Via libera della Giunta regionale alla costituzione delle cinque Aziende Sanitarie Territoriali delle Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino. 

Soddisfatto l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini: “Era nostro obiettivo restituire alla cittadinanza una sanità di prossimità per ridurre liste di attesa e inefficienze”.

“Questa riforma – spiega Saltamartini - ha un carattere epocale. Le Marche erano la sola regione in Italia ad avere un’unica Azienda Sanitaria. La pandemia ha evidenziato come una sanità centralizzata possa andare a detrimento della popolazione, in particolare quella residente nelle aree interne, soprattutto nell’erogazione dei servizi, quali il sovraffollamento dei pronto soccorso e le lunghe liste di attesa”.

“Riportare e rapportare i servizi al territorio – continua Saltamartini – In questa direzione vanno anche gli ospedali territoriali che, come nel caso di Pesaro e Urbino, sostituiscono gli ospedali unici”.

Le Aziende avranno autonoma personalità giuridica e autonomia imprenditoriale, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica. Le cinque delibere individuano i presidi ospedalieri con le strutture sanitarie e socio-sanitarie, l’assetto territoriale delle AST e la distribuzione dei Comuni afferenti.

Accanto a questi provvedimenti, con una ulteriore delibera sono state nominate fino al 31 dicembre 2022, la dottoressa Nadia Storti quale Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) e la dottoressa Maria Capalbo quale Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord.

Nadia Storti, come previsto dalla legge di riforma, dovrà nominare anche i sub commissari chiamati ad accompagnare le Aree Vaste verso le Aziende Provinciali, i quali sono già individuati negli attuali cinque direttori di Area Vasta: Romeo Magnoni per l’Av1, la stessa Nadia Storti per l’Av2 ad interim, Daniela Corsi per l’Av3, Roberto Grinta per l’Av4 e Massimo Esposito per l’Av5.

È stata inaugurata la nuova base Hems dell’elisoccorso delle Marche. La struttura è collocata all’aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara Marittima: “Una struttura – ha dichiarato il vicepresidente e assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini – che dà dignità all’intero sistema sanitario regionale, anche in termini di qualità delle prestazioni di soccorso nei confronti dei cittadini”.

Al taglio del nastro, oltre all’assessore Saltamartini, erano presenti Alexander D’Orsogna amministratore delegato dell’Aeroporto di Ancona “Raffaello Sanzio”, Antonello Maraldo direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, l’assessore regionale alla Cultura Chiara Biondi, e numerose autorità militari e civili regionali.

“L'inaugurazione di questa base – ha continuato Saltamartini - mette a disposizione del servizio di elisoccorso della regione tutte le strumentazioni dell'aeroporto, aumentando in tal modo il livello di sicurezza e migliorando anche la condizione del personale al quale saranno riservati alloggi nuovi, a beneficio della loro condizione psicofisica”.

Per HEMS (acronimo di Helicopter Emergency Medical Service) si intende un servizio medico di emergenza con elicotteri, utilizzato quando è necessario il trasporto urgente di pazienti o comunque il recupero di tali persone in zone dove nessun mezzo di terra può raggiungere il luogo.

“Con l’apertura di questa nuova base – ha dichiarato Saltamartini – si conferma di una centralità per la Regione Marche. Possibilmente dovremmo allargare questo servizio per migliorarlo e potenziarlo. In questo senso è auspicabile accrescere ulteriormente la collaborazione con la vicina Umbria, con cui vi è già un accordo, per creare così economie di scala”.

“Lanciamo oggi un messaggio molto positivo per il fatto che il livello di soccorso e le tecnologie impiegate sono le migliori possibili – ha concluso Saltamartini - tenendo conto che il trasporto verso Ancona fa sì che la cura per questi pazienti, che evidentemente hanno traumi molto gravi, sia poi assicurata da un ospedale di secondo livello quale quello di Torrette”.
Con 4 stelle su 4 le Marche ottengono lo status di "sito di riferimento" (Reference Site, RS) per l’invecchiamento sano e attivo: la premiazione del 4° bando riferito all’anno 2022 è avvenuta nel corso di una cerimonia che si è tenuta ieri a Bruxelles alla presenza di rappresentanti della Commissione Europea.

