Utilizzo Fondi comunitari. L'accusa di Mirella Battistoni

Lunedì, 10 Agosto 2020 15:37 | Letto 61 volte   Clicca per ascolare il testo Utilizzo Fondi comunitari. L'accusa di Mirella Battistoni Mancato utilizzo dei Fondi comunitari, l’affondo della candidata alle Regionali per un seggio in consiglio regionale, Mirella Battistoni (FdI). “La Regione è impegnata in una corsa contro il tempo per spendere i Fondi Comunitari che non ha saputo spendere finora, mettendo in crisi le imprese che devono in pochissimo tempo implementare progetti di investimento che poi in gran parte non saranno finanziati, vista l’esiguità delle risorse rispetto all’appetibilità delle promesse. Comprendo l’autocelebrazione ma, di fronte alla realtà dei fatti, è chiaro che è urgente un cambio di gestione. In questo campo, infatti, non sono le parole che erogano i contributi, ma i fatti. E i fatti sono incontrovertibili se sono suffragati dalla forza dei numeri”. Alla fine del 2019 aveva speso solo il 26% dei fondi della Programmazione UE 2014-2020, posizionandosi tra le ultime in Italia. “Abbiamo perso due volte: perché i fondi sono stati utilizzati parzialmente e senza una efficace politica industriale; perché le altre regioni hanno saputo utilizzare più fondi implementando innovazioni e strategie di rete”. Il tutto suffragato da esempi concreti secondo la Battistoni. “Partiamo dai Bandi per le imprese Artigiane poggiati su normativa vecchia, frammentata e con pochi fondi a disposizione. La Regione Marche, che ancora oggi è la più manifatturiera d’Italia, non può destinare solo briciole alle nostre imprese. La stessa, infatti, ha pubblicato ben 9 bandi per sostenere le imprese artigiane utilizzando una normativa articolata e vecchia di oltre 15 anni, con fondi che consentiranno di finanziare circa 240 domande in tutta la Regione, cioè solo lo 0,5% delle imprese artigiane che nella nostra regione sono circa 44.000. Soluzione del rebus: sarebbe bastata la pubblicazione di un solo bando, organico e attuale, con una maggiore dotazione di fondi”. Secondo esempio. “Aiuti alle imprese per l’assunzione di soggetti disoccupati: aspettative disattese, visto che il bando aperto nell’agosto del 2018 ha fatto registrare la pubblicazione della graduatoria, con le domande approvate, solo nel dicembre 2019. A luglio 2020, dopo quasi due anni dalla presentazione delle domande a dall’aver effettuato le assunzioni a tempo indeterminato, molte imprese non hanno ancora ricevuto la liquidazione dei contributi e probabilmente non li riceveranno mai. Soluzione del rebus: Invece di destinare risorse per piccoli sussidi a pioggia, si dovevano sostenere le “imprese che ancora non hanno chiuso” e che creano occupazione stabile”. La medesima dinamica si ripete per il bando per favorire la Creazione d’Impresa emanato dalla regione Marche a maggio 2019, “un chiaro esempio di incompetenza. Oltre a essere in alcuni passi incomprensibile anche per gli addetti ai lavori, ha generato false aspettative nei beneficiari. Un esempio: la start up può ricevere il saldo del contributo solo dopo un anno dall’approvazione della domanda, anche se ha provveduto immediatamente a costituire l’impresa, sostenere le spese e fare le assunzioni a tempo indeterminato. Soluzione: La nuova impresa va sostenuta con risorse finanziarie e non con promesse”. Si parla tanto di “digitalizzazione” e “smart working” nella PMI. “Il bando per sostenere i processi di riorganizzazione aziendale, nuove tecnologie digitali e modelli di smart working è stato pubblicato il 7 luglio scorso con domande da presentare “a sportello” a partire dal 28 luglio 2020. Solo 20 giorni per prepararsi e presentare i progetti (dovrebbero essere almeno 60) e partecipare al “click day”, una specie di gioco d’azzardo dove la competenza e la validità dei progetti lascia il posto al colpo di fortuna. Infatti, in base ai fondi stanziati, solo circa 90 fortunati in tutta la regione potranno beneficiare dell’aiuto. Soluzione: Basterebbe seguire la normativa e dare tempi giusti per avere progetti organici in grado di far fare il salto di qualità alle nostre aziende anche in questi settori”. In coda, l’affondo politico. “Non si può mettere in mano alle stesse persone la gestione della grande dotazione di Fondi che la Regione riceverà con il #RecoveryFund e la #Programmazione2021-2027. Insieme al candidato Presidente #FrancescoAcquaroli stiamo lavorando ad un piano per la gestione delle risorse secondo una strategia di medio-lungo periodo che possa sostenere concretamente le “imprese che ancora non hanno chiuso”, i lavoratori, i giovani, senza dimenticare le aree interne e di nostri borghi storici”, conclude la candidata per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni.  M.s.
Mancato utilizzo dei Fondi comunitari, l’affondo della candidata alle Regionali per un seggio in consiglio regionale, Mirella Battistoni (FdI).
“La Regione è impegnata in una corsa contro il tempo per spendere i Fondi Comunitari che non ha saputo spendere finora, mettendo in crisi le imprese che devono in pochissimo tempo implementare progetti di investimento che poi in gran parte non saranno finanziati, vista l’esiguità delle risorse rispetto all’appetibilità delle promesse.
Comprendo l’autocelebrazione ma, di fronte alla realtà dei fatti, è chiaro che è urgente un cambio di gestione. In questo campo, infatti, non sono le parole che erogano i contributi, ma i fatti. E i fatti sono incontrovertibili se sono suffragati dalla forza dei numeri”.


