Convitto, il sindaco: “Bastano 4 righe di Antonio Pettinari”

Lunedì, 27 Gennaio 2020 19:38 | Letto 402 volte   Clicca per ascolare il testo Convitto, il sindaco: “Bastano 4 righe di Antonio Pettinari” Docenti e genitori degli alunni del Convitto chiedono risposte e un impegno dell’amministrazione per la sede provvisoria della scuola. Ma il sindaco di Macerata, Romano Carancini, passa la palla al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ente competente nella gestione dellistituto. “Il Convitto è stato reso inagibile dal terremoto - spiega ai microfoni di Radio C1- e alunni e docenti sono stati trasferiti, dall’amministrazione, al Pannaggi, di fianco al Tribunale. Poi hanno chiesto ulteriori spazi e la polemica nei miei confronti si è innestata perché secondo loro dovrei essere io a firmare queste autorizzazioni. Ma il primo cittadino non è competente su questo tema perché lo è la provincia da cui però riceviamo solo silenzio”.  Carancini sostiene di aver specificato, già il 9 gennaio, la sua volontà politica affinché l’istituto rimanga allex Pannaggi fino al recupero della storica sede e afferma di essersi battuto fin dal 2016 per questo.  “Ricordo bene invece - scrive poi in una nota rivolta a docenti e genitori - a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero del Convitto non era affatto prevista dal commissario alla ricostruzione. Solo su sollecitazione dell’Amministrazione il Commissario Vasco Errani venne quasi costretto a venire in città per rendersi conto del valore, non solo storico, di quel bene ma soprattutto dellimportanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto. Fu così che l’allora commissario stanziò 7 milioni di euro per la ricostruzione dell’edificio. Questa è la prova della nostra volontà di ridare il Convitto a studenti, docenti e personale Ata. Potevamo scegliere di disinteressarci come ha fatto la Provincia”. Un disinteresse, secondo Carancini, che permane tutt’oggi tant’è che si attende dal presidente Pettinari la garanzia, nero su bianco, della medesima volontà di far rimanere ragazzi e insegnanti al Pannaggi. “Io non posso concedere l’ampliamento degli spazi - torna a precisare il sindaco alla radio - ma lo potrebbe fare la provincia che è competente sia per il Convitto che per l’immobile del Pannaggi di cui ha il diritto d’uso. Tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare con il buon senso di tutti. Solo se il Comune ritornasse ad avere la responsabilità della gestione dell’edificio potremmo assumere un impegno scritto e formale.  In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli - conclude - in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi”.g.g.
Docenti e genitori degli alunni del Convitto chiedono risposte e un impegno dell’amministrazione per la sede provvisoria della scuola. Ma il sindaco di Macerata, Romano Carancini, passa la palla al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ente competente nella gestione dell'istituto.

“Il Convitto è stato reso inagibile dal terremoto - spiega ai microfoni di Radio C1- e alunni e docenti sono stati trasferiti, dall’amministrazione, al Pannaggi, di fianco al Tribunale. Poi hanno chiesto ulteriori spazi e la polemica nei miei confronti si è innestata perché secondo loro dovrei essere io a firmare queste autorizzazioni. Ma il primo cittadino non è competente su questo tema perché lo è la provincia da cui però riceviamo solo silenzio”. 

Carancini sostiene di aver specificato, già il 9 gennaio, la sua volontà politica affinché l’istituto rimanga all'ex Pannaggi fino al recupero della storica sede e afferma di essersi battuto fin dal 2016 per questo. 

Ricordo bene invece - scrive poi in una nota rivolta a docenti e genitori - a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero del Convitto non era affatto prevista dal commissario alla ricostruzione. Solo su sollecitazione dell’Amministrazione il Commissario Vasco Errani venne quasi costretto a venire in città per rendersi conto del valore, non solo storico, di quel bene ma soprattutto dell'importanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto. Fu così che l’allora commissario stanziò 7 milioni di euro per la ricostruzione dell’edificio. Questa è la prova della nostra volontà di ridare il Convitto a studenti, docenti e personale Ata. Potevamo scegliere di disinteressarci come ha fatto la Provincia”. Un disinteresse, secondo Carancini, che permane tutt’oggi tant’è che si attende dal presidente Pettinari la garanzia, nero su bianco, della medesima volontà di far rimanere ragazzi e insegnanti al Pannaggi.

Io non posso concedere l’ampliamento degli spazi - torna a precisare il sindaco alla radio - ma lo potrebbe fare la provincia che è competente sia per il Convitto che per l’immobile del Pannaggi di cui ha il diritto d’uso. Tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare con il buon senso di tutti. Solo se il Comune ritornasse ad avere la responsabilità della gestione dell’edificio potremmo assumere un impegno scritto e formale.  In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli - conclude - in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi”.
g.g.


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