"Siamo orgogliosi di ricevere questo importante riconoscimento – ha dichiarato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli – che dimostra come la nostra regione sia una terra attenta e idonea per affrontare e implementare le strategie rivolte alla popolazione con età avanzata, con l'obiettivo comune di affrontare le sfide dell'invecchiamento dei cittadini e della trasformazione dei sistemi sanitari con un focus su ricerca e innovazione”.

Lo status di RS è stato concesso a quelle regioni che hanno dimostrato eccellenza nello sviluppo, nell'adozione e nella diffusione di pratiche innovative per un approccio all'invecchiamento attivo e in buona salute lungo tutto l'arco della vita.

“Nelle Marche la collaborazione tra pubblica amministrazione, sistema sanitario, accademia e ricerca, società civile e industria – ha detto l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - ha dimostrato di essere strategica per affrontare un approccio all'invecchiamento che gli altri paesi europei ora vogliono apprendere e trasferire sui propri territori. La nostra è una regione longeva: invecchiare bene a lungo andare avrà un impatto positivo anche sulla nostra spesa sanitaria”.

L’ecosistema Marche si compone di enti/organizzazioni rappresentanti della quadruplice elica (PA/enti del SSR, accademia/ricerca, società civile, industria) che formulano strategie e politiche e attuano programmi e progetti per far progredire l'innovazione nel campo della salute e dell'assistenza e per comprendere e affrontare un approccio all'invecchiamento attivo. Alcuni esempi sono il PNRR; la Legge n.19/2022 di riorganizzazione del Sistema Sanitario regionale; il Piano Regionale di Prevenzione 20-25; la Legge regionale n.1/2019 sull’invecchiamento attivo, dalla quale sarà adottato il primo programma annuale di interventi in tale ambito; la Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente (medicina di precisione, e-health, approcci innovativi per una medicina di territorio per le persone fragili, tecnologie per la disabilità e il recupero); la rete nazionale degli Irrcs sull’invecchiamento (Rete Aging) coordinata dall’IRCCS-INRCA; l’adesione al Promis (la rete delle regioni e province autonome per l’internazionalizzazione dei sistemi sanitari); le buone pratiche riconosciute dalla Commissione Europea, come la Rete Diabetologica Marchigiana.




Un passo importante per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata, la firma, nell’Auditorium della Biblioteca comunale “Mozzi Borgetti”, dell’accordo tra la Regione, il Comune e l’Asur che dà il via libera alla realizzazione di una struttura tanto attesa da parte della cittadinanza. Presenti per l’occasione, il presidente Francesco Acquaroli, gli assessori regionali alle Infrastrutture ed Edilizia ospedaliera e alla Sanità, rispettivamente, Francesco Baldelli e Filippo Saltamartini, il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, la direttrice Asur Marche, Nadia Storti, e il direttore del Dipartimento regionale Infrastrutture, Territorio e Protezione Civile, Nardo Goffi.

“Macerata e il territorio meritano una struttura adeguata sismicamente e moderna. C’è la volontà e ci sono le risorse – ha dichiarato il presidente Francesco Acquaroli - Invece di destinare queste ultime per l’adeguamento e la ristrutturazione del vecchio ospedale abbiamo scelto di edificarne uno nuovo. Una struttura moderna, efficiente ed altamente tecnologica, pienamente rispettosa dei criteri di sicurezza relativamente alla vulnerabilità sismica, che è un indice imprescindibile quando si tratta di una struttura sanitaria”.

“Vigileremo sui tempi di realizzazione – ha continuato Acquaroli – affinché tutto proceda come da cronoprogramma e poi parallelamente occorrerà pensare non solo sulla struttura ma anche sui contenuti, vale a dire sul personale e sui servizi che saranno offerti. Abbiamo appena approvato la riforma dell'organizzazione del servizio sanitario regionale marchigiano, domani presenteremo invece i risultati dell’analisi del fabbisogno delle prestazioni di assistenza sanitaria, andando così a delineare il modello di sanità del territorio che intendiamo realizzare. Un modello che prima del periodo pandemico aveva una visione diversa e che adesso va ricostruito. Non si tratta di puntare il dito sulle scelte fatte ma di cercare il sostegno per dare risposte concrete ai cittadini. Se stiamo uniti e forti raggiungeremo prima i risultati che ci aspettiamo”.

