«Verrebbe da dire che “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Non sono passate che poche settimane dall’insediamento, che la “nuova” amministrazione comunale (si fa per dire!), con l’approvazione della delibera di assestamento di bilancio, ha così ripreso quelle vecchie e cattive abitudini di sperpero di denaro pubblico, già conosciute in passato e che pensavamo ormai fossero solo un brutto ricordo».

Esordisce con queste parole la nota del gruppo "Ripartiamo" che rappresenta la minoranza in seno al consiglio comunale di Camerino. 

«Abbiamo per un attimo pensato fossimo tutti consapevoli delle difficoltà economiche che interessano famiglie e imprese, a causa della necessità di fronteggiare l’alto costo delle forniture energetiche e il rincaro generalizzato dei prezzi e che mai come in questo momento, fosse necessaria una oculata gestione delle risorse disponibili. Ci eravamo sbagliati - sottolineano i componenti la minoranza -.
  L’amministrazione Lucarelli - continua la nota-, nel portare in approvazione il documento di assestamento dei conti pubblici, incurante della situazione che si prospetta, ha scelto di navigare in direzione diametralmente opposta. Piuttosto che intervenire sulla possibilità di un alleggerimento del carico fiscale, ha preferito devolvere la considerevole somma di 31.000 euro per il finanziamento di una serata dedicata all’opera lirica in omaggio al nostro illustre concittadino U. Betti. Iniziativa sicuramente lodevole e dall’alto valore culturale - sottolinea "Ripartiamo"-  se non fosse che tale somma equivale a quasi quanto l’intero importo che il Governo ha trasferito ai comuni con il decreto cd. “aiuti” per far fronte al caro energia (euro 39.000 circa) nonché di poco inferiore a quella impiegata per lacquisto dello stabile Banca Marche che tanto scalpore suscitò nellodierna maggioranza.
Una scelta a dir poco inopportuna dal momento che il peso finanziario necessario per coprire i rincari energetici non potrà che finire per gravare sulle tasche dei cittadini. Ma tant’è!!!
Come se ciò non bastasse,- aggiungono- nella stessa seduta è stata deliberata la modifica allo statuto comunale nel senso di prevedere l’istituzione, a titolo oneroso, della figura del Presidente del Consiglio Comunale, oggi obbligatoria solo per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Respinti gli emendamenti che chiedevano lo svolgimento dell’incarico a titolo gratuito.

Il gruppo "Ripartiamo"- prosegue la nota -,  nel rinnovare tutta la sua contrarietà ai provvedimenti deliberati che non tengono in alcun conto delle esigenze e dei bisogni delle tante famiglie e imprese in difficoltà a causa della situazione economica in atto, non può non rilevare come vi siano altre e più importanti priorità che l’amministrazione comunale è chiamata ad affrontare e sulle quali invece non si percepisce alcun interesse e passo in avanti.
Destano particolare apprensione le comunicazioni del Sindaco Lucarelli riguardo l’esito degli incontri intercorsi con il gruppo Karrer incaricato della redazione dei piani attuativi e con il commissario straordinario alla ricostruzione Legnini.
E’ stata riferita l’intenzione dell’attuale amministrazione, di voler procedere ad un ulteriore approfondimento dello studio geologico da eseguirsi nelle frazioni di Sant’Erasmo, Arnano, Calcina e Nibbiano, i cui risultati saranno consegnati non prima di un anno e mezzo.
Ci permettiamo di segnalare alla nuova amministrazione come sia stato ormai più volte ribadito e certificato in atti pubblici e per ultimo dalla stessa Regione Marche che la presenza di una frana in quei territori non è di ostacolo alla ricostruzione, a conferma che allo stato attuale non vi sono impedimenti di sorta alla presentazione di progetti e all’avvio delle opere di ricostruzione.
Al contrario l’intenzione di procedere ad ulteriori approfondimenti appare confermare quella ostinata volontà di bloccare il processo di ricostruzione faticosamente avviato. Vorremmo tanto che l’attuale amministrazione ci confortasse circa una diversa volontà rispetto a quelli che sono i segnali che inequivocabilmente trapelano alla nostra attenzione.
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Ci risulta inoltre, al contrario di quanto comunicato dal Sindaco, che l’incontro con il Commissario Legnini sia stato tutt’altro che proficuo e che sia stata presentata dall’amministrazione comunale insieme a un non meglio precisato gruppo di tecnici, una proposta di ricostruzione del centro storico da lasciare seriamente perplessi.
Ci auguriamo siano solo chiacchiere non rispondenti al vero - conclude la minoranza -.
Comunque sia, sappia l’amministrazione comunale e quanti hanno interesse a un rallentamento delle attività in corso, che il gruppo “Ripartiamo” è testardamente determinato a procedere speditamente sulla strada di una ricostruzione sicura e veloce e che utilizzerà ogni mezzo previsto dall’ordinamento per difendere e tutelare i diritti dei tanti cittadini a vedere ricostruita la propria abitazione in tempi ragionevoli.


Un margine risicato di appena 46 voti, Camerino sceglie come sindaco Roberto Lucarelli. All’esito del voto, dunque, il capofila della lista “Camerino Insieme” ha avuto la meglio sull’ex primo cittadino Sandro Sborgia dopo un lotta testa a testa risolta sul filo di lana.

Con 1766 voti, contro i 1720 ottenuti da Sandro Sborgia, Roberto Lucarelli è il nuovo sindaco di Camerino

I voti sezione per sezione:

Sezione 1 - Lucarelli 127, Sborgia 178

Sezione 2 - Lucarelli 211, Sborgia 245

Sezione 3 - Lucarelli 215, Sborgia 188

Sezione 4 - Lucarelli 295, Sborgia 301

Sezione 5 - Lucarelli 211, Sborgia 180

Sezione 6 - Lucarelli 297, Sborgia 269

Sezione 7 - Lucarelli 207, Sborgia 150

Sezione 8 - Lucarelli 198, Sborgia 210

I componenti della lista Camerino Insieme
I componenti della lista Camerino Insieme


Partito l’abbattimento dell’ex palazzo del tribunale di Camerino. Mezzi al lavoro da questa mattina in piazza Mazzini, dopo che negli ultimi mesi si erano svolte le operazioni di sgombero dei locali.

