, credo  non possa meritare la sola attenzione della politica ma la politica deve essere attenta a capire i propri limiti e mettersi vicino chi ha le giuste capacità, utili a poter far sì che i nostri sogni le nostre speranze si possano guardare con concretezza e realtà e Mario Cucinella è la persona giusta al posto giusto per ridare a questa città quanto di importante conosciamo del passato, quanto sta facendo per il futuro nel presente ”.     “ L’argomento è molto delicato- ha esordito Cucinella-Mi piace l’idea di chiamare la ricostruzione Sviluppo perché , è importante costruire ma dobbiamo cogliere l’occasione di un momento così difficile per il Paese, per migliorare questo territorio. Ma da dove cominciare per creare il nuovo modello? “ Intanto- ha spiegato l’architetto Cucinella- si parte con la raccolta di tutte le informazioni in quanto, Camerino come altri luoghi ha tante informazioni che vanno messe insieme per poter dare delle risposte. Il tema centrale è quello della temporaneità paziente, perché costruiremo rapidamente ma ci vorrà del tempo. Saranno infatti i nuovi luoghi di Camerino con l’idea che il progetto della temporaneità diventerà comunque un qualcosa di non definitivo ma permetterà alla gente poi di tornare nella loro terra. Sarà dunque un periodo di tempo importante- ha sottolineato- caratterizzato dai nuovi luoghi del commercio e dell’abitare e dobbiamo costruirli in una maniera tale da lasciare una memoria positiva. Credo che in questo contesto l’obiettivo di tutti sia quello di realizzare qualcosa per poi tornare ad abitare il centro storico e aggiungere qualità a quei servizi che forse anche prima non c’erano; quello che si dibatte non è rifacciamo quello che c’era e basta ed è per questo che assolutamente lavoriamo sul tema delle scuole  e di quei servizi che aiutano le famiglie che stanno resistendo, tanto che nelle scuole stanno andando più bambini di prima e questo significa che c’è un forte attaccamento al territorio, allora diamo a loro dopo il dramma l’opportunità di costruire delle cose nuove per radicarsi ancora di più in queste zone. Credo che sia importante costruire una “ casa dei cittadini” , un luogo dove potersi confrontare e far conoscere quali sono le iniziative, far vedere che siamo insieme alla comunità in un lavoro per il futuro- ha osservato l’architetto-; il problema è che si è interrotto un processo di normalità e dobbiamo evitare che passi troppo tempo e la gente perda quella memoria che invece è elemento fondamentale dell’identità dei luoghi. Un luogo dove confrontarsi, alimentare e creare partecipazione attraverso il coinvolgimento delle persone, per progettare insieme un futuro, credo sia determinante perché, quel futuro che oggi narriamo è quello che ci permette di tener incollata quella memoria che non si deve rompere come un elastico. Seimila persone fuori dalla città, rappresentano il rischio di perdere le abitudini, allora, - ha rimarcato- prima di tutto i servizi, le scuole, i luoghi del commercio, iluoghi della normalità di tutti i giorni, e piano piano bisogna avere anche la pazienza di accettare che le cose non si fanno in due minuti”. La “ casa dei cittadini” è dunque allo studio anche con la Protezione civile; l’idea è quella di un piccolo luogo, una stanza dove la gente potrà conoscere tutte le indicazioni del piano di lavoro; un luogo aperto alla partecipazione di tutti anche attraverso giornate di dialogo. “ Credo che la cosa più difficile in questo momento sia proprio rimettere in moto un dialogo – ha precisato Cucinella- ; se le persone possono parlare, anche per esprimere la loro tensione, le paure legate al non conoscere il futuro, e trovare un luogo dove il futuro lo si sta facendo insieme, penso sia un’ancora che aiuti a mantenere viva anche l’idea che tutti insieme stiamo facendo. Questo è l’elemento determinante in quanto qui non si tratta di costruire solo l’hardware e rimettere insieme le cose, ma tenere insieme una comunità e anche tornare a praticare i riti, tornare nelle proprie chiese, poter usare una piazza, ritrovarsi al bar. Dobbiamo ricostruire un luogo dove le persone possano tornare a chiacchierare come facevano tutti i giorni. Viste dal di fuori sembrano particolari leggeri ma in realtà sono quelle relazioni invisibili con cui si costruisce una città. L’hardware va bene perché bisogna avere una casa ed un tetto sopra la testa ma costruiamo anche un luogo di relazione. Camerino è poi una città straordinaria, ricca di potenti beni culturali che sono motore per la sua economia, allora mettiamole in evidenza queste preziose peculiarità; Tra le cose che mi hanno colpito l’opera del Tiepolo e un teatro davvero magnifico; ricordo che dopo la seconda guerra mondiale nella città di Milano, pur bombardata e con conseguenti drammi umani, Toscanini fece un concerto alla Scala per dire “ questa città riparte dalla cultura”e noi dobbiamo fare questo, dare questi piccoli segnali a tutti i cittadini. Fare un evento a teatro anche tra un anno vuol dire riprendersi un po’ di “normalità” nei luoghi fondamentali della cultura. Che sono importanti ce ne accorgiamo sempre dopo quando ce li tolgono, ora abbiamo bisogno di non perderli più. Abbiamo davanti due tempi: lavoreremo innanzitutto su una temporaneità fuori dalla città e poi c’è l’altro tempo che non vuol dire iniziare un’operazione di recupero del centro storico a macchia di leopardo, come in parte è stato fatto a L’Aquila, ma cominciare dai bordi della città, ristrutturando per abitare in quanto, se noi partiamo senza una logica c’è il rischio che si ristrutturano immobili nel centro senza che sia possibile potervi andare. Suggeriremo pertanto una strategia che consenta di fare delle azioni affinché pian