Anche il docente Unicam David Vitali, nel team internazionale che ha realizzato un primo prototipo di radar quantistico. La nuova tecnica di rivelazione oggetti a distanza basata sulla quantistica, è stata sviluppata in Austria nell'Istiuto di Scienze e tecnologie,  con la collaborazione delle Università di Camerino e di York (Regno Unito). Lo  studio è stato pubblicato l'8 maggio nella rivista  Science Advances.
I fisici Shabir Barzanjeh e Johannes Fink dell’IST austriaco, Stefano Pirandola dell'Università di York  e David Vitali dell'Università di Camerino, hanno inventato e dimostrato sperimentalmente un nuovo prototipo di radar che utilizza l’entanglement quantistico per rivelare  appunto un oggetto a distanza. Questa integrazione della fisica quantistica nella vita quotidiana può influenzare in modo significativo il settore biomedico e della sicurezza. 

L’entanglement quantistico è un fenomeno fisico per cui due particelle rimangono interconnesse, continuando a condividere caratteristiche fisiche a prescindere dalla loro lontananza reciproca. Il lavoro appena pubblicato ha dimostrato una nuova tecnologia di rivelazione chiamata “illuminazione quantistica a microonde” che fa uso di fotoni a microonde correlati quantisticamente come metodo di rivelazione. Il prototipo, noto anche come “radar quantistico”, è in grado di individuare oggetti in ambienti altamente rumorosi in cui i classici sistemi radar solitamente falliscono. La tecnologia ha il potenziale per applicazioni di imaging biomedico a bassissima potenza e scanner per la sicurezza.

Sotto,  illustrazione del radar quantistico
illustrazione prototipo di radar quantistico

I principi di funzionamento alla base dello strumento sono semplici: invece di usare microonde convenzionali, i ricercatori correlano due fasci deboli di microonde, il signal (segnale) e l'idler. Il segnale è inviato verso l’oggetto interessato, mentre i fotoni idler sono misurati in isolamento relativo, senza interferenza o rumore. Quando il segnale torna indietro riflesso dall’oggetto, l’entanglement tra i due fasci è perso, ma sopravvivono tracce della correlazione, sufficienti a creare una firma che descrive l’esistenza o l’assenza dell’oggetto bersaglio, indipendentemente dal rumore presente nell’ambiente.

Mentre l’entanglement quantistico in sé è fragile, il dispositivo offre alcuni vantaggi rispetto ai classici radar. Ad esempio, a bassa potenza, i sistemi radar convenzionali solitamente soffrono la scarsa sensibilità perché hanno problemi a distinguere le radiazioni riflesse dall’oggetto dal rumore radiativo naturalmente presente. L’illuminazione quantistica offre una soluzione a questo problema, in quanto le similitudini tra i fotoni signal e idler, generati dall’entanglement quantistico, rendono molto più efficiente la distinzione tra il segnale (ricevuto dall’oggetto ricercato) e il rumore generato nell’ambiente

“Il messaggio principale del nostro studio– affermano i ricercatori – è che il ‘radar quantistico’ o l’‘illuminazione quantistica a microonde’ non sono solo possibili in teoria, ma anche in pratica. Se raffrontata con i classici strumenti di rilevazione a bassa potenza nelle stesse condizioni, è già possibile vedere che, nel caso di basso numero di fotoni, la rivelazione basata sulla fisica quantistica può essere superiore.”

Nel corso della storia, la scienza di base è stata una delle locomotive dell’innovazione, del cambiamento di paradigma e dell’avanguardia tecnologica. Sebbene rimanga la dimostrazione di un concetto, la ricerca del gruppo ha efficacemente avvalorato un nuovo metodo di rivelazione che, in alcuni casi, può essere già superiore ai radar classici.

“In passato, dimostrazioni come quella da noi provata sono spesso servite come pietre miliari nel raggiungere successivi avanzamenti tecnologici- dicono i ricercatori-. Sarà interessante vedere le implicazioni future di questa ricerca, in particolare per sensori a microonde di piccolo raggio”.