Interventi rallentati più volte da diversi passaggi burocratici e, non da ultimo, dal rinvenimento, nei mesi scorsi, di un importante archivio storico nel sotterraneo. Oltre a questo è stato necessario anche il coinvolgimento della Soprintendenza per la tutela di un portale in pietra conservato nel sotterraneo. Un percorso lungo e travagliato, quello che ha portato all’inizio dei lavori, condizionato anche dalla presenza sulla sommità dell’edificio di diversi dispositivi di trasmissione, tra cui un’antenna telefonica.

Un’opera molto attesa dai cittadini di Camerino, che vedono ora concreti passi avanti per la ricostruzione anche delle abitazioni adiacenti all’ex palazzo di giustizia. L’intervento – fortemente voluto dall’amministrazione Sborgia –, è finanziato per 640mila euro. Si tratta dell’abbattimento più grande del cratere. La struttura, che in pieno centro storico domina la piazza nel punto più alto della città, era stata costruita nel 1966. Inaugurata nel 1970, fino al settembre 2013 ha ospitato gli uffici giudiziari, poi accorpati al Tribunale di Macerata per effetto della riforma. Proprio nel 2016, a pochi mesi di distanza dalla data del rovinoso sisma, grazie ad un accordo tra Comune di Camerino e Unicam, alcuni piani del palazzo erano divenuti sede dei Corsi di Laurea in Informatica.

Carla Campetella
Si scaldano i motori a Camerino in vista delle prossime elezioni amministrative del 12 giugno.
Due le liste che si presentano all'appello.
Da un lato quella che fa riferimento all'ex sindaco Sandro Sborgia, tenente colonnello dell'Arma dei carabinieri, eletto nel maggio 2019 e "defenestrato" nel gennaio 2022 da tre consiglieri della sua maggioranza.
Dall'altro, la compagine che fa riferimento all'ex sindaco Pasqui e che vedrà come candidato sindaco il geometra Roberto Lucarelli, già assessore nel periodo 2009-2014 e vicesindaco con delega ai lavori pubbblici nel 2014-2019.
Le rispettive liste sono composte da dodici candidati consiglieri ciascuna. Alla più votata saranno attribuiti otto consiglieri.

Al fianco di Sandro Sborgia si presentano quali candidati consiglieri: Bentivoglia Gionata, Cavallaro Alberto, Fattoretti Roberta, Jajani Lucia, Luzi Vincenzo, Marassi Luca, Paggio Rosella, Santacchi Sonia, Sfascia Stefano, Tavoloni Alessia, Tesauri Mario, Tromboni Sauro.

Della lista di Roberto Lucarelli fanno parte : Cervelli Erika, Falcioni Stefano, Fedeli Gianni, Maccari Marcello, Marsili Chiara, Nalli Antonella, Paoloni Alessandro, Pasqui Gianluca, Pierdominici Cesare, Piscini Silvia, Salvetti Alessandro, Siviglia Tiziano.  

Carla Campetella 

Nella foto, il candidato Sborgia con i componenti della sua lista
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“Non intendiamo continuare ad alimentare il clima di livore e odio, che purtroppo si percepisce in questi giorni e nel quale sono state addirittura tirate ingiustamente in ballo la Curia e l'Università. Ci auguriamo che d’ora in avanti si abbassino i toni e si ritrovi tutti la necessaria tranquillità per affrontare le elezioni prossime. Non fa certamente bene a Camerino continuare a spargere il seme del rancore”.

Si chiude così il comunicato che Marco Fanelli, Giovanna Sartori e Riccardo Pennesi, i tre ex consiglieri comunali del gruppo “Per Camerino”, hanno predisposto come risposta ultima alle esternazioni dell’ex sindaco Sandro Sborgia animato, a loro dire, da “un sentimento di avversione viscerale che trasuda dalle parole che, pare evidente, non sia maturato ora, in questi giorni, ma che va avanti da molto tempo, tanto che vengono citati fatti e situazioni che risalgono addirittura a due anni fa”.

Una nota nella quale i “tre trasfughi” precisano ulteriormente i motivi che li hanno indotti attraverso la loro scelta a ridare subito la parola ai cittadini.

Di seguito gli argomenti addotti a sostegno delle loro ragioni:

“Entrando nel merito di quanto scritto, per amore della verità e per dignità, l’accusa di protagonismo e mancata partecipazione rivolta a Marco Fanelli è semplicemente ridicola: venne inserito tra i candidati solo per insistenza di Sborgia, venne indicato come assessore ai lavori pubblici dopo il rifiuto della Ortenzi e di Marassi, ed accolse con sincero entusiasmo la proposta di nominare Vice Sindaco la Jajani. E’ surreale anche l’accusa di mancato interesse alla riapertura di parte del corso Vittorio Emanuele - continua Marco Fanelli - ero assente semplicemente perché quel periodo ero in convalescenza con il COVID ed una spalla rotta e non potevo uscire di casa. Questi sono tentativi di infangare le persone e basta. Non vedo altre necessità al di fuori di questa, di tenere questi toni sulla stampa”.

Sulla ricostruzione – prosegue- dopo la discussione sul programma di recuperoed il piano di cantiere, che non volle essere preso in considerazione, l’ex Sindaco, come già spiegato mi fece capire che non dovevo interferire, tanto che erano state date disposizioni agli uffici affinché tutte le delibere di giunta che riguardavano la ricostruzione, anche di immobili pubblici, arrivassero a sua firma. Questo è agli atti e chiunque può verificarlo.”

