E’ una donna il nuovo economo della diocesi di Camerino – San Severino Marche. La prima nelle Marche. E’ Antonella Sbardellati che, con atto ufficiale del 15 luglio 2019, a norma del Can. 494 del C.J.C., è stata nominata dall’Arcivescovo Francesco Massara, nuovo economo diocesano.
Antonella Sbardellati, 50 anni, originaria di Camerino, ha lavorato dal 1992 nell’Ufficio amministrativo della Curia di Camerino, con responsabilità di contabilità, di pratiche amministrative e fiscali a servizio dei diversi Vescovi che si sono succeduti alla guida dell’Arcidiocesi: Francesco Gioia, Nesti, Fagiani, l’Amministratore Apostolico Vecerrica, Brugnaro, fino all’attuale Massara, insediatosi lo scorso 21 ottobre.

Sbardellati succede ad Alberto Caprioli di Treia, ex direttore di Banca Marche e membro di diverse Associazioni di volontariato (tra cui il Rotary club di Tolentino e l’Avis di Macerata), il quale ha rivestito il ruolo di economo per nove anni.
“Nel ringraziare Caprioli per l’operato generoso e fedele di questi lunghi anni – scrive l’Arcidiocesi - accogliamo con gioia la nomina della nuova economa augurandole di proseguire nel servizio amministrativo con la consueta professionalità e competenza”.

La novità della nomina di una donna in un ruolo solitamente ricoperto da uomini e da sacerdoti rappresenta un significativo segno di apertura non solo nell’ottica del riconoscimento di genere, ma soprattutto in considerazione del merito e della competenza acquisita nel corso di questi lunghi anni di lavoro nel settore amministrativo e nella gestione del patrimonio economico.
Antonella Sbardellati è l’ottava economo donna nelle diocesi di Italia: le altre sono quelle di Padova, Alessandria, Campobasso, Vercelli, Gaeta, Prato e Sessa Aurunca.

“Rivalutiamo sempre di più il lavoro nascosto delle donne – dice l’Arcivescovo Massara - ”.
Una dimostrazione che la volontà di cambiamento di Papa Francesco inizia ad essere recepita in diverse diocesi d’Italia e Camerino è appunto tra le prime.

“Ringrazio l’Arcivescovo Massara per la fiducia che mi ha accordato – dice Antonella Sbardellati – e tutti i vescovi con cui ho collaborato e gli economi che si sono succeduti prima di me, dai quali ho cercato di apprendere il più possibile. Un pensiero particolare è per i tanti sacerdoti che ho conosciuto in questi anni e che purtroppo ci hanno lasciato. Per ognuno di loro custodisco un ricordo speciale. Sono consapevole dell’importanza dell’incarico che mi è stato affidato, soprattutto in vista dell’imponente ricostruzione post sisma che ci vedrà tutti impegnati in ogni settore”.

GS

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Alberto Caprioli economo uscente, Antonella Sbardellati nuovo economo, l'Arcivescovo Francesco Massara
Con la realizzazione della nuova scuola, sorta a pochi metri dalla zona rossa, Andrea Bocelli ha dimostrato ancora una volta che volere è potere e a poco più di un anno dall'inaugurazione della scuola di Sarnano ha tagliato il nastro, lo scorso 26 giugno, di quella di Muccia. Così, mentre le donazioni private permettono ai paesi colpiti dal sisma di ripartire, a fare da cornice a questa nuova scuola c'è il centro di uno dei paesi più colpiti, dove sembra che il tempo si sia invece fermato. Di seguito vogliamo riportare le bellissime parole di Andrea Bocelli, fondatore della Andrea Bocelli Foundation, inviate all'Arcivescovo Francesco Massara.


