Sono ben 500 le mascherine che un donatore anonimo, che attraverso la sezione ADMO Monti Azzurri di San Ginesio, ha voluto offrire alla comunità ginesina.

A comunicarlo al sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, è stata la Presidente dell’Associazione Alessandra Spurio che, in questo difficile momento, non poteva non accogliere con entusiasmo un gesto di tale magnanimità e soprattutto necessità.

Le mascherine sono in tessuto trilaminato, interamente lavabili a 60° in lavatrice e quindi riutilizzabili.

L’Associazione, grazie alla preziosa collaborazione del Comune di San Ginesio e dei volontari della Protezione civile, ha già iniziato la distribuzione. Per espressa richiesta del donatore, le mascherine, consegnate in bustina trasparente sigillata, saranno recapitate a ciascuna famiglia residente dentro e fuori le mura.

GS

Il lavoro inteso come una missione e la volontà di diventare quello che si sognava fin da bambini, nonostante la vita a volte ci scombini i piani.
Alessio Salvucci Salice, di San Ginesio, è infermiere da 11 anni all'ospedale di Camerino e proprio ieri è diventato dottore. Una laurea che acquista un valore più grande se si pensa al sogno che è riuscito a realizzare ed al periodo in cui c'è riuscito.
Il giovane ginesino ha dimostrato che volere è potere e, dopo i turni stancanti di un infermiere che lavora nel reparto di Rianimazione del Covid Hospital, ha di nuovo messo l'alloro in testa.
La laurea è, infatti, arrivata nel momento più difficile per chi lavora in ambito sanitario: "Una grande gioia - confida Alessio - anche se è un momento difficile, ma è in questi momenti che si riscopre il valore dei sacrifici. Per me è un onore mettermi in campo con una nuova professionalità. In fondo questa è una missione per chi la vive con passione e sono felice di poter dare qualcosa in più".

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Il giovane comincerà ad aprile il tirocinio che lo abiliterà al nuovo ruolo: "Secondo le direttive ministeriali - spiega -  dal 7 aprile comincerà un tirocinio di tre mesi. La destinazione deve ancora essere comunicata. Successivamente, a fine giugno, sarò automaticamente abilitato, grazie alle ultime modifiche del Ministero che con l'emergenza sanitaria ha annullato l'esame di Stato".
La storia di Alessio è ancora più bella quando racconta il suo percorso di studi: "Quella per la medicina è una passione che ho da sempre - dice - . Quando ho finito le scuole superiori ho provato entrambi i percorsi (Quello di Scienze Infermieristiche e quello di Medicina e Chirurgia ndr), poi mia moglie è rimasta incinta e ho proseguito il corso di infermieristica per lavorare subito e poter avere basi economiche solide per la famiglia. Dopo aver cominciato a lavorare - racconta - ho intrapreso anche il percorso di Medicina e Chirurgia, portando avanti lo studio ed il lavoro, grazie alla disponibilità dei colleghi e delle caposala che si sono succedute. Un grande grazie - aggiunge - va a tutti loro perchè altrimenti non ce l'avrei fatta, così come non ci sarei riuscito senza l'appoggio della mia famiglia".

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Con la caposala Samantha Bartolucci

Poi un commento su quello che lui stesso, insieme ai suoi colleghi, stanno vivendo in questo periodo di emergenza sanitaria in uno degli ospedali adibiti ai malati di Coronavirus: "Per me è un momento particolare - spiega - , sia dal punto di vista personale che professionale, perchè stiamo vivendo un periodo molto difficile per noi e per i pazienti.
È stato tutto turbolento, dal momento l'ospedale è diventato Covid Hospital a quando sono arrivati i primi pazienti. Nel periodo del cambiamento io mi trovavo fuori per ultimare i lavori di tesi, quindi ho cominciato dopo che i pazienti erano arrivati. Quello che rimane più in mente sono la solitudine dei pazienti e la sofferenza che si acuisce lontano dai famigliari. Diventare dottore in questo periodo mi rende orgoglioso - conclude - . Mi prenderò carico di questa responsabilità in più. Spero di essere all'altezza. Continuerò a metterci impegno e passione". 
Sono queste, per noi, le storie da raccontare nelle difficoltà. Quelle che ci rassicurano e mantengono viva la luce della speranza.

Giulia Sancricca







San Ginesio si stringe virtualmente attorno al santissimo crocifisso per superare con la preghiera questo difficile momento di emergenza.

Domani, infatti, alle 11 il Crocifisso sarà esposto in piazza Gentili per una benedizione a tutto il popolo ginesino.
Si tratta di una iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dal parroco padre Antonio Tripadi, con il beneplacito del vescovo di Camerino Francesco Massara.

