Il giorno 29 novembre alle ore 13,30 una delegazione del comitato “Salviamo l’Ospedale di Camerino”, convocata dal vicepresidente del consiglio regionale Pasqui a Palazzo Raffaello, ha incontrato l’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, il presidente dell’unione montana Gentilucci ed il Sindaco di Camerino Lucarelli.
L’esito dell’incontro è stato oggetto di un comunicato pubblicato dal dott. Pasqui che lo ha definito “cordiale e costruttivo”. Siamo spiacenti, ma noi della delegazione non abbiamo tratto le stesse conclusioni dall’incontro.
Intanto nulla di nuovo è stato detto rispetto alle ripetitive comunicazioni precedenti da parte dell’assessore Saltamartini.
Sono state poste domande specifiche come ad esempio se l’ospedale rimarrà di I° livello, considerato che alcune prerogative necessarie a tale qualifica non sono al momento presenti; è stato chiesto se fossero state indagate le ragioni delle scelte fatte da numerosi medici, specie della cardiologia, di trasferimento o di licenziamento ecc.
L’assessore Saltamartini non solo non era a conoscenza dell’attuale situazione della cardiologia, ma gli erano stati forniti dati errati sulla effettiva presenza di medici (attualmente una sola unità presente).
È stato chiesto cosa si voglia fare delle spoglie della cardiologia, dato che ad intervalli più o meno regolari si parla di riabilitazione cardiologica, medicina dello sport, ecc. ma anche qui nessuna risposta.
Le uniche affermazioni fatte sono state una richiesta di aiuto e collaborazione, cosa molto difficile da assecondare dato che ad occuparsi di questo dovrebbero essere i rappresentanti regionali politici e sanitari e non un comitato di semplici cittadini, anche se non del tutto sprovveduti.
L’assessore ha più volte affermato in diverse occasioni che la sanità deve fare ciò che ordina la politica: potrebbe anche essere così, quantunque l’affermazione possa essere opinabile e meritevole di saggio approfondimento, ma a nostro modesto avviso, ci sembra che né la politica, né la sanità attuali abbiano la minima idea di ciò di cui si stanno occupando.
In conclusione, dato che l’appuntamento sarà per gennaio 2023, quando sembra che avverrà l’epifania del piano sociosanitario della regione, esprimiamo l'auspicio che siano presenti le Istituzioni (cittadini, sindaci, ambiti sociosanitari, ecc.) anche vicine, afferenti all’ospedale di Camerino in una utile assemblea pubblica.




Antibiotico resistenza: sconfiggiamola insieme”. Questo il motto della Giornata europea degli antibiotici che a Camerino ha offerto un doppio appuntamento di sensibilizzazione nei confronti della popolazione, con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza verso il corretto utilizzo dei farmaci anti-microbici contrastandone l’uso inappropriato e l’abuso.
“Preveniamo insieme la resistenza anit-microbica” il titolo della campagna promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, quest’anno anche insieme alla Fao, all’Unep (Programma nazioni unite per l’ambiente) e alla Woah (Organizzazione mondiale per la salute animale).
All’iniziativa hanno aderito a Camerino l’ospedale Santa Maria della Pietà, le scuole di bio-scienze Veterinaria e di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, col patrocinio del comune di Camerino e del comitato locale della Croce Rossa italiana.

Le postazioni informative sono state collocate nell’atrio dell’ospedale Santa Maria della Pietà e, nella mattinata di sabato 19 novembre, nell’area del Vallicenter. Nei due momenti d'incontro, rivolti alla cittadinanza, agli operatori del settore sanitario e alla comunità universitaria, è stato fornito materiale informativo e gli interessati hanno potuto rivolgere domande.

«Grazie anzitutto ai cittadini che si sono dimostrati interessati a questa nostra iniziativa presentandosi numerosi all’atrio dell’ospedale e nell’area del Vallicenter e a tutti coloro che ci hanno dato una mano nel portarla avanti» – ha affermato la promotrice dottoressa Anna Maria Schimizzi, primario dell’unità complessa di Medicina interna dell’ospedale di Camerino, nel salutare i rappresentanti dei vertici regionali, comunali e istituzionali intervenuti alla prima giornata.
Presenti per l’occasione anche i consiglieri regionali Renzo Marinelli in rappresentanza della maggioranza e, Romano Carancini, della minoranza PD e componente della commissione sanità.

