banner taverna 2021

Un nuovo Polo museale nel palazzo vescovile "Scina Gentili" di San Severino Marche potrà essere realizzato grazie al finanziamento di 1 milione e 100 mila euro che la Commissione Europea ha inserito nel POR- FESR approvandone la modifica. 
Le opere d’arte dell'Arcidiocesi camerte settempedana, attualmente ricoverate subito dopo il sisma nello stesso palazzo, ritroveranno allestimento nel polo museale della sede del Palazzo vescovile Scina Gentili. Il deposito verrà riorganizzato  grazie a un progetto di rifunzionalizzazione deciso dalla Regione Marche. La  Commissione Europea, infatti, con Decisione del 26 marzo 2020, ha approvato la modifica del Programma Operativo regionale Marche FESR 2014-20, nel quale è inserito il finanziamento per 1 milione e 100 mila euro.  Il complesso architettonico di 2820 mq, disposti su cinque livelli e oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non aveva subito danni significativi dall’ultimo sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali. 

“Ho comunicato questa mattina la buona notizia a S.E. Monsignor Massara – ha detto il presidente Luca Ceriscioli – con grande soddisfazione, perché finalmente l’enorme patrimonio artistico di un’area così colpita potrà presto essere fruito di nuovo. Questo magnifico edificio soddisfaceva , infatti, anche per le buone condizioni strutturali, l’esigenza di trovare contenitori idonei al recupero e valorizzazione del patrimonio storico artistico gravemente colpito dagli eventi sismici,  con particolare riferimento a quello proveniente dalle chiese e monasteri gravemente lesionati . Sarà un ulteriore motivo di richiamo per questo bellissimo territorio che merita la massima valorizzazione anche culturale e in chiave turistica. L’inserimento del finanziamento di 1 milione e 100 mila permetterà così di concludere un iter progettuale e amministrativo durato un anno che aveva previsto riprogrammazione finanziaria dopo i 248 milioni di fondi aggiuntivi legati al sisma. “

“Questa notizia per noi è segno di gioia e speranza - afferma Monsignor Francesco Massara-. Sarà il Museo della Rinascita, perché conterrà tutte le opere della diocesi, tranne quelle della città di Camerino, attualmente visibili nel deposito Venanzina Pennesi. Un patrimonio immenso e preziosissimo, purtroppo fortemente danneggiato dal sisma, che potrà essere conservato e che costituisce la storia e l’identità del nostro territorio”.

L’idea progettuale si fonda sul riutilizzo dei locali a sede espositivanon solo come raccolta delle numerose opere d’arte della zona che sono attualmente non visibili, ma anche una sede di laboratori di restauro delle opere – quadri, tavole, affreschi e sculture - che avevano subito danni. 
Gli interventi riguarderanno una attenta dislocazione delle diverse funzioni con conseguente predisposizione impiantistica e allestimento, in modo da realizzare ambienti idonei al ricovero/deposito delle opere d’arte, ambienti per la loro esposizione nonché ambienti per lo studio e la consultazione con particolare riferimento al patrimonio archivistico. Saranno altresì ricavati spazi per funzioni amministrative e ricettive e particolare attenzione sarà data alla creazione di ambienti multimediali necessari all’implementazione dell’offerta museale, anche con finalità di catalogazione e monitoraggio del patrimonio storico artistico.

Si potrà procedere ora alla stipula di un accordo in corso di definizione, fra Regione Marche e Arcidiocesi di Camerino San Severino, proprietaria dell’immobile settempedano e soggetto attuatore dell’intervento, che ne disciplinerà tempi (progettazione, appalto ed esecuzione delle opere) e modalità di rendicontazione della spesa.
C.C.

Nella foto sotto, Madonna di Macereto 1490-1500 attribuita a Luca Antonio Barberetti
IMG 20200409 WA0020 1


Messaggio dell'Arcivescovo Francesco Massara dell'Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e Amministratore della diocesi di Fabriano - Matelica.
Presenti alcuni disegni del concorso diocesano CoronArt.