“Vista la mia esclusione dalla gestione della ricostruzione, come del resto quella di chiunque altro non rientrasse nella cerchia ristretta scelta da Sborgia, ho cercato di dedicarmi alla gestione non facile della viabilità. E’ singolare come l’ex Sindaco cerchi di scaricare le sue responsabilità anche questa volta su altri: una delle prime accese discussioni riguardò l’utilizzo dei tre milioni ricevuti quale risarcimento del danno dall’assicurazione sul terremoto. In quella occasione io ero convinto che quelle somme dovevano essere impiegate per la maggior parte nella sistemazione della viabilità delle frazioni e di alcune situazioni che richiedevano interventi da tempo, mentre Sindaco e Vice volevano utilizzarli per colmare il disavanzo tecnico (debito pubblico), tanto che richiesero anche un’apposita perizia tecnica.Dopo un animato confronto ottenni di stanziare 480.000 euro per la strada di Mergnano e 780.000 per la strada di Tuseggia, ma con la precisa condizione che si facesse in terza annualità, in modo da avere il tempo di ritrattare per esigenze di bilancio.

Grazie al lavoro degli uffici siamo riusciti a raddoppiare tali cifre ed i tecnici incaricati hanno rivisitato i progetti per non perdere gli ulteriori 1,3 milioni. Ad oggi la gara per il primo stralcio di Mergnano si è conclusa e gli uffici stanno predisponendo la consegna dei lavori. Non vi è stato nessun problema particolare, se non quella di rimodulare i progetti per non perdere gli ulteriori finanziamenti.

Quello che ha scritto è fortemente irrispettoso anche nei confronti del personale dell’ufficio tecnico che ci ha lavorato. In questi due anni e’ stata sistemata la viabilità di via Scalette (70.000 €) eSpindoli (17.500 €), la strada del cimitero (18.000 €), la frana san Paolo – Le Calvie (105.000 €) e quella di Arcofiato (40.000), le strade di Catena(37.000 €), Portajano e Raggiano (140.000 €), Pozzuolo-Statte (50.000 €). Abbiamo una serie di interventi in corso che sono quelli della strada per Montelago (311.000 €) e la strada di Piandajello (312.000 €). Oltre ai due interventi sopra descritti di Mergnano (960.000 €) e Tuseggia (1.500.000 €). Sono stati reperiti 360.000 € per la sistemazione della viabilità della strada Arcofiato – Santa Lucia e più di 600.000 euro per la strada Ponti – Capolapiaggia dove abbiamo acquisito la terra per allargare la carreggiata e togliere il semaforo (il progetto era praticamente ultimato). E’ stato completato l’iter per la realizzazione dei percorsi e la valorizzazione del lago di Polverina (350.000 €) e ci sono tanti altri progetti presentati che con tutta probabilità verranno finanziati, come quello per l’allargamento della sede viabile e la realizzazione dei marciapiedi San Paolo- le Calvie che vale più di un milione di euro. Come sempre si poteva fare di più, ripeto, ma credo di essermi impegnato per quel poco spazio che mi veniva lasciato.

Sempre per amore della verità voglio precisare che le problematiche della strada Caselle- Ponte della Cerasa non dipendevano dall’assessore, ma dal fatto che prima di quell’intervento devono essere fatti alcuni lavori della pedemontana. E’ stato così concordato che la Quadrilatero rifarà provvisoriamente il manto stradale nei tratti più rovinati.

Anche sui lavori di regimazione delc.d. “fosso dello scarico” si dicono cose non vere: andai in Regione quando vi fu la necessità di chiedere ulteriori finanziamenti ed ero presente alla conferenza di approvazione del progetto esecutivo nella quale riuscimmo ad evitare il rinvio.”

Dalle parole dell’ex Sindaco appare chiara la sua visione egocentrica, continuando ad insistere sull’ “io ho detto, io ho fatto e gli altri no”. Ora forse tutti possono capire come era impossibile continuare ad amministrare così. In un clima di malsana competizione che, francamente, non solo non ci saremmo mai aspettati di vivere, ma che certamente non abbiamo mai condiviso.

Si leggono continue illazioni sulla famigerata variante, che al dì là delle sciocchezze tecniche scritte, sono mirate solo a lasciar intendere chissà quali interessi sottesi. Le varianti che propongono i privati, il funzionarioè obbligato ad istruirle, l’assessore ha l’obbligo di portarla in Consiglio comunale ed il consiglio decide; questo vuole la legge. Ammesso che nella fattispecie l’istanza prevedeva di occupare uno spazio di un parcheggio di poco più di 20 x 20 metri (Sborgia parla di consumo di suolo), la scelta in generale, se fare nuove aree residenziali, industriali, commerciali, etc, spetta al Consiglio comunale. Di strano in questa variante vi è l’inusuale comportamento delSindaco, che in una inaspettata veste di esperto di urbanistica pone formalmente una serie di rilievi tecnici al proprio funzionario. Come se non bastasse, ci avverte formalmente che se non avessimo ritiratola richiesta di convocare il Consiglio comunale, si sarebbe potuto “profilare l'obbligo a carico del sottoscritto, di segnalare i fatti all’Autorità Giudiziaria”. Questo per spiegare, qualora ce ne ancora fosse bisogno, i suoi metodi molto poco democratici.

Ne ha parlato pubblicamente anche il legale dell’interessato spiegando bene la realtà; ma quello che si vuol sottolineare è che è assolutamente inaccettabile il voler insinuare dubbi sulla onorabilità e sull’integrità morale delle persone. Forse Sborgia non sa che a Camerino ci conosciamo tutti, da tempo.

Ci accusa senza mezzi termini di tutelare non meglio definiti interessi personali, quando a lui è casualmente sfuggito di dire che un suo consigliere di maggioranza ha partecipato, in modo del tutto inopportuno, ad un concorso pubblico presso il Comune che amministrava (gli atti lo dimostrano). Non vogliamo continuare ad alimentare il clima di odio e non tireremo in ballo nessuno. Non accetteremo però che si continui a capovolgere la realtà, così come quando si dichiara “mai mi sono rivolto a Pasqui e Lucarelli per proporre accordi inconfessabili", senza specificare perchévi si sia rivolto.