piano, dall’esterno verso l’interno, il centro storico possa essere recuperato e abitato. Ci sono delle parti della città  nelle quali è già possibile procedere rapidamente e, anche ridurre mano a mano la zona rossa pur se per piccoli segmenti,è un segnale importante . Ricordo che a L’Aquila, un anno dopo il terremoto, le persone dicevano che non si poteva vivere di sola periferia, perché tutti hanno bisogno di quei luoghi che sono nel loro dna; la strategia che stiamo iniziando e che stiamo studiando è quella che permetta piano piano di ristrutturare e abitare cosicché il centro storico possa riprendere il suo avvio sia nell’hardware che nel software. Bisognerà chiamarla una ricostruzione paziente, perché occorrerà avere pazienza. Ai microfoni dei giornalisti l’architetto ha definito grave e soggetta ad attento studio la parte della città verso la Rocca, con la chiesa di santa Maria in via e una via di accesso di primaria importanza. “ In quell’area- ha rilevato- c’è già l’apertura verso il parco che è un luogo sicuro e si pottrebbe già lavorare lì e poi insieme alla Sovrintendenza poter capire cosa fare, perché la problematica della chiesa è davvero molto difficile da affrontare. Bisognerà per forza di cose trovare una strategia anche perché quello è uno dei pochi accessi alla città però i Beni Culturali hanno dato grande disponibilità e occorrerà anche essere veloci con la messa in sicurezza di quella chiesa che è condizione fondamentale per accedere al centro storico”. L’architetto ha anche parlato di alcune demolizioni che possono rappresentare un’opportunità per Camerino, come quella riguardante l’edificio dell’ex tribunale in piazza Mazzini. “ Togliamo qualcosa di brutto che non sta più in piedi- ha detto-. Perché recuperarlo? Facciamoci invece una piazza nuova e utilizziamo questa opportunità, perché forse prima non avremmo potuto farlo. Oggi quell’immobile, anche tecnicamente, non ha senso e facciamo una demolizione che diventa operazione qualitativa. Non dimentichiamo poi che le vie di fuga a Camarino sono poche e, fa paura non poter uscire. Avere dei luoghi di apertura togliendo delle cose brutte, può essere un’idea vincente per prevenire quello che potrebbe succedere dopo. Iil lavoro è insomma complicato e complesso ma- ha ribadito il professionista- mi piacerebbe fare un lavoro insieme, discutendone. Le città sono infatti il luoghi dove la gente vive ed è molto attaccata anche al futuro; vuole sapere, vuole dire la sua  ed è giusto poter discutere con le persone della visione che abbiamo e per la quale è nostro desiderio vi sia condivisione. Ha espresso tutta la sua soddisfazione di avere un grande professionista alla guida del progetto,  il presidente della Regione Ceriscioli” Onorati di avere un figura di assoluta qualità come quella dell’architetto Mario Cucinella che seguirà quello che è uno dei punti più importanti della nostra ricostruizione, in quanto, attraverso Camerino e il percorso necessario per la comunità di questo territorio, si crea anche un modello interessante per l’intero territorio marchigiano. E’ un modo- ha rimarcato- per dare grande qualità a questo percorso, facendolo partecipare ai cittadini e nel contempo riuscire a trovare un modo di ricostruire che restituisca sicurezza e bellezza alla nostra terra. Noi – ha concluso- siamo convinti che la scelta sia di straordinaria qualità e questo, può essere un momento di orgoglio per tutte le Marche”. “ E’ innanzitutto la sicurezza quella che dobbiamo garantire ai cittadini che desiderano tornare nelle loro abitazioni-  ha detto il presidente della provincia Pettinari- La sicurezza non può significare non rispettare le nostre identità, la storia, le nostre architetture, la riconoscibilità del nostro territorio. L’altro aspetto da tenere in massima considerazione sono i servizi- ha aggiunto-; senza i servizi, senza le strade, senza i collegamenti, senza il trasporto pubblico, senza la sanità e senza tutti quei servizi che sono primari per la persona, perché un cittadino dovrebbe abitare qui, perché dovrebbe tornarvi? Le persone sono attaccate alla loro terra e stanno soffrendo per esserne state staccate e per loro, e soprattutto per i loro figli, dobbiamo riuscire ad offrire, non una speranza vuota, ma assicurare che tutti i beni e i servizi siano garantiti assolutamente, anzi siano ripristinati, in quanto molti sono stati anche ridotti o tagliati. L’altro aspetto da tenere in forte considerazione è quello socio-economico. Per abitare qui non servono solo case sicure e servizi, ma serve soprattutto lavoro, serve la possibilità di vivere, di fare progetti di vita per i nostri figli. Allora- ha concluso-il mettere tutto insieme con una corretta pianificazione e un progetto che consideriamo ottimo, non può prescindere dalle possibilità di sviluppo per un territorio già debole e in crisi, colpito duramente nel 1997 e oggi distrutto. Occorre molto di più e cioè il rilancio di tutto il sistema appenninico perché le aree interne sono una grande ricchezza, ma rischiano di diventare un grande deserto”.       “ Possiamo vantare sicuramente la disponibilità di un grande uomo e di un eccellente tecnico.- ha dichiarato il sindaco Pasqui – Quello che a me interessava in questo tempo era dare al territorio una centralità e, farlo divenire plastico di una ricostruzione. Mi pare oggi di aver capito dalla bocca di tutti coloro che erano seduti attorno al tavolo decisionale per il futuro della nostra città e del territorio, che vi sia netta condivisione e che tutti pensino a questa terra come esempio per la nazione intera, sul come ricostruire. Avere un architetto come Mario Cucinella, uno dei massimi esperti al mondo dell’architettura, è anche sinonimo di garanzia”. 

