Un paese per l'Australia. L'idea della belfortese Catia Cappellacci

Sabato, 25 Gennaio 2020 09:40 | Letto 3270 volte   Clicca per ascolare il testo Un paese per l'Australia. L'idea della belfortese Catia Cappellacci Cinquecento accessori, tra marsupi di cotone per i canguri orfani e guantini per i koala australiani. È l’idea della belfortese Catia Cappellacci, che, appassionata di viaggi e sensibile all’ambiente come a tutte le forme di vita, dopo il dramma che ha colpito l’Australia e i suoi abitanti indifesi, ha deciso di scendere in campo in prima persona coinvolgendo tutto il suo paese.“Ho letto sul web - racconta - che per la riabilitazione dei canguri orfani servono delle sacche realizzate in cotone al 100%.Bisogna cucire sacchetti a mo’ di marsupio per aiutare i cuccioli di canguri provenienti dalle zone incendiate che non hanno più la mamma e a forma di guanti per i koala. I soccorritori, infatti, devono cambiarli dopo le medicazioni, il che significa che ogni animale ne utilizza diversi al giorno. Naturalmente, i marsupi di cotone possono essere lavati e riutilizzati, ma è importante avere un ampio rifornimento man mano che altri animali feriti verranno portati nei centri di recupero. È per questo - spiega Catia Cappellacci - che ho deciso di coinvolgere la Delsa, l’azienda dove lavoro, trovando subito l’appoggio della fashion designer Teresa Lucaroni”.La stilista della nota casa di moda si è infatti messa subito all’opera, insieme a Catia Cappellacci, per tagliare i modelli degli accessori e cucirli.“E’ bastato un passaparola - spiega Catia Cappellacci - e subito siamo riuscite a mettere insieme diverse lenzuola su cui ora stiamo lavorando.Abbiamo bisogno di più donne che sappiano cucire, sarebbe bello che questa idea possa aiutare l’Australia e le associazioni che si impegnano sul posto a nome di tutta Belforte. Purtroppo le notizie che ci arrivano da posti così lontani, a volte, ci fanno meno paura, ma spero che di questa tragedia siano consapevoli tante persone. Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere questo obiettivo”.Catia Cappellacci vuole così diffondere il suo grido d’aiuto: “Resto a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti o se la senta di aiutarci in questa impresa. Potete contattarmi sui social. Quello che per noi è uno straccio da buttare, in Australia può salvare una vita e sono orgogliosa che i belfortesi mi abbiano appoggiata in questo. Una volta realizzati tutti gli accessori, per la spedizioni saranno necessarie almeno 300 euro, la speranza è che qualcuno mi possa aiutare a racimolare anche questa cifra”.Giulia Sancricca
Cinquecento accessori, tra marsupi di cotone per i canguri orfani e guantini per i koala australiani.
È l’idea della belfortese Catia Cappellacci, che, appassionata di viaggi e sensibile all’ambiente come a tutte le forme di vita, dopo il dramma che ha colpito l’Australia e i suoi abitanti indifesi, ha deciso di scendere in campo in prima persona coinvolgendo tutto il suo paese.
“Ho letto sul web - racconta - che per la riabilitazione dei canguri orfani servono delle sacche realizzate in cotone al 100%.
Bisogna cucire sacchetti a mo’ di marsupio per aiutare i cuccioli di canguri provenienti dalle zone incendiate che non hanno più la mamma e a forma di guanti per i koala. I soccorritori, infatti, devono cambiarli dopo le medicazioni, il che significa che ogni animale ne utilizza diversi al giorno. Naturalmente, i marsupi di cotone possono essere lavati e riutilizzati, ma è importante avere un ampio rifornimento man mano che altri animali feriti verranno portati nei centri di recupero. È per questo - spiega Catia Cappellacci - che ho deciso di coinvolgere la Delsa, l’azienda dove lavoro, trovando subito l’appoggio della fashion designer Teresa Lucaroni”.
La stilista della nota casa di moda si è infatti messa subito all’opera, insieme a Catia Cappellacci, per tagliare i modelli degli accessori e cucirli.
“E’ bastato un passaparola - spiega Catia Cappellacci - e subito siamo riuscite a mettere insieme diverse lenzuola su cui ora stiamo lavorando.
Abbiamo bisogno di più donne che sappiano cucire, sarebbe bello che questa idea possa aiutare l’Australia e le associazioni che si impegnano sul posto a nome di tutta Belforte. Purtroppo le notizie che ci arrivano da posti così lontani, a volte, ci fanno meno paura, ma spero che di questa tragedia siano consapevoli tante persone. Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere questo obiettivo”.
Catia Cappellacci vuole così diffondere il suo grido d’aiuto: “Resto a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti o se la senta di aiutarci in questa impresa. Potete contattarmi sui social. Quello che per noi è uno straccio da buttare, in Australia può salvare una vita e sono orgogliosa che i belfortesi mi abbiano appoggiata in questo. Una volta realizzati tutti gli accessori, per la spedizioni saranno necessarie almeno 300 euro, la speranza è che qualcuno mi possa aiutare a racimolare anche questa cifra”.

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