Voce narrante Paolo Notari.
La benedizione delle Palme non poteva mancare per tutto il territorio e per il Covid Hospital di Camerino, sicuramente uno dei luoghi dove oggi più che mai c'è bisogno di pace e di speranza.
Una domenica che, seppur nella sua tristezza, rimarrà nella memoria di molti per come è stata vissuta. La santa messa celebrata dall'arcivescovo Francesco Massara, trasmessa in diretta Facebook, ha raggiunto i cuori di una comunità lontana ma unita.
Ed è l'unione che l'arcivescovo e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia hanno voluto tenere in alto tra i valori di questa Pasqua.
"Vi auguro una Santa Settimana in cui, anche se siete nella vostre case, possiate dare il meglio di voi stessi - ha detto Massara - . date il vostro cuore ai vostri figli, ai vostri anziani, con un pensiero per coloro che lavorano per gli ammalati".

vescovo infermieri ospedale

Proprio con gli operatori sanitari del Covid Hospital della città ducale, l'arcivescovo ha voluto fare un'altra benedizione delle palme. La sua visita all'esterno della struttura sanitaria, insieme al primo cittadino, è stata un messaggio di vicinanza e speranza a chi ogni giorno, con umiltà e fatica, lavora per debellare il mostro del virus.



"Che questa Pasqua vi dia la forza di andare avanti per i sacrifici che state facendo - ha detto l'arcivescovo ad una rappresentanza di operatori sanitari, ai quali ha chiesto di portare ai loro colleghi il suo saluto - . Tornerò domenica prossima per portarvi l'acqua santa. Sono con voi".
Anche a loro ha annunciato l'idea di una processione, fatta in solitaria, il venerdì santo, dalla basilica di San Venanzio alla cattedrale di piazza Cavour "per portare - ha spiegato Massara - la croce che racchiude tutte le sofferenze, gli ammalati, coloro che hanno perso la vita, le vostre preoccupazioni. Perchè il Signore cammina con noi, ci sta vicino, ma dobbiamo essere certi che dopo questa sofferenza ci sarà la resurrezione".


Un messaggio di speranza anche quello del primo cittadino: "È una Pasqua diversa - ha detto Sborgia ai microfoni di RadioC1...inBlu - ma non per questo meno sentita, anzi, forse è nei momenti di difficoltà che le ricorrenze come questa devono farci capire che facciamo parte di una comunità, quella comunità che nelle avversità della vita si ritorva unita. Ne usciremo più forti di prima, ma occore resistere - ha ribadito - , occorre andare avanti ed essere rigorosi nel restare a casa, con la consapevolezza che tutto questo finirà, ma ci attende una ultima scalata che supereremo solo stringendo i denti".

GS

sindaco palme

vescovo ospedale















Una Pasqua e una Settimana Santa del tutto particolari e sicuramente diverse da tutte le altre. Le chiese resteranno deserte e tutte le celebrazioni avverranno senza la presenza dei fedeli. Sarà, però, possibile, come già avvenuto nelle domeniche di Quaresima, seguire in diretta radiofonica sulle frequenze di Radio C1 inblu, in streaming e sulla pagina facebook de L'Appennino camerte tutti i riti della Settimana Santa presieduti nella basilica di San Venanzio a Camerino dall'arcivescovo Francesco Massara.
Primo appuntamento domenica 5, giorno delle Palme, alle ore 10.30 quando ci sarà anche un momento particolare, come spiega don Marco Gentilucci. "Particolarità di questa celebrazione - le sue parole - la preghiera di affidamento a san Venanzio della città di Camerino e dell'intera diocesi che sarà recitata dall'arcivescovo e dal sindaco Sandro Sborgia".
Le dirette, sempre dalla basilica di san Venanzio proseguiranno il Giovedì Santo con la messa "in coena Domini" alle ore 17.00,
il Venerdì Santo
con la celebrazione della passione alle ore 16.00, 
per concludere sabato 11 aprile con la solenne Veglia Pasquale alle ore 21.00
Domenica 12 messa del giorno di Pasqua alle ore 10.30.

