Torna a vivere la biblioteca comunale di Castelraimondo. Chiusa da diversi anni a causa della mancanza di personale per la sua gestione, ora ha di nuovo riaperto i battenti. «La ricostruzione passa anche dal recupero della socialità - dice l’assessore comunale ai servizi sociali, Ilenia Cittadini - per questo l’amministrazione ha deciso di investire nella sua riapertura». Porte aperte, dunque, mentre continuano le attività di archivio per catalogare libri e volumi che negli scorsi anni sono stati donati al comune ma che non erano ancora stati registrati.

«La biblioteca è un luogo importante per la cultura e la socialità dei cittadini di Castelraimondo – spiega l’assessore –. La sua riapertura è parte di un percorso coerente con il resto delle iniziative culturali che il comune ha patrocinato e organizzato in questi mesi. Oltre a questo c’è il valore del recupero: restituiamo al paese un suo spazio che per anni era rimasto inutilizzato. Il problema era tutto nel personale: negli ultimi tempi non c’è stato un ente che si occupasse della gestione della biblioteca. Ora, riorganizzando il personale già assunto e impiegando un ragazzo che svolge il servizio civile in paese, abbiamo risolto. Insieme a questo ragazzo, che sarà fisicamente sul posto, e al personale comunale, che si occuperà della parte amministrativa, abbiamo anche stipulato un tirocinio di inclusione sociale con un altro giovane cittadino. Gli spazi della sede storica vicino alla stazione ferroviaria non sono molto ampi – prosegue –, ma siamo comunque riusciti a ricreare un buon posto per consultare i libri e per lo studio. Non solo: i tempi corrono e per questo abbiamo dotato la biblioteca di una rete wi-fi aperta e di uno spazio con computer per la consultazione di e-book. Siamo soddisfatti, perché riaprire la nostra biblioteca significa restituire una parte del patrimonio al paese e recuperare i nostri spazi storici. La ricostruzione passa anche da questo. Con il recupero di altri edifici di proprietà comunale potremmo riuscire a trovare spazi più ampi e allargare la sede – conclude Cittadini –. Questo intanto è un primo passo».

l.c.
Prorogati i tempi di presentazione dell’istanza per mantenere il Cas o gli altri benefici abitativi emergenziali. Arriva anche la possibilità della delega. L’ultima ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, contiene l’integrazione richiesta dalla regione Marche che permette la possibilità di far compilare da terzi, su delega espressa dell’interessato, l’istanza sulla piattaforma informatica di gestione commissariale.

La ricostruzione post sisma 2016 passa anche attraverso la digitalizzazione: presto sarà pienamente operativa la nuova piattaforma informatica di gestione, che permetterà agli utenti di avere un accesso telematico e quindi più comodo alle proprie pratiche e una presentazione delle domande di accesso ai contributi più semplice. Allo stesso tempo la struttura commissariale avrà a disposizione un maggior numero di dati per l’erogazione dei contributi e per lo smaltimento delle stesse pratiche. Il prezzo potrebbe però gravare sulle spalle dei non nativi digitali, gli anziani. Per questo la Regione Marche ha spinto per l’inserimento della possibilità di delega nella presentazione delle domande.

“La costante attenzione che la Regione Marche riserva alle istanze provenienti dal territorio, in particolare dalle fasce più fragili della popolazione colpita dal sisma ci ha permesso di ottenere questa modifica - spiega l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli -. È certamente una buona notizia per le persone anziane che possono trovare difficoltà nell’utilizzo di mezzi di autenticazione digitali e piattaforme informatiche. L’integrazione, voluta dalla Regione Marche, è volta infatti favorire coloro i quali hanno difficoltà con smartphone, identità Spid, tablet e pc, quindi impossibilitati a presentare la domanda. Hanno ora a disposizione un ulteriore strumento per l’espletamento della pratica: soluzione inizialmente non contemplata”.

Le linee principali contenute nell’ultima ordinanza, sulla scia di quanto emerso durante la recente Cabina di coordinamento sisma incentrata sull’introduzione e sulla tempistica dei nuovi termini, prevedono la proroga al 15 settembre per presentare l’istanza che attesta la persistenza dei requisiti per il mantenimento del CAS, SAE, MAPRE, immobili “invenduti” o realizzati in sostituzione delle SAE. Mentre la nuova scadenza per presentare progetti di ripristino, con miglioramento o adeguamento sismico degli edifici gravemente danneggiati o per la ricostruzione di quelli distrutti, viene fissata al 15 ottobre.
«Velocizzare la ricostruzione e massima attenzione ai fondi Pnrr». Sono le priorità del gruppo consiliare di minoranza "Ripartiamo" guidato da Sandro Sborgia. Il giorno "zero" della giunta Lucarelli è ormai finito in archivio, con le nomine degli assessori e del vicesindaco, e ora è già tempo di confronti in vista della prima seduta del consiglio comunale in programma per il prossimo 29 giugno.