“Un gesto di fede e speranza verso l’intera comunità che in questo particolare momento storico, ha bisogno della protezione, dell’aiuto e della santificazione del paese affinchè venga liberato dalla paura e dalla malattia provocate da questa improvvisa calamità” ha dichiarato il parroco del paese.

Il sacro ligneo simulacro rappresentante il Cristo crocifisso, è noto a tutti i ginesini per i suoi rapporti con la storia del paese, è infatti lo stesso che testimonia il rientro in patria dei 300 esuli nel 1450, rievocato nella manifestazione de “Il Ritorno degli Esuli”. In questa specifica circostanza storica viene celebrato per aver riportato la concordia in un paese allora dilaniato dal risentimento politico.

Si ricorda inoltre che in molte circostanze particolari di carattere pubblico invalse l’uso di ricorrere alla Sacra immagine per impetrare celeste soccorso, soprattutto contro le catastrofi naturali, come la siccità, i terremoti, la processione del 1627 per implorare la cessazione del maltempo che imperversava nel mese di maggio inoltrato, così come in altre tipologie di disastrose evenienze si attribuì soprannaturale tutela al Cristo crocifisso proveniente da Siena.

Il 12 maggio del 1730 dopo una violentissima scossa di terremoto, non essendovi stata alcuna vittima, i ginesini riconobbero di essere stati protetti dalla venerata immagine. Ad esso, simbolo di spes desparantium, venne anche attribuita la pia consuetudine di supplicare la guarigione di malati gravi.

Visti i decreti restrittivi, sarà assolutamente vietato partecipare alla benedizione, ma tutti i cittadini potranno seguire la cerimonia in diretta sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di San Ginesio https://www.facebook.com/Comune-San-Ginesio-1730843703631874/

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Immagine Crocifisso ligneo San Ginesio
"Voglio prendere aria buona". Questa la risposta di un uomo di 46 anni, disoccupato di Mogliano, che è stato fermato ed identificato oggi, verso l’ora di pranzo, dagli agenti della Polizia locale di San Ginesio.
L’uomo passeggiava tranquillamente per le vie del paese senza indossare nessun dispositivo di protezione, quasi fosse ignaro della grave emergenza del periodo.

Una volta fermato, gli agenti hanno provveduto a richiedere all’uomo se fosse in possesso dell’autocertificazione o se comunque il suo “peregrinare” fosse eventualmente legato a questioni strettamente necessarie ma l’uomo ne ha data una sua: “Sono venuto a San Ginesio per prendere aria buona”.

Da quanto è emerso, l’uomo ha dichiarato di essere arrivato questa mattina con il suo camper in sosta nell’area riservata.

Il 46enne è stato denunciato per l’inosservanza delle disposizioni contenute dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri relative alle misure di sicurezza per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

GS
Potrebbero riaprire per la consegna delle pensioni gli uffici postali di San Ginesio che hanno chiuso i battenti, a causa dell'emergenza sanitaria, la scorsa settimana.
Una decisione che aveva fatto indignare il primo cittadino, Giuliano Ciabocco, in disaccordo sulla decisione non condivisa con l'amministrazione, di lasciare senza sportello i cittadini del centro storico del suo paese.
"Mi sono confrontato con gli addetti questa mattina - commenta il sindaco - e mi hanno detto che stanno valutando una riapertura prima della fine del mese per garantire il pagamento delle pensioni. Vorrebbero anticipare ed effettuare i pagamenti per ordine alfabetico così da evitare assembramenti. Nulla, comunque, è ancora confermato".
Pare che la decisione di riaprire nel periodo di consegna delle pensioni non faccia riferimento solo agli uffici del centro di San Ginesio, ma anche a tutti gli altri che avevano scelto di chiudere a causa del Coronavirus. 

GS



Gli uffici postali di San Ginesio chiudono per il Coronavirus e il sindaco si indigna.
È bastato un foglio affisso fuori dall'ufficio postale per comunicare che da domani, 12 marzo, gli uffici resteranno chiusi e che sarà possibile ritirare la corrispondenza in giacenza quando saranno riaperti.
Indignato Giuliano Ciabocco annuncia di voler prendere provvedimenti: "Sono esterrefatto dal comportamento di Poste Italiane - dice - . Nessuno ha avvisato il Comune né il sottoscritto. Ritengo gravissimo e irrispettoso nei confronti dei cittadini ginesini tale comportamento, soprattutto in questo particolare momento in cui, oltre agli enormi disagi provocati dal sisma del 2016, si aggiungono quelli legati al coronavirus e tutto ciò che sta provocando

Ritengo questa scelta una "interruzione di pubblico servizio" e stiamo valutando le varie azioni da intraprendere".