Questo risultato scientifico è stato possibile solo attraverso la collaborazione di fisici teorici e sperimentali, tutti guidati dal desiderio di indagare come la meccanica quantistica possa aiutare a superare i limiti fondamentali della rilevazione. Per poter presentare vantaggi anche in soluzioni pratiche, avremo bisogno anche dell’aiuto di esperti ingegneri elettronici; resta molto lavoro da fare per rendere il nostro risultato applicabile a rilevazioni nel mondo reale.

La ricerca è stata finanziata con fondi dell’Unione Europea dal programma di ricerca e innovazione europeo Horizon 2020, nell’ambito di un progetto che vede coinvolta l’Università di Camerino con il prof. David Vitali ed il prof. Stefano Mancini, entrambi membri della Sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie.











Grande interesse per l'intervento della scienziata Ilaria Capua che l’Università di Camerino ha ospitato virtualmente nel pomeriggio di giovedì 30 aprile.  Di fama internazionale la virologa italiana oggi direttrice del One Health Center of Excellence dell'Università della Florida, ha fatto il punto sullo stato dell’arte e su cosa ci aspetta, a partire dalla cosiddetta Fase 2, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. A dialogare con la prof.ssa Ilaria Capua è stato il prof. Guido Favia, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam

Dopo aver fatto un excursus su quanto successo e su come il virus abbia iniziato a diffondersi rapidamente in tutto il mondo scatenando la pandemia, la prof.ssa Capua si è anche soffermata sulle opportunità che potrebbero venir fuori da tutto questo.

“Il Covid-19 – ha sottolineato la prof.ssa Capua – ha portato molti segnali sulla sostenibilità del mantenimento di un sistema globalizzato all’attuale livello di interconnessione che poi però non è in grado di rispondere ad una grande minaccia. Sta inoltre fungendo da acceleratore di interdisciplinarietà, dal momento che ora tutti i ricercatori vogliono portare il loro contributo, non solo quelli che operano nell’area biomedica.”

“Un’altra opportunità che ci sta offrendo la pandemia – ha proseguito – è che le persone si stanno avvicinando alla scienza. Dopo aver sofferto di attacchi, di perdita di rispetto e di credibilità, ora tutti vogliono sapere di scienza. Si tratta di una occasione che soprattutto le università non devono lasciarsi sfuggire”.

Un onore e una grande occasione per gli  studenti di Unicam nonchè per l’intera comunità universitaria, ha definito l'incontro il Rettore Claudio Pettinari:
"R
ingrazio il Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria Guido Favia per aver fatto da tramite ed aver dato ai nostri studenti questa opportunità. Abbiamo fortemente voluto avviare questo ciclo di incontri per dare non solo alla comunità universitaria, ma a tutti gli interessati, un momento di confronto con autorevoli personaggi di livello internazionale, per provare a capire meglio cosa sta succedendo, cosa dovremo aspettarci, cosa ne sarà della nostra quotidianità e della nostra socialità, sia ora sia quando l’emergenza sarà superata. Ringrazio gli ospiti che hanno voluto essere con noi e quanti lo saranno nei prossimi appuntamenti”.

L’incontro con la prof.ssa Capua si inserisce nel ciclo di incontri telematici sul tema “Opinioni per Unicam – tra scienza e sentimento” che, con notevole successo di pubblico, ha visto protagonista del primo appuntamento, il poeta e paesologo Franco Arminio che ha dialogato con il Rettore Pettinari sul ricordo come fondamenta per il futuro e, sulla situazione che si sta vivendo in questo particolare momento nelle aree interne del nostro Paese.
C.C.




L’Università di Camerino e l’Università Politecnica delle Marche stanno realizzando due laboratori per testare l'efficacia delle mascherine chirurgiche prodotte dalle imprese manifatturiere  per arginare la pandemia.
A fronte delle richieste della Regione Marche, delle associazioni di categorie e della Camera di Commercio delle Marche, i due atenei si sono subito attivati per la creazione di laboratori per eseguire i test di efficacia e sicurezza sulle mascherine chirurgiche.