Il nuovo ospedale sorgerà in località “La Pieve”, un sito consono allo scopo in quanto di dimensioni sufficienti, parzialmente pianeggiante ed adiacente alla strada intervalliva di Macerata.

OspedaleMacerata 06

“Restituiamo il diritto alla salute ad una comunità che si vedeva sottratte prestazioni e servizi – ha detto l’assessore Baldelli – con un atto concreto ed una tempistica molto veloce. Non ricominciamo una procedura, perché nulla era stato avviato. Cominciamo oggi una procedura partendo da zero, dato che in precedenza negli archivi della Regione non vi era alcun atto amministrativo che avesse avviato l'iter progettuale riguardante la realizzazione del nuovo ospedale della città di Macerata. Con le promesse e le parole al vento non si elaborano progetti né si costruiscono ospedali. Con questo atto intendiamo procedere speditamente, nel rispetto dei tempi tecnici, in un proficuo gioco di squadra che coinvolge tutta la filiera istituzionale. Subito la gara per la progettazione, poi entro due anni studio di fattibilità, progetto definitivo ed esecutivo, per appaltare i lavori ed edificare il nuovo ospedale della città di Macerata”. “Abbiamo già a disposizione 60,5 milioni di euro – ha spiegato Baldelli – ma, grazie all'intuizione del presidente Acquaroli, abbiamo anche individuato i circa 80 milioni restanti per la copertura complessiva del finanziamento della costruzione di un ospedale nuovo, innovativo e rispondente ai più elevati standard tecnologici a disposizione di pazienti, medici ed operatori sanitari”.

Il grosso delle risorse deriva dal Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese. Previsti circa 400 posti letto, con un margine di aumento sulla base dei fabbisogni futuri.

E’ molto soddisfatto l’assessore Saltamartini: “Parte concretamente un progetto, un sogno, che è quello di dare ai maceratesi un ospedale nuovo con le prestazioni di un ospedale di primo livello. Deve essere chiaro che finora nei piani sanitari regionali non si era mai parlato di un nuovo ospedale a Macerata. Dopo 20 mesi concretamente mettiamo sul tavolo questo accordo con risorse certe che finora non esistevano. Macerata ha un ospedale di primo livello con specializzazioni così importanti che possiamo guardare anche a un progetto di potenziamento. Certo, le difficoltà esistono: sovraffollamento dei pronto soccorso, liste d'attesa e carenza dei medici. Abbiamo voluto mettere in fila questi problemi per cercare di dare una risposta. Sulla carenza dei medici, abbiamo finanziato 6,6 mln di euro con borse di specializzazione, per cui avremo 150 medici in più nella nostra regione (110 borse di studio in Medicina generale e 42 contratti di formazione per i medici specialisti), a cui si aggiungono le borse statali che potranno garantire circa 500 medici in più nei prossimi tre anni. Poi c'è tutto il programma con gli interventi del Pnrr, quindi nuove case della salute, case di comunità, centrali operative territoriali e infine l'edilizia. Sono tutti progetti concreti”.

“Quella di oggi è una giornata storica e importante per la nostra città – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli - A nemmeno due anni dal nostro insediamento diamo il via, concretamente, all’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata. Un ringraziamento alla Regione Marche per l’impegno profuso e per aver collaborato, sempre nella massima sinergia, con il Comune e con l’Asur. I cittadini aspettano da anni il nuovo ospedale e finalmente gettiamo le basi per la realizzazione di un’opera di cui tutta la provincia ha bisogno”.
La Regione Marche stanzia per l’anno in corso 6.608.000 euro di risorse proprie, oltre il fondo sanitario, al fine di portare a 110 le borse di studio per i medici di Medicina generale e a 42 i contratti di formazione per i medici specialisti.  Obiettivo, combattere il depauperamento professionale e favorire il ricambio generazionale del sistema sanitario regionale.

