Annuncia la partecipazione al consiglio comunale urgente convocato dal sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, ma anche un sit-in di protesta ad Ancona. È Giovanna Capodarca Agostinelli, presidente provinciale del comitato pro ospedali unici e vicepresidente regionale. 

“La volontà di protestare c’è sempre stata - racconta - e dalla costituzione del comitato regionale pian piano siamo cresciuti arrivando a contare 25 comitati che vanno da Ascoli a Pesaro. Ci sono anche quelli montani ovviamente. È come se si volesse dividere il mare dalla montagna ed è una cosa atroce, e oltretutto, chi è sulla costa è ritenuto privilegiato ma nella realtà vuole combattere insieme alla montagna per mantenere gli ospedali e per far sì che tutto resti come è. Solo così si può offrire un servizio veramente capillare accessibile a tutti, specie agli abitanti di quelle zone che sono già disastrate”. Peraltro, secondo la presidente, chiusure e tagli alle strutture dell’entroterra provocheranno un sovraffollamento in quelle della costa provocando una evidente difficoltà nella gestione delle richieste. 

E proprio a proposito di questo, il comitato provinciale sarà presente  dopodomani a San Severino per assistere all consiglio comunale indetto urgentemente dal primo cittadino a seguito della determina 742 dell’ultimo dell’anno: “E’ un atto scellerato, per non dire di peggio. Purtroppo ora è toccato all’ospedale di San Severino ma succederà anche agli altri. Nelle determine dell’Asur sono stati cambiati due vocaboli e questo la dice lunga. Prima si parlava di ‘area interna’ significando che i presidi erano riconosciuti come ospedale. Ora - spiega - si parla di ‘area vasta montana’ che sarà accorpata all’ospedale unico. E noi ci battiamo affinché non venga costruito. Questa dicitura permette anche di chiudere dei reparti ed è una cosa molto grave che sarà riproposta a tutta la Regione. Per questo - incalza - il primo atto che oggi colpisce San Severino ha fatto saltare sulla sedia noi comitati. Non è altro che l’anticipo di ciò che faranno dappertutto in un prossimo futuro”.

A San Severino parteciperà il comitato provinciale ma pare abbia aderito anche il sindaco di Civitanova, proprio a testimoniare che la battaglia sta assumendo un unico e comune obiettivo. 

“Finalmente i primi cittadini hanno capito che loro sono i responsabili della salute dei cittadini e che non possono appoggiare scelte così scellerate. Sappiamo che è stato invitato anche il governatore Ceriscioli - conclude - ma fin ora è sempre stato latitante. Eppure noi vogliamo parlare con serenità, chiediamo chiarimenti laddove non ci sono e dove c’è un atteggiamento fumoso”.

Il consiglio comunale a San Severino è in programma giovedì dalle 21 al Cinema Teatro Italia mentre il sit-in ad Ancona è previsto per il 4 febbraio dalle 10 nei pressi di Palazzo Leopardi, in via Tiziano 44.
L'obiettivo è quello di manifestare contro il nuovo piano sanitario regionale, la determina 742 che ha interessato l'ospedale settempedano, altre determine del 31 dicembre che "colpiscono servizi alle persone disabili", la sanità privata, e a favore pertanto di uba "sanità pubblica policentrica, equam universale e accessibile a tutti".
g.g.





Declassamento dei reparti dell'ospedale di San Severino. Il sindaco Rosa Piermattei chiama a raccolta i colleghi primi cittadini in un consiglio comunale urgente, ma non solo. L'assise si riunirà giovedì 30 alle 21 al Cinema Teatro Italia e discuterà di un unico punto all'ordine del giorno, ovvero la "nefasta determina 742" emanata dall'Asur Marche poco prima dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. 
Si ricorda che chiunque può assistere ai consigli comunali, tanto più se il tema riguarda un diritto sancito dalla Costituzione, quello alla salute. 
Dopo aver avviato la campagna di comunicazione serrata per denunciare l'atto dell'Asur, con il quale tre reparti del Bartolomeo Eustachio sono stati declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici, questa è solo un'altra delle iniziative di "protesta" della Piermattei che trova inaccettabile il silenzio dell'autrice della determina, il direttore generale Asur, Nadia Storti, e il presidente nonché assessore regionale alla sanità, Luca Ceriscioli. Da parte loro nessun commento, soltanto un piccolissimo ma insufficiente gesto, secondo il primo cittadino, vale a dire la sospensione della determina.

