In via di acquisizione l'area in zona Pace dove sorgerà il nuovo Campus scolastico di Tolentino.
È il sindaco Giuseppe Pezzanesi a spiegarne i particolari, evidenziando comunque l'attenzione al centro storico che, con la nuova struttura, vedrà dei cambiamenti importanti dal punto di vista organizzativo.

"Siamo concentrati nel dare risposte al mondo scolastico e alle esigenze del centro storico - dice il sindaco - . L'acquisizione dell'area sarà una conseguenza di tutto il progetto di riassetto degli istituti scolastici della città. Si tratta di un'area dove sorgerà una parte della Don Bosco e tutti gli istituti superiori della città".
Ed è proprio sulla Don Bosco che più volte si è spaccata l'opinione pubblica: "Abbiamo bisogno di scuole performanti e in aree sicure - dice Pezzanesi - perchè sistemare il vecchio in una zona sismica non sempre porta buoni frutti".
Entra, infatti, nello specifico il primo cittadino, mostrando il nuovo riassetto della Don Bosco: "Verrà in parte ricostruita - dice - per le elementari e la materna nella ex area delle maestre Pie Venerini, a 100 metri dalla struttura originaria. Le medie, invece, saranno costruite parallelamente al Campus scolastico che sta seguendo la Provincia".
Prprio sul Campus Pezzanesi aggiunge: "In questi giorni, finalmente, abbiamo ricevuto da parte della Provincia di Macerata, il progetto e quindi lo stiamo analizzando in maniera celere ma approfondita, anche con l’intento di valutare bene la proposta realizzativa che ci viene sottoposta e tenendo fede a quanto promesso in sede di presentazione pubblica a studenti, insegnanti e famiglie, avanzeremo, se necessario, tutte quelle osservazioni e le prescrizioni necessarie per avere una struttura rispondente alle esigenze educative e di sicurezza, come già deciso insieme, così da avere un’opera di grande qualità".
Ci tiene poi a ribadire l'attenzione per il centro storico per il quale sono previsti "il rifacimento di vie e dei sotto servizi e il restyling di ampie aree che daranno uno slancio importante come negli altri comuni, all’intera città"
Infine, l'affondo nei confronti di chi condanna la scelta dell'amministrazione: "Questo - conclude - è l'unico modo di lavorare che conosciamo: prendere la decisione giusta e lasciare dietro le polemiche". 

GS




A cinque anni dal terremoto, la bella statua della Madonna della Tempesta particolarmente cara ed amata dai tolentinati è stata trasferita dalla chiesa di Santa Maria nuova, chiusa per i gravi danni subiti, alla chiesa di San Giacomo, detta della Carità.

La statua in legno del 1300, bellissimo esempio di scultura marchigiana, è nuovamente a disposizione dei fedeli tolentinati che da secoli le si rivolgono con preghiere, affinché protegga la Comunità dagli eventi catastrofici. La statua fu incoronata il 17 maggio del 1814 da Pio VII.
Le operazioni di spostamento in sicurezza dall’edifico danneggiato e il trasporto nella nuova sede sono state possibili grazie all’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e con l’assistenza di una restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza Regionale.
Un lavoro complesso, svolto con grande professionalità, sensibilità ed attenzione per la preservazione dell’opera d’arte che viene così riconsegnata al culto dei tolentinati e agli appassionati di arte.

Riprende quindi anche la tradizione della celebrazione della Festa della Madonna della Tempesta che cade Lunedì 17 maggio; il vescovo Mons. Nazzareno Marconi celebrerà la Messa alle ore 19.30.
Per tutta la settimana (nel pieno rispetto delle norme anti-covid) verrà recitato il rosario alle ore 21.15

La preghiera alla Madonna della Tempesta ha sottolineato tutte le avversità della storia, con la richiesta della Sua protezione, fino ai bombardamenti del 1944, in cui, pur con la distruzione di ponti, “nessun cittadino, entro la Città, subì danno alla vita”.
c.c.
madonna tempesta12
"Non resteremo in silenzio su temi come il caporalato lo sfruttamento del lavoro. Vigileremo sul territorio affinchè sia netta la differenza tra chi offre la possibilità di una vita migliore e chi invece approfitta di situazioni di fragilità".

L'associazione Città in Comune di Tolentino interviene sulla notizia di qualche giorno fa che riguardava un caso caporalato in un’azienda con sede legale a Tolentino.
"Modalità criminali adottate nei confronti di cosiddetti lavoratori fragili - denuncia l'associazione di cui fanno parte anche Fabiola Caporalini e Stefano Rossi (in foto) - , operai indigenti che avevano bisogno di un rapporto di lavoro per sanare la loro posizione di clandestinità sul territorio italiano.
A questi lavoratori è stato chiesto di versare 500 euro che, in base al d.l. 34/2020, debbono essere sostenuti dal datore di lavoro".