“Con questo provvedimento – ha spiegato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – andiamo a colmare un differenziale che vedeva un numero di medici prossimi alla pensione molto più elevato rispetto ai medici in ingresso nel nostro circuito di medicina territoriale e nelle reti ospedaliere. Già dallo scorso anno abbiamo iniziato ad invertire una tendenza che andava ad aumentare ogni anno il gap. Oggi con questo importante investimento, che riposiziona le Marche tra le primissime posizioni in percentuale alla popolazione, si dà inizio ad una fase che ci consentirà di recuperare decine di medici ogni anno, per dare finalmente risposte in termini di servizi ai cittadini. È uno sforzo che stiamo cercando di fare anche attraverso i bilanci delle nostre aziende perché vogliamo recuperare e ottimizzare l’impiego di risorse senza pesare sui cittadini, per investire sui giovani e sul futuro in termini di personale, tecnologie e servizi. Riteniamo che questo sia l’approccio giusto per risultati evidenti in pochi anni. In 20 mesi abbiamo già finanziato più borse rispetto a tutti i cinque anni precedenti”.

“Parliamo di una inversione di tendenza totale, una svolta – ha sottolineato l’assessore alla Sanità Saltamartini -. Questo piano garantisce che la nostra Regione nei prossimi anni possa superare le criticità che abbiamo trovato per la scarsa programmazione passata. Siamo certi che dal prossimo anno avremo i medici del primo anno di specializzazione in grado di lavorare sul territorio e negli ospedali. Vero è che dobbiamo superare questo anno con le sue criticità a partire dall’affollamento dei  pronto soccorso e la scarsità di medici di famiglia e pediatri. Una lacuna che stiamo affrontando con i provvedimenti di riorganizzazione e potenziamento presentati nei giorni scorsi. Non possiamo però prescindere dall’affrontare il tema della scarsa appetibilità di alcune specializzazioni come quelle legate alla medicina di urgenza, al 118, alla medicina territoriale. Per questo motivo come Regione stiamo sollecitando il tavolo di contrattazione nazionale collettiva affinchè si applichi il rinnovo del contratto della dirigenza e venga previsto un aumento degli emolumenti per le prestazioni usuranti, notturne e festive”.

Si prevede che al 2030 oltre il 20% dei medici marchigiani verrà collocato in quiescenza, con incidenza ancora maggiore nelle discipline ospedaliere legate all’emergenza urgenza e nella medicina generale. Il numero di borse di studio per medici di medicina generale e di contratti di specializzazione non coprono il reale fabbisogno. Ciò è reso evidente dalla difficoltà di copertura delle dotazioni organiche di ospedale e territorio e dal numero progressivamente decrescente dei medici di medicina generale.

Al fine di incrementare le borse di studio per il corso di formazione specifica in medicina generale, la Regione Marche stanzia complessivamente € 1.750.000 di risorse proprie del bilancio regionale, oltre il fondo sanitario. Con questo stanziamento il numero delle borse di studio attivabili nel prossimo concorso viene incrementato di 40 unità, portando l’offerta di borse a 110 unità complessive comprese quelle a finanziamento ministeriale e a finanziamento PNRR. Questo intervento favorirà in modo netto il ricambio generazionale dei medici di medicina generale.

Per incrementare i contratti di formazione per medici specialisti inoltre, la Regione stanzia invece complessivamente € 4.930.000 di risorse proprie del bilancio regionale, oltre il fondo sanitario. Con queste risorse il numero dei contratti aggiuntivi a finanziamento regionale attivabili a partire dalla fine di quest’anno viene incrementato di 42 unità (vedi tabella). Nelle precedenti annualità mediamente i contratti aggiuntivi a finanziamento regionale si attestavano su 5 unità.