«Tra le tante problematiche che assillano un direttore di ospedale è questo invece un bel momento ricco di soddisfazione- ha affermato nel portare il suo saluto il dottor Carlo Di Falco, direttore medico dell’Area Vasta 3-. Soddisfazione perché questa occasione ci dà la possibilità di dare una giusta visibilità, ben guadagnata dall’ospedale di Camerino e, in particolare, alla Unità complessa di Medicina diretta dalla dottoressa Anna Maria Schimizzi arrivata da poco ma che ha subito dimostrato capacità, vitalità, voglia e passione all’interno del suo lavoro. Un’attività che le sta riuscendo molto bene, proprio perché è aiutata e supportata da tutti i colleghi e dal resto del personale. La giornata europea sugli antibiotici- ha spiegato- pone l’accento su una problematica di estrema importanza e, anche preoccupante, visto che l’Italia è una delle nazioni dove la resistenza agli antibiotici è abbastanza diffusa e, oltretutto, riguarda aspetti di grande rilievo. Corriamo il rischio di non avere più delle armi per contrastare l’aggressione da parte dei germi patogeni. Ovviamente c’è bisogno della massima sensibilità legata anzitutto alla massima professionalità degli operatori sanitari che deve essere sempre più adeguata a quelle che sono le attuali conoscenze nel campo dell’utilizzo degli antibiotici ma- ha aggiunto- deve riguardare anche tutta la popolazione che va sensibilizzata e che deve capire che l’antibiotico, nella sua stessa etimologia, è anti-bios, cioè contro la vita. Ne discende che dobbiamo essere tutti molto attenti nell’utilizzarlo al momento giusto. Problematica che sicuramente va affrontata a livello di sistema sanitario nazionale che poi deve dare le giuste indicazioni affinché, noi che lavoriamo in periferia, possiamo metterle in pratica».
Il rilievo dell’iniziativa per l’ospedale di Camerino è stato messo in evidenza dal vicesindaco e assessore ai servizi sociali Antonella Nalli , sottolineando che la stretta sinergia tra istituzioni e comitati cittadini, nell’occasione specifica, si è rivolta alla prevenzione.
«Chi lavora nel territorio – ha detto – deve essere animato da grande spirito di sacrificio ma anche da tanta voglia di fare. Iniziative come questa sono uno dei segnali della volontà di tornare a sperare del nosocomio camerte e dell’intero territorio di riferimento».
Coinvolta nell’attività di sensibilizzazione dei cittadini l’Università di Camerino, con il concreto apporto dei docenti David Vitali e Dezemona Petrelli.
«L’università – ha sottolineato il prorettore vicario Graziano Leoni- è proprio il mondo in cui questi fenomeni vengono spiegati agli studenti e studiati, ma anche il luogo adatto per sensibilizzare tante persone. Per richiamare attenzione su questi temi, dall’inizio alla conclusione della settimana dedicata all’uso consapevole degli anti-microbici, la sede del rettorato è illuminata di blu. E siamo molto contenti che l’iniziativa sia partita proprio dall’ospedale di Camerino. Momenti importanti come questo danno forza a questa struttura sanitaria che nel contempo dà forza anche alla nostra università - ha aggiunto -. Credo che se tanti studenti si iscrivono all’università di Camerino è anche perché c’è un ospedale vicino. Altrimenti, se la città rimanesse isolata all’interno del territorio appenninico, avremo sicuramente una riduzione di quelle che sono le nostre potenzialità. E penso che questo non lo voglia nessuno».
C.C. 
Inaugurato il nuovo arredamento del Pronto Soccorso dell'ospedale di Camerino.

I mobili sono stati acquistato dalla Ditta Favero che fornisce mobili alle strutture sanitarie. Si tratta di un arredamento molto costoso, costituito da mobili ignifughi ed estremamente funzionali per agire nell'emergenza.

E' questa una delle ultime innumerevoli donazioni effettuate dall'Associazione 'A cuore aperto' con i soldi donati nel periodo nella prima ondata del CoVid.


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«È con vivo e sincero interesse che apprendiamo la notizia di una richiesta di apertura a un incontro con il comitato “Salviamo l’ospedale di Camerino” avanzata da parte del vice presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui che peraltro è anche membro della IV Commissione Sanità».
Così Angiolo Napolioni, presidente del comitato nato per la salvaguardia del nosocomio a servizio del territorio, in risposta al tavolo di lavoro concertato proposto da Pasqui. 