Nasce da questa esigenza il servizio di test che le due università  offriranno, attraverso i loro laboratori, con la finalità di incentivare, potenziare ed implementare attività utili alla gestione dell’emergenza sanitaria COVID-19, svolgendo ricerca e offrendo servizi di prove sperimentali. I laboratori di prove per maschere facciali saranno da supporto alle strutture sanitarie, agli operatori, alle imprese e ai cittadini. In particolare saranno forniti servizi di prova alle imprese manifatturiere che intendono produrre maschere facciali a uso medico (mascherine chirurgiche).

“Sostengo da sempre – ha sottolineato il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari – che l'innovazione tecnologica che si produce nei laboratori universitari debba essere messa a disposizione del territorio, in ogni sua forma; questo è uno dei principi della Terza Missione degli Atenei e questa volta, in collaborazione con il collega Rettore prof. Gregori, che ringrazio, abbiamo voluto declinarla in una azione concreta a beneficio della collettività e della salute pubblica. Abbiamo fatto con orgoglio un grande sforzo per implementare la strumentazione a disposizione nei nostri laboratori e ringrazio i colleghi docenti e ricercatori che si sono subito resi disponibili per effettuare i test che potranno iniziare già a partire dalla prossima settimana”.

“Mai come in questo momento si comprende il valore della ricerca scientifica a favore di tutti – afferma il Rettore Univpm Prof. Gian Luca Gregori-. Il nostro laboratorio è frutto di un lavoro di squadra dove hanno lavorato insieme docenti e personale in modo interdisciplinare di Scienze, Ingegneria e Medicina. L'Università oltre a fornire formazione e dare ai suoi laureati nuove conoscenze ha anche un ruolo importante nella ricerca e innovazione per il territorio, per le imprese e i cittadini, e questo si può ottenere solo mettendo in sinergia le diverse competenze. La collaborazione con l’Università di Camerino avviata da tempo prosegue anche oggi e ringrazio per questo il Rettore prof. Pettinari”.
C.C. 
All'Università di Camerino, proseguono con successo gli studi sulla Mela Rosa dei Monti Sibillini, una delle varietà più antiche delle Marche.

In un recente lavoro di ricerca pubblicato sulla rivista Molecules dal titolo ‘Hepatoprotective effects of standardized extracts from an ancient Italian apple variety (Mela Rosa dei Monti Sibillini) against carbon tetrachloride (CCl4)-induced hepatotoxicity in rats’ l’unità di ricerca Unicam, coordinata dal prof. Filippo Maggi, ha valutato l’effetto epatoprotettivo di un estratto idroalcolico ottenuto dalla buccia della mela rosa dei Monti Sibillini.

Lo studio, condotto in collaborazione con la Teheran University of Medical Sciences, ha dimostrato che l’estratto di mela rosa, standardizzato in proantocianidine, flavonoli e triterpeni, è stato in grado di diminuire in maniera significativa lo stress ossidativo e l’infiammazione nel fegato trattato con il tetracloruro di carbonio, noto per la spiccata tossicità a livello epatico.

In particolare, la somministrazione dell’estratto ha ridotto in maniera significativa il livello delle transaminasi, aumentando l’attività di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi e riducendo i livelli di citochine infiammatorie. Il miglioramento si è osservato anche da un punto di vista istopatologico con una riduzione delle aree di necrosi, infiammazione e congestione epatica.

Nell'aggiungersi alle precedenti ricerche nell’ambito del progetto di dottorato Eureka su “I fitonutrienti della mela rosa dei monti Sibillini: aspetti fitochimici e proprietà salutistiche”, tale studio, finanziato dalla Regione Marche, dal Bacino Imbrifero Montano del Tronto, e Unicam, in collaborazione con il Comune di Montedinove, dimostra come la mela rosa abbia tutte le carte in regola per essere utilizzata come fonte di nutraceutici per la prevenzione di malattie legate allo stress ossidativo ed infiammazione.
C.C.