GS
"Mario Scagnetti, il ricordo di un uomo" è l'evento che si tiene questa domenica 2 febbraio a San Ginesio, presso l'Ostello della Gioventù alle ore 16, per ricordare la figura del sindaco ginesino scomparso un anno fa ad appena 60 anni. L'evento è organizzato dal Circolo Culturale intitolato proprio a Mario Scagnetti, che vuole ricordare la figura di un amministratore che tanto ha dato alla comunità ginesina, ma soprattutto, come sottolineato, l'uomo.
"Sicuramente Mario ha significato molto per la comunità di San Ginesio - spiega Simone Ansovini, uno dei soci fondatori del circolo e amministratore nel periodo in cui Scagnetti è stato sindaco - Con lui abbiamo condiviso 10 anni di percorso amministrativo culminato con il dramma del terremoto del 2016 e più ancora con il periodo della sua malattia che lo ha portato alla morte e che ha profondamente colpito tutti noi che gli siamo stati vicini, oltre all'intera comunità di San Ginesio. Abbiamo così deciso di ricordarne la figura creando questo circolo culturale con l'intento di continuare a ricordarlo anche negli anni a venire per continuare ad avere vicini la sua figura e i suoi insegnamenti".
Essenziale, sottolinea Ansovini, il ricordo dell'uomo. "Mario era un uomo di fede e di educazione cattolica e una persona molto benvoluta da tutta la cittadinanza, al di là dei colori e delle appartenenze politiche. Il suo tratto caratteristico è stato sicuramente quello della bontà e dell'affabilità. Una persona che aveva sempre una parola per tutti e questo non è venuto meno neppure nel periodo della sua malattia, che ha portato un uomo forte, dinamico a trasmettere, anche nella sofferenza, a tutti la forza per andare avanti"
Le telecamere di Rai Uno con il programma Linea Verde arrivano in provincia. Nei prossimi due giorni, infatti, saranno impegnate tra San Ginesio, Ripe San Ginesio ed altri paesi. Domani, infatti, le riprese di Linea Verde saranno nel borgo di San Ginesio. Dopo un primo sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi, la troupe dello storico programma televisivo che illustra l’agricoltura italiana e le sue eccellenze in onda su Rai 1, racconterà San Ginesio attraverso un viaggio alla scoperta del borgo e di alcune sue eccellenze culturali, produttive, ricettive e gastronomiche.

I conduttori Beppe Convertini, Ingrid Muccitelli e Peppone Calabrese passeggeranno per San Ginesio e lo vivranno in tutta la sua – seppur ferita- bellezza; conosceranno la realtà della Fattoria Scagnetti che produce carni garantite dal marchio IGP (indicazione geografica protetta); la Società Agricola Lai e suoi ottimi prodotti caseari; l’Agriturismo bioecologico “La Quercia della Memoria”che ospita l’Agrinido, quale progetto educativo altamente innovativo.

Un racconto tutto al positivo che metterà al centro uomini e donne che riescono a portare avanti con forza, passione e dedizione la loro attività per il bene di un intero territorio, superando tutte le difficoltà.

San Ginesio, infine, si giocherà un’altra sua carta vincente deliziando il palato dei conduttori con il piatto tipico del Polentone, realizzato dalla maestria della signora Feltrina. A curiosare in quei momenti anche il direttore e il capo redattore de L'Appennino Camerte.

Giovedì la troupe della trasmissione sarà a Ripe San Ginesio, per raccontare il Paese ed il progetto di valorizzazione e riqualificazione del Centro storico “Qui:Borgofuturo”.

I servizi saranno dedicati alle tradizioni, alle tipicità e peculiarità del nostro territorio. A catturare l’attenzione della nota trasmissione televisiva, anche le attività artigianali ed i laboratori aperti nel centro storico, in immobili concessi dall’Amministrazione in locazione a canone simbolico, per favorire l’animazione ed il ripopolamento del paese.

Una strategia vincente, perseguita da tempo e solo rallentata per effetto del sisma, che ha fatto sì che oggi siano presenti nel Borgo una Bottega alimentare, in gestione comune con il Bar, un Birrificio artigianale, un Bottega di Arte ceramica, un Punto del Pensiero.

Il Progetto “Qui: Borgofuturo” è in fase di sviluppo. Presto l’emanazione di nuovi bandi per la concessione di ulteriori immobili.

La puntata andrà in onda domenica 2 febbraio alle 12.20.