«L’iniziativa - prosegue la nota -,  non può che rallegrare tutti i cittadini dell’entroterra che hanno nel nosocomio camerte il presidio sanitario di riferimento. Si tratta di un argomento particolarmente delicato che riguarda la vita, il benessere e il futuro dell’intera popolazione dell’entroterra, per la stragrande maggioranza costituita da anziani, che ai disagi dovuti alla collocazione geografica, sommano quelli determinati dal sisma prima e dalla pandemia poi.
Da quasi due anni il Comitato per la salvaguardia dell’ospedale cerca di sensibilizzare le istituzioni locali, provinciali e regionali sulle continue carenze, inefficienze e disagi che la popolazione montana affronta ogni qual volta è costretta a ricorrere alle cure mediche ribadendo che la tutela delle popolazioni svantaggiate non può che passare necessariamente dal garantire il diritto fondamentale alla salute assicurando l’appropriatezza delle cure mediche. Prendiamo atto quindi, non senza sorpresa, della volontà del consigliere Pasqui di voler aprire un dialogo con il comitato e della sua evidente inversione di marcia rispetto alle dure critiche esternate nei confronti del comitato stesso all’indomani della sua costituzione e nei mesi che seguirono.
Ci sia consentito però sollevare, senza alcuna vena polemica ma solo con spirito costruttivo, qualche riflessione a riguardo - precisa Napolioni -. In particolare ci chiediamo perché proprio ora il consigliere Pasqui decide di aprire un dialogo con il comitato quando fino a questo momento lo ha considerato un nemico dell’attuale amministrazione regionale giungendo sin anche a ritenerlo strumento di lotta politica? Perché solo ora e non nel periodo antecedente l’approvazione del nuovo piano socio sanitario? Ci chiediamo ancora perché il consigliere decide di aprirsi al comitato quando lo stesso siede tra i banchi della maggioranza di Governo della regione e ne è autorevole rappresentante? Vi sono impedimenti per il consigliere regionale Pasqui nell’adottare, insieme alla sua maggioranza di governo, provvedimenti in favore dell’ospedale dell’entroterra? Obiettivamente, pur considerandola meritevole, troviamo curiosa questa sua iniziativa al punto da suscitare ulteriori, inquietanti, interrogativi: forse il consigliere Pasqui ha notizie non proprio positive per l’ospedale tanto da dover ricorrere all’appoggio del comitato? Forse nei pensieri della giunta regionale sono in programma provvedimenti con effetti penalizzanti per il nostro ospedale? Sono forse in programma ulteriori tagli e depotenziamenti? Ci auguriamo e vivamente speriamo che non sia così e che le nostre siano solo ingiustificate preoccupazioni - continua la nota -. Nessuna notizia invece dall’altro rappresentante camerte, il consigliere regionale Renzo Marinelli che probabilmente non ha nulla da dire a riguardo. Vedremo!! Per il momento consoliamoci (si fa per dire) dell’esito del concorso per la nomina del nuovo primario del reparto di cardiologia. Ci sia consentito esprimere innanzitutto i rallegramenti al vincitore che sembra essere il dottor Mazza, giovane professionista campano di alto profilo. A lui gli auguri più sinceri di buon lavoro. Il vincitore ci perdonerà se pubblicamente affermiamo di aver fatto sfacciatamente il tifo per altri concorrenti a noi più vicini.
Non ci resta che prendere atto, con un po’ di rammarico, dell’esito e sperare che il nuovo primario, chiunque esso sia, trovi nell’ospedale di Camerino il luogo ideale in cui dare il meglio della sua professionalità insieme a un ambiente che saprà sicuramente offrirgli, come sempre, tutto il sostegno, l’aiuto e l’affetto che le popolazioni della montagna sanno dare.
Sovviene alla mente solo una curiosa coincidenza - conclude Angiolo Napolioni -: sembra che i medici camerti siano quelli che pur vantando il più alto punteggio curriculare non riescano poi a esprimere nelle prove del colloquio tutte le loro potenzialità. Sicuramente una coincidenza, peccato».
Il dottor Alfredo Mazza, medico cardiologo proveniente dall’Azienda sanitaria locale di Salerno, è risultato primo nella graduatoria degli idonei partecipanti alla selezione per il conferimento dell’incarico di direttore dell’unità operativa di cardiologia a indirizzo riabilitativo dell’ospedale di Camerino.