“Relativamente alla questione della paventata chiusura dell’Archivio di Stato - precisa Giovanna Sartori - ritenevo fondamentale l’intermediazione politica con il Ministero dei Beni Culturali, in quanto la soluzione di impiegare personale comunale poteva essere d’aiuto solo per tamponare il problema, ma non poteva di certo costituirne la soluzione; e per quanto concerne il trasloco della Biblioteca Valentiniana ci si preoccupava solo del fatto che i locali che generosamente Unicam metteva a disposizione, a fronte dell’utilizzo del Rotary Palace per l’importantissimo progetto di ricerca scientifica, non erano idonei a contenere tutti i preziosi volumi: la Valentiniana conta all’incirca 150.000libri mentre nell’aula di San Sebastiano ce ne entreranno più o meno 4.000, tanto che si è reso necessario l’impiego di un ulteriore locale preso, in locazione, a Torre del Parco. In merito al costo dell’intervento mi limitai ad illustrare i preventivi ricevuti dalle ditte del settore”.

Si rammenta rispettosamente che sono tantissime le iniziative realizzate presso la sezione dell’Archivio di Stato dall’ex assessore alla cultura a partire dalla mostra “Camerino il cuore dell’Europa”, inaugurata in occasione delle giornate del FAI d’autunno del 2019, scelta, poi, anche come sede per la presentazione della stagione teatrale, e che mai ci si oppose di dare in uso all’Università di Camerino i locali per realizzare quel prestigioso progetto: abbiamo sempre creduto che Unicam sia la principale forza della Città di Camerino, dal punto di vista culturale, ma anche economico.

“Infine, insieme anche al consigliere Riccardo Pennesi sono sempre stata a disposizione dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, del personale e soprattutto degli studenti, coinvolgendoli in tantissimi progetti: dalle guide turistiche in occasione delle giornate del FAI, alla scuola di platea organizzata in occasione della stagione teatrale, a tutti i concerti ed eventi, anche natalizi, organizzati proprio per i bambini delle elementari, ai progetti musicali realizzati proprio con la collaborazione del Comune, agli spettacolini estivi per i più piccoli presso i giardini della Rocca, al sostegno al progetto NYCO, indirizzato proprio ai più giovani, ed al campus estivo dell’Associazione Adesso Musica. Tutto ciò senza avere, voglio sottolineare, alcun ruolo o delega ai servizi sociali.”




Con un lungo comunicato stampa che riportiamo integralmente, l'ex sindaco di Camerino Sandro Sborgia replica alle ultime dichiarazioni degli ex consiglieri Fanelli, Pennesi, Sartori. 

«Apprendo dagli organi di stampa che i tre dimissionari avrebbero reso nota “la verità” dei fatti che avrebbero portato alla congiura della notte del 29 gennaio scorso, quando unitamente alla minoranza consiliare hanno rassegnato le dimissioni in massa alla presenza di un notaio che ne ha autenticato le firme. Un’altra verità, dunque, rispetto a quella comunicata all’indomani delle dimissioni, così come diverse furono le verità a giustificazione della costituzione del gruppo consiliare “per Camerino”. Sembra di vedere un navigatore satellitare impazzito che a ogni errore di percorso, procede al ricalcolo del tragitto.

Avrebbero lamentato un problema di “mancanza di democrazia” nell’adozione di scelte “profondamente sbagliate e persino dannose”, di cui la più grave avrebbe riguardato il progetto di ricostruzione.