Con questi interventi la Regione Marche dagli ultimi posti sale ai primi posti della classifica nazionale dei contratti a finanziamento regionale in rapporto al numero di abitanti.
Il 12 maggio si celebra la Giornata internazionale dell'infermiere con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’importanza di questa figura nell’ambito della sanità. E oggi le professioni infermieristiche, sempre in prima fila nell’assistenza e cura dei malati, sono state al centro degli appuntamenti a cui ha partecipato l’assessore Filippo Saltamartini.


Le infermiere costituiscono la spina dorsale della sanità – ha detto Saltamartini - un punto di riferimento preciso per pazienti, primari e medici. La loro attività è insostituibile, mi auguro che venga riconosciuta anche a livello contrattuale perché alcune prestazioni di particolare disagio come il lavoro notturno o festivo non sono remunerate, violando per altro l’articolo 36 della Costituzione che prevede che gli stipendi siano commisurati alla qualità e quantità del lavoro prestato”. L’assessore ha poi voluto sottolineare “l’altissima specializzazione e professionalizzazione delle nostre infermiere, tutte laureate, dal beckground culturale e professionale di altissima caratura”.

Occasione per riconoscere il valore delle infermiere e degli infermieri è stata l’inaugurazione della nuova Anestesia e rianimazione trapianti e chirurgia maggiore che si è tenuta all’Ospedale Torrette di Ancona. Otto posti letto di terapia intensiva, di cui due dedicati ai trapianti dotati di nuove attrezzature e moderne tecnologie, che andranno ad aggiungersi ai 10 posti letto tuttora attivi. Il reparto è tornato nella sede originaria dopo importanti lavori di ristrutturazione. Al taglio del nastro ha partecipato anche Kaltrina Bunjak, giovane ventiduenne che lo scorso anno è stata salvata da una malattia rarissima dal centro trapianti di Torrette grazie ad un trapianto di fegato. 

Il ritorno alla sede originaria di Anestesia e Rianimazione dei Trapianti e Chirurgia Maggiore degli Ospedali Riuniti di Ancona  faciliterà il lavoro dell’equipe medico-infermieristica  e permetterà di avere a disposizione delle persone ricoverate e dei loro familiari ambienti più confortevoli. Lo ha rilevato la coordinatrice  infermieristica dottoressa Nadia Moroni che è stata ringraziata con un omaggio floreale dall’assessore Saltamartini per il grande lavoro svolto nei due anni di pandemia. L’Assessore ha omaggiato di fiori anche la più giovane infermiera in servizio a Torrette.

giornata infermiere


Saltamartini è intervenuto anche al Convegno ‘Dal rischio psicosociale alla patologia stress lavoro-correlata. Strategie di prevenzione, di assistenza e di supporto nei luoghi di lavoro per la conquista del benessere organizzativo’ svolto a  Macerata, presso la Domus San Giuliano. Si è parlato della promozione del benessere sul luogo di lavoro per evitare le patologia da stress lavoro-correlata soprattutto nelle professioni infermieristiche. Le strutture più efficienti – riportano studi e ricerche - sono quelle con lavoratrici e lavoratori soddisfatti e un ‘clima interno’ sereno e partecipativo. Raggiungere tale obiettivo si traduce nell’evitare la patologia stress lavoro-correlata che attiene la sfera psichica, prioritario assumere strategie di prevenzione, assistenza e supporto per gestire i rischi psicosociali.

La data della giornata internazionale dell'infermiere  non è casuale ma coincide con la nascita di Florence Nightingale,  infermiera britannica considerata la madre dell'infermieristica moderna, nata appunto il 12 maggio del 1820 a Firenze.
Una targa per Benedetta Ferretti. Così i vertici regionali hanno omaggiato in mattinata la dottoressa, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, in pensione dallo scorso primo maggio. Momenti di commozione tra i colleghi della Ferretti e il personale del suo reparto, che hanno partecipato alla conferenza stampa insieme alla direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, e all’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.