La minoranza targata Sborgia tiene alta l’attenzione su quelle che sono «questioni da affrontare con la massima urgenza». Al primo posto proprio la ricostruzione post sismica. «In considerazione delle tante ed importanti questioni che necessitano di essere affrontate con estrema urgenza – dicono da Ripartiamo –, il gruppo invita il sindaco e la giunta a procedere con speditezza all’approvazione dei piani attuativi redatti e consegnati dallo studio Karrer. L’adozione dei piani consentirà ai tanti cittadini proprietari di abitazioni ubicate nelle aree perimetrate di poter finalmente avviare le attività necessarie alla ricostruzione delle loro abitazioni e al Comune di affidare la progettazione dei lavori necessari a mettere definitivamente in sicurezza il centro storico della città. Auspichiamo che la nuova amministrazione – rilanciano –, in considerazione dei tempi ristrettissimi per la presentazione dei progetti volti all’acquisizione dei fondi del Pnrr, faccia proprie le proposte avanzate dall’amministrazione uscente con particolare riguardo ai progetti relativi alla sistemazione e la riqualificazione degli impianti sportivi e per la creazione di spazi e strutture per il Coworking».

Rimane netta la posizione della minoranza sul Programma straordinario di ricostruzione. «Continueremo a profondere il massimo impegno perché il lavoro fatto in questi anni non vada perduto – sostengono –. Consapevoli delle difficoltà legate alla rigenerazione del nostro territorio, ci dichiariamo fin da subito disponibili a collaborare nella direzione di una velocizzazione del processo di ricostruzione secondo gli obiettivi fissati e nel solco del lavoro fatto. Allo stesso modo contrasteremo con forza ogni tentativo di cancellare o modificare sostanzialmente il Programma straordinario di ricostruzione, la revisione dei Piani Attuativi o altre iniziative che dovessero portare ad ulteriori quanto inutili e dannose perdite di tempo».
Pioraco si prepara ad accogliere i turisti in vista della bella stagione. Dopo il sisma del 2016, infatti, il paese dell'acqua e della carta ha recuperato i suoi vecchi lavatoi. Un pezzo di storia e di cultura piorachese, particolarmente cari agli abitanti e luogo suggestivo lungo la valle del fiume Scarzito. Non è la sola buona notizia: l'amministrazione comunale si sta infatti occupando della ristrutturazione dei giochi per bambini nella zona egli impianti sportivi, mentre il sentiero de Li Vurgacci è stato completamente riaperto alle visite.

«Una serie di opere che vanno a inserirsi nel percorso del "Pioraco Beach" lungo le golene del Potenza - spiega il sindaco, Matteo Cicconi -. Come ogni anno abbiamo rimesso in moto la macchina turistica e stiamo portando avanti tutte le iniziative dedicate all'accoglienza dei visitatori. I lavatoi sono un punto di sicuro interesse turistico e particolarmente apprezzati anche dai cittadini, mentre l'area degli impianti sportivi è sempre molto frequentata dalle famiglie e dai bambini. Aver inoltre ristrutturato completamente il sentiero de Li Vurgacci ci offre un'ulteriore attrattiva per le presenze turistiche, insieme al museo della carta. L'obiettivo rimane quello di rendere Pioraco sempre più ricercata dai turisti e amata dai residenti».


Partito l’abbattimento dell’ex palazzo del tribunale di Camerino. Mezzi al lavoro da questa mattina in piazza Mazzini, dopo che negli ultimi mesi si erano svolte le operazioni di sgombero dei locali.

Interventi rallentati più volte da diversi passaggi burocratici e, non da ultimo, dal rinvenimento, nei mesi scorsi, di un importante archivio storico nel sotterraneo. Oltre a questo è stato necessario anche il coinvolgimento della Soprintendenza per la tutela di un portale in pietra conservato nel sotterraneo. Un percorso lungo e travagliato, quello che ha portato all’inizio dei lavori, condizionato anche dalla presenza sulla sommità dell’edificio di diversi dispositivi di trasmissione, tra cui un’antenna telefonica.