Alla fine del 2019 aveva speso solo il 26% dei fondi della Programmazione UE 2014-2020, posizionandosi tra le ultime in Italia. “Abbiamo perso due volte: perché i fondi sono stati utilizzati parzialmente e senza una efficace politica industriale; perché le altre regioni hanno saputo utilizzare più fondi implementando innovazioni e strategie di rete”.
Il tutto suffragato da esempi concreti secondo la Battistoni. “Partiamo dai Bandi per le imprese Artigiane poggiati su normativa vecchia, frammentata e con pochi fondi a disposizione.
La Regione Marche, che ancora oggi è la più manifatturiera d’Italia, non può destinare solo briciole alle nostre imprese. La stessa, infatti, ha pubblicato ben 9 bandi per sostenere le imprese artigiane utilizzando una normativa articolata e vecchia di oltre 15 anni, con fondi che consentiranno di finanziare circa 240 domande in tutta la Regione, cioè solo lo 0,5% delle imprese artigiane che nella nostra regione sono circa 44.000. Soluzione del rebus: sarebbe bastata la pubblicazione di un solo bando, organico e attuale, con una maggiore dotazione di fondi”.


Secondo esempio. “Aiuti alle imprese per l’assunzione di soggetti disoccupati: aspettative disattese, visto che il bando aperto nell’agosto del 2018 ha fatto registrare la pubblicazione della graduatoria, con le domande approvate, solo nel dicembre 2019.
A luglio 2020, dopo quasi due anni dalla presentazione delle domande a dall’aver effettuato le assunzioni a tempo indeterminato, molte imprese non hanno ancora ricevuto la liquidazione dei contributi e probabilmente non li riceveranno mai. Soluzione del rebus: Invece di destinare risorse per piccoli sussidi a pioggia, si dovevano sostenere le “imprese che ancora non hanno chiuso” e che creano occupazione stabile”.


La medesima dinamica si ripete per il bando per favorire la Creazione d’Impresa emanato dalla regione Marche a maggio 2019, “un chiaro esempio di incompetenza. Oltre a essere in alcuni passi incomprensibile anche per gli addetti ai lavori, ha generato false aspettative nei beneficiari. Un esempio: la start up può ricevere il saldo del contributo solo dopo un anno dall’approvazione della domanda, anche se ha provveduto immediatamente a costituire l’impresa, sostenere le spese e fare le assunzioni a tempo indeterminato. Soluzione: La nuova impresa va sostenuta con risorse finanziarie e non con promesse”.

Si parla tanto di “digitalizzazione” e “smart working” nella PMI. “Il bando per sostenere i processi di riorganizzazione aziendale, nuove tecnologie digitali e modelli di smart working è stato pubblicato il 7 luglio scorso con domande da presentare “a sportello” a partire dal 28 luglio 2020. Solo 20 giorni per prepararsi e presentare i progetti (dovrebbero essere almeno 60) e partecipare al “click day”, una specie di gioco d’azzardo dove la competenza e la validità dei progetti lascia il posto al colpo di fortuna. Infatti, in base ai fondi stanziati, solo circa 90 fortunati in tutta la regione potranno beneficiare dell’aiuto. Soluzione: Basterebbe seguire la normativa e dare tempi giusti per avere progetti organici in grado di far fare il salto di qualità alle nostre aziende anche in questi settori”.

In coda, l’affondo politico. “Non si può mettere in mano alle stesse persone la gestione della grande dotazione di Fondi che la Regione riceverà con il #RecoveryFund e la #Programmazione2021-2027. Insieme al candidato Presidente #FrancescoAcquaroli stiamo lavorando ad un piano per la gestione delle risorse secondo una strategia di medio-lungo periodo che possa sostenere concretamente le “imprese che ancora non hanno chiuso”, i lavoratori, i giovani, senza dimenticare le aree interne e di nostri borghi storici”, conclude la candidata per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni.
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