Affollata conferenza stampa presso la sede del COC a Camerino per presentare l’architetto Mario Cucinella, incaricato dal Comune a redigere il Piano strategico  per la ricostruzione. All’incontro, indetto dal sindaco Pasqui, dal presidente della Provincia di Macerata Pettinari, dal Presidente della Regione Marche Ceriscioli, erano presenti il Commissario straordinario per la ricostruzione Errani, l’Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche Brugnaro, il Direttore della Scuola Architettura e Design Unicam Losco, Il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Marche Birrozzi, il Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino Gentilucci, il Direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione post sisma Spuri. La conferenza è stata seguita con interesse anche da numerosi studenti e laureandi della Scuola di Architettura dell’università di Camerino che ha sede ad Ascoli Piceno. Subito il sindaco ha ceduto la parola ad Alessandro Gentilucci che a nome di una terra ferita e portatrice di grandi sentimenti e valori ha auspicato un percorso comune atto a ricostruire e rilanciare una Unione Montana fortemente colpita e devastata “ Possiamo farlo – ha rimarcato-  solo se c’è unità di intenti e se tutti insieme procediamo verso la stessa direzione nel rendere questo territorio appetibile, con infrastrutture importanti. Dobbiamo cogliere questo momento per poter trasformare un’energia negativa in energia positiva di rinascita”

