Notizie di politica nelle Marche

Un altro palazzo sarà demolito a Camerino. Era il 10 gennaio 2018, quando il braccio meccanico entrò in azione per demolire quello diventato famoso come Palazzo Toffee in viale Seneca. Terminate le operazioni e ripristinate tutte le utenze di energia elettrica e idrica, tolto quell'immobile che costituiva pericolo per le abitazioni vicine, tante famiglie sono potute rientrare nelle loro case agibili. Adesso toccherà  al palazzo di via Venanzio Varano nel quartiere di Vallicelle. Il sindaco Gianluca Pasqui, ha firmato poche ore fa l’ordinanza con la quale ne viene disposta la demolizione L’edificio era stato fortemente danneggiato dalle scosse di terremoto e come emerso dal sopralluogo del Gts, i danni riportati non avrebbero permesso un intervento di messa in sicurezza provvisionale. A seguito della valutazione favorevole del livello operativo da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e valutato dunque che le condizioni dell'immobile non permettevano altra soluzione se non la demolizione, necessaria ai fini della tutela della pubblica e privata incolumità, si è provveduto ad affidare  la redazione del progetto all’ingegner Sauro Liberati. Il Comune notificherà l’ordinanza di demolizione ai 34 proprietari di appartamenti . La demolizione del palazzo, consentirà a tre famiglie di fare rientro in un'immobile  vicino che, pur non avendo riportato danni a seguito del sisma, era stato tuttavia dichiarato inagibile a causa del pericolo provocato dall’edificio di via Venanzio Varano.

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I  Comuni di Caldarola e Sarnano riceveranno un cospicuo finanziamento di 640 mila euro ciascuno, destinato al recupero rispettivamente del Teatro Comunale e della sede del Museo indicati come importanti luoghi culturali danneggiati dal sisma del 2016. Per quanto riguarda Caldarola, i fondi  serviranno per ricostruire il tetto del Teatro Comunale, recuperare una parete danneggiata dal terremoto e riposizionare diversi capitelli rotti. Inoltre si interverrà sulla riqualificazione sismica dell'intero edificio. Soddisfatti i sindaci  Luca Maria Giuseppetti,e Franco Ceregioli  che hanno visto l'assegnazione della cifra più importante di tutto il capitolo di spesa in cui sono elencati altri 16 Comuni del cratere sismico delle Marche ( 43 le richieste pervenute). I due interventi infatti figurano tra i 18 selezionati e ammessi a finanziamento dalla Regione Marche. Identico cospicuo contributo  quello ottenuto da Sarnano e che permetterà lavori di miglioramento funzionale, recupero e restauro della sede del museo, ampliandone significativamente gli spazi espositivi e migliorando quelli esistenti.

  C.C.

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"Vorrei ricordare al sindaco Pezzanesi che spetta a lui adoperarsi per risolvere i problemi dei Tolentinati, sue sono le responsabilità dei disagi, sue sono le colpe per le cose non ancora fatte". Un botta e risposta al vetriolo quello tra il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e il consigliere regionale Sandro Bisonni. Quest'ultimo ha sollevato più volte il tema del caro affitto dei container e della possibilità che la protezione civile potesse acquistare i moduli anziché prosgeuire col pagamento dell'affitto. Acquistandoli infatti, la Regione spenderebbe di meno che se continuasse a pagare l'affitto. Questa soluzione non trova però d'accordo l'amministrazione tolentinate e il sindaco Pezzanesi ha incolpato Bisonni di fare una pretestuosa polemica e di non aver fornito "in nessuna forma e in nessuna sostanza" alcun sostegno alla sua città.

