"A Camerino mancano i servizi, torno a Roma".
È la delusione di una fedele abbonata al settimanale L'Appennino Camerte che, come molti altri suoi concittadini in questo periodo, ci ha avvisato (per il recapito del settimanale) del suo ritorno nella capitale, dopo aver trascorso i mesi estivi nella città ducale.

Un rientro a casa che Lucia (nome di fantasia) e suo marito avrebbero posticipato se non fosse stato per la necessità di sottoporsi a degli accertamenti medici che nelle Marche non è riuscita a fare. 

"Lo scorso anno avevo fissato un esame da svolgere all'ospedale di Camerino per il 6 maggio scorso - racconta - ma essendo in piena emergenza Covid ho telefonato per sapere se e come spostarlo. Dopo 37 minuti di attesa per parlare con il CUP mi è stato risposto che l'esame non era stato sospeso ma bensì annullato e che avrei dovuto riprendere un nuovo appuntamento".

Lucia ha la casa a Morro di Camerino, dove si trasferisce tutte le estati, a pochissima distanza dall'ospedale della città ducale: "Il CUP mi ha riposto che le liste di attesa sono al completo - dice - e che qualche posto era ancora diponibile nelle altre province della regione, ma allora a questo punto me ne torno a Roma".

È questa la risposta di chi potrebbe apprezzare la bellezza di un territorio deciso ad investire nel turismo, anche grazie alle seconde case, ma in cui mancano i servizi: "Camerino sta muorendo e nessuno ne parla - denuncia con rabbia Lucia - . Si parla sempre di altri centri terremotati dove sicuramente ci sono state vittime, ma anche una città come Camerino merita attenzione e merita di essere ricostruita con tutti i servizi necessari affinchè cittadini e turisti continuino a sceglierla".

Giulia Sancricca


Dopo la riunione a Macerata della scorsa settimana, si è tenuto oggi all'ospedale di Camerino un nuovo incontro tra il sindaco Sandro Sborgia con la dottoressa Nadia Storti, direttrice generale Asur facente funzione Area Vasta3. La riunione era stata richiesta con urgenza dal primo cittadino della città ducale, per evidenziare le problematiche del nosocomio camerte, in particolare quelle riguardanti una preoccupante carenza di organico che non permette di garantire come dovrebbe i servizi sanitari alla cittadinanza.
Diverse le soluzioni prospettate in ordine alle problematiche evidenziate dal sindaco, sulle quali la dottoressa Storti ha preso dettagliate informazioni. "Ora attendiamo che siano messe in atto" - sottolinea Sborgia preannunciando le soluzioni.
"Ai due ortopedici che andranno via, seguirà il reintegro di altri due, così come si cercherà di impiegare medici di medicina interna. È stata anche rivalutata la necessità di una nuova organizzazione della sala operatoria, aumentando il suo utilizzo, il che determinerà una seduta in più. Lo stesso vale anche per il reparto di Chirurgia. Per quanto riguarda la Cardiologia, invece, si cercherà di sopperire alla mancanza di personale con l'assunzione, a tempo determinato, di specializzandi. Questo, però, a partire da novembre.
Sono state, dunque, prospettate nuove possibilità di intervento. Ciò che è assolutamente necessario – continua Sborgia – è anche che si ragioni in termini di lungo periodo, quindi le soluzioni che saranno attuate dovranno essere pensate nell’ottica di sviluppo e crescita dei servizi sanitari che l’ospedale di Camerino è in grado di offrire. Chiaramente, da parte mia e nostra, resta l’impegno nel continuare a monitorare la situazione e tenere alta l'attenzione costantemente vista l'importanza del servizio offerto dall'ospedale di Camerino non solo per la città, ma per un'intera area interna. Prendo atto – conclude il sindaco Sandro Sborgia – della rinnovata volontà d’intervenire da parte della dottoressa Storti per cercare e trovare una soluzione. Attendiamo che quanto oggi è stato detto, diventi un fatto e sia messo in pratica. Continueremo comunque a vigilare sulle cause che hanno portato a inaspettati e volontari licenziamenti per capire le ragioni e trovare soluzioni”.
c.c.