La dichiarazione non poteva che provenire dall’ex assessore ai lavori pubblici e urbanistica Marco Fanelli, lo stesso che appena insediato ebbe a dire che non era il caso di concentrare tutti gli sforzi sulla ricostruzione della città, in quanto ci sarebbero voluti almeno trent’anni prima di rivederla!! Colui che criticava tutto l’impegno che altri consiglieri profondevano per la ripresa degli interventi di messa in sicurezza degli immobili del centro storico, ritenuti una perdita di tempo; lo stesso che non fu presente alla riapertura del centro storico. Stiamo parlando dell’assessore che non ha mai partecipato a una sola riunione sulla ricostruzione; sulla predisposizione del Programma Straordinario così come alla predisposizione dell’Ordinanza Camerino (una delle prime Ordinanze emesse dal Commissario Legnini) attraverso la quale furono stanziati quasi 20 milioni di euro per il restauro degli immobili pubblici considerati strategici per la ripresa della Città (comune - teatro, rocca borgesca, banca marche, parcheggio meccanizzato ecc.). A tal proposito intervenne per dichiarare che non si poteva dar loro priorità di esecuzione perché il personale dell’Ufficio Tecnico aveva già troppo lavoro da fare!! Come a dire che avevamo perso tempo. Parallelamente però pubblicava sui social commenti stratosferici sul grande risultato raggiunto!! Quando si dice la coerenza!!! Si tratta dello stesso assessore che mal sopportava la presenza del Sindaco e di altri consiglieri lavorare all’interno dell’Ufficio Tecnico perché ne compromettevano il ruolo di protagonista, senza comprendere che l’autorevolezza è una qualità che si conquista con la competenza, l’esempio, la dedizione, lo studio, il sacrificio, il duro lavoro e la passione e soprattutto con quella qualità umana che ogni individuo dovrebbe avere nell’approcciarsi a situazioni nuove di cui poco o nulla conosce: l’UMILTA’. Un assessore che ha brillato esclusivamente per la sua assenza: che non si è mai occupato di un piano di manutenzione delle strade o del verde pubblico; che non ha mai avuto contezza né di quali fossero i lavori da fare, né di quale fosse lo stato di avanzamento di quelli in corso. Un assessore che non si è mai occupato di risolvere situazioni tanto urgenti quanto delicate: vedasi la risoluzione di un grave problema sanitario pendente da anni, nella zona denominata “fosso dello scarico” alla quale dovetti provvedere in prima persona; l’avvio dei lavori di rifacimento del manto stradale della frazione Mecciano - Mergnano, per i quali è dovuto intervenire il Sindaco una volta constatata la situazione di grave e colpevole ritardo, imponendo all’ufficio di procedere con la massima urgenza, giustificandosi poi con gli abitanti giustamente indignati; i lavori per la sistemazione della strada che dalla località Le Calvie conduce all’Ospedale e per quella che dalla località “I Ponti” conduce alla frazione Canepina di cui, però, non ha mancato di comunicare alla stampa l’imminente avvio. Un assessore che ebbe persino il coraggio di risentirsi perché erano stati eseguiti lavori di pulizia della cinta muraria cittadina a sua insaputa; l’assessore che incaricato di provvedere alla possibilità di installare un chiosco ai giardini della Rocca Borgesca disse che non si sarebbe mai potuto fare. I fatti hanno poi dimostrato il contrario e non certo per merito suo. Per non parlare della necessità di seguire le opere necessarie al campus universitario per i quali, su richiesta dell’università, dovetti intervenire direttamente con il Genio Civile a risolvere una situazione che il nostro assessore ai lavori pubblici era stato incapace di superare. Diverse furono le occasioni di dissenso nei confronti del Sindaco che aveva proposto e poi sottoscritto la convenzione con la nostra Università per la cessione dell’immobile “Rotary Palace” di via Madonna delle Carceri, da utilizzare per la creazione di un avanzatissimo laboratorio di prove sui materiali che la Città rischiava di perdere in favore di quella di Ascoli se non avessimo provveduto in tempo. Le proteste e le urla dell’assessore alla cultura quando il Sindaco, per evitare la chiusura dell’Archivio di Stato, prima trasferì presso quella sede una unità di personale del comune e poi, una volta in pensione l’ultimo dipendente dell’Archivio, dispose l’impiego di tre unità di personale percettore del reddito di cittadinanza. Grazie a quelle scelte, la sezione dell’archivio di Stato di Camerino è una delle pochissime sezioni italiane ancora rimaste aperte. Lo stesso dicasi per lo spostamento della Biblioteca “Valentiniana” della quale né l’assessore ai lavori pubblici né tantomeno la signora Assessora alla cultura si sono mai interessati. Al contrario, la giudicarono impossibile senza il ricorso a ditte esterne il cui impiego avrebbe comportato l’impegno di ingentissime risorse (qualche centinaia di migliaia di euro) di cui il comune non disponeva. Poco importa se si tratta di denaro pubblico derivante dai tributi dei contribuenti. Per non parlare dell’impegno riguardo il settore Istruzione, completamente dimenticato sia dall’assessore alla cultura, titolare della delega, che di quello ai lavori pubblici per gli interventi di manutenzione delle strutture. Basta leggere le cose fatte dalla roboante assessora, pubblicate sui social in queste ore. Non una sola parola riferita alla scuola, semplicemente perché della scuola, dei ragazzi e delle famiglie non è mai importato nulla nonostante i gravissimi disagi giovanili più volte segnalati. Ad accorrere sempre e solo Sindaco e altri amministratori. E questo evidentemente dava fastidio.

Riguardo i rapporti che avremmo dovuto avere con le altre istituzioni locali e in particolare con l’Università e la Diocesi, veniva sollecitata da entrambi gli assessori dimissionari, la necessità di tenere una linea tutt’altro che conciliante. Una visione miope e infantile del modo di amministrare una Città complessa quale la nostra.

Quelle riferite sono solo alcune delle vicende vissute. Ve ne sarebbero molte altre che evitiamo di raccontare per quel senso di pudore che ancora rimane.

Il Sindaco non si sottrae alle critiche rivolte al suo modo di fare politica o di gestire l’attività amministrativa. Ha preso posizioni forti nei confronti di quanti minacciavano la stabilità e la permanenza di servizi essenziali della città. Ammette di non essere stato affatto tenero con le amministrazioni regionali che si sono alternate a riprova di non aver mai privilegiato il colore politico dell’amministrazione di turno. Ha sempre ritenuto che fosse suo preciso dovere proteggere i servizi esistenti e possibilmente potenziarli. Rivendica le battaglie fatte in nome della preservazione dell’Ospedale di Camerino verso cui la passata amministrazione aveva palesato tutto il suo disinteresse; per l’allargamento dell’Unione Montana contro i soprusi di quanti hanno un concetto distorto della partecipazione e temuto per la messa in pericolo dei loro miseri interessi; per scongiurare il concreto rischio per la nostra Città di ospitare una discarica di rifiuti. Sarebbe la fine per il nostro territorio. Erano in gioco interessi importantissimi ed era preciso dovere del Sindaco difenderli, ad ogni costo, anche a rischio di procurarsi qualche inevitabile inimicizia. Rifarei ogni cosa!

Riguardo i comportamenti dittatoriali che avrebbe tenuto nell’ambito dei rapporti interni alla maggioranza, non si può non rilevare come quelle accuse piuttosto che colpire la persona del Sindaco, offendono la dignità degli altri consiglieri. Nessuno può essere portato a credere, infatti, che personalità del calibro dei consiglieri Ortenzi, Marassi, Sfascia, Jajani e Ortolani fossero manipolabili, incapaci di ragionare con la loro testa, terrorizzati e sottomessi al carattere autoritario e dittatoriale del Sindaco. I tre consiglieri dimissionari probabilmente pensavano di avere a che fare con un burattino, inesperto di fatti amministrativi e manovrabile a loro piacimento. Immagino si siano accorti immediatamente di aver fatto male i conti.