"Voglio ringraziare Pezzanesi - ribatte Bisonni - che mi dà lo spunto e l'opportunità di ricordare le decine di atti istituzionali da me prodotti in tema sisma (concernenti ad esempio i provvedimenti per l'emergenza abitativa, la sicurezza sismica per scuole e ospedali, le agevolazioni fiscali per le imprese del cratere, e altro) e far sapere alla popolazione il mio impegno per il territorio e in particolare per la città di Tolentino. Prima però vorrei ricordargli che essendo lui il Sindaco di Tolentino spetta a lui adoperarsi per risolvere i problemi dei Tolentinati, sue sono le responsabilità dei disagi che i Tolentinati a distanza di due anni ancora vivono, sue sono le colpe per le cose non ancora fatte". Bisonni ricorda ad esempio la mozione depositata e discussa a maggio del 2017 con la quale si è ottenuta la deroga al mantenimento dei punti di primo intervento di Tolentino e Recanati; "e prima ancora - dice -quando nell'imminenza del sisma, vista la popolazione costretta a dormire nel palazzetto dello sport sopra a sdraio da mare, mi sono impegnato e ho trovato ben 600 lettini con comodi materassi che la protezione civile era pronta a consegnare a Tolentino, ma il sindaco (conservo tutta la chat di WhatsApp) rifiutò l'offerta e preferì continuare a far dormire la popolazione sulle sdraio; chissà, forse perché tutto sommato era bello per lui andare su tutti i notiziari nazionali?". Bisonni sostiene di aver offerto molte volte il suo contributo ma che questo non è mai stato accettato: "Il sindaco crede di saper fare tutto da solo e i risultati si vedono; Tolentino è la città in assoluto più indietro con la ricostruzione, a parità di norme. La vicenda dei container, sulla quale ho prodotto una interrogazione e che mi auguro si rivolva e non si tramuti invece in tragedia, è solo la punta dell'iceberg di una gestione disastrosa dovuta all'inconcludenza, incapacità e mancanza di visione dell'azione politica di un sindaco che farebbe bene a non piangere aiuto o tentare di scaricare le colpe dei suoi fallimenti sugli altri. Farebbe bene - sottolinea - a crescere come politico e amministratore, aprendosi al confronto con le minoranze, accogliendo i suggerimenti, permettendo agli altri di aiutarlo e assumendosi le sue responsabilità. Se non ci riuscirà, magari perché troppo preso dal suo ego, non gli rimarrà altro, se solo amasse la sua città, che scusarsi e farsi da parte al più presto perché mentre lui cerca capri espiatori per le sue colpe e le sue responsabilità - conclude - molti cittadini passeranno, contro la loro volontà, ancora un altro inverno dentro ad umidi container e questo sinceramente non è giusto".