1 4 pag San Venanzio RID

Una preghiera corale insieme al papa e ai vescovi per invocare la protezione di San Giuseppe e della Madonna in questo momento particolare e per chiedere la fine della pandemia. E' l'iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana nel giorno della festa di San Giuseppe, con i vescovi che invitano tutti i fedeli ad unirsi in preghiera recitando alle ore 21 il rosario all'interno delle proprie abitazioni. Una comunione spirituale che unirà gli italiani nella preghiera comune in questo particolare momento di emergenza per la vita del Paese. Un'emergenza che si sta vivendo nel periodo della Quaresima “tempo propizio che, però, non sia un tempo vuoto, ma un’occasione per recuperarne anche il valore esistenziale, tempo di deserto e di raccoglimento interiore - come ha scritto l'arcivescovo Francesco Massara nel messaggio indirizzato ai fedeli della diocesi di Camerino - San Severino Marche - Pertanto, ci esortiamo a viverlo nell’impegno personale a scorgere, nella vita ordinaria e familiare, i modi e i momenti adatti per dedicarci alla preghiera, alla lettura della Parola del Vangelo, a vivere momenti di silenzio e riflessione nel segreto della propria casa («quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà», Mt 6,16.16-18). La Quaresima è una sosta essenziale per la salute dello spirito, ci aiuta a contrastare i virus spirituali dei quali il più pericoloso è la tristezza, in questo momento amplificata per la particolare precarietà socio-sanitaria che stiamo vivendo”.

SCARICA e VISUALIZZA qui IL SUSSIDIO DI PREGHIERA in pdf
Cattura


A seguito della nuova Ordinanza emanata ieri dal Presidente dellaRegione Marche, l’Arcivescovo Francesco Massara, tenendo conto dell’esigenza di contribuire a contrastare la diffusione del “Coronavirus” e a tutelare la salute delle persone più fragili, in particolare degli anziani e dei bambini, ha comunicato che a partire da oggi 4 marzo e fino alla durata dell’Ordinanza sono sospese le celebrazioni delle Messe festive e feriali.
I luoghi di culto rimangono aperti a condizione di adottare misure preventive adeguate ad evitare assembramenti. Per i funerali si consente la celebrazione della Messa con la sola presenza dei parenti più stretti tenendo conto delle misure previste dall’Ordinanza. Sospese fino alla durata dell’Ordinanza anche le benedizioni pasquali e le attività pastorali. Un avviso affisso fuori dalle chiese informa delle disposizioni adottate.
"Nell'esprimere tutta la mia vicinanza a quanti soffrono a causa dell'epidemia, come pure a quanti sono impegnati a contrastarla a livello sanitario- ha detto Mons. Massara- invito  tutti alla preghiera per invocare dalla misericordia divina il conforto del cuore e la liberazione dal male".

" Anche noi abbiamo recepito le indicazioni del nostro arcivescovo- ha dichiarato il parroco di San Venanzio don Marco Gentilucci- vista l'assoluta necessità di assumere un atteggiamento prudenziale in una situazione complicata in continua evoluzione e, a tratti anche confusa. Ci sono state date appunto delle indicazioni che riguardano la celebrazione delle messe feriali e festive che in base all'ordinanza sono sospese fino alla mezzanotte dell''8 marzo. La sospensione riguarda anche le attività pastorali e la benedizione pasquale alle famiglie che nelle nostre comunità sarebbe dovuta iniziare a breve. In questo momento- prosegue il parroco-non possiamo far altro che stringerci accanto alle persone che sono in difficoltà nel dare anche una testimonianza di responsabilità di fronte ad un'emergenza che tocca tutti. Proprio stamattina ho avuto uno scambio telefonico con un mio confratello del nord Italia che nei mesi scorsi ha molto frequentato Camerino per portare aiuti nelle nostre zone e - spiega Don Marco Gentilucci- vivendo lui in Val Seriana, mi ha rappresentato di una situazione davvero critica di persone contagiate e chiuse in casa in quarantena in un paesino di montagna, per cui siamo davvero tutti uniti in questo periodo di grande difficoltà. Al momento- conclude- non possiamo che seguire queste indicazioni pratiche che ci vengono dal Governo e dal Ministero della salute e penso che tutti dobbiamo essere molto attenti e disponibili a ciò che le autorità ci stanno chiedendo per contrastare il più possibile la diffusione del coronavirus".
c.c.
A 15 anni dalla morte di don Luigi Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, e a 38 anni dal riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (11 febbraio 1982), martedì 18 febbraio alle ore 21 sarà celebrata una santa messa di ringraziamento e suffragio dall'arcivescovo Francesco Massara, nella chiesa del Seminario a Camerino, in via Macario Muzio.