GS

“Tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, qualsiasi sia il loro sesso, luogo di nascita, religione e lingua”, è questo il principio fondante della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza adottata 30 anni fa, il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU). La Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che in Italia è stata ratificata il 29 maggio del 1991, si celebra in tutti gli angoli del mondo per sancire il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e a non essere discriminati in nessun modo e per nessun motivo.
"Nessuno direbbe che alcuni bambini hanno meno diritti di altri - scrive l'agrinido di San Ginesio -, eppure nel piccolo borgo di Vallato a San Ginesio nelle Marche da oltre tre anni 22 bambini da 0 a 6 anni sono discriminati e violati di un loro diritto fondamentale, avere una nuova struttura dopo che i terremoti del 2016 hanno reso inagibili gli spazi che ospitavano i servizi educativi autorizzati e accreditati dell’asilo nido e dell’Agri-Infanzia, gestiti dall’azienda agricola “La Quercia della Memoria” in convenzione con il Comune di San Ginesio".

L’Agrinido, Agri-Infanzia della Natura è un progetto educativo innovativo, che ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale per il suo approccio caratterizzato da attività all’aperto, immersi nella natura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo tre anni dal terremoto 2016 ospita oggi 22 bambini 0-6 anni, una utenza in crescita nonostante la precarietà della tenda Yurta, un autentico miracolo in un territorio montano marginale che vede ridursi sistematicamente la popolazione scolastica, con Istituti comprensivi e plessi a rischio chiusura per carenza di alunni.

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l'interno della yurta

Nonostante la mobilitazione dei genitori dei bambini che hanno acquistato il terreno dove dovrebbe essere realizzata la nuova struttura, donato poi al Comune di San Ginesio, e realizzato il progetto architettonico esecutivo, non si riescono a trovare le risorse finanziarie necessarie per avviare i lavori della ricostruzione. Fondi introvabili nei bilanci ordinari degli Enti Pubblici e nelle risorse straordinarie della ricostruzione post-terremoto a causa di paradossi burocratici ed una ingiustificata complessità delle norme e procedure.

Per richiamare l’attenzione delle Istituzioni nazionali e regionali, incredibilmente sorde e indifferenti ai numerosi appelli lanciati da questa piccola comunità educante nel cuore del cratere del terremoto, i piccoli bambini dell’Agrinido/Agri-Infanzia della Natura, insieme ai loro genitori e alle loro educatrici lanciano nella Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia una Campagna “dalla Tenda Yurta alla Scuola” per rivendicare il loro diritto all’istruzione di qualità. Partendo dal piccolo borgo di Vallato, con gran parte delle case oggi demolite, i piccoli allievi realizzeranno un percorso ideale e laboratori manuali per immaginare la loro nuova scuola, realizzando una loro campagna di comunicazione e sensibilizzazione per ricordare che non può essere considerata normale la presenza per 3 anni di 22 bambini all’interno di una tenda.

GS
Un viaggio all’insegna dell’accoglienza, dell’amicizia e dell’ospitalità quello appena vissuto dal
sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che i giorni scorsi ha presentato il proprio territorio in occasione del "2019 Jiangsu International Conference on Township Development”, organizzato dall’Associazione per l’Amicizia con i paesi stranieri della Regione dello Jiangsu.
Ciabocco ha rappresentato la delegazione dei comuni Bandiera Arancione (l’unica
delegazione italiana ad essere stata invitata), di cui ricopre il ruolo di vice presidente.
Al Forum che si è svolto nella città di Suzhou, a Le Meridien Hotel, dove hanno partecipato ben altre
250 delegazioni provenienti da tutto il mondo, San Ginesio ha avuto la possibilità di far conoscere
le proprie bellezze, descrivendone e mostrandone - anche attraverso proiezioni - l’aspetto artistico
culturale e turistico.
Durante l’evento, alla presenza delle più alte cariche della Regione dello Jiangsu, è stato sottoscritto
un Memorandum d’Intesa per la Cooperazione Amichevole con lo scopo di facilitare gli scambi
amichevoli tra i paesi della Regione dello Jiangsu (Cina) e i paesi italiani.
Il patto di Amicizia firmato dal Comune di San Ginesio è con la municipalità Haiyu e in virtù di questo 
accordo si potranno sviluppare relazioni amichevoli per migliorare la conoscenza reciproca della
Cina e dell’Italia; istituire piattaforme per la promozione degli scambi e la cooperazione tra i due
paesi; incentivare progetti di collaborazione per promuovere la cooperazione nei settori economico
commerciale, culturale e del turismo.

GS
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