Un’opera molto attesa dai cittadini di Camerino, che vedono ora concreti passi avanti per la ricostruzione anche delle abitazioni adiacenti all’ex palazzo di giustizia. L’intervento – fortemente voluto dall’amministrazione Sborgia –, è finanziato per 640mila euro. Si tratta dell’abbattimento più grande del cratere. La struttura, che in pieno centro storico domina la piazza nel punto più alto della città, era stata costruita nel 1966. Inaugurata nel 1970, fino al settembre 2013 ha ospitato gli uffici giudiziari, poi accorpati al Tribunale di Macerata per effetto della riforma. Proprio nel 2016, a pochi mesi di distanza dalla data del rovinoso sisma, grazie ad un accordo tra Comune di Camerino e Unicam, alcuni piani del palazzo erano divenuti sede dei Corsi di Laurea in Informatica.

Carla Campetella
Cantieri della provincia sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. I controlli effettuati dai carabinieri in materia di sicurezza sul lavoro fanno il paio con l’accordo di collaborazione istituzionale, sottoscritto al Ministero dell’Interno, per implementare i controlli antimafia nei cantieri della ricostruzione.

Settimana intensa, dunque sotto il profilo della vigilanza. Su tutto il territorio provinciale, i carabinieri del Comando di Macerata, in collaborazione con il Gruppo carabinieri tutela lavoro di Venezia, il Nucleo carabinieri ispettorato lavoro di Macerata e le Compagnie di Civitanova Marche, Tolentino e Camerino hanno ispezionato 15 cantieri. Sanzioni complessive che ammontano a più di 30mila euro distribuiti tra diversi cantieri a Civitanova Marche, Tolentino e Belforte del Chienti. Segnalazioni anche per alcuni professionisti attivi a Ussita.

I militari fanno sapere che nelle prossime settimane i controlli nei cantieri «saranno intensificati per garantire la salvaguardia della sicurezza dei luoghi di lavoro, e quindi della salute dei lavoratori. La sicurezza sul lavoro – prosegue la nota dei carabinieri – è uno dei settori in cui l’arma dei carabinieri opera costantemente, grazie alla collaborazione dei militari del Nucleo ispettorato lavoro e l’ispettorato territoriale del lavoro, al fine di cercare di limitare il numero degli infortuni».

Grande attenzione però, anche sulle eventuali infiltrazioni mafiose. Il protocollo, promosso dal Ministero dell’Interno, è stato sottoscritto dalle maggiori istituzioni provinciali, dalle sigle sindacali e dalle associazioni degli edili, dai rettori degli atenei di Camerino e Macerata e dal Commissario Legnini. Prevede una più stretta collaborazione istituzionale volta a rafforzare i presidi di legalità e sicurezza a tutela di tutti i lavoratori impegnati nei cantieri. Nel dettaglio, l’accordo prevede diverse misure per efficientare il controllo sugli aspetti antimafia e anticorruzione, sui flussi finanziari e sulle movimentazioni di manodopera. Lo scopo è quello di creare sistemi di prevenzione, di controllo e di contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa, oltre che permettere una verifica puntuale sotto il profilo della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro.
In vigore l’ordinanza 126 del Commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini. Il provvedimento, atteso da qualche mese dopo l’aumento del prezzo dei materiali edili e il caro carburanti che hanno contraddistinto la prima metà del 2022, aumenta il contributo pubblico per la ricostruzione, stanzia risorse aggiuntive per le opere pubbliche già finanziate e ridefinisce il prezzario nell’area del Cratere sismico.

Un’Ordinanza arrivata dopo l’intesa raggiunta in Cabina di coordinamento con le Regioni e con i rappresentanti dei sindaci, pienamente operativa dal tardo pomeriggio di ieri. Nel dettaglio, l’Ordinanza 126 approva il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022 e stabilisce l’aumento del costo parametrico pari al 25 percento per gli immobili produttivi, del 20 percento per quelli residenziali e fino al 50 percento nel caso di alcune tipologie di edifici. Da sottolineare anche la previsione di un aggiornamento semestrale per ammortizzare eventuali nuovi aumenti.

Il nuovo provvedimento riguarda tutte le nuove richieste di contributo, oltre a quelle presentate ma non ancora approvate dagli Uffici speciali ricostruzione. Oltre a queste fattispecie, l’applicazione è prevista anche per le richieste di contributo decretate prima della sua entrata in vigore: sarà riconosciuto il costo maggiore dei lavori per le opere effettuate a partire del luglio del 2021.