Tutta la comunità è invitata a partecipare all’intenzione che “fedeli al carisma di don Giussani nell’appartenenza alla vita della santa chiesa, possiamo assecondare l’invito di papa Francesco a «seguire Gesù, ascoltare ogni giorno la sua chiamata» che ci raggiunge attraverso i Suoi testimoni. Offrendo la nostra esistenza per il Papa e i nostri fratelli uomini, domandiamo allo Spirito che l’incontro con Cristo diventi sempre più l’orizzonte totale della nostra vita e la forma vera di ogni rapporto”.
Prosegue la scia di luce e speranza cominciata domenica scorsa con la riapertura di San Venanzio.
Questa mattina sono stati i bambini, coloro che quando il sisma ha tolto molto a queste terre erano così piccoli da non poter ricordare come fossero i luoghi simbolo, a rientrare nella basilica di Camerino.
Alla santa messa fortemente voluta dall’arcivescovo Francesco Massara che l’ha celebrata, erano presenti gli studenti e gli insegnanti dell’istituto comprensivo Ugo Betti di Camerino, con i distaccamenti di Fiastra e Serravalle di Chienti

“ Offriamo i canti che abbiamo preparato – dice il dirigente Maurizio Cavallaro - . Siamo molto uniti e si lavora per il bene di questa gioventù. Qualcuno delle scuole medie dice che si ricorda della chiesa prima del sisma: è importante tirare fuori la memoria. Io coniato l’acronimo di CAS con Custodire il passato, Abitare il presente e Sognare il futuro. Questo deve essere lo spirito che ci muove per andare avanti”.

Il dirigente Cavallaro al piano
Il dirigente Cavallaro al piano

Uno spirito che i bambini vivono in prima persona, come Cesare, che durante la funzione si è avvicinato all’arcivescovo per esprimere il suo pensiero: “Cesare ci ha invitato a pensare – ha detto Massara - , che davvero ognuno possa pensare alle cose belle della vita. L’invito, agli insegnati che passano tante ore con loro, è quello di seguirli e aiutarli a diventare uomini e donne con i veri valori della vita”.

“ Abbiamo un compito enorme – dice la maestra Lorella - , sarebbe importante che anche la famiglia fosse da supporto al nostro grande lavoro. Ce la mettiamo tutta perché i nostri alunni sono la cosa più bella che abbiamo”.

20191218 100818
la maestra Lorella

20191218 093106 Copia

Grande lo stupore negli occhi dei bambini nel vedere la basilica; stupore che ha acceso il cuore del parroco don Marco Gentilucci: “Un momento bellissimo – ha detto - perché ci fa sentire una comunità viva. Quando ci dicono che le nostre comunità non hanno più giovani, non è vero, bisogna trovare il modo che questi giovani possano vivere l’esperienza cristiana. Un Natale che profuma di passato quello che ci apprestiamo a vivere: siamo ritornati in un luogo che parla della storia e della vita di tante persone. Sentiamo il bisogno di normalità, abbiamo sofferto per aver perso la semplicità di vita e penso che questa porta aperta dia tanta serenità a molti”.