Al consiglio comunale sono stati invitati i sindaci delle aree interne, i parlamentari maceratesi ma anche lo stesso Ceriscioli, i direttori Storti e Maccioni che sono chiamati a fornire risposte e spiegazioni. 
Mi domando - commenta il sindaco - come sia possibile restare in silenzio quando una comunità che sta ancora vivendo il dramma del terremoto le chiede spiegazioni per un atto compiuto sotto la sua presidenza e del quale lei, di fatto, si trova a condividere a pieno titolo tutte le responsabilità”.

g.g.






Consegnato nella giornata di ieri il cantiere per la messa in sicurezza della chiesa di San Salvatore in Colpersito, a San Severino. 

Già a novembre la protezione civile aveva emesso il proprio nulla osta ai lavori e poi sono stati necessari tempi tecnici per permettere alla Provincia marchigiana dei Padri Cappuccini di espletare le formalità della gara d’appalto. Non si tratta della ricostruzione della chiesa ma al momento solo della sua messa in sicurezza che darà la possibilità di riaprire, almeno parzialmente, la struttura ai fedeli. 

“Prevediamo che i lavori possano partire entro fine mese o al massimo nei primi giorni di febbraio - fa sapere fra Sergio Lorenzini, settempedano nominato di recente ministro provinciale dei frati Cappuccini delle Marche - e si protrarranno per circa 3 o 4 mesi. Questo permetterà di favorire anche le attività del neonato Centro di esperienza e formazione francescana. Le attività in effetti sono iniziate con qualche disagio perché le persone che partecipano sono molte, al momento si sta portando avanti un percorso sulla conoscenza della figura di San Francesco. Nel corso del 2020 - aggiunge - sono previste anche delle iniziative per celebrare gli 800 anni del passaggio di San Francesco a San Severino e dell’episodio della pecorella salvata e consegnata alle religiose che abitavano in quel luogo”. 

A realizzare il progetto per la messa in sicurezza è stato l’architetto, anche lui settempedano, Luca Maria Cristini che precisa come l’obiettivo primario sia quello di evitare ulteriori danneggiamenti in vista poi di un futuro restauro post sisma: “Il fine è quello di conservare l’edificio, congelando la situazione allo stato attuale, in attesa della riparazione vera e propria. Si tratta di interventi cautelativi per evitare che l’edificio subisca ulteriori danni. Un altro obiettivo, un po’ più ambizioso, è anche quello di poter restituire la chiesa, almeno in parte, al proprio utilizzo, escludendo quelle parti che non sarà possibile riaprire. Non tutti i lavori saranno ‘a perdere’ perché la circolare impone di effettuare opere rimovibili però la parte di ponteggi e le opere di messa in sicurezza saranno funzionali al cantiere di riparazione”. 

