Caporalato in provincia, beni sequestrati per 700mila euro

Martedì, 11 Febbraio 2020 09:40 | Letto 371 volte   Clicca per ascolare il testo Caporalato in provincia, beni sequestrati per 700mila euro Operazione Girasole, sequestrati beni per 700mila euro. A finire nel mirino del gruppo dinvestigazione sulla criminalità organizzata del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona, è un imprenditore agricolo di origini pakistane, M.M di 45 anni. Lordinanza è stata richiesta dal procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, ed emessa dal Gip Bonifazi. Tutto è partito da un indagine del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Macerata per il reato di caporalato.Nel caso dellimprenditore pakistano, le indagini, durate alcuni mesi, hanno consentito di sequestrare un casale con magazzino di 500 metri quadri, tre appartamenti di 175 metri quadri e due terreni agricoli per un totale di tre ettari. Tutte le proprietà erano in provincia di Macerata. Nei campi agricoli di Montelupone e Recanati di proprietà delluomo pare lavorassero numerosi braccianti, tutti stranieri, per dodici ore al giorno. Alcuni di questi erano richiedenti asilo politico e con permesso di soggiorno provvisorio ma nessuno percepiva unadeguata retribuzione, né poteva godere del giorno di riposo. Queste, insieme ad altre violazioni e irregolarità, hanno indotto la procura di Macerata a richiedere la misura del controllo giudiziario dellazienda, nominando un amministratore giudiziario e tutelando in questo modo anche gli impiegati. Dopo indagini anche di carattere patrimoniale, è emerso che il patrimonio immobiliare, in parte intestato al coniuge dellimprenditore, era sproporzionato rispetto alla posizione reddituale dichiarata e quindi è stato sequestrato.g.g.
Operazione Girasole, sequestrati beni per 700mila euro. A finire nel mirino del gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona, è un imprenditore agricolo di origini pakistane, M.M di 45 anni. L'ordinanza è stata richiesta dal procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, ed emessa dal Gip Bonifazi. Tutto è partito da un indagine del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Macerata per il reato di caporalato.
Nel caso dell'imprenditore pakistano, le indagini, durate alcuni mesi, hanno consentito di sequestrare un casale con magazzino di 500 metri quadri, tre appartamenti di 175 metri quadri e due terreni agricoli per un totale di tre ettari. Tutte le proprietà erano in provincia di Macerata. Nei campi agricoli di Montelupone e Recanati di proprietà dell'uomo pare lavorassero numerosi braccianti, tutti stranieri, per dodici ore al giorno. Alcuni di questi erano richiedenti asilo politico e con permesso di soggiorno provvisorio ma nessuno percepiva un'adeguata retribuzione, né poteva godere del giorno di riposo. Queste, insieme ad altre violazioni e irregolarità, hanno indotto la procura di Macerata a richiedere la misura del controllo giudiziario dell'azienda, nominando un amministratore giudiziario e tutelando in questo modo anche gli impiegati. Dopo indagini anche di carattere patrimoniale, è emerso che il patrimonio immobiliare, in parte intestato al coniuge dell'imprenditore, era sproporzionato rispetto alla posizione reddituale dichiarata e quindi è stato sequestrato.
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