20191218 101225
l'Assessore Stefano Sfascia con i ragazzi

Investire sul futuro di coloro che saranno i cittadini di domani è, dunque, il messaggio che è emerso anche dall’assessore Stefano Sfascia: “Un giorno di gioia per tanti motivi – ha spiegato -. Perché vediamo restituita alla città la chiesa più bella e significativa della nostra comunità. La gioia è anche nel vedere tanti bambini che rappresentano il futuro di questa città. Tutti ci dobbiamo impegnare affinchè possano restare dove sono nati ad esprimere le loro capacità e aspirazioni”.

GS

20191218 093958 Copia
l'alunno Cesare e l'arcivescovo Francesco

20191218 092721 Copia

20191218 092548 Copia

20191218 092801 Copia

20191218 092557 Copia





Festa grande a Ripe San Ginesio. Una cerimonia solenne e carica di emozione ha siglato la riapertura della chiesa di San Michele Arcangelo. Una piazza gremita ha atteso il taglio del nastro davanti al sagrato. Immensa la gioia di tutti, a cominciare dal sindaco Paolo Teodori. Presenza speciale quella dell'arcivescovo Francesco Massara che ha presieduto la solenne messa, animata dal coro e partecipata dalle confraternite del paese. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità militari e civili, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente dell'Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, sindaci e rappresentanze dei comuni di San Ginesio, Sarnano, Colmurano, Camporotondo di Fiastrone. 
IMG 20191207 180219

"Uno dei momenti più belli che una comunità possa vivere è la restituzione di luoghi come questo"- ha detto mons. Massara, durante la messa che ha celebrato l'Immacolata Vergine Maria. "Questo luogo fa parte della vostra vita. La chiesa rappresenta l'identità di una comunità; potervi rientrare dopo tanto tempo è motivo di gioia per ognuno". A commento del Vangelo del giorno e nel cogliere la similitudine con l'annuncio dell'angelo ascoltato dalla Madonna, ha invitato tutti i presenti a sentire la pace e rallegrarsi nei cuori  "La vera gioia viene dal Signore, pensate alla gioia che la Vergine ha sentito nel suo cuore seppure turbato. Noi stessi nelle nostre vite proviamo turbamenti ma come il Signore ha detto alla Madonna, non dobbiamo temere. La certezza che Dio è con noi ogni giorno, deve essere dentro di noi".

IMG 20191207 173930
In occasione della riapertura dell'edificio appena restaurato, l'arcivescovo  ha voluto affidare all'intercessione della Madonna tutte le famiglie del paese, affinchè varcando quella soglia, possano trovare la pace di Dio. "Ma uscendo da quella porta, dobbiamo imparare ad amare e a condividere l'amore anche in famiglia. Spesso anche nell'intimità delle case o nei luoghi di lavoro- ha detto Mons. Massara-  capita che ci incrociamo ma non ci incontriamo. La prima chiesa è quella che possiamo vivere dentro la famiglia imparando ad incontrarci nelle piccole cose e ad ascoltarci; proviamo a riscoprire attraverso la Madonna la preghiera dell'ascolto. Che nelle vostre case possa nascere questa piccola chiesa domestica, da vivere attraverso l'ascolto e il perdono. Natale deve essere occasione per ritrovare la pace. Facciamo piccoli gesti concreti attraverso i quali ricostruire la bellezza di essere chiesa e di essere cristiani, riscoprendo anche piccole parole, come il dire grazie". Con l'avvicinarsi della luce del Natale, ancora un pensiero rivolto alle famiglie: "Al Natale spesso si abbinano tanti regali, ma il regalo più grande  che i genitori possono fare ai propri figli, è il tempo. Che i figli possano godere del vostro tempo e possano essere destinatari di tutto il bello che una famiglia può donare".
IMG 20191208 004140
Emozione nelle parole di saluto e ringraziamento rivolte a tutti i presenti dal primo cittadino Paolo Teodori che in primo luogo, hanno raggiunto il parroco don Ottaviano Tordini per sottolineare che la restituzione della chiesa è da interpretarsi come un regalo di Natale dedicato a lui. "Ricorderemo questa emozione per tutta la vita - ha detto il sindaco-  Riaprire un luogo sacro, oltre al significato religioso racchiude tanto altro: per piccole comunità come la nostra, la chiesa è un luogo di ritrovo, un segnale importante perché ci fa capire che le popolazioni non si disperdono, che restano e non mollano. E il segnale è ancora più forte per i nostri giovani, affinchè da questi luoghi possano trovare un futuro.  Il territorio cambierà se alla ricostruzione degli edifici si accompagnerà quella della comunità, se si potranno  favorire le occasioni di lavoro e turismo. Alla politica chiedo che si faccia il possibile perché alle case si accompagni uno sviluppo". Visibilmente commosso il parroco di San Michele Arcangelo che, con il cuore in mano, ha ringraziato  tutte le persone che si sono prodigate con impegno per rendere ancora più luminosa e accogliente la riapertura solenne.
Terminata la cerimonia religiosa, la festa è continuata nella piazza e lungo le vie del bellissimo borgo, pieno di luci, forte di una nuova speranza.
cc
IMG 20191207 184239