Ciò che Città in Comune vuole sottolineare è come la "situazione sia ricorrente molto più di quanto si pensi. Capita molto spesso che, a coloro che hanno bisogno di un lavoro per poter restare sul territorio italiano, venga chiesta l’erogazione di somme di denaro - spiegano - , a vario titolo assolutamente illegale, talvolta fino a configurare veri e propri casi di estorsione. Nel caso di specie, inoltre, gli operai erano stati sistemati in un alloggio assolutamente inidoneo e insalubre, in condizioni di degrado. Sfruttare situazioni di bisogno di esseri umani, di lavoratori e lavoratrici, è quanto di più infimo e bieco l’imprenditoria di questo paese possa arrivare a perpetrare, oltre ad essere una gravissima violazione della legge".

Dopo la denuncia, l'impegno per evitare che situazioni di questo tipo continuino a verificarsi: "Abbiamo il dovere di denunciare come questo fenomeno, sempre più spesso, prenda piede anche sul nostro territorio e come gravi violazioni del diritto del lavoro non siano pratica circoscritta solo a certe zone d'Italia , che nell’immaginario collettivo restano terra di caporalato.

Parimenti non è più solo il settore dell’ agricoltura l'ambito destinato a certe pratiche vigliacche di sfruttamento. Lo stesso fenomeno della ricostruzione post-sisma sul nostro territorio, con i suoi numerosi cantieri, ne è stato coinvolto".

La preoccupazione è, infatti, rivolta ai lavori che inreresseranno il Paese in vista dell'arrivo dei fondi del Recovery Plan che, secondo Città in Comune, potrà moltiplicare queste gravi violazioni.

"Per tutti gli esseri umani, italiani e stranieri, le condizioni di lavoro debbono essere le medesime - asseriscono - . Per tutti, indipendentemente dalla nazionalità, è indispensabile lavorare con dignità e giusto salario, senza alcun tipo di abuso o sfruttamento. Ancora di più per chi, senza lavoro, diventa assolutamente invisibile, privato della possibilità di godere di ogni diritto umano riconosciuto, compresa la semplice sopravvivenza.

Per quello che ci compete - sottolineano - se non altro come formazione politica e sociale, saremo vigili sul territorio, anche perché sia netta la differenza tra coloro che offrono un lavoro e la possibilità di una vita migliore, rispettando ogni regola prevista dalla nostra legislazione e chi è capace, invece, di approfittare di ogni situazione di fragilità, nei confronti di chicchessia, specie in un periodo economicamente difficilissimo in cui chiunque, italiano o straniero, potrebbe trovarsi in una situazione a dir poco drammatica.


GS
Ci auguriamo e confidiamo - concludono - che gli organi competenti anche in futuro, intensifichino le attività di controllo e prevenzione".
Contrariamente a quanto si possa pensare, il caporalato e lo sfruttamento del lavoro sono fenomeni molto più vicini di quanto si pensi. Situazioni in cui gli operai, in condizione di assoluto bisogno di lavoro, si ritrovano privi di tutela sono state riscontrate anche in provincia di Macerata.

Il Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri di Macerata infatti, nell’ambito delle sue attività sul territorio, ha riscontrato diverse irregolarità in una delle aziende controllate. Violazioni che riguardano i rapporti di lavoro che questa impresa intratteneva con cittadini stranieri: gli scenari sono quelli di una mancata retribuzione congrua alle mansioni svolte e quelli sulla violazione delle norme di sicurezza.

L’azienda, con sede legale a Tolentino, non aveva sottoposto i propri lavoratori alle visite mediche preventive, né ad adeguata formazione. I militari hanno riscontrato modalità assimilabili a quelle appunto del caporalato: operai che, in assoluto bisogno di lavoro e in condizioni di clandestinità, vedevano assottigliarsi notevolmente, se non annullarsi, il loro potere contrattuale.

Oltre a questo, gli stessi lavoratori erano stati alloggiati in un immobile a Macerata, le cui condizioni di degrado e sono state accertate ancora dai Carabinieri e dalla Polizia Locale del capoluogo.