«Un esempio da seguire – queste le parole di Saltamartini –. Il modo in cui Benedetta Ferretti ha svolto la sua professione incarna i valori della missione dei medici. È lo stesso approccio che ogni dottore dovrebbe avere, soprattutto in un momento storico in cui la pandemia ha sottolineato ancora di più le difficoltà del servizio sanitario nazionale. L’abnegazione con cui la Ferretti ha affrontato i suoi 22 anni di servizio nel reparto di Oncologia rappresentano motivo di orgoglio per questa struttura. L’intenzione della Regione e del direttivo dell’Area Vasta – prosegue Saltamartini, a cui ha fatto eco Daniela Corsi – è quella di continuare a garantire cure oncologiche di prossimità a questo territorio. Sarà la stessa Ferretti, grazie al servizio di assistenza domiciliare dell’Istituto oncologico marchigiano, a proseguire le attività di cura con un modello sanitario fatto di grande umanità e disponibilità. È un metodo che ogni professionista del settore dovrebbe fare proprio, ed è la direzione che stiamo auspicando».

Emozionata, Benedetta Ferretti ha ringraziato i colleghi e i vertici regionali, oltre alle numerose persone che qualche giorno fa l’hanno salutata al termine del suo ultimo turno di lavoro nell’ospedale settempedano. A sostituirla nel ruolo di guida del reparto di Oncologia è Luca Faloppi, che ha sottolineato l’intenzione di proseguire nel percorso tracciato dalla Ferretti.

Approfondimenti nel prossimo numero de L'Appennino Camerte

Si amplia la Rete Regionale Elisuperfici. Questo grazie al rinnovo del Protocollo d’intesa, il cui testo è stato approvato dalla Giunta regionale, per l’implementazione, l’adeguamento, la conduzione e la gestione dei siti di atterraggio, che consentirà di estendere la REM, con l’inserimento di siti non convenzionali, detti HLS non STD, quali ad esempio i campi sportivi o altri siti ritenuti idonei, nell’ottica di implementare la capacità di soccorso anche nei territori non dotati di elisuperfici.

“Il sistema di elisoccorso è un servizio straordinariamente importante per la nostra regione – dichiara l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini – L’aspetto fondamentale del Protocollo è che esso contiene azioni rivolte a tutti i soggetti pubblici, quali i Comuni, che vogliano dotarsi di una base di atterraggio. Senza grandi sforzi economici si può così raggiungere un grande risultato per il bene delle comunità, perché i visori notturni dei nostri mezzi consentono di avere piazzole per il volo notturno anche senza investimenti sull’illuminazione”.

“Attualmente – continua Saltamartini – disponiamo di due elicotteri che devono garantire la tempestività del soccorso in situazioni estreme per persone che devono essere trasportate rapidamente all’Ospedale Torrette di Ancona. Intendiamo proseguire l’attività di sviluppo della Rete e conto, entro la fine di questa consiliatura, di raddoppiare le piazzole di atterraggio. In un futuro immediato, inoltre, ci sarà un grande sviluppo dei siti sfruttando le risorse del PNRR”.

Nel corso degli anni, la Regione Marche ha sempre più potenziato il servizio di elisoccorso, ritenendo, il potenziamento del servizio stesso, strategico ai fini dello svolgimento delle attività di soccorso alla popolazione su tutto il territorio regionale.

Ad oggi risultano presenti nel territorio regionale, oltre alla base HUB di Ancona Torrette ed alla base HEMS di Fabriano San Cassiano, 35 elisuperfici, alcune già operative ed omologate al volo notturno mentre altre risultano ancora in fase di realizzazione o adeguamento.

Quattro sono le elisuperfici di nuova realizzazione: Carpegna, Apecchio, Urbino e Monte San Giusto. Di queste, ad oggi in fase di avvio dei lavori di progettazione e realizzazione, le prime tre risultano finanziate nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche 2014 -2020, mentre quella di Monte San Giusto risulta in fase di progettazione/realizzazione con fondi propri da parte del Comune stesso.

Il Protocollo d'Intesa definirà l’insieme delle attività e degli impegni tra la Regione Marche e gli enti proprietari delle elisuperfici necessari al mantenimento e all’estensione del servizio di elisoccorso H24 con volo notturno, su tutto il territorio regionale. L’intesa, già in precedenza sottoscritta e scaduta, si ripropone aggiornata e durerà fino al 31 luglio 2027.