Soddisfazione per il Commissario Legnini, che ha parlato di misure «capaci di rispondere ai problemi delle imprese e dei cittadini». A testimoniare preoccupazione erano stati i numerosi appelli che si sono succeduti nei mesi scorsi da parte delle associazioni di categoria, culminati nella serrata Ance dello scorso febbraio. Perplessità e allarmismi rimarcati a marzo dalle sigle dei professionisti della ricostruzione al teatro Lauro Rossi di Macerata, quando lo stesso Legnini aveva rassicurato tutti, garantendo un pronto intervento. Ora la ratifica di un provvedimento «molto atteso – sottolinea il Commissario –. L’Ordinanza 126 è capace di risponde in modo adeguato ai problemi delle imprese e dei cittadini in una fase congiunturale molto critica, segnata da un forte aumento dei prezzi e dalla scarsa disponibilità di materiali essenziali per l’edilizia.  Grazie all’adeguamento dei prezzi, alle misure che rivedono il costo parametrico e alla flessibilità del provvedimento, crediamo di riuscire a semplificare il lavoro delle imprese e dei professionisti. La ricostruzione post sisma 2016 può e deve riprendere il ritmo spedito che aveva acquisito prima della crisi dei prezzi. Dopo le riforme e le semplificazioni degli anni scorsi, ed ora che il passaggio dell’adeguamento dei prezzi si è risolto, ci sono le migliori condizioni possibili – rilancia Legnini –. Ora la ricostruzione deve avanzare in modo deciso e convinto. I cittadini possono contare sul Superbonus 110% fino al 2025 per coprire le eventuali spese non coperte dal contributo, i professionisti e le imprese su compensi adeguati e liquidi. Lo Stato dunque sta facendo in pieno e fino in fondo la sua parte. Molto del lavoro che resta da fare oggi è nelle mani degli amministratori locali, dei cittadini, dei loro tecnici e delle imprese. Ho piena fiducia che tutti sapranno cogliere le nuove opportunità che il nuovo quadro economico ci offre».

l.c.
In scadenza il prossimo 31 maggio, per i cittadini la cui abitazione è inagibile, il termine per dichiarare il possesso dei requisiti che permettono di continuare a percepire il contributo di autonoma sistemazione o rimanere nelle soluzioni abitative d’emergenza. Cambia tuttavia la modalità di dichiarazione che, diversamente da quanto avvenuto finora, non andrà più fatta in modalità cartacea da presentare al proprio comune di appartenenza, bensì esclusivamente con procedura online. Già preannunciata dalla regione Marche, la novità della piattaforma informatica che è in fase di predisposizione da parte della Protezione civile, sarà la via da utilizzare anche per la presentazione delle dichiarazioni annuali riguardanti il possesso dei requisiti per la fruizione dell’assistenza abitativa. Quindi, i cittadini terremotati che debbano confermare il diritto a percepire il contributo di autonoma sistemazione o a rimanere nelle Sae, per la compilazione del modulo online dovranno necessariamente essere in possesso dell’identità digitale (carta d’identità elettronica, Spid o carta nazionale dei servizi).

A poco più di 20 giorni dalla scadenza improrogabile del 31 maggio, seppure non ancora suffragata da ufficialità, tra i cittadini dei territori colpiti dal sisma questa nuova regolamentazione telematica sta già creando non poca preoccupazione. La maggior parte della popolazione che vive nelle aree Sae o percepisce il Cas è infatti composta da persone anziane e sole, senza alcuna confidenza con i sistemi informatici. «Ancora una volta abbiamo dimostrazione di quanto poco si conosca il tessuto sociale dei comuni colpiti dal sisma – denuncia il presidente dell’associazione “La terra trema noi no”, Diego Camillozzi –. Ma non ci stupisce visto che il capo di Protezione civile Curcio, non si è mai degnato di avere un confronto con chi invece conosce molto bene le problematiche del territorio. Stesso capo della Protezione civile che, nonostante i nostri appelli, ha deciso di ricorrere contro i terremotati nella causa sul Cas che ci vedeva in parte vincitori riguardo le gravi discriminazioni di trattamento. Per l’altra causa siamo ancora in attesa di fissazione dell’udienza. Queste persone si rendono minimamente conto di quanta popolazione anziana ha il nostro territorio? – rimarca Camillozzi – È già tanto chiedere una presentazione telematica, figuriamoci se dovrà essere fatta tramite Spid, la maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia, assurdo. Ancora più assurdo è chiedere di far tutto in meno di venti giorni, visto che il modulo da presentare non esiste. A differenza del commissario Legnini, a differenza della Regione con l’assessore Castelli, di molti politici e del suo predecessore Borrelli, che si sono sempre dimostrati disponibili all’ascolto delle problematiche, il capo della Protezione civile Curcio, non è pervenuto. Chiederemo a "Chi l’ha visto"».