L’Autorità Giudiziaria, piuttosto che chiudere l’azienda, ha preferito nominare un amministratore giudiziario, in modo da salvaguardare l’occupazione dei lavoratori coinvolti e garantendo la continuazione delle loro attività.

l.c.
Ladri in azione ieri sera al centro commerciale Tolentino Retail Park, in zona Pace, a Tolentino.
I malviventi hanno rotto con un tombino la vetrata della gioielleria "D'oro in poi" che si trova proprio accanto all'ingresso del supermercato.
Una volta dentro hanno fatto man bassa di gioielli portando a casa un bottino di circa 50mila euro.
Sul posto i carabinieri del NORM e i militari della Stazione di Tolentino.
Sono in corso le indagini per risalire agli autori del furto.

GS
Il vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, ha incontrato questa mattina il comandante della Stazione dei carabinieri di Tolentino, luog. Gaetano Barracane.
Pasqui era accompagnato dal presidente del Consiglio comunale di Tolentino, Carmelo Ceselli, e dal consigliere comunale Luca Scorcella.
Il vicepresidente del Consiglio ha ringraziato il comandante Barracane per il costante impegno dell’Arma sul territorio, ponendo l’accento sulla meritoria iniziativa che i carabinieri di Tolentino stanno portando avanti da qualche settimana. I militari, infatti, sono a disposizione della popolazione anziana e più svantaggiata per il supporto nelle procedure di prenotazione via web alla somministrazione del vaccino anti Covid 19.
Si tratta di un ulteriore servizio per i cittadini che va a sommarsi, ad esempio, a quelli già attivi di ritiro delle pensioni per gli anziani impossibilitati a raggiungere gli uffici postali o la scorta al trasporto dei vaccini sul territorio.
Per quanto riguarda la prenotazione dei vaccini, i cittadini possono recarsi in caserma e ricevere l’assistenza necessaria oppure, qualora avessero difficoltà negli spostamenti, richiedere l’intervento a domicilio. Va precisato che, al fine di scongiurare qualsiasi tentativo di truffa, i Carabinieri incaricati presteranno assistenza sempre in uniforme di servizio.
“Anche in questa occasione” ha detto Pasqui “l’Arma si conferma concretamente vicina alle fasce di popolazione più deboli, con un’opera meritoria che non mancherò di sottolineare alla direttrice dell’Asur Storti affinché sia presa da esempio e diffusa sempre più sul territorio marchigiano”.
I consiglieri Ceselli e Scorcella hanno, da parte loro, assicurato il massimo supporto da parte del Comune di Tolentino.


Al via domattina le vaccinazioni al nuovo punto allestito alle Terme Santa Lucia di Tolentino. 
"È tutto pronto - spiega il sindaco Giuseppe Pezzanesi ai microfoni di Carla Campetella - . Questa mattina sono stati definiti gli ultimi dettagli con il personale e da domani si comincia.
In realtà eravamo pronti da diverso tempo, ma come spesso accade in queste situazioni, c'è poi bisogno di giorni per le autorizzazioni ed il reperimento dei vaccini.
In un momento così difficile per il Paese - spiega - abbiamo cercato di far comprendere agli organi sovracomunali, e non abbiamo fatto molta fatica, che era importante avere un punto vaccinale anche a Tolentino.
Alle Terme abbiamo circa 40 operatori e tutto il necessario per la vaccinazioni: in questo modo possiamo dare una risposta suppletiva a tutta la comunità.
È vero che l'ospedale è da ricostruire - prosegue - ma nei due anni di attesa per vederlo finito c'è un punto di primo intervento ed una città come Tolentino, di riferimento a tutta la vallata del Chienti, non poteva restare fuori da un servizio necessario a tutta la collettività.
Per questo ringraziamo i vertici regionali e sanitari, insieme a quelli dell'Assm che si sono dati da fare, insieme a me, per attivare il servizio il prima possibile".
Il sindaco chiarisce anche sul numero delle dosi che potranno essere inoculate nel centro vaccinale tolentinate quotidianamente: "Da domani le Terme potranno raggiungere 130 vaccini quotidiani e, dalla prossima settimana, ci organizzeremo a pieno regime per cercare di aumentare il numero".

GS
“In attesa del nuovo piano di coordinamento della Regione Marche sul tema degli impianti crematori, è necessario un vero confronto con tutte le forze politiche cittadine”.
È quanto chiedono in una nota unitaria UdC Popolari Tolentino, l’associazione Tolentino Popolare e Forza Italia Tolentino all’amministrazione comunale.
Un intervento che riguarda la volontà dell’attuale maggioranza di valutare l’ipotesi di realizzazione di un forno crematorio. Tema che è arrivato sul tavolo del consiglio regionale e per il quale la giunta Acquaroli dovrà pronunciarsi in merito ad un regolamento per le Marche.