E’ seguito l’intervento del primo cittadino che ha parlato del terremoto come dell’evento più drammatico vissuto da una terra che ha segnato, non solo il percorso culturale ma anche economico del Paese” Molte ripartente della nazione- ha osservato- derivano proprio dalla regione Marche”. Nel presentare l’architetto Cucinella, Pasqui ha dichiarato che

“ una terra così fortemente lesionata, credo  non possa meritare la sola attenzione della politica ma la politica deve essere attenta a capire i propri limiti e mettersi vicino chi ha le giuste capacità, utili a poter far sì che i nostri sogni le nostre speranze si possano guardare con concretezza e realtà e Mario Cucinella è la persona giusta al posto giusto per ridare a questa città quanto di importante conosciamo del passato, quanto sta facendo per il futuro nel presente ”.    

“ L’argomento è molto delicato- ha esordito Cucinella-Mi piace l’idea di chiamare la ricostruzione Sviluppo perché , è importante costruire ma dobbiamo cogliere l’occasione di un momento così difficile per il Paese, per migliorare questo territorio.

Ma da dove cominciare per creare il nuovo modello? “ Intanto- ha spiegato l’architetto Cucinella- si parte con la raccolta di tutte le informazioni in quanto, Camerino come altri luoghi ha tante informazioni che vanno messe insieme per poter dare delle risposte. Il tema centrale è quello della temporaneità paziente, perché costruiremo rapidamente ma ci vorrà del tempo. Saranno infatti i nuovi luoghi di Camerino con l’idea che il progetto della temporaneità diventerà comunque un qualcosa di non definitivo ma permetterà alla gente poi di tornare nella loro terra. Sarà dunque un periodo di tempo importante- ha sottolineato- caratterizzato dai nuovi luoghi del commercio e dell’abitare e dobbiamo costruirli in una maniera tale da lasciare una memoria positiva. Credo che in questo contesto l’obiettivo di tutti sia quello di realizzare qualcosa per poi tornare ad abitare il centro storico e aggiungere qualità a quei servizi che forse anche prima non c’erano; quello che si dibatte non è rifacciamo quello che c’era e basta ed è per questo che assolutamente lavoriamo sul tema delle scuole  e di quei servizi che aiutano le famiglie che stanno resistendo, tanto che nelle scuole stanno andando più bambini di prima e questo significa che c’è un forte attaccamento al territorio, allora diamo a loro dopo il dramma l’opportunità di costruire delle cose nuove per radicarsi ancora di più in queste zone. Credo che sia importante costruire una “ casa dei cittadini” , un luogo dove potersi confrontare e far conoscere quali sono le iniziative, far vedere che siamo insieme alla comunità in un lavoro per il futuro- ha osservato l’architetto-; il problema è che si è interrotto un processo di normalità e dobbiamo evitare che passi troppo tempo e la gente perda quella memoria che invece è elemento fondamentale dell’identità dei luoghi. Un luogo dove confrontarsi, alimentare e creare partecipazione attraverso il coinvolgimento delle persone, per progettare insieme un futuro, credo sia determinante perché, quel futuro che oggi narriamo è quello che ci permette di tener incollata quella memoria che non si deve rompere come un elastico. Seimila persone fuori dalla città, rappresentano il rischio di perdere le abitudini, allora, - ha rimarcato- prima di tutto i servizi, le scuole, i luoghi del commercio, iluoghi della normalità di tutti i giorni, e piano piano bisogna avere anche la pazienza di accettare che le cose non si fanno in due minuti”. La “ casa dei cittadini” è dunque allo studio anche con la Protezione civile; l’idea è quella di un piccolo luogo, una stanza dove la gente potrà conoscere tutte le indicazioni del piano di lavoro; un luogo aperto alla partecipazione di tutti anche attraverso giornate