Eccellenza Vostra,
Insieme, non c’è sogno che non possa diventare realtà! A Muccia si è rinnovato quel piccolo grande miracolo di buona volontà e di sinergie che, in meno di sei mesi e grazie al sostegno di tante istituzioni amiche, ci ha traghettati da uno scenario di rovine alla recente, festosa, emozionante giornata dell’inaugurazione.
Attraverso queste poche righe desideriamo esprimerLe la nostra più sincera gratitudine per la vicinanza Sua e dell’istituzione che Lei rappresenta, in questo progetto di rinascita per noi così importante. Siamo fieri di averLa avuta al nostro fianco!
Laddove era il plesso formativo compromesso dal terremoto, da oggi c’è una scuola nuova e funzionale, sicura ed ecosostenibile, un’oasi intorno alla quale l’intera comunità potrà finalmente ripartire.
La scuola d’istruzione primaria e d’infanzia “Edmondo De Amicis” sarà un luogo dove poter trovare le forze per farlo, incominciando dai bambini e dal loro spazio di socializzazione, di crescita, di studio, di svago, di sport.
Facciamo nostro lo sprone che lo stesso scrittore a cui la struttura è intitolata concepì, rivolgendosi allo scolaro: «I tuoi libri sono le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana».
Spenti i riflettori sull’inaugurazione, Muccia s’appresta ad una faticosa normalità alla quale ambire ogni giorno, ma con più energia e fiducia. La sfida l’ha vinta la comunità intera. Invitiamo tutti a verificare la bellezza della rinascita, fatta di emozioni ed aspirazioni. Invitiamo tutti a restare al nostro fianco, oggi che festeggiamo la fine di un percorso e come sempre, contemporaneamente, il principio di quello successivo.
Unitamente al nostro pensiero grato, La raggiungano i nostri più cordiali saluti.

Andrea Bocelli
Le parole dell'Arcivescovo Massara e le immagini dei bellissimi quadri fioriti.. lungo le vie di Castelraimondo...
Nel ringraziare il Santo Padre per la sua presenza, dandogli il benvenuto, l’arcivescovo Francesco Massara, parlando del cieco Bartimeno, ha ricordato come “prima del dramma questo territorio era un luogo di luce e di colore; ricco di una storia bella ed antica, spazio di accoglienza e di libertà, capace di far vedere gli autentici valori della vita. Dopo il sisma - ha proseguito - , negli sguardi delle persone e dei loro dolorosi racconti ho potuto scorgere storie di cecità indotta dagli eventi, uomini e donne segnati dalla dolorosa perdita di ciò che è più caro, desiderosi di rialzarsi, ma incapaci di riprendere il cammino”. 


Poi il punto sulle promesse disattese e sulle lungaggini della burocrazia: “Il terremoto ha avuto un triplice effetto - ha detto Massara - : ha sventrato in un attimo le case, ha strappato, dal cuore della gente, ogni speranza, infine, purtroppo, ha dato vita ad un ulteriore terremoto, quello delle promesse. Dopo il tempestivo intervento per la messa in sicurezza delle strutture danneggiate, la ricostruzione si è lasciata ingabbiare dai lacci della burocrazia, generando sentimenti di sconforto e delusione, soprattutto tra le nuove generazioni che si vendono derubate del loro futuro”.

Infine la reazione della Chiesa: “Ma questa chiesa - ha aggiunto - come Bartimeo, per quanto provata, ha scelto di lottare e di non rassegnarsi. Non si è lasciata vincere dallo sconforto e dalla rassegnazione e non ha mai smesso di gridare il suo dolore. Santo Padre - ha ribadito - qui oggi non ci sono solo le macerie e la distruzione che ci circondano ma una popolazione che non si abbatte e che non demorde, che ha un grande desiderio di essere protagonista di una ripresa.

La sua visita nella Diocesi - ha detto Massara - è un invito a rialzarci, a rimetterci in piedi, a ripartire”.