I rappresentanti esprimono “pieno apprezzamento alla mozione n.58  sul Piano di coordinamento per la realizzazione di impianti crematori, presentata all’Assemblea Legislativa delle Marche, il 23 marzo scorso, dai Consiglieri Latini (UdC Popolari Marche), Marcozzi (Forza Italia), Pasqui (Forza Italia), Rossi (Civitas-Civici) e Santarelli (Rinasci Marche).
Grazie a questa iniziativa – scrivono nella nota - la Regione Marche viene impegnata a regolamentare in maniera chiara anche i prerequisiti per la geolocalizzazione di eventuali futuri nuovi impianti crematori che non potrà prescindere dalla tutela della salute nel pieno rispetto della cultura delle popolazioni residenti e della sicurezza dell’ambiente con scrupolo per l’armonia dei luoghi.

La Regione potrà individuare – precisano - la realistica utilità di eventuali ulteriori impianti crematori convenendo che le comunità più popolose esprimono già statisticamente una quantità congrua di esigenze crematorie. Sarebbe irragionevole quanto sconveniente che piccoli e medi centri dell’entroterra, già martoriati e spopolati a causa del sisma 2016, possano ospitare impianti crematori evidentemente incoerenti in relazione ai bisogni locali, dal momento che la ricostruzione genera nuove disponibilità di spazio in ogni Cimitero”.

Quindi la posizione in merito alla volontà del Comune: “Ci sono argomenti che impattano fortemente sui residenti, sull’ambiente e sulle colture non solo circostanti, al punto che a tutela non potranno bastare pareri urbanistici, sanitari o tecnici. Siamo convinti che occorra innestare una concreta sensibilità amministrativa di alto valore sociale che riesca a coinvolgere le comunità nei progetti e nei processi, lasciandosi alle spalle epoche in cui d’imperio venivano prese decisioni così importanti per la comunità e per le generazioni future.

Leggere che il Sindaco di Tolentino abbia dichiarato sulla stampa locale “Il tempio crematorio non lo dobbiamo fare per forza“ può essere un buon inizio – ammettono - per una auspicabile inversione di tendenza da parte della Giunta comunale che, a gennaio 2020, diede parere favorevole al progetto dell’impianto”.

Puntano al confronto, però, chiedendo appunto un incontro “In attesa del nuovo piano di coordinamento della Regione Marche sul tema degli impianti crematori.
Intanto sollecitiamo con urgenza l’esecuzione della ricostruzione post-sisma del nostro Cimitero e nel contempo curarne col massimo impegno il decoro proprio perché in rovina a causa del terremoto dal 2016.

La sepoltura tradizionale a Tolentino rimane la scelta ampiamente prevalente. Il Cimitero deve rimanere, anche per chi preferisce la cremazione, il luogo sacro e di quiete dove al defunto è conferita la più alta dignità possibile”.

Dare aiuto e sostegno concreto alle attività commerciali: questo l’invito dell’associazione politico – culturale Tolentino Popolare. Dopo la manifestazione in centro a Tolentino, in cui i commercianti hanno simbolicamente restituito le chiavi al sindaco Pezzanesi – un gesto di protesta nei confronti delle misure restrittive – Alessandro Massi, rappresentante dell’associazione, ha commentato la vicenda. Un plauso all’appoggio ideologico della giunta alla protesta, ma anche la convinzione che questo non sia sufficiente: secondo loro sono necessari aiuti concreti, come fatto in altri comuni del maceratese.

L’associazione ha spiegato la sua posizione, anche in una intervista radiofonica di Alessandro Massi con Radio C1...inBlu: “La nostra associazione politico - culturale ci tiene a esprimere la sua piena solidarietà ai commercianti - scrivono - , alle attività artigianali di parrucchieria e estetista, alle palestre e a tutte le attività penalizzate dalla zona rossa, auspicando un progressivo ritorno alla normalità. Riteniamo, inoltre, corretta la scelta del sindaco e della Giunta di sostenere l'iniziativa promossa da essi lo scorso giovedì. Apprezziamo anche la scelta di fare una delibera di intenti per chiedere la riapertura delle attività. Allo stesso tempo però riteniamo doveroso sottolineare che la scelta di sostenere le attività debba anche passare da interventi concreti in sostegno delle imprese, con contributi a fondo perduto come previsto da altre amministrazioni come quella di Sarnano, Civitanova Marche, Fermo e molte altre. Un sostegno - denunciano - solo a parole rischia di essere di facciata e poco incisivo. Insistiamo con forza, nel chiedere un intervento diretto da parte della Giunta comunale, che ha l'occasione di poter dare concretamente una mano a queste attività economiche destinando una parte dei fondi a bilancio per sostenere esse, senza dover penalizzare necessariamente altre iniziative previste. Per essere credibili - concludono - bisogna anche saper dare il giusto esempio”.

