La Raci guarda ai giovani e al futuro

Venerdì, 13 Maggio 2016 17:41 | Letto 994 volte   Clicca per ascolare il testo La Raci guarda ai giovani e al futuro Taglio del nastro per la 32^ edizione della Rassegna Agricola Centro Italia in programma fino a domenica 15 maggio al Centro Fiere di Villa Potenza. Alla cerimonia inaugurale della manifestazione, quest’anno organizzata dal Comune con il sostegno della Provincia di Macerata e della Regione Marche e che come ogni anno si rinnova puntuale per offrire una vetrina alle eccellenze produttive legate al mondo dell’agricoltura e come momento di confronto tra le diverse realtà territoriali, hanno partecipato, insieme al sindaco Romano Carancini e al presidente della regione Marche Luca Creiscioli e quello della Provincia Antonio Pettinari, anche il Vescovo di Macerata Monsignor Nazzareno Marconi, i sindaci della provincia, autorità civili e militari, rappresentanti delle Istituzioni, delle associazioni di categoria e delle parti sociali, espositori, operatori. Dopo la benedizione del Vescovo che, rifacendosi all’enciclica “verde” di papa Francesco dove viene detto che “la terra ci precede e ci è stata data”, ha ricordato che chi “sta sulla terra la ama e la difende”, il sindaco Romano Carancini ha indirizzato i suoi saluti ai presenti e ha detto che “La Raci vive di una storia propria, una storia lunga 32 anni, una storia articolata, ricca, affascinante che si è costruita nel tempo grazie al coinvolgimento di tante realtà, di tante persone e di tante passioni che hanno scritto capitoli importanti. Questa storia oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: il comune di Macerata, preso atto della perdita di specifiche funzioni da parte della Provincia di Macerata, si è reso disponibile a ereditare il percorso di rinnovamento della Raci che la stessa Provincia aveva riconvertito negli ultimi anni, da classica mostra-mercato a importante “vetrina” di settore che ormai raccoglie il consenso di migliaia e migliaia di visitatori”. Il sindaco ha ricordato perché il Comune di Macerata ha voluto raccogliere la sfida di portare avanti la Raci: “Crediamo che un amministratore non debba amministrare e basta. Non è niente amministrare – diceva Giorgio La Pira - occorre avere e dare un compito alle nostre scelte per guidare le nostre comunità verso un futuro che sappia mettere insieme il domani e la vita, il futuro e lo sviluppo, la crescita e la qualità”. E ancora ” L’eredità che la Provincia ci lascia è fatta di orgoglio istituzionale silenzioso, di partecipazione di migliaia di persone, di coesione territoriale, di qualità produttiva, ma anche e soprattutto di valori umani che grazie alla RACI e dentro la RACI si ritrovano naturalmente”. Carancini, dopo aver sottolineato l’importanza della peculiarità delle risorse del nostro territorio, ha ribadito anche il fondamentale tema del lavoro connesso a quello dei giovani attraverso il tramandare l’arte di alcuni mestieri e la possibilità di ritornare alla terra per scoprire nuove opportunità di sviluppo e di guadagno. E dei giovani ha parlato anche il presidente Pettinari ringraziando il Comune per aver creduto nel progetto di rilancio avviato dalla sua Amministrazione provinciale rappresentando questo anche un gesto significativo nei confronti di tutti coloro che fino ad oggi sono stati protagonisti attivi della manifestazione. Concetti ripresi anche dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli: E’ vero che siamo in una fase di forte cambiamento, ma bisogna fare attenzione a non buttare via tutte le cose. Abbiamo raccolto l’affetto di un amministratore che ci teneva a far proseguire la Raci per il valore che la manifestazione racchiude in quanto occasione per preservare i nostri valori. Valori che attraversano la nostra storia ma che ci aprono anche verso il futuro. La Regione Marche pone attenzione ai giovani destinando a quelli che vogliono lavorare in agricoltura contributi a fondo perduto”. Dopo i saluti la cerimonia è proseguita con la visita degli stand che arricchiscono la Rassegna.