Castelraimondo dà il via a test diagnostici e tamponi alla popolazione,  per il controllo e il monitoraggio del diffondersi del coronavirus.
In previsione di una fase 2 nella quale si assisterà ad un allentamento delle misure restrittive, l'amministrazione comunale ha deciso di avviare uno studio volto a monitorare la diffusione del coronavirus tra i cittadini del territorio. L'attività si svolgerà in collaborazione con l'Università di Camerino  e referente per lo studio sarà il professore Guido Favia, direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, parassitologo da anni impegnato nello studio delle malattie infettive, col contributo del professor Andrea Crisanti, virologo di fama internazionale, professore ordinario all’Imperial College di Londra e all’Università di Padova.  
"Abbiamo ritenuto di dover dare il via a questa indagine- afferma il sindaco Renzo Marinelli- per cercare in qualche modo di essere pronti ad eventuali nuove diffusioni del contagio. Servirà perlomeno ad avere sottomano la situazione e capire quali potrebbero essere gli sviluppi. E' per questo che abbiamo deciso di avvalerci della competenza e della preparazione dell'Università di Camerino, interfacciandoci con il rettore e, in particolare con il professore Guido Favia. Ci avviamo pertanto a sottoscrivere un protocollo d'intesa che ci permetta di procedere a questa indagine, confidando che i risultati possano rivelarsi utili, non solo per il comune di Castelraimondo, ma per tutto il territorio. Crediamo che comprendere una possibile evoluzione del contagio e i suoi eventuali sviluppi, rapresenti un'ottima arma di prevenzione nei confronti di nuove esigenze e problematiche che potrebbero prospettarsi".  

Costruire una strategia di controllo e prevenzione alla diffusione da Covid-19, nella realtà locale dove insiste l'ateneo, è un motivo in più per Unicam di parteciparvi con grande piacere. Ad esprimersi in questo senso è lo stesso prof. Favia, nel sottolineare il valore di una collaborazione che dà la possibilità ad Unicam di mettere a disposizione le proprie competenze in ambito microbiologico e in quello delle malattie infettive per poter avviare l'attività di monitoraggio e contribuire ad una mappatura a livello locale che potrà essere utile per fotografare con puntualità l’andamento della pandemia. 
Lo studio avrà una durata di sei mesi e inizialmente si effettueranno tra i 100 e i 500 test con possibilità di ampliamento in base agli esiti dello studio e all’andamento della pandemia. Le attività prevedono, con questo sviluppo, l’applicazione del tampone diagnostico per la ricerca della presenza del Coronavirus (SARS-CoV-2) a una popolazione di residenti che abbiano avuto contatti con alcuni focolai già identificati, la ripetizione dell’analisi precedentemente descritta al giorno 9 dalla prima applicazione, le analisi epidemiologiche basate sui dati di positività/negativa ai test con i tamponi, eventuali applicazioni dei tamponi a un secondo campione di popolazione residente a Castelraimondo, quantificabile solo successivamente poiché strettamente dipendente dalla prima analisi. Lo studio prevede anche eventuali integrazioni ai test diagnostici mediante tamponi, attraverso l’uso di test sierologici rapidi e la formalizzazione, da parte degli scienziati, di linee guida di comportamento che saranno divulgate con le opportune modalità.

"E' un progetto ambizioso per il quale metteremo già in campo dei nostri fondi- spiega il sindaco Marinelli- dopodichè vedremo se ci sarà la possibilità di contributi da parte di privati o da parte di altri enti. Di sicuro, da parte nostra vogliamo garantire che il tutto venga realizzato. E' quanto abbiamo stabilito con un gruppo di lavoro che si è creato e nel quale è coinvolta anche la minoranza,  per portare avanti iniziative di comune accordo. Ci stiamo impegnando per far fronte a questa attività e, sicuramente ci impegneremo anche per trovare le risorse necessarie - sottolinea -. In un momento come questo- aggiunge il sindaco-  le risorse sono di certo importanti ma credo che il punto essenziale sia comprendere i possibili sviluppi di questa epidemia: salvare anche una sola persona dall'ammalarsi, varrebbe già tutto il costo dell'ipotetico investimento da mettere in campo. L'investimento sulla salute è fondamentale; se pensiamo anche alla preoccupazione di una problematica come quella riscontrata nella nostra Casa di riposo, è chiaro che si rafforza ancora di più la convinzione che occorra per quel che è possibile fare del tutto affinchè certe situazioni non abbiano più a verificarsi. A fatto avvenuto diviene difficile potervi porre rimedio e dunque, credo fermamente che fare un'opera di prevenzione in questo momento sia essenziale. Da parte nostra -conclude Marinelli-  abbiamo messo solo l'idea ma il progetto è stato sviluppato dall'ateneo di Camerino che lo porterà avanti;  il nostro impegno è nel trovare risorse affinchè il campione di popolazione coinvolto possa essere sufficiente e si possano avere dei dati attendibili. Che non vi siano altri focolai è l'augurio che ci facciamo tutti. Augurio che non essendo però sufficiente, ci spinge a mettere in campo delle azioni e cercare di fare tutto il possibile per essere pronti e prevenire". 