In seguito questi lavori sarà poi il Comune a dover decidere se revocare in parte l’ordinanza di inagibilità. Provvedimento emesso a causa di una serie di danni che il sisma del 2016 ha causato: “I danni più gravi sono quelli che occorrono tipologicamente a questo genere di edifici. Le murature molto snelle, che non hanno contrasti come nelle abitazioni come i solai, sono soggette a oscillazioni molto più ampie e nella chiesa dei Cappuccini c’è stata un’anomala oscillazione della facciata verso l’esterno e di uno dei due prospetti longitudinali, quello verso l’orto del convento, che ha oscillato venendo meno l’appoggio della volta che chiude l’aula nel sottotetto. Si andrà quindi a risolidarizzare provvisoriamente le murature verticali e puntellare la porzione di volta al di sopra dell’ingresso affinché non si disconnetta e non crolli definitivamente. Quest’ultima - conclude - è molto vulnerabile dal punto di vista sismico”.
g.g.
Due le azioni principali individuate ieri sera dal comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino: impugnare la determina 742 del 31 dicembre prima che scadano i termini di legge, e una grande manifestazione che possa declinarsi non solo in un corteo di protesta che possa riunire anche i comitati di altre zone ma anche in una postazione permanente, una sorta di picchetto. Il tutto però dovrà partire, o essere sostenuto, dai sindaci, specie quelli che hanno un ospedale nel loro territorio. E alla Piermattei il comitato garantisce massimo appoggio. 
L'incontro di ieri fa seguito alle ultimissime novità relative all'ospedale settempedano, protagonista di una determina del 31 dicembre che prevede il declassamento da unità semplici dipartimentali a unità semplici di non uno bensì tre reparti: hospice, oncologia e radiologia. 
Ciò significa che non saranno più autonomi, potranno essere smantellati in ogni momento o accorpati alla struttura centrale. 
Proprio in merito alla radiologia è emersa una situazione abbastanza critica, testimoniata da chi quel reparto lo vive quotidianamente: ci sono solo cinque medici, di cui uno soltanto per le mammografie, a cui sono state bloccate le ferie. Sembrerebbe addirittura esserci qualcuno che lavora da 40 giorni continuativi. Si è in attesa di due medici che l'Asur dovrebbe assumere a tempo indeterminato ma purtroppo sembra che la richiesta di radiologi sia molto elevata in tutte le Marche e quindi i professionisti, potendo scegliere, preferiscono andare altrove.
"Qui non vengono medici - ha stigmatizzato Massei - perché vengono umiliati e mortificati con determine come la 742 dopo aver dato tutto, sacrificato famiglie, per il lavoro. E' ora che anche la loro categoria si ribelli". L'avvocato e vicepresidente del comitato ha spiegato per sommi capi ai presenti in cosa consisterebbe la determina, soffermandosi sulle parole del direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, secondo cui "non c'è stato alcun declassamento, semmai un rafforzamento della loro integrazione nei processi assistenziali della rete clinica di riferimento": "Maccioni offende l'intelligenza di un bambino - commenta duro Massei - dicendo che questo declassamento rafforza la struttura nel suo ruolo all’interno delle reti cliniche. Fa ben sperare quanto emerso dal consiglio comunale che si è svolto a Fabriano due sere fa, a cui hanno preso parte anche i sindaci di San Severino, Camerino e Matelica. Pare che abbiano finalmente capito che devono unirsi. Tuttavia alle parole, bisogna anche associare i fatti, rispondere agli atti con altri atti. Impugnare i provvedimenti - ha aggiunto - poiché tentando il dialogo, l'Asur farà solo perdere tempo in attesa che decorra il periodo dopo il quale l'atto diventerà definitivo. Fin ora, nonostante i nostri continui allarmi, i sindaci di questa zona hanno voluto continuare a 'trattare in proprio', pensando di portare a casa qualche misero risultato. Il risultato è che tutti hanno preso schiaffi". Fortemente criticato il silenzio del direttore generale Asur Nadia Storti e il presidente Luca Ceriscioli nonché l'idea di realizzare l'ospedale unico. Secondo i più infatti,
 comporterà l’impoverimento e il declassamento a ospedale di comunità di tutte le strutture dell'entroterra. Pietro Cruciani, radiologo in pensione, in merito ha precisato che "sul piano sanitario è prevista una riduzione del 20 per cento delle strutture complesse e dipartimentali. In merito alla determina, so che è stata la Storti a volerla fortemente ora, probabilmente per fare bella figura con il governatore. Sicuramente prima o poi sarebbe arrivata ma è altrettanto sicuro che si poteva attendere. Mi chiedo anche come mai proprio da San Severino si sia iniziato, visto che le riduzioni riguardano tutte le Marche". I tagli, declassamenti e depotenziamenti che l'Asur sta operando, sono in vista della realizzazione dell'ospedale unico sulla cui realizzazione però ci sono molti dubbi visto che sarà finanziato con un project financing: "Significa che pagano dei privati per milioni di euro - è tornato a spiegare Massei - e il pubblico si accollerà un canone per anni e anni e il risultato è che alla fine questa struttura sarà costata molto di più. Peraltro, non voglio fare la Cassandra della situazione, ma l'ospedale unico non partirà mai, è solo uno specchietto per le allodole. Il vero obiettivo è di chiudere le strutture esistenti finché non arriverà qualche privato che riaprirà".
g.g.


Lo hanno fatto di nuovo. Dopo aver soppresso il punto nascite nel 2015 con una determina del 31 dicembre, quasi come a voler nascondere l'atto nel marasma delle festività, ora l'Asur, con una determina del 31 dicembre 2019, ha deciso di depotenziare ben tre unità semplici dipartimentali a unità semplici dell'ospedale di San Severino: l'Hospice, oncologia e radiologia. "Che vuol dire? Che non sono più autonome, che possono essere soppresse in qualunque momento, o che possono essere inglobate nella struttura di riferimento.
Queste tre strutture sono fondamentali - sono le parole del sindaco in un video di protesta e denuncia che riportiamo sotto. Carissimo presidente Luca Ceriscioli, nonché assessore regionale alla sanità, e cara direttrice dell'Asur, Nadia Storti, vi chiedo di ritirare immediatamente questa determina o di modificarla. Siamo un città terremotata e questo ospedale è sempre stato un riferimento per tutto l'entroterra per la sua posizione, la solida struttura che nemmeno il sisma è riuscito a scalfire e per la pista di Elisoccorso. Quando ci invitaste a candidarci per l'ospedale unico io lo feci - aggiunge- ma nessuno mai chiese il progetto perché era già tutto preparato. Noi siamo il secondo territorio per estensione nelle Marche e abbiamo bisogno di questa struttura, non solo noi ma tutto l'entroterra. Ci siamo noi, i comitati e le associazioni. Siamo pronti a venirvi a trovare in Regione".
g.g
Nei guai un imprenditore. Aveva falsificato il documento di circolazione di un suo veicolo commerciale facendo risultare eseguita la revisione. A scoprire l'inganno sono stati i militari della guardia di finanza Tenenza di Camerino nel corso di un servizio di controllo economico del territorio. L'uomo è stato denunciato.


I finanzieri hanno fermato normalmente l'imprenditore alla guida del mezzo, che stava transitando a San Severino, chiedendo di esibire patente e libretto di circolazione. Ad una prima lettura, sembrerava tutto in regola, con la revisione biennale del mezzo effettuata. I militari però sono andati più a fondo grazie all'ausilio dei colleghi in Sala Operativa del Comando Provinciale di Macerata, e dall'accertamento è stato possibile evidenziare una situazione ben diversa: infatti il veicolo risultava aver superato l’ultima revisione solamente nel 2010.  

Un controllo più approfondito sul documento in questione ha consentito di appurare che si trattava di una fotocopia sulla quale, al fine di eludere i controlli, attraverso un programma software di fotocomposizione erano stati riprodotti ed apposti falsi tagliandi di revisione relativi agli anni 2012, 2014 e 2017.  

Il conducente del mezzo, titolare di un’impresa di arti grafiche della zona, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per il reato di falso materiale e il documento falsificato è stato posto sotto sequestro.

Il veicolo, invece, è stato sottoposto a fermo amministrativo in quanto, dai riscontri eseguiti, è anche emerso che a carico del proprietario risultava un gravame emesso da Equitalia Marche Riscossione Spa nell’anno 2008 per un importo a concorrenza di 11.946,99 euro.

g.g.  

I primi di agosto i lavori all’Itis Divini avevano subito uno stop in seguito al ritrovamento di alcuni reperti archeologici. La sovrintendenza era intervenuta per eseguire ulteriori indagini e capire l’entità dei ritrovamenti. Nel frattempo, per non interrompere i lavori, il cantiere era stato spostato al blocco dove sorgerà la palestra. Ma qual’è, ad oggi, lo stato dell’arte? A fare il punto è il presidente della provincia Antonio Pettinari, ente proprietario dell’istituto. 

“Il Divini rientrava fra le 21 scuole che il commissario Errani decise di ricostruire direttamente. Dopo tanti ritardi finalmente i lavori erano partiti ma siamo incappati in un altro stop. È bello - sottolinea - che nel nostro Paese si facciano tanti ritrovamenti di reperti archeologici ma nel caso specifico sicuramente questo si tradurrà in nuovi ritardi anche se di fatto le opere non si sono mai fermate. C’è stato solo un cambio di programma. Gli scavi stanno andando avanti anche a mano e siamo sotto le direttive della sovrintendenza. È difficile - conclude - fare previsioni sulle tempistiche necessarie al completamento di questa operazione”.
g.g.

(Il servizio sarà approfondito sul prossimo numero de L'Appennino Camerte)
L’Ambito Territoriale Sociale dell’Unione Montana Potenza Esino Musone di San Severino ha provveduto ad allestire, con nuovi arredi e suppellettili, i locali dell’ex lazzaretto, all’interno del santuario della Madonna del Glorioso, concessi dal Comune in comodato d’uso gratuito per ospitare il progetto “Dopo di Noi” che darà un tetto alle persone con disabilità ma prive di assistenza familiare.
La dotazione di arredi e suppellettili arriva dopo un importante intervento strutturale messo in atto proprio dal Comune e che ha riguardato, insieme all’ex lazzaretto, anche l’ex chiostro. Grazie allo stesso è stata data una nuova sede al Centro diurno socio educativo e riabilitativo “Il Girasole”.

dopo di noi

Complessivamente sono state ricavate nel complesso del Glorioso tre camere da letto, per cinque posti letto in totale, insieme ai servizi e a una sala polifunzionale.
I nuovi arredi sono stati acquistati tramite un finanziamento della Regione Marche. A partire da settembre inizieranno gli inserimenti nella struttura. Gli utenti sono stati individuati a seguito di apposita valutazione da parte dell’equipe integrata per la disabilità.
Il maresciallo maggiore Decio Bianchi è stato riconfermato alla guida dell’Associazione Nazionale Carabinieri di San Severino Marche. A dieci anni dall’apertura della sezione Anc, i 120 soci hanno rinnovato la fiducia al presidente uscente. Fanno ingresso nell’associazioni anche volti nuovi, tra cui l’ultimo comandante della Stazione Carabinieri di San Severino Marche, il luogotenente Francesco Losurdo
Quest’anno il comandante della Polizia Municipale, commissario Sinobaldo Capaldi, e l’assessore comunale alla Sicurezza, Jacopo Orlandani, hanno rinnovato per un altro decennio la convenzione di collaborazione con l’Anc settempedana. Trenta soci volontari continueranno a vigilare all’uscita delle scuole ma anche in occasione di numerosi servizi da sempre svolti nel territorio comunale. Riconferma per chi guida questo gruppo, il carabiniere ausiliario Francesco Cicconi.

I carabinieri in congedo continueranno dunque ad essere presenti sia nelle manifestazioni di rappresentanza che nei servizi di viabilità e sorveglianza affiancando l’Arma in servizio del comandante Massimiliano Lucarelli e proseguiranno nel supporto fino ad oggi fornito anche alle altre forze dell’ordine.
Il presidente dell’Anc settempedana ha premiato di recente, in occasione della Festa dell’Arma, il comandante dei Carabinieri Forestali, Maurizio Simoncini, andato in pensione, e il comandante della Polizia Locale, Sinobaldo Capaldi, ormai prossimo al termine del servizio effettivo.
E’ un intervento di portata storica quello che si appresta ad essere realizzatosul fiume Potenza, grazie allo stanziamento di fondi europei dell’asse 8 del Por Fesr, dedicati ai territori colpiti dal sisma . Di oltre 3 milioni di euro, l'intervento che interesserà il tratto che va dalla sorgente di Fonte di Brescia fino al ponte di Sant’Antonio a San Severino Marche.
Se ne è parlato ieri a San Severino presso la sede dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, nel corso di un incontro organizzato dalla Regione Marche con  la particolare spinta propulsiva dell'assessore Angelo Sciapichetti. Alla riunione, presieduta da Matteo Cicconi alla guida dell’ente territoriale locale, oltre all'assessore Sciapichetti sono intervenuti il dirigente regionale ingegnere Vincenzo Marzialetti e i suoi collaboratori.

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E’ ormai da decenni che non viene realizzato un intervento sul letto fluviale di tale portata e, la riunione è servita in sostanza a tracciare i punti più significativi delle azioni da eseguire in tutto il tratto che va da Fiuminata fino a San Severino. All’incontro erano presenti i diretti interessati tra tecnici e Amministratori dei rispettivi territori comunali attraversati dal fiume Potenza.
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“Quanto al cronoprogramma- riferisce il presidente dell'Unione Montana-  nell'immediato  la struttura regionale competente provvederà a redigere il progetto cui farà seguito tutto l'iter procedurale e amministrativo necessario. I tempi sono comunque funzionali alla necessità o meno di alcuni passaggi, tuttavia- continua Matteo Cicconi- confidiamo e auspichiamo tutti nella più rapida realizzazione e messa in atto di quanto previsto e programmato. Un ringraziamento va sicuramente alla Regione Marche per aver voluto condividere con i territori , con i comuni e con l'Unione Montana, un progetto così significativo.che vede un investimento di risorse nell’ordine di oltre 3 milioni di euro  e la speranza – sottolinea il presidente- è che questi interventi volti alla prevenzione e messa in sicurezza dell' alveo fluviale e che lungo tutto il letto del fiume interesseranno le arginature, la sistemazione di ponti, la ripulitura delle aree di vegetazione, possa essere realizzato nel più breve tempo possibile”.


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