Taglio del nastro per la 32^ edizione della Rassegna Agricola Centro Italia in programma fino a domenica 15 maggio al Centro Fiere di Villa Potenza.

Alla cerimonia inaugurale della manifestazione, quest’anno organizzata dal Comune con il sostegno della Provincia di Macerata e della Regione Marche e che come ogni anno si rinnova puntuale per offrire una vetrina alle eccellenze produttive legate al mondo dell’agricoltura e come momento di confronto tra le diverse realtà territoriali, hanno partecipato, insieme al sindaco Romano Carancini e al presidente della regione Marche Luca Creiscioli e quello della Provincia Antonio Pettinari, anche il Vescovo di Macerata Monsignor Nazzareno Marconi, i sindaci della provincia, autorità civili e militari, rappresentanti delle Istituzioni, delle associazioni di categoria e delle parti sociali, espositori, operatori.

Dopo la benedizione del Vescovo che, rifacendosi all’enciclica “verde” di papa Francesco dove viene detto che “la terra ci precede e ci è stata data”, ha ricordato che chi “sta sulla terra la ama e la difende”, il sindaco Romano Carancini ha indirizzato i suoi saluti ai presenti e ha detto che “La Raci vive di una storia propria, una storia lunga 32 anni, una storia articolata, ricca, affascinante che si è costruita nel tempo grazie al coinvolgimento di tante realtà, di tante persone e di tante passioni che hanno scritto capitoli importanti. Questa storia oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: il comune di Macerata, preso atto della perdita di specifiche funzioni da parte della Provincia di Macerata, si è reso disponibile a ereditare il percorso di rinnovamento della Raci che la stessa Provincia aveva riconvertito negli ultimi anni, da classica mostra-mercato a importante “vetrina” di settore che ormai raccoglie il consenso di migliaia e migliaia di visitatori”.

Il sindaco ha ricordato perché il Comune di Macerata ha voluto raccogliere la sfida di portare avanti la Raci: “Crediamo che un amministratore non debba amministrare e basta. Non è niente amministrare – diceva Giorgio La Pira - occorre avere e dare un compito alle nostre scelte per guidare le nostre comunità verso un futuro che sappia mettere insieme il domani e la vita, il futuro e lo sviluppo, la crescita e la qualità”. E ancora ” L’eredità che la Provincia ci lascia è fatta di orgoglio istituzionale silenzioso, di partecipazione di migliaia di persone, di coesione territoriale, di qualità produttiva, ma anche e soprattutto di valori umani che grazie alla RACI e dentro la RACI si ritrovano naturalmente”.

Carancini, dopo aver sottolineato l’importanza della peculiarità delle risorse del nostro territorio, ha ribadito anche il fondamentale tema del lavoro connesso a quello dei giovani attraverso il tramandare l’arte di alcuni mestieri e la possibilità di ritornare alla terra per scoprire nuove opportunità di sviluppo e di guadagno.

E dei giovani ha parlato anche il presidente Pettinari ringraziando il Comune per aver creduto nel progetto di rilancio avviato dalla sua Amministrazione provinciale rappresentando questo anche un gesto significativo nei confronti di tutti coloro che fino ad oggi sono stati protagonisti attivi della manifestazione.

Concetti ripresi anche dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli: E’ vero che siamo in una fase di forte cambiamento, ma bisogna fare attenzione a non buttare via tutte le cose. Abbiamo raccolto l’affetto di un amministratore che ci teneva a far proseguire la Raci per il valore che la manifestazione racchiude in quanto occasione per preservare i nostri valori. Valori che attraversano la nostra storia ma che ci aprono anche verso il futuro. La Regione Marche pone attenzione ai giovani destinando a quelli che vogliono lavorare in agricoltura contributi a fondo perduto”.

Dopo i saluti la cerimonia è proseguita con la visita degli stand che arricchiscono la Rassegna.

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