Giulia Sancricca

discorso vescovo massara
Ricordo, speranza e vicinanza. Sono queste le tre parole che il Santo Padre ha voluto portare in una piazza Cavour tirata a lucido per la sua visita speciale, in cui la bellezza della Camerino che era è comunque riuscita ad apparire, nonostante le travi e i puntellamenti. 
“Di fronte a quello che avete visto e sofferto - ha detto Papa Francesco nella sua omelia - , di fronte a case crollate e a edifici ridotti in macerie, viene questa domanda: che cosa è mai l’uomo? Che cos’è, se quello che innalza può crollare in un attimo? Che cos’è, se la sua speranza può finire in polvere? Che cosa è mai l’uomo? La risposta sembra arrivare dal prosieguo della frase: che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? Di noi, così come siamo, con le nostre fragilità, Dio si ricorda, cioè ritorna col cuore a noi, perché Gli stiamo a cuore.

Ricordo è una parola-chiave per la vita - ha aggiunto - . Chiediamo la grazia di ricordare ogni giorno che non siamo dimenticati da Dio, che siamo suoi figli amati, unici e insostituibili: ricordarlo ci dà la forza di non arrenderci davanti alle contrarietà della vita. I ricordi brutti arrivano, anche quando non li pensiamo; però pagano male: lasciano solo malinconia e nostalgia. Ma com’è difficile liberarsi dai brutti ricordi”.

Poi il pensiero sulla speranza: “Di quale speranza si tratta - ha chiesto - . Non è una speranza passeggera. Le speranze terrene sono fuggevoli, hanno sempre la data di scadenza: sono fatte di ingredienti terreni, che prima o poi vanno a male. Quella dello Spirito è una speranza a lunga conservazione. Non scade, perché si basa sulla fedeltà di Dio. La speranza dello Spirito non è nemmeno ottimismo. Nasce più in profondità, riaccende in fondo al cuore la certezza di essere preziosi perché amati. Infonde la fiducia di non essere soli. Quando siamo tribolati o feriti, siamo portati a “fare il nido” attorno alle nostre tristezze e alle nostre paure. Lo Spirito invece ci libera dai nostri nidi, ci fa spiccare il volo, ci dischiude il destino meraviglioso per il quale siamo nati. Lo Spirito ci nutre di speranza viva. Invitiamolo. Chiediamogli che venga in noi e si farà vicino”.

Infine la vicinanza, come quella che il Papa stesso ha voluto mostrare con la sua presenza nel punto più profondo del cratere e della sofferenza: “Oggi celebriamo la Santissima Trinità. La Trinità non è un rompicapo teologico, ma lo splendido mistero della vicinanza di Dio. La Trinità ci dice che non abbiamo un Dio solitario lassù in cielo, distante e indifferente; no, è Padre che ci ha dato il suo Figlio, fattosi uomo come noi, e che per esserci ancora più vicino, per aiutarci a portare i pesi della vita, ci manda il suo stesso Spirito. Lui, che è Spirito, viene nel nostro spirito e così ci consola da dentro, ci porta nell’intimo la tenerezza di Dio. Con Dio i pesi della vita non restano sulle nostre spalle: lo Spirito, che nominiamo ogni volta che facciamo il segno della croce proprio mentre tocchiamo le spalle, viene a darci forza, a incoraggiarci, a sostenere i pesi. Infatti è specialista nel risuscitare, nel risollevare, nel ricostruire. Ci vuole più forza per riparare che per costruire, per ricominciare che per iniziare, per riconciliarsi che per andare d’accordo. Questa è la forza che Dio ci dà. Perciò chi si avvicina a Dio non si abbatte, va avanti: ricomincia, riprova, ricostruisce”. 

Giulia Sancricca


“Papa Francesco, non lasciarci mai soli”. Questo l’appello scritto in uno striscione tra la folla in piazza Cavour. L’appello che racchiude un po’ il pensiero di tutti i fedeli che da questa mattina all’alba sono stati in fila per entrare nella piazza principale di Camerino e assistere alla Santa Messa celebrata dal Sommo Pontefice. Una folla commossa che non si è risparmiata negli applausi ha accolto Papa Francesco in una piazza colma di cappellini gialli con il simbolo del Papa. Cappellini che nella forma, ma non nel colore, hanno sostituito gli elmetti che dal sisma dell’ottobre 2016 avevano riempito questa piazza.
Lo stesso elmetto che il comandante dei vigili del fuoco ha posto sul capo del Santo Padre, con scritto Francesco, al momento del suo ingresso nella cattedrale inagibile.
Momenti di commozione, da parte di Papa Francesco, che si sono contrapposti alla gioia dei fedeli che lo avevano visto arrivare, ma che una volta entrato nella chiesa hanno sentito l’importanza di quel gesto e hanno atteso la sua uscita in un silenzio composto, emozionante.
Dopo aver deposto una corona di fiori, il Santo Padre ha incontrato i sindaci del cratere e, messi i paramenti, ha preso parte al corteo verso il palco dove viene celebrata la messa.
È stato in quel corteo, che ha attraversato la piazza e la folla, che Papa Francesco ha mostrato la sua vicinanza ai fedeli. Con lo sguardo e con diversi cenni di saluto si è mostrato accanto a coloro che in questi ultimi anni sono stati testimoni di sofferenza e cambiamenti.

Passando nel corridoio formato tra la gente, Papa Francesco ha simbolicamente attraversato la ferita più sanguinante del cratere che ora, dopo il suo arrivo, sembra meno profonda e pronta alla guarigione.
La gente che lo attendeva, ora si sente meno sola. Sentiva già la vicinanza del Sommo Pontefice, ma dopo questa visita e la volontà di Papa Francesco di riaccendere i riflettori sul sisma, la solitudine è molto più lontana.
Papa Francesco ha ricordato che ci si può rialzare.


Giulia Sancricca

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"Avrei voluto visitare le casette una per una, guardate avanti non dovete perdere le speranze". Con queste parole Papa Francesco si è rivolto agli abitanti dell'area Sae de Le Cortine dove ha visitato l'interno di 7 casette e poi stretto la mano a tutti i fedeli che erano lì per accoglierlo. E' atterrato in perfetto orario davanti al palazzetto comunale, ad accoglierlo il sindaco Sandro Sborgia con l'arcivescovo Francesco Massara, emozionatissimo, il Prefetto di Macerata, i presidenti di provincia e regione, Antonio Pettinari e Luca Ceriscioli e il rettore di Unicam Claudio Pettinari. Da lì si è immediatamente spostato all'area Sae dove i fedeli gli hanno espresso tutta la tristezza e la desolazione che da tre anni si trovano a vivere. Per loro parole di fiducia e speranza. Da lì si è diretto in centro dove ha incontrato i primi cittadini dell'arcidiocesi e dove, proprio in questi istanti, sta presiedendo la Santa Messa. La giornata proseguirà poi con l'Angelus, il pranzo con i sacerdoti e l'attesissimo incontro con i bambini della Prima Comunione. 

La città di Camerino si prepara a vivere l’evento degli eventi. Un vero appuntamento con la storia l’arrivo di Papa Francesco previsto alle 8:45 di domenica 16 giugno.
L’atmosfera d’attesa è carica di umanità e di cuore; la visita del pontefice, forse non è mai stata così opportuna come adesso, per una città il cui tessuto sociale si trova ad essere frammentato e in sofferenza.
Il Santo Padre ha sempre voluto andare incontro alla gente che ha bisogno di aiuto e la sua testimonianza di vicinanza, viene percepita come una vera benedizione per l’arcidiocesi e per tutta la comunità. Tutta Camerino è in fermento per questa esperienza che si preannuncia di portata straordinaria.
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Palpabile l’entusiasmo e l’emozione che alberga da giorni nell'intero clero diocesano, primo fra tutti nell’arcivescovo Francesco Massara, impegnatissimo nella rifinizione di tutti i dettagli: “Una visita che viene a lenire una ferita, a portare gioia e speranza ad una terra duramente provata. E’ il messaggio di una riconferma nella fede e un segnale di fiducia e speranza per tutta la comunità”.
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Il momento più alto da vivere per lo stesso neo eletto sindaco di Camerino Sandro Sborgia che, insieme a Mons. Massara, al governatore delle Marche Luca Ceriscioli, al prefetto Iolanda Rolli, al presidente della Provincia Antonio Pettinari e al rettore di Unicam Claudio Pettinari, accoglierà il Santo Padre al suo arrivo in elicottero sulla spianata d’erba del Centro Universitario Sportivo in località Le Calvie.
“Vivo quest’ atmosfera d’attesa, consapevole del doppio aspetto che mi riguarda- afferma  Sborgia- Da un lato il profilo prettamente tecnico che vede la partecipazione del sindaco della città ai vari tavoli di lavoro che vedono la macchina delle autorità, impegnate a garantire la sicurezza del pontefice per tutto il tempo che si intratterrà a Camerino. Dall’altro, la vivo come fedele e come persona che aspetta l’arrivo del Santo Padre, attribuendogli un significato intenso e fortissimo. Colpito anch’io direttamente dal terremoto- continua il sindaco- addolorato dalle criticità e cosciente delle complessità che il territorio dovrà affrontare e superare, anche io come tanti, assegno all’arrivo di papa Bergoglio un segnale di speranza. Già il solo fatto che questa visita può costituire l’occasione per riproporre a quanti hanno responsabilità di governo, l’attenzione su una terra gravemente ferita, già questo per me è un piccolo miracolo. In cuor mio- conclude Sborgia- ho speranza che la visita di Papa Francesco possa compiere il miracolo di far sì che su di noi si risvegli la considerazione di chi ci guarda dall’esterno, non tanto sul dolore che viviamo, bensì nel sensibilizzare un concreto impegno per risollevare le sorti di una terra che merita una ripresa e una rinascita a tutti i livelli”.
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Animo già pervaso di forte emozione anche per Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino : “ Attendiamo questa data con trepidazione fin dal giorno in cui il nostro arcivescovo ne ha dato l’annuncio. Difficile descrivere la portata dei sentimenti che si rincorrono dentro ognuno di noi per questo straordinario evento - aggiunge il rettore-. Il Santo Padre si fa interprete dei bisogni di tutte le popolazioni che soffrono e credo che possa essere veramente l’interprete più alto delle vicissitudini e delle sofferenze della nostra gente. Grazie alla sua presenza i riflettori si riaccenderanno sui nostri territori ma, indipendentemente da questo, toccherà l’interiorità di ciascuno di noi donandoci l’impulso a lavorare meglio e di più per il bene della nostra comunità”. Subito dopo l’atterraggio a Le Calvie, Papa Francesco salirà in città dirigendosi nell’area delle casette Cortine Ovest e qui visiterà le tre abitazioni di Luigi Sansolini, Maria Stortini e i coniugi Maria Forotti e Pacifico Pasqualoni.

Nella foto sotto  Maria Stortini 
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“ Non so dire se sono emozionata, di sicuro è la sorpresa più bella che mi potesse capitare” – ci confida Maria Stortini, all’età di 92 anni, tra le privilegiate dell’incontro con il pontefice. “Gli offrirò la mia preghiera e una poltrona per sedersi. Purtroppo gli spazi sono quello che sono ma spazzolerò per bene questa poltrona, invitando il Santo Padre ad accomodarsi e scambiare qualche parola. Sono molto religiosa e mi basta anche una semplice preghiera da recitare insieme, perché il Signore ci aiuti. Chiederò l’aiuto per lui, per me stessa e per tutta la città”.

Carla Campetella
Rivedere l'impianto legislativo e agevolare la ricostruzione. Se ne è fatto interprete il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che oggi,ha partecipato  ad una riunione con i vescovi delle diocesi terremotate del Centro Italia presso la sede della CEI. 
Alla riunione era presente anche l'arcivescovo della Diocesi di Camerino San Severino Marche Mons. Francesco Massara.  Il premier ha assicurato che, tra poco più di una settimana, troverà approvazione l’ordinanza attuativa per il secondo piano di ristrutturazione dei beni culturali. Con una copertura di 300 milioni di euro, l'ordinanza  fisserà le modalità per l’avvio della ricostruzione di circa 600 chiese, rispetto alle 3mila devastate dal sisma, individuate da un anno e mezzo, in base ai criteri di priorità stabiliti dalle Diocesi con il coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni.

Nell'incontro, presieduto dal Cardinale Bassetti e promosso dalla Segreteria generale della CEI, i vescovi hanno potuto rappresentare  
le istanze delle comunità locali e la loro sofferenza,  di fronte ad uno Stato percepito come lontano e in ritardo nel processo di ricostruzione.
Come informa una nota diffusa dalla Cei, i presuli hanno anche evidenziato al Presidente del Consiglio il disagio legato alla stratificazione di un impianto legislativo appesantito dai tempi della burocrazia.

Gradita dai vescovi l'attenzione  del premier alle chiese che, come hano sottolineato, oltre che un luogo di culto, costituiscono un essenziale riferimento aggregativo a servizio del bene comune. La loro riapertura rappresenta una risposta al senso di sfiducia e di solitudine delle comunità e importante veicolo di rilancio delle presenze turistiche sui territori. 
A Morro di Camerino, un'intera comunità in festa, per la riapertura della chiesa di San Biagio. Punto di riferimento per la zona e per i residenti, l'edificio ecclesiastico è stato riaperto al pubblico in concomitanza con la ricorrenza della festa della beata Vergine Maria.
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Nell'occasione, l'arcivescovo Francesco Massara ha presieduto la Santa messa concelebrata con il parroco don Mariano Blanchi, gli altri religiosi e, animata dai canti del coro interparrocchiale.  Molto partecipata la solenne celebrazione liturgica, nel corso della quale Mons. Massara ha sottolineato la gioia del riappropriarsi di un bene della collettività." Per tutti voi, la felicità e l'emozione di rientrare a casa vostra, perchè la chiesa è la casa della comunità".  Al centro dell'omelia del vescovo il riferimento all'incontro tra Elisabetta e la Madonna "Nell'incontro con Elisabetta, la Madonna risponde con la preghiera di ringraziamento del Magnificat; anche noi nella nostra vita, dovremmo imparare a riscoprire la preghiera per ringraziare il Signore di tutto quello che ci ha dato,nella famiglia, nel lavoro come anche nella sofferenza. La Parola di Dio deve aiutarci a crescere nella grazia, nella fede e nella speranza". E a proposito dell'incontro e delle relazioni tra le persone, l'arcivescovo ha anche invitato a sapersi attaccare al bene, ad intraprendere una gara nello stimarsi a vicenda, invece che nel denigrarsi o nel provare invidie e gelosie. " San Paolo ci dice gareggiate nelle cose belle, nella carità, nel crescere nella grazia di Dio". Infine, un'esortazione ad essere umili: " E' dalle piccole cose che si vede la grandezza di Dio e, l'augurio che faccio a tutti voi è che nel rientrare in questa chiesa, possiate sentire il desiderio di dire che il vostro cuore magnifica Dio e,uscendo dalla porta, che l'amore verso Dio possa tramutarsi nell'amore verso ognuno di noi, nella carità, nei sentimenti di umiltà, accoglienza e ascolto. Questo è il vero essere cristiani".
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A conclusione della Santa Messa, soddisfazione è stata espressa dal parroco don Mariano Blanchi che ha colto l'occasione per ringraziare tutti coloro che si sono dati da fare per la riapertura della chiesa, una delle primedella diocesi  riconsegnate dopo il sisma e, punto di riferimento centrale per il camerinese. Danneggiato dal sisma del 2016, l'edificio ecclesiastico è stato restituito al suo splendore, grazie agli interventi di ripristino strutturale eseguiti dalla ditta incaricata Effebi Costruzioni s.r.l con sede legale a Vigasio (Vr), sotto la direzione dell'ing. arch. Andrea Filosa
Da quella porta riaperta, il forte messaggio di rinascita e speranza per tutta la popolazione. All'emozione di oggi si aggiunge l'ulteriore gioia di domani;  all'interno della chiesa appena riaperta dall'arcivescovo Francesco Massara, domani verrà infatti celebrato il matrimonio tra Riccardo e Monica. 
C.C.

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