di dialogo. “ Credo che la cosa più difficile in questo momento sia proprio rimettere in moto un dialogo – ha precisato Cucinella- ; se le persone possono parlare, anche per esprimere la loro tensione, le paure legate al non conoscere il futuro, e trovare un luogo dove il futuro lo si sta facendo insieme, penso sia un’ancora che aiuti a mantenere viva anche l’idea che tutti insieme stiamo facendo. Questo è l’elemento determinante in quanto qui non si tratta di costruire solo l’hardware e rimettere insieme le cose, ma tenere insieme una comunità e anche tornare a praticare i riti, tornare nelle proprie chiese, poter usare una piazza, ritrovarsi al bar. Dobbiamo ricostruire un luogo dove le persone possano tornare a chiacchierare come facevano tutti i giorni. Viste dal di fuori sembrano particolari leggeri ma in realtà sono quelle relazioni invisibili con cui si costruisce una città. L’hardware va bene perché bisogna avere una casa ed un tetto sopra la testa ma costruiamo anche un luogo di relazione. Camerino è poi una città straordinaria, ricca di potenti beni culturali che sono motore per la sua economia, allora mettiamole in evidenza queste preziose peculiarità; Tra le cose che mi hanno colpito l’opera del Tiepolo e un teatro davvero magnifico; ricordo che dopo la seconda guerra mondiale nella città di Milano, pur bombardata e con conseguenti drammi umani, Toscanini fece un concerto alla Scala per dire “ questa città riparte dalla cultura”e noi dobbiamo fare questo, dare questi piccoli segnali a tutti i cittadini. Fare un evento a teatro anche tra un anno vuol dire riprendersi un po’ di “normalità” nei luoghi fondamentali della cultura. Che sono importanti ce ne accorgiamo sempre dopo quando ce li tolgono, ora abbiamo bisogno di non perderli più. Abbiamo davanti due tempi: lavoreremo innanzitutto su una temporaneità fuori dalla città e poi c’è l’altro tempo che non vuol dire iniziare un’operazione di recupero del centro storico a macchia di leopardo, come in parte è stato fatto a L’Aquila, ma cominciare dai bordi della città, ristrutturando per abitare in quanto, se noi partiamo senza una logica c’è il rischio che si ristrutturano immobili nel centro senza che sia possibile potervi andare. Suggeriremo pertanto una strategia che consenta di fare delle azioni affinché pian piano, dall’esterno verso l’interno, il centro storico possa essere recuperato e abitato. Ci sono delle parti della città  nelle quali è già possibile procedere rapidamente e, anche ridurre mano a mano la zona rossa pur se per piccoli segmenti,è un segnale importante . Ricordo che a L’Aquila, un anno dopo il terremoto, le persone dicevano che non si poteva vivere di sola periferia, perché tutti hanno bisogno di quei luoghi che sono nel loro dna; la strategia che stiamo iniziando e che stiamo studiando è quella che permetta piano piano di ristrutturare e abitare cosicché il centro storico possa riprendere il suo avvio sia nell’hardware che nel software. Bisognerà chiamarla una ricostruzione paziente, perché occorrerà avere pazienza.

Ai microfoni dei giornalisti l’architetto ha definito grave e soggetta ad attento studio la parte della città verso la Rocca, con la chiesa di santa Maria in via e una via di accesso di primaria importanza. “ In quell’area- ha rilevato- c’è già l’apertura verso il parco che è un luogo sicuro e si pottrebbe già lavorare lì e poi insieme alla Sovrintendenza poter capire cosa fare, perché la problematica della chiesa è davvero molto difficile da affrontare. Bisognerà per forza di cose trovare una strategia anche perché quello è uno dei pochi accessi alla città però i Beni Culturali hanno dato grande disponibilità e occorrerà anche essere veloci con la messa in sicurezza di quella chiesa che è condizione fondamentale per accedere al centro storico”.