Carla Campetella







Anche la fisica quantistica dei sistemi complessi giunge in aiuto per la comprensione dei meccanismi di diffusione del contagio da coronavirus e della efficacia delle misure di contenimento.
Pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Condensed Matter”, un lavoro di ricerca dal titolo “Ostwald Growth Rate in Controlled Covid-19 Epidemic Spreading as in Arrested Growth in Quantum Complex Matter”, relativo allo studio dell’efficacia delle misure di contenimento del coronavirus focalizzato sui tempi di raddoppio del numero dei contagi, prendendo in esame i dati ufficiali disponibili di Italia, Cina e Corea del Sud, che vede tra gli autori anche il prof. Andrea Perali, docente di Fisica alla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam.

L’estensione di questo lavoro ad altri Paesi, realizzato in collaborazione con i ricercatori dell’INFN, del CNR e della onlus RICMASS, è stato sottoposto alla revisione per una possibile pubblicazione su un’altra prestigiosa rivista scientifica internazionale, PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America.

Il risultato principale del lavoro di ricerca è stato quello di introdurre il "fattore di successo s" delle azioni di contenimento, che ci indica come stanno funzionando tali azioni. E’ stato provato che valori del fattore di successo s più piccoli indicano una crescita rapida del tempo di raddoppio del numero dei contagi, e quindi un progressivo rallentamento dei contagi stessi, mostrando così l’alta efficacia delle misure di contenimento.

Altro importante risultato è stato quello di  aver individuato per la diffusione del virus una curva dell’andamento temporale dei contagi caratterizzata da 4 fasi: una fase sotto-critica, in cui il numero dei contagi è contenuto ed ha forte oscillazioni casuali; una fase subito dopo soglia critica, con crescita esponenziale violenta, con tempi di raddoppio dei contagi molto breve, intorno ai 2-3 giorni; una fase di crescita rallentata dove il tempo di raddoppio aumenta in conseguenza delle azioni di contenimento (nel nostro Paese siamo ora in questa fase); una ultima fase di crescita arrestata o frustrata che segue il regime di crescita alla Ostwald, tipica dei processi di diffusione in sistemi quantistici complessi disordinati, fase raggiunta in Cina e Corea del Nord dove è stato applicato forti azioni di contenimento supportate dal metodo di tracciamento delle persone tramite App.

“Siamo molto soddisfatti – ha affermato il prof. Andrea Perali – per questo importante risultato, realizzato grazie ad un eccellente partenariato con competenze multidisciplinari. Vorrei sottolineare che si tratta di uno studio prettamente fisico, quindi finalizzato alla ricerca di leggi e comportamenti universali, meno sensibile a differenze nazionali nella raccolta dei dati ed a fluttuazioni statistiche. Analizzando i dati, abbiamo mostrato che in Cina e Corea del Sud i valori del fattore di successo sono molto bassi e confermano l’efficacia delle misure di contenimento adottate; in Italia il fattore s è leggermente più alto e ci colloca in una posizione intermedia rispetto alle situazioni molto più difficili di altri paesi, quale per esempio gli Stati Uniti”. “Abbiamo quindi introdotto – ha concluso il prof. Perali – un metodo di analisi tipico della fisica ed un parametro quantitativo che permette di confrontare i dati delle diverse nazioni, metodo che si può quindi affiancare alle analisi statistiche e biologiche, per aumentare ancora di più le conoscenze su questa problematica”.

“Sono ancora una volta a complimentarmi, anche a nome dell’intera comunità universitaria – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – con i nostri ricercatori, in questo caso in particolare con il prof. Perali, che stanno mettendo in campo tutte le proprie competenze nei diversi ambiti disciplinari scientifici, con l’obiettivo primario di fornire un contributo, un piccolo tassello che possa andare a comporre il puzzle che ci consentirà di comprendere a fondo questo virus e di adottare le misure di contenimento, di cura oppure preventive migliori e più efficaci, a beneficio di tutti noi e della salute pubblica”.
C.C.

LINK ALLA RICERCA

LINK ALLA NOSTRA TRADUZIONE DELLA RICERCA

L'Università di Camerino prosegue nell'attività di divulgazione scientifica rivolta agli studenti delle scuole superiori.  Dopo il grande successo riscosso dall'appuntamento con gli studenti delle quinte classi dei Licei di Camerino che ha visto circa 200 studenti, divisi in due sessioni,seguire con estremo interesse l'incontro “Coronavirus, questo sconosciuto”, tenuto  dai docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia, lo stesso seminario  sarà ripetuto il prossimo sabato per gli studenti delle classi terze e quarte, sempre dei Licei di Camerino.

Inoltre, venerdì 17 aprile  con contenuti più focalizzati alle nuove tecnologie e sempre in modalità telematica, "Coronavirus questo sconosciuto"si rivolgerà all'attenzione delle classi quinte dell’ITCG “Antinori” di Camerino. Protagonisti del seminario saranno questa volta i professori Guido Favia, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Michele Loreti, docente della sezione di Informatica, Francesco Rizzo, docente della Scuola di Giurisprudenza, Marco Materazzi, docente della sezione di Geologia, Stefania Scuri, docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e Davide Paciotti, docente della Scuola di Architettura e Design.
Ognuno di loro, sulla base delle proprie competenze. aprofondirà i diversi aspetti legati al coronavirus ed alla particolare situazione che stiamo vivendo.  Si andrà dall’analizzare il virus dal punto di vista biologico ai corretti comportamenti igienico sanitari da seguire, dalla georeferenziazione alle valvole stampate in 3D per “hackerare” maschere da sub e farle diventare respiratori per i pazienti in terapia subintensiva, dagli aspetti giuridici legati al distanziamento sociale alla natura e all’ambiente che riaffermano il loro ruolo.

I seminari saranno poi disponibili on line nel portale di divulgazione della ricerca di Unicam “Scienza e Lode” www.unicam.it/scienzaelode, a disposizione degli insegnanti che volessero utilizzarli come materiale di approfondimento per i propri studenti.

C.C.
"Da Unicam, una terapia che potrebbe aprire incooraggiianti scenari per la cura del Covid-19".  C'è Fiduciosa attesa all'Università di Camerino per gli esiti dei primi trial clinici di un protocollo di cura innovativo che potrebbe essere efficace sulla pandemia generata dal Coronavirus.

La terapia  è’ nata, infatti, all’interno dei laboratori dell’Ateneo camerte, in particolare dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Giacomo Rossi, medico veterinario della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam . Il prof. Rossi sta conducendo uno studio sul Coronavirus del gatto, FeCoV, nel quale da molti anni si verifica una patologia molto grave, per lo più ad esito mortale, di cui non esiste un protocollo terapeutico o un vaccino efficace/protettivo.

Studiando i siti recettoriali ed il modo con il quale i coronavirus si legano alle cellule dell'ospite, il gruppo di ricerca si è accorto di una particolarità di Covid-19: il virus presenta un numero maggiore di legami con i siti di glicosilazione del recettore ACE2 cellulare (il recettore che Covid-19 utilizza per entrare nelle cellule del polmone, dell'apparato digerente e del tratto genito-urinario dell'uomo). 

“I siti di glicosilazione – afferma il prof. Rossi – sono delle aree in cui delle molecole di zucchero semplice si legano ad una proteina ancorata sulla membrana cellulare. In particolare, ho notato che tutti questi siti di glicosilazione sono costantemente legati all'ultimo amminoacido della proteina di membrana, che è l'aminoacido Asparagina. Da qui l'idea di utilizzare un vecchio farmaco, ben noto presso gli oncologi che lo usano nella terapia della leucemia acuta dei bambini, la L-Asparaginasi, che è un enzima che eliminando l'aminoacido Asparagina "taglia" di fatto il legame dello spike virale con il suo specifico recettore cellulare, bloccando di fatto l'infezione.

Questo farmaco, unito alla già nota Clorochina che funziona bloccando l'ingresso del virus nella cellula tramite un altro meccanismo alterante il pH delle vescicole che trasportano il virus al proprio interno, e all'Eparina, che previene il danno acuto vascolare indotto dalla tempesta dell'infiammazione causata dal virus, e quindi la trombosi secondaria, copre in maniera completa infezione ed effetti dell'infezione sull'uomo”.

E poiché la scienza non conosce muri e steccati ma solo ponti e collaborazioni, grazie all’interessamento di un medico marchigiano, lo studio in brevissimo tempo viene analizzato dal noto imprenditore e scienziato Francesco Bellini, laureato ad honorem Unicam, cofondatore della società canadese Biochem Pharma e presidente, tra le altre, della ViroChem Pharma, nonché membro del Consiglio di amministrazione di Montreal Heart Institute Foundation e Canada Science Technology & Innovation Council.

Dopo un attento studio ed analisi è nato il brevetto che, in tre giorni, è stato depositato negli USA (Washington DC) e che già è in fase di valutazione in vari nosocomi statunitensi e canadesi per una rapida applicazione.

“Chiaramente è presto per poter dire se questa cura sarà efficace – ha dichiarato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – ma ancora una volta sono ad esprimere grande soddisfazione, a nome dell'intera comunità universitaria, per questo ulteriore successo che conferma l'eccellenza della qualità della ricerca scientifica dell'Università di Camerino, riconosciuta anche a livello internazionale. In questa occasione la soddisfazione è ancora più grande perché abbiamo messo in campo le competenze dei nostri ricercatori per trovare soluzioni che siano a beneficio della salute pubblica mondiale. Mi complimento con il prof. Rossi, di cui apprezzo le ottime capacità di ricercatore e divulgatore.
C.C.


Al via ad UnicamNuove ed emergenti prospettive per la società digitale”, primo ciclo di seminari di carattere divulgativo proposti dalla Sezione di Informatica 

L’emergenza della pandemia sta permettendo di valutare se siamo davvero pronti a cambiare la nostra cultura verso il digitale ed è importante capire quali potranno essere in futuro le sue potenzialità di crescita e di sviluppo e i vantaggi che ne potranno derivare alle imprese, alle pubbliche ammnistrazioni e alla vita quotidiana delle persone. Ideata dal prof. Flavio Corradini docente della Sezione di Informatica di Unicam, la prima serie di seminari accessibile dalla piattaforma Webex Meet inizia questo giovedì 9 aprile per concludersi nel primo ciclo venerdì 29 maggio. A cadenza settimanale, i docenti informatici di Unicam si alterneranno in modalità telematica per discutere di diversi argomenti. Al centro degli incontri moderati da Flalvio Corradini, le nuove prospettive che le scienze e tecnologie informatiche stanno offrendo alla nostra società.

L’emergenza della pandemia sta infatti permettendo di valutare se siamo davvero pronti a cambiare la nostra cultura verso il digitale e importante è capire quali potranno essere in futuro le sue potenzialità di crescita e di sviluppo, i vantaggi che ne potranno derivare alle imprese, alle pubbliche ammnistrazioni e alla vita quotidiana delle persone