c.c.
«Mesi di lavoro e qualche ritardo, ma il nuovo ponte sul Potenza è finalmente realtà». Sono parole di Vincenzo Felicioli, sindaco di Fiuminata, che stamattina ha tagliato il nastro alla nuova infrastruttura in località Massa. Si chiudono così i lavori partiti nel luglio scorso, che hanno previsto l’abbattimento e la ricostruzione dei ponti di Castello e, appunto, di Massa. Un ponte completamente rinnovato, dal massimo indice di sicurezza antisismica e capace di mettere la carreggiata al riparo dai rischi delle esondazioni. «Un’opera importante, costata oltre 700mila euro, che aumenta la sicurezza idrogeologica del nostro territorio - spiega Felicioli -. Abbiamo dovuto attendere qualche tempo, visto che i lavori hanno subito un rallentamento durante i mesi invernali. Le promesse del Genio civile sono state comunque mantenute. Abbiamo il nostro nuovo ponte. Era un lavoro assolutamente necessario, soprattutto dopo gli eventi degli scorsi anni: nel 2012 la piena del fiume ha messo a rischio la stabilità del vecchio ponte, oltre a creare problemi a tutte le attività economiche che si basano su questo corso d’acqua, come le cartiere di Pioraco. Gli interventi di pulizia dell’alveo fluviale che hanno preceduto la ricostruzione di questa infrastruttura ci consentono di guardare al futuro con maggiore serenità».

Al taglio del nastro sono intervenuti molti dei sindaci del territorio, il presidente della Provincia Sandro Parcaroli e gli assessori regionali alla Ricostruzione, Guido Castelli, e alla Protezione Civile, Stefano Aguzzi. Soddisfazione da parte di tutte le istituzioni per «un’opera che simboleggia l’attenzione della Regione verso questi territori - afferma Castelli -. La ricostruzione è un procedimento lungo e complesso. Questi lavori sembrano marginali rispetto alla ricostruzione privata della abitazioni, ma in realtà rappresentano tasselli fondamentali per mantenere attive e sane le zone montane. In un’area come questa, fortemente colpita dal sisma, è necessario che le opere pubbliche come le infrastrutture vengano potenziate. Solo in questo modo è pensabile che la tendenza allo spopolamento dell’entroterra possa essere contrastata».

In dirittura di arrivo, intanto, anche i lavori al ponte di Castello, qualche centinaio di metri più a valle del ponte di Massa lungo la statale 361 Septempedana. Nel luglio, stando alle parole di Felicioli, dovrebbe arrivare un nuovo taglio del nastro.

Approfondimenti nel prossimo numero de L’Appennino camerte

l.c.




Affidati i lavori per la demolizione e la ricostruzione della scuola “Dante Alighieri” di Fiuminata. Il plesso scolastico che ospiterà materna, elementari e medie muove un altro passo avanti importante. La struttura, nonostante non avesse riportato danni tali da renderla inagibile, registrava un rischio sismico elevato. Per questo l’amministrazione guidata da Vincenzo Felicioli aveva deciso per una soluzione radicale. Via il vecchio edificio datato 1962, spazio a un nuovo stabile su due livelli. Aule e mensa al piano terra; laboratori, sala professori e uffici al primo piano. Una struttura completamente antisismica, costruita in legno, acciaio e vetro. Il tutto reso possibile da un finanziamento di 3 milioni e 690 mila euro arrivati dal Miur e dal Gestore Servizi Energetici (GSE) del Mise. La ditta che si è aggiudicata l’appalto avrà ora 300 giorni a disposizione per consegnare i lavori. Non solo: grazie all’Ordinanza commissariale del 31 dicembre scorso il Comune ha intercettato altri 700 mila euro da destinare alla rigenerazione degli spazi che circondano la scuola: nei prossimi mesi partiranno dunque anche i progetti per parcheggi e viabilità.

“Nonostante i ritardi siamo riusciti a far partire un’opera molto importante per Fiuminata – dice il sindaco Felicioli –. C’è grande soddisfazione per questo risultato. La ditta che si occuperà dei lavori è maceratese: è radicata sul territorio e questo fa ben sperare nell’ottica dell’economia circolare, oltre a metterci al riparo dalle eventuali infiltrazioni che potrebbero verificarsi in questi contesti. Entro i prossimi 300 giorni avremo la nuova scuola: c’è rammarico per i ritardi che abbiamo incontrato, visto che faranno slittare il trasloco degli studenti previsto per la prossima estate. Nonostante questo è lecito attendersi che i ragazzi potranno tornare alla Dante Alighieri alla fine delle prossime vacanze di Natale”.

l.c.
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