È questo l’esito della riunione dell’apposita commissione valutatrice avvenuta lo scorso 28 ottobre nella sede della direzione generale dell’Asur Marche di Ancona. Della commissione valutatrice, nominata il 3 ottobre 2022 con determina dell’area vasta 3, facevano parte nella fattispecie il direttore sanitario dott. Remo Appignanesi, componente di diritto e designato presidente, e i medici Antonino Granatelli, Francesco Greco e Vincenzo Antonio Ciconte, tutti e tre dirigenti cardiologi rispettivamente dell’ospedale Sandro Pertini- Asl di Roma, dell’azienda ospedaliera di Cosenza e dell’azienda ospedaliera Pugliese- Ciaccio di Catanzaro.
All’avviso pubblico di selezione per il conferimento dell’incarico, indetto lo scorso 13 giugno con determina dell’area vasta 3, ha fatto seguito la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della regione Marche e nella Gazzetta ufficiale della Repubblica.
Scaduti il 1 settembre i termini per la presentazione delle 
domande, con determina del 23 settembre sono risultati ammessi otto candidati, in seguito regolarmente convocati per essere sottoposti al colloquio che, insieme al curriculum, era parte fondamentale dei criteri di valutazione complessiva, determinati dalla commissione in relazione all'incarico da conferire,
Degli otto candidati ammessi e convocati alla selezione, ne sono risultati presenti sei.
Valutati i curricula e svolti i colloqui, sulla base dei migliori punteggi conseguiti dai candidati, la commissione è dunque pervenuta alla formulazione della graduatoria degli idonei che, per i provvedimenti del caso, è stata trasmessa al direttore dell’area vasta 3 Daniela Corsi.
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Classe 1971, dirigente medico cardiologo presso l’ospedale di Sarno - Asl Salerno e ricercatore associato presso l’istituto dei sistemi complessi del Cnr – Roma, Alfredo Mazza ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia con lode presso l’Università Federico II di Napoli, poi un dottorato di
ricerca in scienze metaboliche alla II Università di Napoli. Si è quindi specializzato in cardiologia presso l’Università di Catania. Inoltre, ha conseguito una laurea specialistica in biotecnologie mediche ed una magistrale in scienze politiche, nonché vari master e perfezionamenti in settori
biomedici.
c.c.
Promossa dal comitato «Salviamo l’ospedale di Camerino», un’assemblea generale avrà luogo il prossimo mercoledì 12 ottobre alle ore 17 nei locali del centro Ada di Vallicelle.
Trascorso più di un anno dalla costituzione del comitato promotore, a detta del presidente Angiolo Napolioni, grossi risultati in relazione alla piena ripresa della funzionalità del nosocomio, non si sono registrati.
«A parte qualche sporadica risposta - afferma -, a tutt’oggi la regione Marche non ha preso una posizione definita in merito a quella che era la situazione pre-sisma e pre-covid dell’ospedale di Camerino. Più che opportuno, anzi indispensabile, indire una nuova assemblea generale con partecipazione aperta a tutti coloro che hanno a cuore il destino del nosocomio e, agganciato ad esso, il destino di tutto l’entroterra di riferimento. L’invito è quindi rivolto non solo alla comunità camerinese, ma a tutta la popolazione del bacino su cui ha operato e opera la struttura sanitaria camerte. L’incontro servirà in primo luogo a fare il punto su com’è attualmente la situazione dell’ospedale e, da questo, trarre le conclusioni per ridare vita ed energia alla nostra richiesta, che sembra essere più che legittima, visto che il presidio ospedaliero camerte a tutt’oggi appare non essere più quello di prima e, non si sa quanto e come riesca a garantire quel fondamentale diritto alla salute tutelato dalla nostra costituzione.
L’invito a partecipare – conclude Napolioni - è dunque rivolto a tutti i cittadini della vasta area che fa riferimento a questa struttura, nonché ai politici e ai rappresentanti amministrativi che nella maggior parte dei casi, finora sono stati abbastanza latitanti. Il confronto di idee è
importante».
c.c.
L’ Associazione “La voce del Cuore per la Chirurgia” sabato 4 dicembre sarà all’Ospedale “Santa Maria della Pietà” di Camerino, per donare, in nome del legame con il Prof. Giambattista Catalini, un ecografo multidisciplinare comprensivo di sonda intraoperatoria base, al fine di ampliare e qualificare l’attività specialistica-chirurgica e infermieristica del Reparto di Chirurgia.
Parteciperanno all'evento, che si terrà nella sala riunioni del nosocomio, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l’Assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, l'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Mons. Francesco Massara,il Prorettore vicario di UNICAM, prof. Graziano Leoni.