GS
" L' associazione "Città in Comune” ha sempre avuto, ed avrà, come obiettivo fondamentale il bene comune per la città di Tolentino sopra ogni altra cosa". Così si esprime  l'associazione politico-culturale di Tolentino in una nota attraverso  la quale si intendono chiarire i motivi dell'interrogazione proposta in sede di consiglio comunale lo scorso 25 marzo 2021 "mossa dagli stessi principi di ogni altra iniziativa di CiC. L'intenzione - prosegue la nota-  non era certo quella di attaccare o criticare, ma dialogare con l'amministrazione in merito a una delle tematiche cruciali della ricostruzione e del futuro di Tolentino".  

Nel sottolineare che nel corso degli ultimi quattro anni, i componenti l'associazione hanno sempre cercato di informare i cittadini di Tolentino circa i temi e le problematiche riguardanti il sisma, la ricostruzione pubblica e privata, gli aspetti sociali e culturali della città, vengono ricordati tra gli altri, alcuni degli importanti eventi organizzati a Tolentino come quello intitolato  “Quale Ricostruzione”che ha potuto fregiarsi delle presenze dell’allora Commissario Straordinario del Governo per il sisma 2016, Prof. Piero Farabollini, del Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, Ing. Cesare Spuri " iniziativa che ha visto l'interesse di tantissimi cittadini terremotati e dove mancò proprio una figura in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, nonostante l’invito a partecipare".  Passando poi nello specifico dell'interrogazione proposta in sede di Consiglio Comunale, nella nota viene posto in evidenza che "la prima richiesta avanzata nel corpo dell'interrogazione è“la tempistica reale per l’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo Campus Scolastico”.
La lungaggine delle articolate procedure di affidamento di servizi di progettazione e lavori ci è ben nota. Sempre a tale proposito, l'associazione ha richiesto chiarimenti anche sullo stato del finanziamento dell'opera, senza il quale, per legge, sarebbe peraltro impossibile procedere a tutti gli affidamenti. La richiesta di un cronoprogramma ben preciso dell'opera e di chiarimenti sul finanziamento, quindi, sono mossi dalla paura che il clima di stagnazione e disorientamento portino a una non più arginabile emorragia di iscrizioni, col rischio concreto che si arrivi alla perdita dell'autonomia scolastica e della presidenza nonostante sia stato messo sul piatto un progetto importante come quello del Campus scolastico di Tolentino.

Non si tratta, dunque, di sterile polemica- puntualizza il comunicato-  ma di dare ai cittadini delle mete ben definite, basate sulla concretezza di una procedura precisamente normata dal D. Lgs. 50/2016 e succ.; ciò potrebbe aiutare ad arginare la fuga degli studenti tolentinati e dei comuni limitrofi verso altri istituti.

Purtroppo questa misura da sola sarebbe insufficiente per continuare ad attrarre nuovi iscritti, come ormai non lo è più la sensibilizzazione delle famiglie. Da qui scaturiscono gli altri punti dell'interrogazione nei quali si chiede l'individuazione di ulteriori strutture  al fine di poter distribuire le classi di studenti in spazi più idonei, dopo i quasi 5 anni trascorsi presso la ex sede della QuadrilateroSpa, sistemazione temporanea  che consenta lo svolgimento delle attività scolastiche in condizioni di comfort e sicurezza fino alla fine lavori del nuovo plesso scolastico

Città in Comune è consapevole dell'importanza e del lustro di una struttura come quella del Campus, e ribadisce il proprio appoggio al progetto

L'attuale sede ha fatto emergere, ora più che mai in tempo di Covid, la propria inadeguatezza; essa può essere idonea come sistemazione emergenziale, ma totalmente inadeguata nel il medio-lungo termine.

L'Associazione è consapevole che l'istruzione superiore sia di competenza provinciale- conclude Città in Comune- ; l'obiettivo dell'interrogazione e del presente comunicato vuole essere quello di esortare l'Amministrazione a fare fronte comune con il Comitato “Campus per il Filelfo”, gli studenti attuali e futuri ed i cittadini di Tolentino tutti, per fare pressione sull'ente competente ed ottenere, se non una velocizzazione dell'iter, delle risposte più concrete e puntuali.

Città in comune, invita pertanto il Sindaco Pezzanesi e l’Amministrazione tutta ad aprirsi a quelle che vogliono solo essere osservazioni costruttive, mettendo da parte la vecchia pratica politica basata sugli attacchi personali e le strumentalizzazioni".

c.c.

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