Camerino, il segretario PD Caprodossi parla della sua città

Giovedì, 19 Maggio 2016 17:58 | Letto 1319 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, il segretario PD Caprodossi parla della sua città Dopo aver sentito, la scorsa settimana, il primo cittadino di Camerino, abbiamo voluto ascoltare la voce del segretario del Partito Democratico di Camerino. Lintervista esclusiva nel numero in edicola del settimanale LAppennino camerte. Attualmente si fa un gran discutere sui Comuni con il Pd che spinge sia i piccoli che i grandi Comuni ad unirsi. Lei cosa pensa al riguardo? Penso che per quanto il piccolo possa essere bello, non possa più essere funzionale. La fusione dei Comuni porterebbe ad una diminuzione degli sprechi e ad una maggior efficienza nei servizi, specie per i piccoli Comuni che spesso, per non dire sempre, si trovano in condizioni economiche tali da non poter sostenere le ingenti spese legate all’erogazione di determinati servizi. Inoltre, l’ultima legge di stabilità prevede per chi decide di fondersi forti vantaggi, soprattutto fiscali i cui benefici ricadrebbero sulla collettività. Penso che chi fa politica lo debba fare per servizio e non per interesse personale; se fosse il nostro partito ad amministrare la città, se ci fosse una situazione favorevole, non si esiterebbe un momento a lasciare la poltrona in modo da creare le condizioni per abbassare le tasse e aumentare i servizi ai cittadini. Quale la sua ricetta, se ne ha una, per rilanciare lintero territorio montano, da più parti attaccato, e soprattutto la sua Camerino? La mia ricetta è radicalmente opposta a quella dell’attuale amministrazione. Per rilanciare l’entroterra come già detto bisognerebbe pensare in grande e se non ci sono le condizioni per un grande comune dell’entroterra, quanto meno far funzionare l’unione montana e non rimanere isolati come lo siamo adesso a causa della permalosità di chi ci governa; bisognerebbe puntare sul turismo rivolgendosi a personale esperto vendendo all’estero un “pacchetto entroterra” che offra al turista, specie a quello enogastronomico, gli aspetti più importanti del rapporto tra cibo e natura, tra cibo e monumenti storici, cultura ed identità dei luoghi, con eventi ad hoc e pernottamenti nei magnifici agriturismi presenti nei dintorni di Camerino, sport e passeggiate nella splendida natura che ci circonda, e infine farlo avvicinare al nostro artigianato di qualità. Per vendere un pacchetto simile andrebbe creato un albergo diffuso, un tabellone di eventi, strutturato “in e nel” tempo, e soprattutto un uso mirato e intelligente delle risorse pubbliche.

Dopo aver sentito, la scorsa settimana, il primo cittadino di Camerino, abbiamo voluto ascoltare la voce del segretario del Partito Democratico di Camerino. L'intervista esclusiva nel numero in edicola del settimanale L'Appennino camerte.

Attualmente si fa un gran discutere sui Comuni con il Pd che spinge sia i piccoli che i grandi Comuni ad unirsi. Lei cosa pensa al riguardo?

Penso che per quanto il piccolo possa essere bello, non possa più essere funzionale. La fusione dei Comuni porterebbe ad una diminuzione degli sprechi e ad una maggior efficienza nei servizi, specie per i piccoli Comuni che spesso, per non dire sempre, si trovano in condizioni economiche tali da non poter sostenere le ingenti spese legate all’erogazione di determinati servizi.

Inoltre, l’ultima legge di stabilità prevede per chi decide di fondersi forti vantaggi, soprattutto fiscali i cui benefici ricadrebbero sulla collettività. Penso che chi fa politica lo debba fare per servizio e non per interesse personale; se fosse il nostro partito ad amministrare la città, se ci fosse una situazione favorevole, non si esiterebbe un momento a lasciare la poltrona in modo da creare le condizioni per abbassare le tasse e aumentare i servizi ai cittadini.

Quale la sua ricetta, se ne ha una, per rilanciare l'intero territorio montano, da più parti "attaccato", e soprattutto la sua Camerino?

La mia ricetta è radicalmente opposta a quella dell’attuale amministrazione. Per rilanciare l’entroterra come già detto bisognerebbe pensare in grande e se non ci sono le condizioni per un grande comune dell’entroterra, quanto meno far funzionare l’unione montana e non rimanere isolati come lo siamo adesso a causa della permalosità di chi ci governa; bisognerebbe puntare sul turismo rivolgendosi a personale esperto vendendo all’estero un “pacchetto entroterra” che offra al turista, specie a quello enogastronomico, gli aspetti più importanti del rapporto tra cibo e natura, tra cibo e monumenti storici, cultura ed identità dei luoghi, con eventi ad hoc e pernottamenti nei magnifici agriturismi presenti nei dintorni di Camerino, sport e passeggiate nella splendida natura che ci circonda, e infine farlo avvicinare al nostro artigianato di qualità. Per vendere un pacchetto simile andrebbe creato un albergo diffuso, un tabellone di eventi, strutturato “in e nel” tempo, e soprattutto un uso mirato e intelligente delle risorse pubbliche.

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