Tengo a precisare, per parte mia, di aver sempre operato con estrema trasparenza e correttezza. Mai mi sono rivolto ai consiglieri Pasqui e Lucarelli per proporre accordi inconfessabili. Quantomeno bizzarro che a insinuare la possibilità di un possibile dialogo con la minoranza siano gli stessi che per mesi hanno tramato per abbattere l’amministrazione. Si tratta dei tre consiglieri che hanno tentato di imporre al Sindaco la convocazione del consiglio comunale per l’adozione di una variante al PRG il cui iter per l’approvazione, è bene ricordarlo, ebbe inizio con l’amministrazione Pasqui. A proporla, questa volta, l’assessore Fanelli, lo stesso che si dichiarava contrario a un ulteriore consumo di suolo quando si trattava di realizzare alloggi di edilizia popolare, ma evidentemente favorevole se il sacrificio fosse utile al soddisfacimento di una richiesta proveniente da un privato. Peccato però che l’istruttoria per l’adozione di quella “piccola variante”, giudicata contraria all’interesse generale anche dal resto della compagine amministrativa, evidenziava numerose lacune e criticità di ordine tecnico e giuridico, i cui esiti sono stati comunicati ai tre proponenti con l’invito a ritirare la richiesta. Accade che nel pomeriggio del venerdì 28 gennaio, a poche ore dall’appuntamento con la minoranza, Fanelli, Sartori e Pennesi, valutate le pesanti osservazioni sulla vicenda, decidono di ritirarsi in buon ordine e trasmettono una nota diretta al Sindaco con la quale viene chiesto di “sospendere” l’istanza di convocazione del consiglio comunale per l’adozione della variante al PRG. Di li a qualche ora si ritroveranno insieme a Pasqui & c. per sottoscrivere l’atto di dimissioni che non permetterà più alcuna convocazione di alcun consiglio comunale.

Un profondo senso di compassione attraversa la mia anima al pensiero di vedere i tre consiglieri di maggioranza, nel cuore della notte, all’interno di uno studio commerciale, in una fredda sera d’inverno, sottoscrivere quello sciagurato documento con il quale hanno decretato la morte dell’amministrazione comunale e con essa il tradimento della volontà popolare.

Oggi l’amministrazione della Città è affidata ad un Commissario Prefettizio che di solito viene chiamato ad assumere le funzioni di direzione in momenti drammatici e tragici della vita amministrativa di una comunità. Ma nel nostro caso è diverso: questo è amore».



Sandro Sborgia
Un lungo comunicato, con la cronistoria degli avvenimenti palesi e “nascosti”, per chiarire le ragioni della scelta di rassegnare le dimissioni dal consiglio comunale, aprendo di conseguenza la strada all’arrivo del Commissario Prefettizio e al ritorno alle urne. Questa la risposta di Marco Fanelli, Giovanna Sartori e Riccardo Pennesi alle dichiarazioni rilasciate poche ore fa dall’ex sindaco di Camerino Sandro Sborgia.

Di seguito il comunicato integrale:


In questi giorni sono state riportate molte notizie sulla motivazione che ha portato alla sfiducia dell'ex Sindaco, ma non quelle reali.

Le scelte portate avanti incondizionatamente e senza possibilità di confronto alcuno, non condivise nel merito ci hanno fatto riflettere e preoccupare da più di un anno.

Di questo ne era a conoscenza anche l'ex Sindaco al quale da tempo avevamo rappresentato la nostra contrarietà alle modalità per niente democratiche con cui venivano portate avanti le decisioni, soprattutto perché eravamo fortemente convinti che alcune di queste fossero sbagliate e dannose per la città. La più grave riguarda il progetto di ricostruzione.

Come ci eravamo impegnati nel nostro programma elettorale, appena insediati tramite Marco Fanelli, assessore ai lavori pubblici (il quale si è assunto l’enorme responsabilità dopo la rinuncia di altri due Consiglieri a cui i cittadini avevano dato uguale fiducia), iniziarono una serie di colloqui con diversi progettisti ed esperti urbanisti che concordavano sulla necessità di avere un piano di recupero della città e un dettagliato piano di cantierizzazione. Vi fu così la proposta di individuare allo scopo un pool di esperti come era stato fatto nel 97.

La proposta dell’Assessore Fanelli fu subito bocciata in favore della regola del “chi primo arriva, parte con i lavori”. Non c’è stato ascolto neanche dopo aver suggerito di coinvolgere i progettisti privati sin da subito in questa partita. All’assessore ai lavori pubblici, visti i consigli non richiesti, il Sindaco comunicò formalmente (quindi per iscritto) che non aveva voce in capitolo per tutto ciò che riguardava la ricostruzione pubblica e privata.

La grave lacuna della mancata redazione del piano di recupero poteva essere colmata con il PSR, senonché anche in questo caso, non si è voluto ricorrere a professionisti esperti in cantieristica, pertanto il PSR, seppure abbia portato a dei finanziamenti, non ha colmato il vuoto nella programmazione ed organizzazione degli interventi di ricostruzione.

Ciò non ha aiutato i progettisti che non hanno potuto procedere in modo ordinato alla predisposizione dei progetti: aprire cantieri in modo casuale in centro storico ed innescare una ricostruzione “non ordinata” rischia di causare ritardi clamorosi come accaduto in altri casi, oltre a problematiche nelle forniture.

Accanto a ciò si sono aggiunti altri fondamentali aspetti di tipo strategico gestiti senza mai condividere scelte e metodo, che hanno contribuito a isolare e danneggiare la Città. L'ex Sindaco non ha mai saputo portare avanti rapporti proficui e funzionali con le Istituzioni, fondamentale quando si amministra, e soprattutto con gli organi elettivi regionali: non è un caso se Camerino è stato tra i pochissimi Comuni del cratere sismico a non ricevere le adeguate e sostanziose risorse economiche dei fondi del PNRR, per i progetti che spettano ai Comuni.

Così come per la guerra portata avanti dentro l'Unione Montana della Marca di Camerino senza strategia che, come finale, ha visto il Comune di Camerino isolato in consiglio: abbiamo sempre sostenuto che prima di cominciare le battaglie politiche, anche le più giuste, bisogna fare attente valutazioni altrimenti si rischia solo di far danno alla comunità.

Non siamo mai stati ascoltati. Molte volte abbiamo pregato il Sindaco di fare attenzione perché quando parla, lo fa a nome della Città e bisogna mettere da parte i sentimenti personali, perché gli attriti spesso hanno come risultato solo quello di rovinare i rapporti istituzionali. Per gli incontri importanti la linea politica e amministrativa da tenere non è mai stata condivisa, discussa o decisa all’interno del gruppo di maggioranza, anzi, noi non eravamo nemmeno messi al corrente dei vari incontri istituzionali.

L’attività dell’assessore ai lavori pubblici è stata ben presto limitata alla gestione della manutenzione stradale, verde pubblico e poco più, ma i soldi messi in cascina grazie alla partecipazione a tanti bandi, non hanno mai avuto la giusta priorità, venendocosì meno all’impegno che ci eravamo presi nel programma, di prestare particolare attenzione alle frazioni.

Il volersi imporre spesso con autoritarismo, soprattutto all’interno degli uffici ha generato molte tensioni ed in alcuni casi un pessimo ambiente lavorativo, tanto che qualcuno stava pensando di andare a lavorare altrove. Perdite di professionisti seri e preparati in questo momento non ce lo possiamo permettere perché inciderebbero profondamente sulle tempistiche di ricostruzione.

Pari difficoltà a lavorare hanno incontrato l’assessore alla cultura ed al turismo Giovanna Sartori, ed il consigliere alle politiche giovanili Riccardo Pennesi, nonostante il grande impegno ed entusiasmo profusi, sempre nel bene della collettività, perseguendo il solo interesse della Città di Camerino.

Infatti, insieme, nonostante il difficile periodo del post-sisma e nonostante la pandemia, sono riusciti a creare un appassionato gruppo di lavoro, con il quale, insieme agli uffici, ai dipendenti comunali e alla Proloco, vero braccio armato, fatto di collaboratori serissimi e instancabili, a cui va il nostro profondo ringraziamento, hanno realizzato tantissimi progetti, uno su tutti la prima mostra d’arte pittorica e scultorea del cratere sismico “Camerino fuori le mura” che ha contato più di 5.000 visitatori. Nonostante il serio e quotidiano lavoro Sindaco e Vice Sindaco hanno sempre cercato di osteggiarci o frenarci, senza alcuna valida ragione amministrativa o politica, tacciandoci di essere troppo esposti mediaticamente e di perseguire non meglio precisati interessi personali.

Quanto al commissariamento (che comunque non è il finale che auspicavamo) è stato fatto del terrorismo gratuito facendo leva sulle fragilità di una cittadinanza già provata. Un Commissario nominato in attesa delle elezioni non ferma niente. Gli uffici hanno lavoro da portare avanti in autonomia per anni e il commissario con la sua firma sostituisce Sindaco, Giunta e Consiglio.

Così come andranno avanti le pratiche della ricostruzione che sono istruite dagli uffici.

Mancherà l’indirizzo politico, ma finora non c’è stato perché l’ex Sindaco agiva in quasi completa autonomia, con il supporto di qualche “esterno” che operava dietro le quinte.

Noi abbiamo provato inutilmente per mesi a convincere a cambiare metodo di lavoro a farci partecipi delle decisioni, abbiamo tentato in tutti i modi, in ultimo anche creando un gruppo consiliare a parte, facendo capire al Sindaco che alla fine la politica è fatta anche di numeri e che non si può non tenerne conto andando avanti senza ascoltare nessuno, ma di contro abbiamo subìto un’ulteriore chiusura.

Sarebbe stato più facile conservare la poltroncina da assessori e consiglieri e continuare a prendere l’indennità, accettando qualsiasi tipo di proposta, anche con la consapevolezza che alcune erano profondamente sbagliate, ma il bene della collettività non si persegue di certo in questo modo.

In Consiglio comunale non abbiamo fatto mai mancare il nostro voto.

A differenza di quanto leggiamo, il Sindaco era perfettamente a conoscenza di tutto al punto da aver cercato perfino contatti con i consiglieri di Radici al futuro.

Con tanta sofferenza, ma con altrettanto senso di responsabilità, consapevoli che andando avanti in questo modo avremmo solo arrecato danno alla Città, abbiamo deciso che lasciare la parola ai cittadini tra qualche mese fosse la cosa migliore.

Il dispiacere e la delusione sono stati immensi, avendo contribuito in modo importante ed in prima linea alla formazione del comitato elettorale con un lavoro lungo mesi. Siamo convinti che la continuità non si possa garantire ad ogni costo e anche l’ex Sindaco dovrebbe prendersi delle responsabilità: era stato chiamato a guidare la squadra con equilibrio e saggezza e non lo ha fatto. Troppo facile scaricare la colpa additando tre persone, come se fossero matte, che non hanno a cuore la città dove sono nate e cresciute, dove stanno lavorando e crescendo i propri figli.
Il consiglio comunale di Camerino ha approvato la variazione di bilancio per inserire i fondi del PNRR assegnati ai comuni nell’ambito della misura “Rigenerazione Urbana”, che prevedono per la città ducale lo stanziamento di 1.160.000 euro.

Al riguardo la minoranza consiliare “Radici al futuro” parla di occasione sprecata.

“L’amministrazione Sborgia ha presentato una serie di interventi che sanno poco di investimenti strategici e molto di manutenzione ordinaria, per di più ignorando totalmente le frazioni per le quali non è stato stanziato neanche un euro - si legge in una nota a firma dei consiglieri Pasqui, Lucarelli, Nalli e Falcioni - Salta all’occhio l’ingente spesa prevista per la manutenzione gli impianti sportivi de “Le Calvie” per 550.000 euro. Sarebbe una bella notizia se non fosse che l’amministrazione è stata costretta a forzare questo intervento – togliendo quindi risorse ad altri possibili investimenti – perché aveva perso l’occasione di presentare progetti per la misura dei PNRR relativa agli impianti sportivi.
Tale mancata presentazione di progetti si somma a quella nell’ambito dei CIS, facendo perdere a Camerino la possibilità di accedere ad un treno che difficilmente potrà tornare.
La miopia politica e l’incapacità organizzativa di questa amministrazione ormai non sono più teorie ma sono fatti, documentati dai soldi irrimediabilmente persi e confermati da alcuni degli stessi componenti della maggioranza che, attraverso l' assessore Fanelli, hanno denunciato anche la totale mancanza di collegialità nelle decisioni.
Il sindaco Sborgia prova a giocare a scaricabarile, puntando il dito contro la Regione ma è evidente come certi “non” risultati siano frutto del suo totale isolamento e della mancanza di visione nel programmare interventi importanti per la città. Mentre altri sindaci, di ogni colore politico, hanno messo in campo progetti ambiziosi e di ampio respiro, Sborgia si è chiuso in una gestione autonoma e nel suo splendido isolamento che hanno portato il solo risultato di essere uno dei comuni che otterrà meno risorse dal Pnrr.
Qui si parlava del futuro di Camerino e della sua gente, non di beghe politiche e ripicche,  e il sindaco si è lasciato scappare un treno che non passa due volte. Crediamo che a questo punto, viste anche le fondamentali e sostanziali divergenze emerse in consiglio nell’ambito della maggioranza che a quanto sembra non è più tale, una riflessione da parte di tutti sia necessaria e doverosa”.
Nel pomeriggio del giorno di Santo Stefano si è tenuto il tradizionale “Concerto di Natale” della Banda Musicale “Città di Camerino”, ospitato nell’Auditorium Benedetto XIII. E la musica è stata più forte della paura, così in tanti hanno partecipato al piacevole appuntamento che negli anni non ha avuto interruzioni, superando terremoto e pandemia.

“Non saremo distanti dai bisogni del mondo. Perché nessuno si salva da solo. È il momento di trovare un equilibrio. Di affrontare con coraggio il cambiamento la mattina dopo. La mattina dopo”… Apertura di grande impatto emotivo con le parole e la proiezione del video “Il cambiamento”, brano di Giovanni Caccamo che accompagna l’uscita del nuovo album “Parola”. Lo scorso maggio l’artista, che raggiunto telefonicamente ha salutato il pubblico in diretta, ha girato le scene nei luoghi feriti della città, con i ragazzi dell’Istituto musicale “Nelio Biondi”.

E sono proprio i giovanissimi di questo Istituto musicale, fondato dal musicista camerinese cui è intitolato nel 1976, hanno aperto il concerto, diretti dal M° Vincenzo Correnti.

Poi la scena è stata tutta della Banda musicale “Città di Camerino”, un’orchestra dalla storia antica che si riaffaccia in città a partire dall’ottobre del 1982, quando il gruppo si ricostituì sotto la guida di Vincenzo Correnti, all’epoca ancora studente di conservatorio, oggi affermato clarinettista, esecutore, compositore e arrangiatore, nonché docente e autore di chiara fama.

Apertura con “Tempo di marcia” dall’opera “Il Paria” di Filippo Marchetti che ha dato modo alla presentatrice Donatella Pazzelli, che segue da anni la Banda, di ricordare la storia dell’ottocentesco teatro, ferito dal terremoto e tuttora inagibile, intitolato a questo compositore nel 1881.

Finale con tanto fuori programma con “I willfollowhim”, brano del 1963 inserito nella colonna sonora del film SisterAct del 1992

Prima dei bis sono intervenuti il sindaco Sandro Sborgia e l’assessore alla cultura Giovanna Sartori che ha ringraziato il M° Correnti e Gilberto Spurio, presidente dell’Associazione Adesso Musica che dal 2015 raggruppa l’Istituto musicale “Nelio Biondi” e la Banda musicale “Città di Camerino” nella bella e funzionale sede donata lo scorso anno dalla Andrea Bocelli Foundation.

concerto3
“Camerino fuori le mura. Prospettive d’arte dal Quattrocento al Settecento. Studi e ricerche”. La mostra che negli ultimi mesi ha richiamato nella città ducale migliaia di visitatori diventa una pubblicazione, che è stata presentata nella sala convegni di Unicam alla presenza del sindaco Sandro Sborgia, dell’assessore alla cultura Giovanna Sartori, del rettore Claudio Pettinari, del curatore della pubblicazione Francesco Maria Orsolini e di coloro che hanno collaborato al volume, alcuni dei quali collegati da remoto.

“In questa pubblicazione abbiamo raccolto gli studi relativi ad alcune opere esposte nella mostra – spiega Orsolini - e alle ricerche diagnostiche curate dallo spin off Arte&Co dell'università di camerino su tre opere presentate: il ritratto di Giulia Da varano bambina, l’Annunciazione di Giovanni Angelo D’Antonio e la Pala d’altare di Giovan Battista Tiepolo”.

Un volume che intende aumentare la fruibilità dei tesori artistici presenti a Camerino anche a coloro che non hanno potuto ammirare l’esposizione. “Una pubblicazione che rappresenta la conclusione di un percorso iniziato nel 2019 – dichiara l’assessore Sartori – Il fil rouge, come dice il titolo stesso, è stato quello di andare oltre le mura cittadine, partendo dalla città storica con l’Annunciazione per arrivare all’unico dipinto del Tiepolo presente nel centro Italia, quello appunto conservato prima del sisma nella chiesa di San Filippo. In questa avventura siamo stati accompagnati da Alta Definizione, unica del centro Italia che fotografa le opere d’arte ad altissima definizione e che ha permesso di scoprire particolari non visibili ad occhio nudo”.

mostra pettinari

Un segnale di rinascita, di vita e di ripresa per Camerino ha definito la mostra e la relativa pubblicazione il sindaco Sandro Sborgia, che parla anche di “fattiva collaborazione tra le istituzioni cittadine, comune, università e arcidiocesi, che nel momento forse più difficile vissuto dalla città hanno reagito e in sinergia fatto in modo che la collettività rimanesse unita”.

“Una mostra importante che abbiamo riportato nel centro storico, in uno degli edifici dell’ateneo – così il rettore di Unicam Claudio Pettinari – e che ha consentito di rivedere opere importanti, dando anche l’opportunità ad alcuni nostri ricercatori di analizzare le stesse opere nel dettaglio, cercando di comprendere cosa c’è di scientifico dietro a tali capolavori”.

volume


f.u.
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