Abbiamo necessità di garantire lo stesso livello di qualità sanitaria che offrono altre realtà ai loro cittadini perché quelli dell'entroterra hanno gli stessi diritti di coloro che abitano altrove, soprattutto sotto il punto di vista della salute, bene primario a cui noi tutti abbiamo il dovere di non rassegnarci e quindi dobbiamo fare di tutto affinchè siano garantiti gli stessi livelli di prestazioni sanitarie”. Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia che ha chiesto e ottenuto un incontro urgente con la dottoressa Nadia Storti, direttrice generale Asur Marche e attuale facente funzioni dell’Area Vasta 3. Al momento di confronto il sindaco ha partecipato insieme all'assessore comunale alla sanità Stefano Sfascia mentre per l'azienda sanitaria regionale e AV era no presenti anche  il dirigente Fabrizio Trobbiani per l'area del personale e la direttrice sanitaria dell'Area Vasta 3 Giorgia Scalon
Questione da risolvere al più presto, quella della carenza di personale medico che riguarda i reparti di Cardiologia, Ortopedia e Chirurgia.

“In primo luogo queste carenze di organico, che oramai da qualche tempo caratterizzano l'ospedale– afferma  Sandro Sborgia- , debbono necessariamente trovare una soluzione; un compito che spetta alla direzione generale e di Area Vasta e a chi ha la responsabilità anche politica della gestione della sanità della Regione. 
Queste carenze di personale medico- continua il primo cittadino- si riversano solo ed esclusivamente sulla popolazione dell'intera area interna e che ha quale unico punto di riferimento l'ospedale di Camerino, struttura che è stata in ogni occasione definita di vitale importanza e strategica per l'intero territorio e che, proprio per questo, necessita di essere tenuta in particolare considerazione e va implementata delle professionalità di cui ha bisogno.
"Carenze oramai endemiche  si stanno registrando nel reparto di Cardiologia- sottolinea Sandro Sborgia-. Già a maggio dell'anno scorso mancavano 4 cardiologi:  due erano andati in prepensionamento, uno in mobilità e l'altro si era licenziato; oggi registriamo che nell'ultimo periodo almeno altri due cardiologi si sono licenziati e si può ben comprendere dunque che la situazione è talmente critica e tale da necessitare non solo di un ripianamento nell'organico ma anche di una verifica puntuale che accerti  le cause e i motivi per cui  personale che ha svolto per anni  attività all'interno di questo ospedale e  che ha stabilito anche la propria famiglia e i propri interessi nel nostro territorio, ad un certo punto decida di lasciare l'ospedale di Camerino.  Altro aspetto importantissimo e degno secondo me di essere preso in considerazione, il capire le ragioni per le quali i medici addirittura neo-assunti decidano dopo pochi mesi dall'assunzione di lasciare un reparto di fondamentale importanza come quello di cardiologia. Fatto strano e particolarmente  interessante è che queste richieste di mobilità si registrano anche in altri reparti come Ortopedia e Chirurgia- prosegue il sindaco di Camerino-.  Anche lì ci sono professionalità che da anni operano all'interno  del nosocomio camerte, alcuni di essi vivono a Camerino e tuttavia, decidono di lasciare l'ospedale.  Quindi nodi fondamentali sono per prima cosa il ripianamento dell'organico e secondariamente, accertare le ragioni per le quali questi professionisti fanno ad un certo punto delle scelte diverse per la loro vita e lasciano l'ospedale. Su questo non possiamo tacere e assolutamente va fatta luce. Reputo che sia addirittura urgentissimo riflettere e attuare tutte quelle misure necessarie a far sì che non vengano disperse professionalità che si sono rivelate assolutamente di grande esperienza e di elevato profilo professionale ma che rischiamo di perdere per ragioni che necessitano di essere indagate.
Ecco perché - spiega Sborgia- come amministrazione abbiamo richiesto un colloquio e un confronto con il direttore generale Nadia Storti, la quale, per onore di verità, debbo dire che ha prestato particolare attenzione alle nostre osservazioni. Adesso, aspettiamo di vedere i fatti, ma il direttore generale ci è sembrata particolarmente intenzionata a verificare e porre in essere le  misure necessarie per capire le origini di questa situazione.
Vorrei solo ricordare che si tratta di medici professionisti che nel periodo di massima criticità e di massimo impegno richiesto dall'emergenza pandemica, hanno lavorato con grande professionalità e con grande generosità all'interno dell'ospedale".
Sborgia tiene anche a sottolineare che "in quello stesso periodo in cui la nostra struttura è stata riconvertita all'ospedale covid i primari di Cardiologia, Ortopedia e Chirurgia sono stati impiegati altrove; c'è dunque da indagare anche sul perchè persone di esperienza e poste a capo dei reparti nel periodo cruciale della pandemia, siano state dislocate altrove​mentre all'interno dell'ospedale sono stati lasciati sia i professionisti attuali ma anche dei giovani neo-assunti. Credo che anche questo sia dunque un fatto da analizzare e capire. Ecco perché questa richiesta di confronto con la dottoressa Storti, cui seguirà un prossimo incontro previsto per lunedì 7 settembre e in cui, spero e mi auguro che vengano fornite le prime risposte ad una situazione di carenza di organico che io credo, non  può e non deve proseguire oltre”. 
c.c.