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Rischio di spopolamento e degrado del tessuto produttivo nelle aree interne amplificati a dismisura dalla devastazione del sisma, richiedono misure di sostegno economico diversificate e più incisive. Ne è sicuro l'on. Mario Morgoni (Pd) della commissione Ambiente di Montecitorio che ieri, ha visitato Ussita accompagnato dal tecnico Angelo Cipro e dal segretario regionale di Federcontribuenti Marche Maria Teresa Nori. Una visita che è servita a rafforzare la propria convinzione sull’urgenza di rivedere la perimetrazione del cratere sismico, soprattutto in termini di rilancio e di prospettiva futura. “ Le criticità già preesistenti delle aree interne e sensibilmente  aggravate dal sisma- dice il parlamentare del PD- richiedono una programmazione specifica e di forte rilancio; è necessario un lavoro di buonsenso fatto insieme tra maggioranza e opposizione. L’impressione è che man mano che si va avanti, si vede quale divario vi sia tra alcune delle realtà come quella che ho visitato ieri, e altre della provincia di Macerata  anche vicine. Non possiamo curare allo stesso modo zone colpite in modo massiccio dal terremoto, fortemente compromesse  non solo nel tessuto edilizio ma anche in quello socio-economico e, realtà che hanno invece riportato danni più marginali, la cui riparazione diventa l'unico elemento di risposta necessaria. Visitando Ussita (e credo che andando avanti nel tempo le problematiche si faranno ancora più  drammatiche), ho rafforzato la consapevolezza  della necessità di una sorta di terapia shock in termini di ripresa delle attività produttive e della vita delle comunità, specialmente nelle aree più colpite e nelle aree interne, altrimenti,- sottolinea Morgoni-  credo che metteremo a rischio la stessa civiltà dell'Appennino, perché  è una civiltà che rischia di scomparire. Occorre  intanto accelerare le procedure per la ricostruzione e per questo, occorre che il governo, aldilà delle timide risposte che ha cercato di dare, faccia molto di più per dotare strutture, Uffici della Ricostruzione e comuni, del personale e degli strumenti necessari per esaminare in tempi non biblici le pratiche e quindi, partire con slancio per quello che riguarda la ricostruzione vera.  E poi- aggiunge -  se vogliamo veramente aiutare chi è del posto a rimanere in quelle zone e incoraggiare anche qualcuno che possa avere la volontà e l’ambizione di investire in quelle zone offrendogli gli strumenti necessari, dal momento che c’è un territorio che non ha avuto solo danni ma un vero disfacimento del tessuto edilizio, economico e sociale, è lì che dobbiamo intervenire, in una fascia più circoscritta e individuata sulla base della gravità dei danni, mettendo  in atto misure incisive e durature di almeno un decennio. Credo che dovremmo concentrarci su questo, altrimenti, commetteremo un grosso errore e la politica darà un altro segnale negativo, quello di essere assoggettati solo alle esigenze di carattere elettorale senza  guardare invece a quelle che sono le esigenze vere, proposte dai fatti e dai problemi. Non ci sono terremotati di serie A o di serie B- precisa l’onorevole del PD- e la proposta non è di non ricostruire da qualche parte; ricostruire occorre dovunque, ma c’è qualche realtà, che non necessita solamente di riparare edifici, bensì di ricostruire un’idea di comunità, di società e di economia. E se noi non interveniamo su questo tema, faremo un danno all’intera comunità maceratese. Io abito a Porto Potenza Picena ma credo che se tutti anche dalla costa non si faranno carico di questa esigenza, il danno non sarà solo per chi vive in quelle zone montane ma si rifletterà sull’intero territorio della Regione Marche.Se lasciamo interi paesi rasi al suolo solo in attesa di una ricostruzione materiale, senza rianimare un tessuto economico che poi possa aiutare la gente a ritornare in qualche modo, se li lasciamo soli ad arrabattarsi nel cercare una soluzione, rischiamo il deserto di quelle aree. Io questa battaglia e questo tema  non ho intenzione di mollarlo perché - conclude il parlamentare-  voglio sapere dalla politica tutta, e lo chiedo anche alla mia parte, se sia serio, se sia responsabile o meno, se sia una risposta da dare o no, quella di diversificare con una intensità in termini inversi pari a quella che è stata l’intensità del terremoto. Ritengo che, maggiore è stata l’intensità del sisma in certe zone, maggiori debbano essere le misure da applicarsi”.    

C.C.

Ussita Morgoni

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Il nuovo anno si apre a Castelraimondo con l’affidamento dell’incarico per la riqualificazione delle vie principali del centro – Corso Italia e viale Europa. Nei giorni scorsi infatti il Comune, a seguito della delibera di giunta con la quale l’amministrazione comunale ha sottolineato la volontà di provvedere ad una riqualificazione del centro urbano fornendo gli indirizzi al settore competente, ha affidato all’architetto Ubaldo Severini, dello studio Severini Associati di Tolentino, l’incarico per l’individuazione di strategie da seguire, dal punto di vista urbanistico, per localizzare la ricostruzione dei prossimi anni e di individuare nuovi spazi di delocalizzazione per edifici privati e le attività produttive danneggiate dagli ultimi eventi sismici. Un lavoro, ritenuto necessario e urgente anche in considerazione dell’avvio dei lavori privati sul tessuto edilizio connessi alla ricostruzione, quello di effettuare una progettazione architettonica inerente ai due assi viari principali, al fine di imprimere uno sviluppo organico dell’area adiacente al centro storico.

“In questo periodo di difficoltà legate principalmente al terremoto – ha affermato il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli – con l’amministrazione comunale abbiamo ritenuto fondamentale imprimere un incentivo alla crescita della nostra cittadina, attraverso l’incarico di un progetto di riqualificazione e arredo urbano delle arterie principali, che sono le più trafficate e quelle dove hanno sede moltissime attività economiche e abitazioni. Crediamo che oggi bisogna essere capaci di guardare oltre il terremoto, mandare il segnale che noi non ci siamo fermati, andare avanti e rendere Castelraimondo ancora più accogliente, vivibile, attrattiva per gli operatori economici che possono investire e credere in questo territorio, dare insomma alla nostra comunità un incentivo ulteriore per crescere”.

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