Sanitari Camerti dell’anno: “Onorati ma la sensazione è di un ospedale in agonia”

Mercoledì, 30 Giugno 2021 14:10 | Letto 1022 volte   Clicca per ascolare il testo Sanitari Camerti dell’anno: “Onorati ma la sensazione è di un ospedale in agonia” Premio Camerte dell’anno 2020 a tutto il personale dell’ospedale di Camerino. Ognuno dei 250 tra medici, infermieri, oss, addetti alle pulizie e alla mensa de nosocomio ha ricevuto una pergamena personalizzata mentre, ritirato dal direttore medico dell’AV3 Carlo Di Falco, il busto di Giulio Cesare da Varano è stato posizionato all’ingresso dell’ospedale. Un riconoscimento al coraggio e all’abnegazione con i quali, tutto il personale sanitario ha affrontato un periodo difficilissimo dimostrando grande professionalità e impegno senza precedenti. “Oltre al dramma della morte, infatti, avete dovuto fare i conti con la solitudine e la sofferenza dei malati dando sollievo e speranza a tutti - è scritto nella motivazione del premio ideato dall’associazione turistica Pro Camerino. “Siamo davvero onorati di questa attribuzione che arriva a riconoscere dei sacrifici - commenta una delle infermiere facendosi portavoce del sentimento unanime delle varie componenti in servizio all’ospedale camerte -. È stata dura per noi operatori e per gli stessi familiari dei pazienti che ci hanno supportato e sostenuto in una situazione mai affrontata prima e che abbiamo gestito completamente ignari delle situazioni che ci si sarebbero prospettate. Alle paure e ai dubbi iniziali abbiamo contrapposto il coraggio e la determinazione a vincere quella che da subito ci si è mostrata come una dura battaglia- continua l’operatrice-. Ricevere questo premio ha un valore immenso soprattutto in un momento come questo in cui vediamo la struttura soffrire. E a risentirne è anche lo spirito con il quale ogni giorno varchiamo la soglia per andare a lavorare. La sensazione è quella di un ospedale in agonia, sempre più vuoto e con poche persone che si vedono circolare, il che incide su quello spirito sempre propositivo e su quella voglia di fare e rimboccarci le maniche che sempre ha caratterizzato il nostro modo di approcciare i vari aspetti del nostro servizio. Da parte nostra c’è voglia e determinazione a far ripartire una struttura eccellente, e la dimostrazione di quanto sia necessaria per l’utenza del territorio è anche solo nelle telefonate che riceviamo; vedere che il lavoro da fare invece si riduce è deprimente; è brutto da dire ma a volta ci ritroviamo a chiederci a cosa sono serviti i sacrifici fatti sia per il covid sia in generale - prosegue-. Eppure siamo tuttora disposti a sacrificarci. Ci hanno definiti soldati, ma senza trincea e senza campo di battaglia non siamo nulla. Tornare alla normalità e alle funzioni essenziali per un ospedale che serve ad un bacino d’utenza così ampio, è quello che tutti noi desideriamo con forza”. c.c.
Premio Camerte dell’anno 2020 a tutto il personale dell’ospedale di Camerino. Ognuno dei 250 tra medici, infermieri, oss, addetti alle pulizie e alla mensa de nosocomio ha ricevuto una pergamena personalizzata mentre, ritirato dal direttore medico dell’AV3 Carlo Di Falco, il busto di Giulio Cesare da Varano è stato posizionato all’ingresso dell’ospedale. Un riconoscimento al coraggio e all’abnegazione con i quali, tutto il personale sanitario ha affrontato un periodo difficilissimo dimostrando grande professionalità e impegno senza precedenti. “Oltre al dramma della morte, infatti, avete dovuto fare i conti con la solitudine e la sofferenza dei malati dando sollievo e speranza a tutti - è scritto nella motivazione del premio ideato dall’associazione turistica Pro Camerino.
“Siamo davvero onorati di questa attribuzione che arriva a riconoscere dei sacrifici - commenta una delle infermiere facendosi portavoce del sentimento unanime delle varie componenti in servizio all’ospedale camerte -. È stata dura per noi operatori e per gli stessi familiari dei pazienti che ci hanno supportato e sostenuto in una situazione mai affrontata prima e che abbiamo gestito completamente ignari delle situazioni che ci si sarebbero prospettate. Alle paure e ai dubbi iniziali abbiamo contrapposto il coraggio e la determinazione a vincere quella che da subito ci si è mostrata come una dura battaglia- continua l’operatrice-. Ricevere questo premio ha un valore immenso soprattutto in un momento come questo in cui vediamo la struttura soffrire. E a risentirne è anche lo spirito con il quale ogni giorno varchiamo la soglia per andare a lavorare. La sensazione è quella di un ospedale in agonia, sempre più vuoto e con poche persone che si vedono circolare, il che incide su quello spirito sempre propositivo e su quella voglia di fare e rimboccarci le maniche che sempre ha caratterizzato il nostro modo di approcciare i vari aspetti del nostro servizio. Da parte nostra c’è voglia e determinazione a far ripartire una struttura eccellente, e la dimostrazione di quanto sia necessaria per l’utenza del territorio è anche solo nelle telefonate che riceviamo; vedere che il lavoro da fare invece si riduce è deprimente; è brutto da dire ma a volta ci ritroviamo a chiederci a cosa sono serviti i sacrifici fatti sia per il covid sia in generale - prosegue-. Eppure siamo tuttora disposti a sacrificarci. Ci hanno definiti soldati, ma senza trincea e senza campo di battaglia non siamo nulla. Tornare alla normalità e alle funzioni essenziali per un ospedale che serve ad un bacino d’utenza così ampio, è quello che tutti noi desideriamo con forza”.


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