Ha suscitato perplessità e anche qualche protesta tra i cittadini di Camerino il trasferimento, da molti creduto definitivo, del laboratorio di analisi al Distretto, dopo che l’ospedale cittadino era stato trasformato nel periodo di massima emergenza in presidio Covid. Prelievi e analisi del sangue limitati a due giorni alla settimana, una lunga fila per poterli effettuare erano state le segnalazioni di protesta da parte di alcuni cittadini nel timore che la città e il territorio perdessero un altro dei servizi sanitari fondamentali. Rassicurazioni, invece, arrivano al riguardo da parte del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni , che ha parlato di semplici restrizioni dovute al riassetto dell’ospedale dopo il ritorno alla normalità successivo alla riapertura post Covid, con il pieno ritorno alla normalità già da lunedì, o comunque dai primi giorni della prossima settimana. Inoltre, oltre al punto prelievi del presidio ospedaliero rimarrà attivo anche quello del Distretto in modo tale da poter rispondere alle esigenze della popolazione e smaltire, così, le eventuali code che potrebbero verificarsi.

f.u.
Liberato anche il reparto Covid  di Ortopedia dell’ospedale di Camerino. Poche ore fa sono stati dimessi gli ultimi pazienti che erano ricoverati in terapia semi-intensiva. Scende finalmente la pressione su una struttura ospedaliera chiamata a reggere un urto drammatico e senza precedenti. Il lavoro dei medici, degli infermieri e dell’intero personale sanitario è stato straordinario ed encomiabile sotto ogni punto di vista. Lo confermano le tantissime testimonianze di ringraziamento che continuano ad arrivare dalle famiglie e dagli stessi pazienti giunti da tutte le Marche per essere curati nella struttura. Tutta la concentrazione è ora rivolta ad una riorganizzazione dei servizi e dei reparti che, una volta sanificati, potranno vedere una graduale ripresa delle attività ordinarie.
C.C.
L’Università di Camerino si conferma in prima linea nella collaborazione a progetti riguardanti l’ emergenza Covid 19.
Un nuovo segnale viene dallo Spin-off Synbiotec s.r l che lo scorso 30 aprile ha deciso di donare 5500 capsule di integratori a base di probiotici SYNBIO 3.0 al Covid Hospital di Camerino. Un gesto di solidarietà nei confronti del personale sanitario e dei pazienti che combattono la loro lotta contro il Covid-19.