L’architetto ha anche parlato di alcune demolizioni che possono rappresentare un’opportunità per Camerino, come quella riguardante l’edificio dell’ex tribunale in piazza Mazzini. “ Togliamo qualcosa di brutto che non sta più in piedi- ha detto-. Perché recuperarlo? Facciamoci invece una piazza nuova e utilizziamo questa opportunità, perché forse prima non avremmo potuto farlo. Oggi quell’immobile, anche tecnicamente, non ha senso e facciamo una demolizione che diventa operazione qualitativa. Non dimentichiamo poi che le vie di fuga a Camarino sono poche e, fa paura non poter uscire. Avere dei luoghi di apertura togliendo delle cose brutte, può essere un’idea vincente per prevenire quello che potrebbe succedere dopo. Iil lavoro è insomma complicato e complesso ma- ha ribadito il professionista- mi piacerebbe fare un lavoro insieme, discutendone. Le città sono infatti il luoghi dove la gente vive ed è molto attaccata anche al futuro; vuole sapere, vuole dire la sua  ed è giusto poter discutere con le persone della visione che abbiamo e per la quale è nostro desiderio vi sia condivisione.

Ha espresso tutta la sua soddisfazione di avere un grande professionista alla guida del progetto,  il presidente della Regione Ceriscioli” Onorati di avere un figura di assoluta qualità come quella dell’architetto Mario Cucinella che seguirà quello che è uno dei punti più importanti della nostra ricostruizione, in quanto, attraverso Camerino e il percorso necessario per la comunità di questo territorio, si crea anche un modello interessante per l’intero territorio marchigiano. E’ un modo- ha rimarcato- per dare grande qualità a questo percorso, facendolo partecipare ai cittadini e nel contempo riuscire a trovare un modo di ricostruire che restituisca sicurezza e bellezza alla nostra terra. Noi – ha concluso- siamo convinti che la scelta sia di straordinaria qualità e questo, può essere un momento di orgoglio per tutte le Marche”.

“ E’ innanzitutto la sicurezza quella che dobbiamo garantire ai cittadini che desiderano tornare nelle loro abitazioni-  ha detto il presidente della provincia Pettinari- La sicurezza non può significare non rispettare le nostre identità, la storia, le nostre architetture, la riconoscibilità del nostro territorio. L’altro aspetto da tenere in massima considerazione sono i servizi- ha aggiunto-; senza i servizi, senza le strade, senza i collegamenti, senza il trasporto pubblico, senza la sanità e senza tutti quei servizi che sono primari per la persona, perché un cittadino dovrebbe abitare qui, perché dovrebbe tornarvi? Le persone sono attaccate alla loro terra e stanno soffrendo per esserne state staccate e per loro, e soprattutto per i loro figli, dobbiamo riuscire ad offrire, non una speranza vuota, ma assicurare che tutti i beni e i servizi siano garantiti assolutamente, anzi siano ripristinati, in quanto molti sono stati anche ridotti o tagliati. L’altro aspetto da tenere in forte considerazione è quello socio-economico. Per abitare qui non servono solo case sicure e servizi, ma serve soprattutto lavoro, serve la possibilità di vivere, di fare progetti di vita per i nostri figli. Allora- ha concluso-il mettere tutto insieme con una corretta pianificazione e un progetto che consideriamo ottimo, non può prescindere dalle possibilità di sviluppo per un territorio già debole e in crisi, colpito duramente nel 1997 e oggi distrutto. Occorre molto di più e cioè il rilancio di tutto il sistema appenninico perché le aree interne sono una grande ricchezza, ma rischiano di diventare un grande deserto”.      

“ Possiamo vantare sicuramente la disponibilità di un grande uomo e di un eccellente tecnico.- ha dichiarato il sindaco Pasqui – Quello che a me interessava in questo tempo era dare al territorio una centralità e, farlo divenire plastico di una ricostruzione. Mi pare oggi di aver capito dalla bocca di tutti coloro che erano seduti attorno al tavolo decisionale per il futuro della nostra città e del territorio, che vi sia netta condivisione e che tutti pensino a questa terra come esempio per la nazione intera, sul come ricostruire. Avere un architetto come Mario Cucinella, uno dei massimi esperti al mondo dell’architettura, è anche sinonimo di garanzia”. 

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