“Con questa iniziativa- spiega il prof. Flavio Corradini- vogliamo offrire il nostro contributo alla situazione di grandissimo imbarazzo che tutti stiamo vivendo. Da più parti leggiamo e ascoltiamo che non sarà più come prima e, da parte nostra, stiamo cercando di interpretare come sarà la nostra società una volta  usciti da questa situazione emergenziale.  Considerato che le infrastrutture e i servizi digitali, stanno avendo in questi giorni un ruolo davvero significativo perché continuano a farci lavorare, e svolgere il nostro ruolo, a  divertirci, a farci guardare film o a farci decidere cosa leggere, evidentemente la questione digitale si impone sulla nostra vita in maniera importante e strategica, se dunque la società del digitale deve avere un ruolo sempre più importante nella nostra vita- continua Corradini -  con la sezione di Informatica  di Unicam- ci siamo interrogati per capire  quali siano le nuove ed emergenti prospettive per la società digitale e  quale contributo possiamo anticipare alle nostre imprese  alle nostre pubbliche amministrazioni e alla nostra vita quotidiana.
Abbiamo pertanto identificato  un primo ciclo di tematiche alle quali sicuramente ne seguiranno altre,  Si tratta di 8 seminari di approfondimento divulgativo, nel corso dei quali promettiamo di utilizzare un linguaggio comprensibile a tutti.
Le tematiche  sono di ampio interesse - prosegue il professore- ; si parlerà di dati e di sicurezza, di come trasformare i dati in informazioni per  simulare il futuro ed eventualmente cambiarlo  per fare business, per imparare in maniera professionale a gestire i processi di business  amministrativi nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni e ovviamnte sempre  nel rispetto delle regole. Affronteremo il ruolo che avrà internet e l'internet delle cose per controllare gli ambienti, per monitorare i nostri parametri vitali.  Insomma,  tematiche  di grandissimo interesse in un periodo nel quale secondo noi il linguaggio è ancora troppo  quello degli addetti ai lavori.  Noi crediamo tuttavia che una volta usciti da questa fase emergenziale ed entrati nella fase 2, questi temi rivestiranno un ruolo decisamente significativo ed è per questo che invitiamo tutti a partecipare a questi incontri totalmente gratuiti ulteriore testimonianza della sensibilità di Unicam sempre a disposizione dei nostri territori. Basta fare un click per entrare nella sala in streaming audio-video per trovarci tutti insieme a discutere". 
Primo appunatmento giovedì 9 aprile alle ore 18.30 con il prof. Francesco Tiezzi che approfondirà l'argomento: " Dalle criptovalute alla tracciabilità di beni e prodotti: il fenomeno emrgente delle BlockChain".  
" Si tratta di una tecnologia che riguarda  anche il mondo imprenditoriale della nostra regione e- conclude Corradibi- anche su questo tema siamo in contatto con degli imprenditori;  la questione della tracciabilità dei beni prodotti come tutti sapiamo e di grandissima rilevanza il digitale ci mette a disposizione queste tecnologie che si stanno sempre più usando  per un monitoraggio professionale dei fenomeni e dei percorsi dei nostri bene prodotti per una commercializzazione più sicura per memorizzare tutte le varie informazioni sui beni e prodotti che abbiamo a disposizione".
C.C.
I docenti dell'Università di Camerino, protagonisti del seminario "Coronavirus questo sconosciuto"  in programma questo sabato 4 aprile ai Licei di Camerino. Saranno le quinte classi dei Licei "Varano" ad ospitare il primo degli appuntamenti in modalità telematica attraverso i quali prosegue l'attività di divulgazione scientifica dell’Università di Camerino rivolta agli studenti delle scuole superiori. 
Ciascuno per il proprio ambito di ricerca, i docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia,  ai ragazzi, collegati dalle loro abitazioni, cercheranno di spiegare cosa sta succedendo in questo particolare momento che stiamo vivendo, chiarire dubbi dal punto di vista scientifico, dare indicazioni su come poter affrontare questa emergenza.

“Vogliamo continuare ad essere vicini alle scuole superiori – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – alle studentesse, agli studenti ed agli insegnanti. Lo siamo stati in condizioni che potremmo definire “normali” e vogliamo continuare ad esserlo ora, sia per attività di orientamento alla scelta universitaria ma anche mettendo loro a disposizione le conoscenze dei nostri docenti, per approfondire attraverso attività seminariali in videoconferenza, argomenti che ci vorranno segnalare. Ringrazio il Dirigente Rosati per aver accettato il nostro invito e confermo la nostra disponibilità anche per incontri futuri con tutti gli istituti scolastici che volessero collaborare con noi”.
C.C.



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