Nella foto, Stefano Sfascia, Carla Orpianesi, Ermanno Pieroni e Maria Cristina Verdenelli 
IMG 20200511 WA0003
La dottoressa Maria Cristina Verdenelli e la professoressa Carla Orpianesi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Synbiotec, hanno provveduto personalmente a consegnare i prodotti nelle mani del Dott. Stefano Sfascia, alla presenza del sindaco Sandro Sborgia. 
Presente alla donazione Ermanno Pieroni, in rappresentanza dell'Università di Camerino e quale componente del Consiglio di Amministrazione e delegato dell'ateneo. L'iniziativa è stata elogiata dal rettore Claudio Pettinari,impossibilitato a partecipare in quanto impegnato in altro evento accademico.  

Il laboratorio scientifico Synbiotec, impegnato in ricerca e innovazione di integratori alimentari di alta qualità, è specializzato nella produzione di probiotici, riconosciuti dal mondo scientifico come principio che rafforza il sistema immunitario attraverso l'equilibrio del microbiota intestinale, apportando benessere a tutto l'organismo.
La scelta dell'ospedale camerte è stata dettata dal fatto che Synbiotec è Spin-off di UNICAM e opera nel Comune di Camerino in Località Torre del Parco.
IMG 20200511 WA0002
"Abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza al territorio - dichiara la presidente di Synbiotec s.r.l Maria Cristina Verdenelli- Ci è sembrato importante far vedere il nostro impegno e testimoniare il nostro aiuto, sicuramente minima cosa rispetto a quello che sta facendo tutto il personale sanitario dell'ospedale; sappiamo che i nostri probiotici possono essere d'aiuto anche nelle fasi secondarie del virus e soprattutto nelle problematiche intestinali che il Covid può comportare. Lo spirito della nostra donazione è  dunque quello di cercare di essere vicini ai pazienti e nel contempo anche a medici e infermieri;il prodotto è infatti d'aiuto nel riequilibrare il probiota intestinale, fondamentale anche per il buon funzionamento del sistema immunitario. Realizzare prodotti che possano essere utili per il benessere delle persone, è la nostra mission aziendale- conclude la dottoressa Verdenelli- quindi, con questo gesto abbiamo voluto esprimere attenzione e prossimità".  
Studiati e realizzati direttamente nei laboratori dell'azienda, i prodotti Synbiotec sono a chilometro zero; la loro garanzia deriva dal fatto che di base hanno una grande ricerca scientifica. Sono  distrìibuiti da farmacie, parafarmacie ed erboristerie. 
C.C.
IMG 20200511 WA0004
In relazione al futuro dell'ospedale di Camerino trasformato in Covid Hospital, i consiglieri di minoranza del gruppo "Radici al Futuro" formulano una serie di interrogativi al Sindaco e Giunta sollecitandone risposta.
Nella nota ufficiale a firma del Capogruppo Gianluca Pasqui e dei consiglieri Antonella Nalli, Roberto Lucarelli e Stefano Falcioni, viene esplicitato in premessa la situazione di emergenza sanitaria  che ha interessato in maniera significativa la Regione Marche. Si sottolinea poi che gli organi regionali hanno indicato l'ospedale di Camerino come presidio immediatamente idoneo a divenire Covid Hospital in un momento in cui la curva epidemica, contrariamente ad oggi, nella regione Marche era in crescita. Si evidenzia poi che i vertici regionali, sia politici che sanitari, hanno sempre sostenuto che l'ospedale di Camerino sarebbe tornato alla preesistente situazione addirittura potenziato e migliorato. La nota continua focalizzando "che il numero dei malati di coronavirus sembrerebbe essere in costante diminuzione e, comunque, in numero tale da poter essere ospitati anche nelle altre strutture regionali idonee alla cura del covid-19 e che  sarebbe fondamentale, non solo, per i cittadini del vastissimo territorio montano, molti dei quali assai anziani e bisognosi di cure continue, poter tornare ad avere quelli che erano i servizi sanitari precedentemete offerti dall'ospedale di Camerino prima di questa pandemia; Tutto ciò premesso, i consiglieri del gruppo consiliare Radici al Futuro interrogano il Sindaco e la Giunta al fine di conoscere quanto segue:
1) quali sono le azioni che il Sindaco e la Giunta hanno adottato e stanno adottando per monitorare costantemente la situazione legata a detta emergenza al fine di poter garantire velocemente il ripristino dei servizi sanitari offerti dall'ospedale di Camerino prima della sua trasformazione in Covid Hospital. In particolare si chiede d volersi adoperare, nei confronti della regione Marche (Presidente Luca Ceriscioli), per sapere quante e quali sono attualmente, nella regione Marche, le strutture dedicate alla cura dei pazienti affetti da Coronavirus e quanti i posti a disposizione.
2) Se il Sindaco e la Giunta si sono adoperati per sapere, dal Presidente della regione Marche, quali sono le strategie del Governo regionale in tema di sanità per il prossimo futuro, considerato che verrà realizzata una struttura Covid Hospital a Civitanova Marche. In particolare quali risvolti ci saranno per l'ospedale di Camerino;
3) quali sono state e quali sono le azioni che la maggioranza ha adottato e adotterà al fine di vedere potenziato, così come garantito dai vertici regionali, l'ospedale di Camerino e quali sono, ad oggi, gli atti ufficiali che supportano e garantiscono tale potenziamento e il ritorno dei servizi sanitari precedentemente erogati dal “nostro”presidio sanitario;
4) quali, infine, le tempistiche previste al fine di un ritorno alla “normalità” per l'ospedale di Camerino.
C.C.