" La nostra attenzione  sottolinea la presidente della Onlus Gabriella Accoramboni - resta focalizzata alle strutture ospedaliere del territorio ed è rafforzata dalla consapevolezza di rappresentare centinaia di pazienti e relative famiglie che a noi si sono avvicinati per un sostegno nella malattia. Non siamo nuovi ad iniziative del genere che hanno contraddistinto la nostra attività fin dal 2013, anno di costituzione della Onlus. - aggiunge-. L’ecografo è necessario per migliorare l’attività di screening sui pazienti e siamo stati supportati anche da fondi messi a disposizione da “La Pasta di Camerino” che con grande generosità ha partecipato all’iniziativa.
Nonostante i tempi siano difficili per tutti, ancor più per il settore sanitario regionale - conclude Gabriella Accoramboni -, noi siamo testimoni che la strada della solidarietà, sebbene impegnativa, sia un fondamentale canale di aiuto per le strutture sanitarie del territorio la cui fruizione rappresenta un irrinunciabile diritto per le nostre zone già duramente colpite".

c.c.
Con una lettera aperta inviata a tutti i Comuni dell’ex Zona Territoriale 10 Asur Marche, l'associazione Itidealia si fa promotrice della riichiesta di inserimento di una mozione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile, sulla situazione riguardante la Cardiologia dell’ospedale di Camerino.
Pur continuando a svolgere piena attività amubulatoriale, il reparto infatti è attualmente chiuso per quel che riguarda l'area di degenza e si teme possa non riaprire in tempi brevi o  subire una riduzione dei posti letto in degenza. "In entrambi i casi - affermano i promotori dell'iniziativa - non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, congestionando ulteriormente l'ospedale di Macerata 

Nel sollecitare un'azione unitaria di tutti i comuni, a difesa e beneficio di un intero territorio, l'associazione chiede in particolare che ogni Consiglio deliberi l’impegno del Sindaco e della Giunta Comunale a richiedere agli enti e agli organismi di competenza: la riapertura dell’area di degenza, senza alcuna riduzione di posti letto, del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino; di adoperarsi affinché si determinino tutte le condizioni perché l’Unità Operativa della Cardiologia possa effettivamente svolgere le sue funzioni di Cardiologia Riabilitativa; il ripristino della reperibilità notturna del medico cardiologo presso il nosocomio camerte.   
 

"Il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino - è scritto come premessa alla richiesta -  risulta attualmente chiuso per quanto riguarda l’area di degenza pur continuando a svolgere piena attività ambulatoriale. Scenario che si protrae già dalla prima “ondata” pandemica covid-19, ad esclusione di un breve periodo con attività fortemente ridotta, seguito da altra chiusura. Attualmente non è presente neanche il cardiologo con reperibilità notturna per le urgenze. Nella Delibera di Giunta Regionale 1219/14, sulle reti cliniche, come proposta a tendere, si individuano 10 strutture operative complesse di cardiologia in ambito Asur, tre delle quali con indirizzo riabilitativo di cui una in Area Vasta 3. 
Come descritto più chiaramente nella Determina del Direttore Generale Asur numero 732/2017- dicono i firmatari della lettera-  la Giunta Regionale approvava in via definitiva il riordino delle reti cliniche confermando la Cardiologia dell’ospedale di Camerino come cardiologia a indirizzo riabilitativo, tuttavia il reparto del nosocomio camerte non si è mai sviluppato come tale.
L’Asur Marche - prosegue Itidealia  -  ha definito l’assetto organizzativo aziendale ed ha individuato i Dipartimenti Funzionali Cardiologici, attivando un tavolo di lavoro multidisciplinare finalizzato alla riorganizzazione della rete cardiologica. Il gruppo di lavoro si è suddiviso in tre sottogruppi con l’impegno di lavorare sulle 3 tematiche rilevanti, una delle quali relativa alle Cardiologie a indirizzo riabilitativo. Lavoro che è fulcro centrale della stessa determina 732/2017.
La riabilitazione cardiologica rappresenta un intervento strutturato che riguarda in maniera particolare la gestione della fase post-acuta di malattia e che prevede percorsi specifici per la prevenzione secondaria”…“Il modello assistenziale è quello per intensità di cura. Presso le U.O. di Cardiologia per le quali è previsto l’indirizzo riabilitativo devono essere attivati percorsi interni per la presa in carico del paziente in tutti i suoi diversi momenti assistenziali, dalla gestione della fase acuta intensiva, sino alla fase riabilitativa.” “L’attivazione di posti letto per l’attività di riabilitazione degenziale e l’avvio/potenziamento dell’attività riabilitativa ambulatoriale rappresentano la base per la gestione del percorso clinico-assistenziale del paziente cardiologico reduce da un evento acuto…”