 IMG 20191207 184245

IMG 20191207 184855



IMG 20191207 185327







C’è fermento a Camerino per la riapertura della basilica di San Venanzio dopo i danni causati dal sisma. 
Il 15 dicembre, alle 17, si apriranno nuovamente, alla comunità, le porte di uno dei luoghi più amati dai camerti. La santa messa, dopo la riapertura, sarà presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Emil Paul Tscherrig.
L'arcivescovo, Francesco Massara, invita tutti ad essere presenti, vista l'importanza per la comunità di Camerino e non solo. Si tratta, infatti, di un importante segno di rinascita per tutto il territorio.
La basilica è la più grande chiesa di tutta la diocesi e una delle più grandi di tutto il cratere. 

don marco e ing

Insieme al parroco don Marco Gentilucci e all’ingegnere che ha seguito i lavori, Piergiuseppe Moretti, siamo entrati in anteprima all’interno della basilica per conoscere gli interventi fatti fino ad oggi grazie alla solidarietà di un privato che ha finanziato i lavori.
Ancora una volta, come accaduto per diverse scuole del cratere, ad emergere sono i tempi brevi di un’opera resa possibile grazie alle donazioni, rispetto a quelli troppo lunghi per le strutture finanziate dalla ricostruzione pubblica. 

CLICCA QUI PER IL VIDEO ESCLUSIVO GIRATO ALL'INTERNO DELLA BASILICA

“Siamo nella fase ultima dei lavori – dice il parroco don Marco Gentilucci - . Hanno smontato la messa in sicurezza esterna che era stata fatta per riaprire la strada ed è stato consolidato il campanile. La facciata della basilica è stata sistemata ed è stata messa l’illuminazione esterna. Si sta rispettando la tabella di marcia. Siamo soddisfatti”.

I lavori della basilica sono stati avviati a fine febbraio, poi a marzo sono iniziati i lavori: prima quelli interni con la sistemazione dei danni e il ripristino dell’aula celebrativa, successivamente quelli all’esterno dove c’è stato il lavoro più importante.

A spiegare la tecnica è l’ingegnere Piergiuseppe Moretti: “E’ stato fatto il rinforzo delle muratore portanti all’interno, con delle reti di carbonio, poi la ricostituzione di tutti gli intonaci con quello che era il disegno originario”.

Tanta la gratitudine del parroco nei confronti di chi ha permesso di eseguire i lavori alla basilica: “La riapertura è totalmente a carico della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona – spiega Gentilucci -  quindi è segno del gran cuore che abbiamo toccato nei mesi del sisma. E’ un’opera incredibile per questa città, un punto di ripartenza per tutti. Un faro. Sono stati curati alcuni aspetti che prima non potevamo toccare perché non ce n’erano le possibilità. Abbiamo davvero molto bisogno di riprenderci un pezzo di vita normale”.

Giulia Sancricca






Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo