Tragedia sul lago di Fiastra: un corpo è stato recuperato questa mattina, intorno alle 10.30, dal Nucleo Sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona. La persona era ricercata da ieri sera quando i pompieri sono dovuti intervenire intorno alle 22 a Fiastra, in località San Lorenzo al Lago. La speranza era quella di trovare la persona in vita. Nella frazione sul lago si sono recate le squadre di Ancona, con il Nucleo Sommozzatori, quelle di Camerino e di Macerata.

Nella mattinata di oggi poi, poco dopo le 10, il corpo del 51enne è stato individuato e quindi recuperato nei pressi della diga, a oltre 20 metri di profondità, e quindi trasportato a riva. Sono intervenuti anche i Carabinieri.

Red.










Lo scorso sabato mattina, a San Severino Marche, i militari della stazione locale hanno sorpreso per le vie del centro un ventenne disoccupato, residente in provincia di Ancona, già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal territorio settempedano. Il giovane era stato sorpreso lo scorso agosto, sempre dai Carabinieri di San Severino, in possesso di sostanze stupefacenti.
Il giovane, nel tentativo di evitare di essere allontanato nuovamente dal paese, ha riferito ai militari di essere suo fratello gemello omozigote, in tutto e per tutto identico al giovane in questione e libero da ogni provvedimento amministrativo o giudiziario. Non contento, ha anche presentato la carta d'identità del fratello, certo che i militari si convincessero della sua versione e proseguissero nel pattugliamento della città. I Carabinieri, tuttavia, hanno voluto approfondire la versione del giovane e, d'accordo con il Magistrato di turno della Procura di Macerata, lo hanno sottoposto a fotosegnalamento, in modo da esaltarne le impronte digitali ed accertare la verità.
Le impronte hanno appurato che il giovane fermato dai militari fosse effettivamente il destinatario del foglio di via e non il fratello gemello, come questi aveva voluto far intendere. Il gemello, sentito dai Carabinieri, ha riferito di essere "se stesso" e di non sapere dove fosse la propria carta d'identità, ignorando ciò che avesse fatto il fratello.
Per questo motivo il giovane fermato dai militari è stato denunciato a piede libero per falsa attestazione o dichiarazione ad un Pubblico Ufficiale sull'identità o qualità personali o di altri, nonché segnalato per la violazione alla misura di prevenzione che gli era stata notificata la scorsa estate.

red.
Nel tardo pomeriggio di ieri i Carabinieri della compagnia di Camerino, insieme a quelli della compagnia di Bologna Borgo Panigale e della compagnia di Chieti eseguivano due provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale di Macerata su richiesta della Procura locale.

Il provvedimento cautelare nasce dalle indagini coordinate dalla Procura di Macerata e condotte dai Carabinieri di Camerino che sono arrivati ad assumere concreti indizi di colpevolezza sul furto di un orologio Rolex commesso a Serravalle del Chienti nello scorso agosto ai danni di un settantenne del posto.

Il meccanismo era ben oliato: la coppia agiva con l’uomo in qualita’ di “palo” e “supporto”, mentre la donna, capace di scegliere con cura le proprie vittime, le abbracciava e scippava dopo averle avvicinate con banali scuse o simulando conoscenze.

Le indagini si sono concluse nel pomeriggio di ieri quando i destinatari delle due misure cautelari, una in carcere l’altra con obbligo di dimora, un uomo ed una donna di 27 e 29 anni, sono stati intercettati dopo un pedinamento effettuato dai Carabinieri di Camerino, in collaborazione con quelli di Bologna Borgo Panigale e Chieti. Nello specifico l’uomo è stato rintracciato a Chieti all’interno di un centro commerciale, la donna, ora in carcere, era invece in una struttura ricettiva di Bologna.

Red.
Sono scattati gli arresti domiciliari per due giovani ventenni italiani, uno studente e l'altro operaio, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio di San Severino Marche e dei Comuni vicini dove vendevano droga (principalmente marijuana) soprattutto a loro coetanei. 

Si è conclusa così una brillante operazione da parte dei militari della Stazione dei Carabinieri di San Severino Marche e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tolentino che martedì scorso hanno eseguito le due ordinanze di custodia cautelare.

L'indagine è scaturita da alcuni controlli eseguiti lo scorso maggio a San Severino dai militari della locale stazione, durante i quali i due giovani, fino ad allora insospettabili ed incensurati, sono stati trovati in possesso di marijuana già pronta per la vendita e di bilancini di precisione.
Al termine di una lunga e complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Macerata, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire due anni di attività di spaccio portata avanti dai due, durante i quali avrebbero guadagnato circa 140mila euro dalla vendita di oltre 9 kg di marijuana e di circa un etto di cocaina.

Da quanto ricostruito dai militari, inoltre, i due rappresentavano un punto di riferimento per lo spaccio settempedano durante il periodo della quarantena. Le ordinanze di custodia sono state emesse dal Gip.

Ma la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti non si è fermata a San Severino ed ha portato alla perquisizione domiciliare nei confronti di un cittadino italiano, disoccupato e ventenne, residente in provincia di Macerata.
Anche grazie al fondamentale fiuto del cane One del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro, i militari di Tolentino hanno ritrovato un modesto quantitativo di hashish e di marijuana in possesso del giovane, nonchè un bilancino di precisione e 5.850 Euro in contanti, ritenuti il provento dell'attività di spaccio.
Il giovane è stato denunciato a piede libero.

GS
Oltre 600 persone controllate, per lo più giovani e minorenni, e 22 sanzionate per non aver indossato la mascherina in presenza di altre persone o perché non l'avevano proprio con sé; un bar di Tolentino è stato chiuso per non aver rispettato molte delle norme imposte dal Governo. Nella fattispecie, il bar non solo, a distanza di sette mesi dall'inizio della pandemia e dalla prima quarantena, non aveva ancora adeguato la segnaletica interna ed esterna del locale, non aveva ancora predisposto il registro delle sanificazioni periodiche del locale e non aveva mai svolto formazione ed informazione al proprio personale dipendente in merito alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro ed il rischio da nuovo coronavirus. Il bar è stato chiuso per 5 giorni e la Prefettura dovrà pronunciarsi in merito ad un eventuale prolungamento della chiusura.

Sono questi i numeri scaturiti dai controlli che la compagnia Carabinieri Tolentino e il personale della Polizia Locale della città hanno portato avanti.
Le forze dell'ordine ricordano quindi che indossare la mascherina ma non coprire con essa il naso e la bocca costituisce già di per sé una violazione, come se non la si indossasse affatto. Lo scopo della mascherina, infatti, è quella di impedire il contagio "a stretto contatto" bloccando la trasmissione degli agenti patogeni attraverso le vie respiratorie. Per questo motivo, la mascherina va sempre indossata correttamente. I soggetti sanzionati dovranno pagare la contravvenzione di 400 euro, ridotta a 288 se pagata nei primi 5 giorni.

A questa attenzione sulla problematica del coronavirus si aggiunge anche il controllo alla normale circolazione stradale, tanto che Polizia Locale e Carabinieri hanno effettuato controlli lungo le strade di Tolentino, elevando 7 contravvenzioni al Codice della Strada e sottraendo delle patenti 25 punti. Nel corso di un ulteriore controllo, inoltre, un giovane tolentinate è stato trovato in possesso di un arma bianca celata all'interno del baule della propria autovettura e per questo motivo è stato denunciato a piede libero alla Procura di Macerata.

GS
A Serravalle del Chienti i Carabinieri di Camerino hanno arrestato ieri, intorno all’ora di pranzo, un cittadino macedone classe ‘93. Per l’uomo, di cui sono note le iniziali, R.V., il Tribunale di Macerata ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di stalking.

Andando con ordine: la scorsa settimana i Carabinieri di Camerino, allertati da un cittadino, intervenivano a Montagnano per identificare un uomo che si aggirava in maniera sospetta, incappucciato, nei pressi di un’abitazione.

Dopo i controlli del caso, i militari sono risaliti all’identità dell’uomo e hanno scoperto come fosse gravato da una misura cautelare non detentiva: il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi frequentati dalla ex moglie, M.S., cittadina italiana, residente proprio nell’abitazione nei pressi della quale si aggirava il fermato.

Dopo la perquisizione è emerso come l’uomo fosse in possesso di un “cutter”. Non essendo previsto l’arresto in flagranza di reato per la fattispecie descritta, l’uomo veniva deferito in stato di libertà per “violazione dei provvedimenti di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa”.

Il Tribunale di Macerata ha quindi emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere: l’ordine di cattura è stato eseguito ieri dai militari di Camerino. L’arrestato è stato quindi condotto nel carcere di Montacuto.
Nella serata di giovedì i Carabinieri della compagnia di Camerino, in concerto con i Carabinieri del N.A.S. di Ancona e la Polizia Locale, hanno effettuato i controlli di routine per assicurare il rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Coronavirus e quelle previste dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Controllate cinque attività commerciali, mentre sono state dodici le persone multate per aver violato le disposizioni sull’uso della mascherina e sugli assembramenti. I controlli sono stati effettuati nei luoghi più frequentati della movida di Camerino. A margine anche i controlli sulle strade, con due persone denunciate per guida in stato di ebbrezza.

Red.
Litiga con il marito e tenta di gettarsi nel fiume, poi aggredisce i carabinieri che la salvano.
È stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali una donna di 35 anni, di origine dominicana, che intorno alle 3 di ieri notte, in evidente stato di ubriachezza, ha avuto un acceso litigio con il marito.
Dopo la lite la 35enne è uscita di casa facendo perdere le proprie tracce ed il marito ha avvertito i soccorsi.
L'intervento dei militari dell'Arma di Tolentino, San Severino e Loro Piceno è servito ad individuare la donna sospesa sul parapetto  del fiume Potenza, in via gorgonero a San Severino.
Sono iniziate le contrattazioni da parte dei carabinieri per dissuadere la donna dal tentativo di gettarsi nel vuoto.
Dopo una lunga trattativa la 35enne si è sporta dal parapetto ma, mentre i militari della stazione di Loro Piceno la distraevano, i colleghi della Radiomobile l'hanno afferrata per riportarla sul ciglio della strada.
Nonostante sia stata evitata la tragedia, la donna ha reagito violentemente al salvataggio ferendo lievemente i militari.
La 35enne è stata posta subito agli arresti domiciliari, questa mattina il rito direttissimo che ha convalidato l'arresto ed è stata rimessa in libertà.

GS
Acceso litigio tra ubriachi termina in un incidente.
È accaduto verso le 2 di questa notte quando alcuni residenti di via Piave di Macerata hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile, per una coppia che stava litigando per la strada urlando a voce alta.

Nel frattempo, poco prima dell’arrivo della pattuglia, i due sono saliti a bordo di un'auto dove continuavano a litigare. Durante l’animata discussione uno dei due ha tolto inavvertitamente il freno di stazionamento, provocando il movimento del mezzo dato dalla pendenza della strada; l’auto, presa velocità, ha terminato la corsa andando a sbattere contro altre tre autovetture parcheggiate lungo la via.

Dopo l’incidente l’autista se n'è andato, mentre la giovane è stata trovata dai militari in evidente stato di ubriachezza e multata.

GS
Gesto contrario alla pubblica decenza.
Per questo motivo sono stati multati due giovani che questa notte, intorno alle due e mezza, sono stati sorpresi ad urinare contro il muro del teatro Lauro Rossi in piazza della Libertà a Macerata.

Il gesto è stato notato dai Carabinieri della Stazione di Mogliano, impegnati nel servizio di contenimento del contagio da covid.

I due sono stati multati per atti contrari alla pubblica decenza che prevede una sanzione da 5mila a 10mila euro, o il pagamento in misura ridotta della sanzione entro 60 giorni di 3.333,33 euro.

GS
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