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Svegliarsi circondati dalla coltre bianca, in un periodo come questo, potrebbe far pensare "Cos'altro ancora ci dobbiamo aspettare?".
È vero però che la tranquillità che infondono i fiocchi durante il viaggio verso la terra è innegabile e non è detto che, nel momento in cui la maggior parte delle persono sono a casa, la quarantena ci possa far riscoprire anche la bellezza della neve.
Quello che per molti cittadini diventava un problema quando ci si doveva recare a lavoro, oggi potrebbe far riscoprire la propria magia. Una sensazione che però ricade nella tristezza quando si pensa che, ancora una volta, sotto quella coltre bianca, ci sono le terre ferite, le case distrutte e i terremotati che aspettano. Aspettano in quelle casette colorate dove nell'inverno del 2017 la neve che cadeva faceva ancora rumore: risuonava la notizia dei fiocchi che ricoprivano le SAE. Oggi sono silenziosi anche quelli, vicino ad un mostro che fa più chiasso e più paura, ma che si teme riesca a rendere silenziosa anche la ricostruzione.

Giulia Sancricca

Di seguito le foto scattate dai nostri lettori


Sotto Fiastra foto di Roberta Blanchi

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Sotto Ussita foto di Mirko Carota

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Sotto Muccia foto di Alessandro Loreti

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Sotto foto di Venanzina Capuzi di Visso innevata scattate dalla sua casa ristrutturata dopo il sisma

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Sotto le foto di Silvia Salustri di Sarnano - zona San Casciano

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La madonnina innevata..

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Foto sotto di Castelsantangelo sul Nera di Piero Blanchi 
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Senza case, senza giornali e ora senza medico. Continuano a perdere i tasselli della normalità gli abitanti dell'entroterra, in questo caso di Ussita e Castelsantangelo sul Nera.
Dal sisma del 2016 che li ha strappati alla vita che amavano è stato un continuo lottare con le unghie e con i denti per provare a custodire quel poco che gli era rimasto, ma ora, a quasi quattro anni da quel giorno, sembra sempre più difficile andare avanti.
Continuano a perdere pezzi e, soprattutto motivi per restare, gli abitanti della montagna che dalla scorsa settimana non hanno il medico di base.
La dottoressa che riceveva a Ussita e Castelsantangelo, infatti, si è trasferita ad Urbisaglia ed essendo un Comune fuori dal distretto camerte, i suoi mutuati le sono stati cancellati d'ufficio.
Da un giorno all'altro, quindi, i cittadini che con tanti sacrifici hanno deciso di restare nei loro paesi si sono visti togliere anche un altro servizio, quello sanitario.
E' in scadenza in questo mese un bando dell'Asur per l'assegnazione di un altro medico per i due paesi, ma il timore che possa andare deserto è davvero forte da parte dei cittadini che si rendono conto di non essere molti e quindi poco "appetibili" in termini di convenienza per la scelta del medico di base.
A questo punto i cittadini potrebbero valutare la scelta del medico di Visso o uno dei tre che operano a Pieve Torina, ma nell'Italia dei paradossi, quanti più cittadini si sistemano ora con altri medici, tanti meno mutuati risultano da assegnare al nuovo medico per il quale non varrebbe davvero la pena prendere l'incarico.
Non è detto poi che l'Asur stessa, qualora il bando andasse deserto, possa valutare di chiedere al medico di Visso di fare ambulatorio anche a Ussita e Castello, ma il medico potrebbe comunque declinare l'invito.
Motivo di preoccupazione che si aggiunge tra i cittadini riguada anche la farmacia: l'attività, infatti, è aperta a Ussita e Castelsantangelo nei giorni in cui il medico che si è trasferito faceva ambulatorio. I cittadini temono ora che, non avendo più il medico, possano perdere anche il servizio della farmacia e quindi essere costretti a recarsi a Visso per acquistare i medicinali.

"E' una bvergogna - dice il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci - , una offesa al popolo della montagna. Noi siamo qui, il medico si fa i due anni previsti dai contratti e poi va via. Questo è un modo per distruggere la montagna. Insieme al commissario straordinario di Ussita ci siamo subito attivati quando ci è giunta voce che il precedente medico di base aveva vinto un altro concorso e se ne sarebbe andata. Il 20 marzo scade il bando dell'Asur per l'assegnazione del nuovo medico. Noi attendiamo ma è in dubbio che per far sì che un medico rimangia in montagna bisogna trovare altre soluzioni. E' necessario che ci sia una copertura e una assistenza adeguata perchè la sanità è importante per tutti e i pazienti devono essere uguali in ogni parte d'Italia".



GS



Ricostruire Castelsantangelo sul Nera con le idee di tutti i cittadini.
E' l'obiettivo del sindaco Mauro Falcucci che, con un avviso alla popolazione residente e non, ha deciso di coinvolgere 
la popolazione interessata e le associazioni nate dopo il sisma in paese.
E' in programma sabato 7 marzo alle 9 un incontro nella sala polifunzionale "Casa amici del Trentino" il primo di
 una serie di incontri pubblici inerenti la campagna di Ascolto Attivo di comunicazione e del  processo partecipativo che ha l'obiettivo di redigere il Piano Attuativo di Ricostruzione.
"
Tutti coloro i quali hanno un interesse personale e concreto - si legge nella nota a firma del primo cittadino - e le associazioni o gli organismi di partecipazione popolare comunque denominati e costituite per la tutela  di interessi diffusi, possono partecipare e formulare proposte per la redazione degli strumenti urbanistici attuativi e per le misure in materia di pianificazione e sviluppo territoriale".
Un messaggio importante quello che arriva dall'amministrazione di Castelsantangelo sul Nera che, ancora una volta, dimostra di non volersi arrendere alla distruzione, ma di voler unire le forze per ripensare ad una Castelsantangelo nuova con i cittadini che la amano.

GS
Si è svolta ieri sera la riunione dell’Unione Montana Marca di Camerino. Fra gli argomenti all’ordine del giorno, l’elezione del Presidente, vicepresidente e del direttivo che è stato confermato così com’era quello precedente. È stata infatti avanzata una mozione programmatica dal Comune di Fiastra che conteneva l’indicazione di un voto che fosse nel segno della continuità per quanto riguarda il rinnovo della figura del presidente: confermato quindi il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, alla guida dell’ente. La vicepresidenza è rimasta al sindaco Claudio Castelletti, di Fiastra.

“Nutro una grande soddisfazione per il lavoro fatto in questi cinque anni - afferma Gentilucci -. Abbiamo preso in mano una Unione in cui nessuno voleva entrare perché c’erano delle condizioni economiche non favorevoli. Abbiamo dato un senso di rispetto a questi territori, abbiamo avuto la forza e la voglia di credere in questa istituzione rischiando anche personalmente, la sfida è stata vinta: abbiamo garantito e stiamo garantendo gli stessi servizi che l’Unione ha storicamente garantito a tutti, anche a quei Comuni i cui sindaci avevano fatto scelte differenti uscendo dall’ente. Il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto ieri è stato confermato”. L’ente ha peraltro chiuso con un avanzo primario di 80mila euro, altro motivo di soddisfazione per il presidente che lo definisce un traguardo incredibile. “Offrire gli stessi servizi con quattro dipendenti mentre prima ce n’erano più di dieci è qualcosa che non tutti riescono a fare”.

Relativamente ai Comuni che si erano staccati, su cui anche la Regione è intervenuta e il 4 settembre si svolgerà una riunione con l’assessore Angelo Sciapichetti, Gentilucci chiarisce che la loro condizione patrimoniale non potrà essere la stessa dei cinque Comuni che oggi fanno parte dell’Unione: “Ci siamo dati delle regole uno statuto - spiega - la loro condizione non potrà essere la stessa dei cinque Comuni che hanno lottato per avere questa opportunità. Ma soprattutto c’è una linea politica. Abbiamo un percorso e dei punti di riferimento come il Contram, le politiche dei cittadini per l’acqua, mi riferisco anche alla condivisione delle tematiche relative alla ricostruzione. Tutti questi percorsi sostanziano la possibilità di stare insieme in funzione della crescita del territorio”. Secondo Gentilucci l’Unione Montana Marca di Camerino deve guardare e aprirsi agli altri territori e quindi è imprescindibile un percorso congiunto anche con i presidenti delle vicine Unioni Montane. “Vogliamo unire la montagna in un percorso che ha una forza incredibile. Questi sono i temi che io metto sul piano della bilancia”. È cercando una sinergia sulle linee guida e sullo statuto dell’Ente, senza cercare di rientrare a gamba tesa, secondo il presidente, che si potranno ottenere risultati e si potrà fare ancora qualcosa di buono: “E’ in questo spirito che abbiamo potuto garantire la sede della Compagnia Carabinieri di Camerino. Se le cose non fossero andate come sono andate, oggi staremmo parlando di un edificio completato, in disponibilità della Regione che non si sa che uso ne avrebbe potuto fare, e non avremmo potuto metterlo nella disponibilità dell’Arma. Questi sono argomenti fondamentali. Il territorio montano - conclude - deve fare sinergia ma questo non con le poltrone bensì sulle tematiche e sulle politiche”.    

Fra i presenti anche il sindaco di Camerino Sandro Sborgia che ha votato a favore di questa mozione e quindi del rinnovo del direttivo ma ha chiesto di far rientrare all’interno dell’Unione i comuni di Castelsantangelo, Montecavallo e Valfornace: “Ho presentato un documento contenente una dichiarazione di voto - racconta - favorevole alla proposta del Comune di Fiastra proprio per dare un segno di unione e di continuità, di una comunità che ha un percorso complesso da affrontare. Il mio voto però era condizionato da due fattori: che si definisca una volta per tutte la destinazione dello stabile dell’Unione Montana a comando Compagnia Carabinieri di Camerino perché, ricordiamole, da oltre un anno c’è un tavolo aperto per la definizione delle condizioni alle quali questo stabile deve essere ceduto e ormai mi pare un tempo più che sufficiente per prendere una decisione”. La caserma attualmente è ospitata in container allestiti in via Madonna delle Carceri e Sborgia ha chiesto, una volta per tutte, che la situazione si definisca anche perché l’agenzia del demanio ha impegnato 5 milioni di euro per la ristrutturazione dell’immobile e “più passa il tempo e più rischiamo che questi fondi siano destinati altrove con la conseguenza che non solo non potremo realizzare la caserma ma anche che lo stabile dell’Unione Montana rimarrà così, al grezzo, con un doppio danno”.
La seconda condizione era appunto quella di reintegrare i Comuni che erano usciti per questioni economiche: “Mi pare arrivato il momento che questo avvenga. Penso sia un argomento importantissimo e penso che se un’Unione Montana prima era composta da 13 comuni e oggi da 5, considerando gli accorpamenti che ci sono stati, è arrivato il momento di accogliere le richieste di chi chiede di rientrare. Se entro il 31 dicembre non ci saranno stati passi avanti - sottolinea Sborgia - dovremo capire verso quale direzione si vuole andare. Se vogliamo rimanere come gli ultimi 5 anni, lasciando che un intero territorio sia rappresentato solo da una minima parte di comuni penso sia dannoso per tutti. I problemi sono tanti e li dobbiamo affrontare tutti insieme iniziando a parlare di progetti, strategie, iniziative e non solo di poltrone”.

g.g.

Visso, Ussita, Castelsantangelo e Monte Cavallo uniti dal Progetto Integrato Locale. Uno degli otto, per la verità, che sono stati presentati al Gal Sibilla per l’ottenimento di finanziamenti dedicati a imprese esistenti e di nuova costituzione.

L’obiettivo è la valorizzazione e lo sviluppo del territorio dal punto di vista economico e quindi dell’offerta agli utenti. 

Il PIL in questione è stato denominato “La porta della Sibilla. Mobilità ciclopedonale intercomunale” e si propone di mettere in rete le eccellenze del territorio attraverso la creazione di un percorso di mobilità sostenibile ciclo-pedonale di collegamento tra i comuni aderenti come elemento di sviluppo e rilancio del territorio di Visso, Ussita, Castelsantangelo e Monte Cavallo sotto il profilo turistico, permettendo l’insediamento e la creazione di nuove imprese in diversi settori.

Il secondo incontro pubblico a cui la cittadinanza è invitata a partecipare, sarà il 19 febbraio alle 18:30 nella sede provvisoria del comune di Visso.

g.g.

Ancora solidarietà per il Rifugio del Cane Colle Altino (Camerino) ma non solo, tappe anche dalle veterinarie di Ussita e a Gualdo di Castelsantangelo e da alcune famiglie.

Sono tornati nelle zone terremotate i volontari della onlus “Gli angeli della bassa” portando ben 15 quintali di aiuti in cibo e presidi medici per cani e gatti. Consegnati, ad una famiglia in particolare indigenza, anche beni di prima necessità.

A guidare la delegazione di volontari provenuti da Casalmaggiore e presieduti da Jlenia Ferrari, la settempedana Francesca Forconi. Il loro è il terzo intervento nelle zone terremotate, grazie non solo alla loro sensibilità ma anche alla conoscenza 20ennale con una volontaria particolarmente attiva nelle zone del sisma, Letizia Pellecchia. 

I beni consegnati fra Camerino, Ussita e Gualdo sono stati acquistati grazie a diverse iniziative fra cui una serata-evento all’Osteria della Bassa, “La musica è vita”, raccolta in supermercati e farmacie e tramite lo stand della onlus con vendita di gadget.

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“L’associazione - spiega Pellecchia - sta sostenendo tantissimo anche i nostri progetti con l’acquisto di molte maglie e felpe del Comitato ‘La Terra Trema Il Cuore no ONLUS’. Le hanno indossate nei momenti della raccolta fondi per rappresentarci e continuano a farlo. Questo ci è davvero di grande sostegno. Ad oggi - aggiunge - noi stiamo lavorando al progetto ‘Dona 1 metro di campo #forza Muccia’ che ha lo scopo di realizzare un’area verde sportiva polivalente. Quindi non solo hanno portato tantissime cose per gli animali terremotati, ma stanno anche contribuendo in altre iniziative. Queste persone sono venute qui per la terza volta accostandosi con moltissima umiltà e delicatezza. Questo non è scontato e - conclude - hanno voluto tornare dalle persone che avevano conosciuto le precedenti volte per un saluto, un abbraccio e un presente”.

g.g. 

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(La presidenre Jlenia Ferrari e il marito Roberto)

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