Si può dire che la Cardiologia Riabilitativa eroga interventi salvavita, tanto da ridurre del 30% il rischio di morte e riospedalizzazione. Una disciplina che prende forma da un approccio multidisciplinare al paziente, dove diversi comparti e figure professionali compongono un unico mosaico. Cardiologi, infermieri, fisioterapisti, psicologi, dietisti, operatori sanitari che costruiscono in sinergia il percorso terapeutico del malato trattando tutti gli aspetti necessari.
Prendiamo atto che al momento non ci sono le condizioni per la riapertura dell’area di degenza del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino soprattutto per la carenza di personale e che non sussistono, tanto meno, le condizioni per il normale svolgersi dell’attività di una cardiologia riabilitativa anche a causa della mancanza di un idoneo modello di supporto strutturato sotto il profilo tecnico-organizzativo.


Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo. La pandemia ha reso più difficile l’accesso ospedaliero per chi è già affetto da queste patologie minandone l’aderenza a terapie che risultano fondamentali per evitare riacutizzazioni o peggioramenti graduali del quadro clinico, ed anche per potenziali pazienti che vedono svanire la possibilità di diagnosi in tempi brevi. I morti per infarto del miocardio sono triplicati e l’insufficiente attività di screening porterà inevitabilmente ad un aumento delle casistiche di malattia nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Per questo -  spiega l'associazione-   siamo preoccupati dall’ipotesi che la Cardiologia di Camerino possa non riaprire in tempi brevi o che possa subire una riduzione dei posti letto in degenza. In entrambi i casi non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, si andrebbe ad ulteriore congestione dell’ospedale di Macerata già in sofferenza e si faciliterebbe la mobilità passiva di area vasta.
c.c.






In occasione della prossima completa riapertura dell'Unità operativa di ortopedia dell'ospedale di Camerino, l'associazione "A Cuore Aperto" ha voluto offrire un concreto segnale di speranza.
Il gesto si è materializzato nella donazione al reparto di 14 televisori, uno per ogni stanza di degenza, più una barella di ultimissima generazione per il trasferimento dei pazienti in sala operatoria. La donazione è stata fatta in ricordo della signora Francesca, moglie dell'emerito primario prof. Francesco Testiccioli il quale, dopo il prof. Suglia, ha contribuito con la sua professionalità e grande preparazione a rendere sempre più eccellente l'Ortopedia di Camerino.
In memoria della sua adorata consorte, il prof. Testiccioli aveva voluto fare una ricca donazione. Raccolta quella cospicua somma, l'associazione "A cuore aperto" ha inteso a sua volta sugggellare questo ricordo concretizzandolo in un regalo utile proprio a quel reparto dove per anni si è potuta esprimere la competenza e la serietà operativa del dott. Testiccioli. Un ennesimo gesto attraverso il quale l'associazione, nata per supportare l'attività sanitaria e sostenere persone indigenti ricoverate nel nosocomio, testimonia ancora una volta tutto il suo affetto e supporto nei confronti dell'ospedale di Camerino.
Solo lo scorso anno, la stessa associazione aveva donato letti dotati di materassi antidecubito a tutti i reparti del nosocomio. Oggi l'auspicio ulteriore  dell'ennesimo atto solidale è a che l'ospedale di Camerino possa essere potenziato e ripartire nella sua migliore efficienza, a servizio delle comunità e a garanzia del diritto alla salute dell'intero vasto territorio di riferimento. 
c.c.
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