Il Protocollo è già stato approvato da tutte le diverse Amministrazioni interessate. Resta infatti in capo al soggetto proprietario proporre al competente Settore Sistema Integrato delle Emergenze l’inserimento del sito proposto nella rete dei punti di atterraggio; in tal caso la valutazione tecnico-aeronautica ai fini della idoneità dello stesso verrà espressa successivamente alle verifiche effettuate dagli esperti aeronautici dell’Impresa appaltatrice del servizio di elisoccorso.

I soggetti proprietari dei siti, ai fini della sicurezza del volo, si impegneranno a conservare i siti stessi, in modo che siano mantenute inalterate le condizioni esistenti al momento dell’avvio del servizio.

 
Una nuova Risonanza Magnetica avanzata e di ultima generazione in grado di dare un valido contributo nello studio del sistema nervoso centrale, che aumenta l’accuratezza diagnostica nelle mammografie, in ambito addominale, urologico e cardiaco è in dotazione all’Ospedale di Macerata grazie alla donazione della Fondazione Cassa di Risparmio.

“Questa amministrazione regionale – ha dichiarato l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini – ha avviato un percorso di forte innovazione nella strumentazione diagnostica. Puntiamo a rinnovare tutto il parco macchine obsoleto per raggiungere l’eccellenza diagnostica. E come sempre il nostro ringraziamento va a chi dona impegnandosi per il bene comune: quanto realizzato a Macerata è un fatto estremamente importante perché avvicina i cittadini alla pubblica amministrazione, grazie a uno stretto connubio tra pubblico e privato, in un settore vitale come quello della sanità”

La donazione della Fondazione Carima ammonta a 603.764 euro, il costo complessivo della RM di 689.744 euro, più 46.614 euro per gli accessori di potenziamento. Per ospitare l’apparecchiatura sono stati costruiti dei nuovi locali, per 126 mq, come ampliamento del reparto di radiologia dell’Ospedale di Macerata, situato al piano terra della parte vecchia del Presidio. Si tratta di una struttura schermata antisismica all’avanguardia per livello tecnologico e impiantistico. L’importo necessario è stato di circa 634 mila euro più spese tecniche.

“Con gli investimenti del Pnrr pari a 27 milioni per le macchine elettromedicali e con la solidarietà e il sostegno dei privati – conclude Saltamartini – daremo una risposta anche al problema delle liste di attesa per esami diagnostici e strumentali, uno degli impegni che abbiamo assunto con i cittadini marchigiani. Macerata è centro di riferimento per gli screening della provincia, per fare un esempio qui afferiscono le pazienti dello screening senologico dell’Area Vasta 3 che necessitano di un completamento diagnostico: in questo ospedale vengono operate circa 300 neoplasie l’anno, è uno dei più attivi della Regione, un modello di benchmar”.



“Quello che avevamo detto da tempo ora diventa realtà. L’ospedale di Camerino non corre alcun rischio di chiusura o ridimensionamento”.

Ad affermarlo l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini dopo l’annuncio che dal prossimo lunedì 28 marzo saranno attivati nuovi posti letto di day hospital per la Cardiologia in concomitanza con l'avvenuto aumento delle prestazioni cardiologiche attualmente eseguite a livello ambulatoriale.

I ricoveri saranno effettuati in regime diurno dal lunedì al venerdì e prevedono la presa in carico di pazienti con varie patologie dell'apparato cardiocircolatorio. Inoltre, da due mesi il reparto, in collaborazione con la Radiologia, effettua anche Tac coronariche.

“Confido nel completamento a breve dell'organico medico ed infermieristico – dichiara Daniela Corsi, Direttore dell’Av3 – L’obiettivo è di aumentare progressivamente le attività di degenza e ripristinare così il numero di posti letto autorizzati”.

In programma per il reparto cardiologico del nosocomio camerte anche  l'implementazione dell'attività con l'acquisto della strumentazione necessaria per la riabilitazione cardiologica e una prossima apertura del servizio di cardiologia dello sport.
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