La solidarietà al centro del cuore dei dipendenti della cartiera di Pioraco e Castelraimondo.
Tutti insieme, infatti, hanno deciso di sostenere la campagna lanciata dal reparto di pneumologa dell'ospedale di Camerino.
Hanno fatto riferimento alla dottoressa Gabriella Mazzoli dell'associazione “A cuore … aperto” per aiutare il Covid-Hospital della città ducale attraverso una donazione di circa 5.500 euro.
I lavoratori della cartiera sono infatti certi che tante singole gocce possono formare un oceano: un prezioso aiuto, quindi, per questo centro interamente dedicato alla lotta contro un nemico invisibile che ha tragicamente colpito l'Italia e il mondo intero.
"Un particolare ringraziamento - da parte dei dipendenti dei due stabilimenti - a tutti i medici e sanitari che ogni giorno mettono in campo tutte le loro forze per curare i pazienti affetti da Covid-19".

Lisa Grelloni

eb2a928d da4c 4ea8 a368 6695d76d6839
Un ecografo palmare VscanExtend e un ecografo LOGIQ V2, per un valore complessivo di € 28.000, sono stati donati all’Area Vasta 3 grazie alle donazioni raccolte nella campagna online “Coronavirus- Insieme per le Marche”, a cui hanno aderito, tra gli altri, la famiglia Giorgi Umberto di Tolentino e la FinprojectS.p.a.

La Direzione dell’Area Vasta 3, rispettando la volontà dei donatori, ha subito provveduto alla consegna delle apparecchiature al reparto rianimazione dell’ospedale COVID di Camerino, diretta dal Dott. Angelo Leo, e all’unità operativa terapia del dolore dell’ospedale di Macerata, diretta dal Dott. Giampiero Di Serafino. Si tratta di strumenti che saranno di grande aiuto agli operatori sanitari anche dopo il superamento di questa emergenza che tocca tutti da vicino.


f.u.
A Camerino, non si spegne l’eco della domenica di sconvolgimento a causa della decisone  piovuta come un fulmine a ciel sereno della riconversione dell'ospedale locale  per riservarlo ai soli pazienti contagiati da Coronavirus, come punto di riferimento della provincia di Macerata. E’ di ieri la redazione e firma del documento congiunto da parte di maggioranza e minoranza che, oltre a chiedere un incontro, formula determinate richieste al presidente del Consiglio, al Commissario per l’emergenza e al Presidente della Regione Marche. Sante Elisei, presidente della Fondazione Casa Amica che gestisce la casa di Riposo di Camerino è tra coloro che domenica pomeriggio hanno fatto sentire voce forte in occasione della convocazione d’urgenza voluta dal sindaco Sborgia per riunire l’intero Consiglio comunale e tutti i sindaci dell’entroterra davanti ai rappresentanti della regione e alle autorità sanitarie delle Marche. 
Sono profondamente preoccupato - dichiara Elisei- Lo sono innanzitutto per gli ospiti di Casa Amica, visto che passo per passo stiamo eseguendo tutte le direttive del governo aggiornandole quotidianamente con tutte le difficoltà che ne conseguono. Abbiamo inserito tutti i dispositivi di prevenzione, sia per il personale che lavora all'interno della casa riposo, sia per i visitatori e rinnoviamo le modalità di ingresso ormai quasi quotidianamente dato che i decreti sono quasi giornalieri.  Siamo ben coscienti che in una situazione delicata come l'attuale- prosegue Elisei- sia necessario l'impegno di tutti e lo stiamo facendo. Quello che disapprovo fortemente è l'atteggiamento che ha avuto la Regione che, altro non è che un atto di prepotenza nei confronti di noi tutti. Non posso che definirlo tale - continua Elisei- perchè la decisione che riguarda il nostro ospedale non è un atto conseguente ad un momento di confronto o ad un ragionamento  fatto con le autorità locali. Solo un atto di prepotenza che è stato presentato alla popolazione e all'amministrazione comunale quando era già fatto e compiuto e quando i pazienti erano già in viaggio verso altri ospedali. Un atteggiamento dunque arrogante che va a colpire un territorio che di tutto aveva bisogno meno che di una imposizione come questa.  E in tutta semplicità - spiega Elisei- ci tengo a dire che di fronte alla prepotenza non ci può essere la comprensione. 

Non è questione di egoismo, mancanza di accoglienza,  o campanilismo:  se tu fai un atto di prepotenza non puoi ricevere in cambio la comprensione, perchè scatta il bisogno di proteggersi, di reagire e contrastare qualcosa di profondamente ingiusto e poco democratico. Dovessi mettermi nei pani dell'ammnistrazione locale, sicuramente constaterei di non avere dalla mia parte gli strumenti necessari  per poter cambiare nell'immediato questo tipo di percorso.  La proposta che io ho fatto all'amministrazione e che faccio a tutti coloro che siano in grado di incidere e che abbiano più potere di me, è quella di formulare un accordo molto chiaro e molto preciso. 

Noi -conclude Elisei-  non abbiamo bisogno di promesse. Sono oltre tre anni e mezzo  che tutto ci promettono e niente ci danno. Con le promesse dunque non ci facciamo nulla, né con le delibere  e neppure con i Decreti regionali, che forse potremmo utilizzare unicamente per accenderci il fuoco durante l'inverno. A noi serve una  certezza. E la certezza è che siccome in questi anni in tutta la regione Marche sono stati chiusi oltre 11 presidi ospedalieri, da domani questi presidi che sono vuoti vengano attrezzati e non appena sarà pronto il primo, altra certezza deve essere che l'ospedale di Camerino venga ripristinato. Questo territorio massacrato dal terremoto ha bisogno di un ospedale. Questo è quello che personalmente propongo e che spero trovi accoglimento". 
C.C.
Pagina 1 di 3

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo