Una candidatura forte, autorevole, moderata. Con questi aggettivi il candidato alla Presidenza della Regione Marche per la coalizione di centrodestra, Francesco Acquaroli, ha presentato oggi a Fabriano, la candidata del territorio alla carica di consigliere regionale per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni. A fianco di Acquaroli, il componente dell’Assemblea nazionale di FdI Carlo Ciccioli, Lorenzo Rabini, portavoce provinciale del partito e il componente dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia sezione di Fabriano, Ennio Mezzopera.

«Con Mirella Battistoni siamo certi che questo territorio possa essere rappresentato al meglio, con professionalità e concretezza», le parole di Acquaroli che si è poi soffermato sulle problematiche più urgenti del fabrianese. «Dall’imprenditorialità di Fabriano abbiamo dato un’importante risposta occupazionale nel corso degli anni ed esportato un modello copiato da tanti. Noi vorremmo ripartire da queste realtà per dare un futuro perché c’è ancora tanto da esprimere per far tornare le Marche importanti. Crediamo fermamente che dall’entroterra possa partire il riscatto della nostra Regione». Francesco Acquaroli che ha evidenziato di non credere ai sondaggi, ma di giudicare un eventuale alleanza Pd-M5S una sorta di conferma degli stessi che vedono il centrodestra in vantaggio, ha anche toccato il tema della ricostruzione. «Di fatto non è mai partita, finché il Governo e il Parlamento non mettono in condizione gli Enti e i privati, con le norme adeguate di poter iniziare i cantieri di fatto siamo fermi e che rischia di procurare danni impressionanti a queste zone. Quindi, bisogna che il Governo, come detto dallo stesso commissario Legnini, si adoperi a far approvare dal Parlamento le giuste norme. La nostra Regione è a un bivio: se continuare con un modello solito o cambiare affidandosi a un progetto nuovo, il nostro, che intende mettere al centro del proprio agire le esigenze reali del territorio: famiglie, giovani, imprese che devono essere supportate e non soffocate. Serve una politica che sappia essere non ideologica, ma concreta e che colga le opportunità e ne sappia creare di nuovo. Il declino non è inesorabile, l’alternativa c’è e siamo noi. Noi vogliamo ridare dignità a tutti i nostri territori», ha concluso Acquaroli. 

Il taglio del nastro foto
Il taglio del nastro

«Francesco ed io crediamo fermamente che Mirella Battistoni possa contribuire a dare quel surplus di competenza e concretezza di cui non solo Fabriano e il suo comprensorio hanno bisogno, ma l’intera Regione. Occorre disegnare il nuovo sviluppo economico delle Marche, sapendo impiegare al meglio i finanziamenti Europei e Nazionali. Mirella ha dimostrato, con la sua lunga attività professionale, di essere la persona adatta», gli ha fatto eco, Carlo Ciccioli che è tornato a chiedere una forte accelerazione per il completamento della Quadrilatero per il tratto fabrianese. «Abbiamo un brivido di emozione perché sono convinto che questa volta governeremo, sono i marchigiani che vogliono farci vincere a furor di popolo, c’è una forte delusione nei confronti della sinistra che si tocca con mano. Noi, da parte nostra, abbiam progetto e obiettivi per poter governare al meglio», ha concluso.

«Ho accettato di candidarmi in quanto credo fermamente che il fabrianese abbia bisogno di un rappresentante, moderato e libero dalle logiche delle politiche, all’interno della coalizione che vincerà le elezioni di settembre. Questa terra ha dato tanto alle Marche ed è stata messa all’angolo negli ultimi anni, spogliandola di servizi essenziali quali il depotenziamento dell’ospedale Profili, non sapendo gestire i finanziamenti Europei e Statali che avrebbero potuto fermare la crisi in atto dal 2008 sia a Fabriano che in altre importanti zone delle Marche. Mai come in questo momento, invece, c’è bisogno di una Pubblica Amministrazione più vicina alle famiglie e alle imprese, per invertire il declino che i partiti di centrosinistra non hanno saputo arrestare», le parole della candidata, Mirella Battistoni, che ringrazia «il nostro candidato alla carica di Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, il componente dell’Assemblea nazionale di FdI, Carlo Ciccioli, Lorenzo Rabini ed Ennio Mezzopera, insieme a tutti i presenti all’avvio della mia campagna elettorale». 

È un segno importante per Fabriano «perché testimonia il rinnovato interesse per le zone dell’entroterra marchigiano e anconetano. Tutti noi vogliamo dare respiro al fabrianese contribuendo a rilanciare il territorio da un punto di vista sociale ed economico, accelerando nella ricostruzione post-sisma, nel completamento delle infrastrutture materiali e immateriali, rimanendo al fianco dei nostri bravissimi imprenditori, artigiani e commercianti, aiutando chi si trova in difficoltà per questa lunga crisi economica acuita dalla pandemia da Covid-19. Anche per questi motivi, FdI di Fabriano ha deciso di inaugurare oggi la sua sede di via Gioberti 19, un punto di ascolto dove chiunque potrà venire per presentare le proprie idee, progetti e suggerimenti», ha concluso.

GS



La scelta dei due consiglieri regionali pentastellati, Gianni Maggi e Romina Pergolesi di uscire dal Movimento 5 Stelle e passare al gruppo misto, in un momento in cui ci si prepara alle prossime elezioni regionali, avrà sicuramente delle ripercussioni per il partito di Beppe Grillo.
A commentare come potrebbero cambiare gli assetti politici dopo questa mossa è il candidato governatore Gian Mario Mercorelli: "Inesorabilmente inciderà - dice - . Credo che, visto l'astio con cui Maggi e Pergolesi se ne sono andati, inciderà positivamente piuttosto che in maniera che negativa.
Pensando di destabilizzare il Movimento - spiega - non si sono resi conto che con la loro operazione di appesantimento di qualsiasi attività erano diventati ingombranti in senso negativo. La loro mossa solleverà l'animo di molte persone e ci sottrae chi, tecnicamente, negli ultimi mesi, si è comportanto come un sabotatore interno".

Romina pergolesi
Romina Pergolesi

Mercorelli fa quindi riferimento alla loro posizione per l'emendamento alla modifica della legge elettorale: "Entrambi lo hanno votato in maniera convinta - dice - quando tutto il Movimento era in opposizione a quella modifica. Senza voler essere antipatico credo che la loro decisione inciderà in meglio".
Poi un commento sulla volontà dei due consiglieri passati al gruppo misto di una possibile allenza giallo-rossa per le prossime elezioni regionali: "Le alleanze il Movimento le fa sui temi e sulla discontinuità - precisa - . Queste operazioni si svolgono nel Movimento con trasparenza e partecipazione. Non voglio mettere in discussione le loro buone intenzioni in quella fase, ma volevano creare le condizioni per incatenare il Movimento ad un progetto che avrebbe fatto solo Maggi.
Era lui - conclude - che aveva degli incontri per possibili alleanze. E' la modalità che era sbagliata".


GS

Sul fatto che la politica sia l'arte del possibile e la scienza del relativo, come diceva Bismark, nulla da obiettare.
E la dimostrazione arriva in tempi di composizione di liste dove "partenze e ritorni" sono più numerosi che sul tabellone di una stazione ferroviaria.
Al centro della discussione, in questi giorni, la possibile candidatura del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, nella lista di Forza Italia a sostegno del candidato governatore regionale Francesco Acquaroli.
Ricordano tutti, infatti, la spaccatura tra il primo cittadino e il partito di Silvio Berlusconi dopo la scelta di estromettere dalla carica di assessore Alessia Pupo.
In un incontro a Tolentino, il coordinatore provinciale del partito, Riccardo Sacchi, in difesa della Pupo ricordò come "Forza Italia avesse dato un contributo decisivo all'elezione del sindaco con quasi mille voti e una percentuale del 10,74%. Un contributo disconosciuto, rimettendo in discussione tutta quell'alleanza elettorale premiata dai cittadini nel 2017 e che ne ha determinato l’elezione".

Toni forti quelli utilizzati dal coordinatore provinciale che ora, stando ad alcune indiscrezioni, potrebbe ritrovarsi con il sindaco del "rimpasto di giunta" nel gruppo.
Ma è lo stesso Pezzanesi a commentare l'indiscrezione: "Quando sono stato in Forza Italia con due candidature alle elezioni provinciali - dice - ho ottenuto percentuali come il 34%, con la vittoria dei due collegi in cui ero presente. Nelle mie performance elettorali - precisa - dovute al grande e profondo legame dovuto con i cittadini di Tolentino e dei paesi vicini, ho dimostrato che al di là del partito in cui si milita deve essere messo in campo il cuore".
Poi il commento sull'allontanamento dal partito: "Lasciai Forza Italia quando divenni sindaco di Tolentino - dice - . Successivamente l'allontanamento dell'assessore Pupo, insieme a quello di Massi,  si è prestato ad una serie di interpretazioni che hanno riempito colonne di giornali e polemiche. La verità è che io sono il sindaco di Tolentino e ho degli impegni nei confronti della cittadinanza, nel momento in cui qualcuno, che ha preso l'impegno insieme a me per un unico obiettivo, dovesse avere delle distrazioni, ci sono dei provvedimenti da prendere.
Tutte queste polemiche sono strumentali per sentirsi vivi - aggiunge - . Quando si pensa di più alla carriera piuttosto che alla collettività si rischia di scomparire dalla scena e di dire o scrivere cose non vere".
Infine un commento sulla sua possibile candidatura con Forza Italia: "Ho un grande rispetto nei confronti di tutti i partiti di questo Paese che hanno a cuore la collettività. Forza Italia, che pure oggi non annovera più quelle percentuali di consenso che lo avevano reso il primo partito del Paese con un Berlusconi scintillante, avrà avuto pure il tempo di pensare a quale errore possa aver fatto la sua classe dirigente per veder scendere la percentuale. Credo che questo valga per ogni partito che vede i propri consensi calare. Non avevo alcuna guerra allora, non ho alcun pentimento che mi porti ora a riavvicinarmi a Forza Italia.
Con questo partito ho affinità che riguardano la moderazione, il centro, l'aspetto dell'ascolto e della determinazione di raggiungere i risultati. Chiaro che oggi io sono orgogliosamente civico, ho collaborato con chi vuole cambiare la Regione a prescindere dall'orientamento politico. Una collaborazione con Forza Italia e tutto il centro destra l'ho sempre avuta, dimostrandolo anche con la composizione della mia giunta che vede insieme anche Lega e Fratelli D'Italia. Sono un moderato più di centro che di destra - conclude - senza disdegnare di collaborare per il bene della colletitvità".

Nulla di certo, quindi, per quanto riguarda una sua possibile presenza nel gruppo del partito di Berlusconi. Una indiscrezione che però, se fosse vera, escluderebbe Alessia Pupo dalla corsa per le regionali. Sale su una ferita aperta che ha segnato una delle pagine di storia politica di Tolentino.

GS


Se da un lato il candidato sindaco alle amministrative di Macerata, Sandro Parcaroli, vuole essere il collante tra il capoluogo di Provincia e l'entroterra, dall'altro è Romano Carancini, sindaco uscente e possibile candidato come consigliere regionale del PD ad anticipare la volontà di mettere la montagna come principale impegno in Regione.
Se da domani il PD accettasse la sua candidatura, infatti, Carancini proporrebbe, al primo punto una legge sulla montagna.
"In Italia - dice ai microfoni di Fabio Ubaldi di Radio C1...inBlu - manca un provvedimento che, finalmente, sappia guardare alle aree interne e montane, ai problemi che c'erano già prima del terremoto e che si sono aggravati in maniera drammatica. Deve, la Regione Marche, lavorare sperimentalmente, quasi a servizio dell'intero territorio nazionale, su una legge della montagna che non si limiti ad accontenare le persone. Deve immaginare un progetto che trovi in sé la possibilità di affascinare i giovani con questo territorio. Adoro quei luoghi, che frequento spesso per ragioni affettive. La montagna e i Sibillini sono una grande potenzialità e sarà il primo dei punti su cui vorrei lavorare, che va ben oltre quello della ricostruzione: certamente li vede uniti, ma dobbiamo spingerci ancora più avanti".
E lui, che per dieci anni ha guidato Macerata, commenta così la figura del candidato di centrodestra che potrebbe rappresentare l'unione tra la montagna e la provincia: "Ho ascoltato le dichiarazioni di Sandro Parcaroli - esordisce - a cui faccio un in bocca al lupo, penso però che queste parole denotino la mancanza di conoscenza di alcuni passaggi. Macerata non ha voluto e non ha potuto essere, unilateralmente, una guida, ma credo di poter dire che, invece, è stata un punto di riferimento e ci sono molti esempi di questo: penso alla guida del Cosmari; al grande lavoro fatto per l'Assemblea Territoriale di Ambito dell'acqua, dove Macerata ha cercato di guidare un percorso di integrazione; penso che la Marca Maceratese (MaMa) sia stata una proposta elaborata tutti insieme; penso all'Area Vasta della Provincia con la scelta del nuovo ospedale, che è stata guidata dal sindaco della città, che è anche presidente della conferenza dei sindaci di Area Vasta.
Sono tutti esempi - conclude - per dimostrare che si può contribuire ad un percorso che ha visto Macerata protagonista in questi anni. Certamente si può fare di più, ma senza immaginare di essere il centro del mondo". 

Giulia Sancricca
Fermento nel centro destra in vista delle prossime elezioni regionali. Nell’ambito dei partiti della coalizione sono in corso movimenti, valutazioni e discussioni  per la scelta delle figure più forti a sostegno del candidato alla presidenza Francesco Acquaroli. Nella rosa dei possibili dell’entroterra, potrebbe esserci anche Renzo Marinelli, imprenditore e sindaco di Castelraimondo dal 2011 per il quale si fa più spazio dopo che Sandro Parcaroli ha abbandonato l'idea di una possibile candidatura sul panorama regionale per concorrere alla carica di sindaco di Macerata. Sulla concreta possibilità dell'impegno di Marinelli, l’interessato non ha fornito alcuna conferma ufficiale, seppure non si sia sottratto a rilasciare alcune dichiarazioni ai microfoni di RadioC1...inBlu
Circolano voci, circolano tanti nomi – afferma Renzo Marinelli –. Un riferimento per l’entroterra di sicuro sarebbe utile, in particolare in questo momento di difficoltà del post sisma e in cui il territorio sembra essere inascoltato. Credo dunque che una voce rappresentativa dell’entroterra possa essere sicuramente opportuna, poi sul chi dovrà essere, penso che la scelta dovrà essere presa in condivisione e con le altre persone che rappresentano il territorio in maniera tale da esprimere una candidatura che sia capace di raccogliere più persone e più esigenze possibili e quindi più territorio, così da convogliare quel consenso che gli permetta di poterlo rappresentare, altrimenti il rischio è quello di fare il solito gioco: si eleggono rappresentanti della costa e l’entroterra resta sempre indietro. Credo pertanto- prosegue Marinelli- che più che un nome sia necessario individuare la ‘persona’ capace di poter finalmente rappresentare la zona interna della Regione e in questo caso della Provincia”.
Nessuna certezza dunque sulla sua candidatura nella coalizione di centro destra, anche se il sindaco di Castelraimondo non esclude di poterci fare un pensiero.
 “Non so nulla. E’ da vedersi - dice-. La disponibilità è valutabile nel momento in cui c’è qualcosa di concreto e di fattibile che superi il livello attuale delle semplici discussioni o dei tantissimi nomi in circolazione. Non escludo che potrei pensarci anche per dare voce ad un territorio, da sempre inascoltato. La politica infatti interviene dove ci sono più numeri ma io credo che in questo momento, vista la situazione di disagio del post sisma, viste altre difficoltà, sia necessario trovare delle soluzioni che possano permetterci di avere un rappresentante, o perlomeno, una volta deciso il candidato aiutarci tutti e convergere su quel nome, lasciando da parte una volta per tutte i campanilismi. A mio avviso – chiosa Marinelli - dovremmo fare un passo in avanti anche su questo; una volta scelta la persona, il territorio dovrebbe unirsi intorno a questa figura che potrà rappresentare l’entroterra in Regione e in Consiglio regionale. Credo quindi che il continuare ad essere divisi andrà solo a discapito dell’entroterra. E’ ora di fare un passo avanti, che il territorio interno si unisca per ottenere un’opportunità di svolta che sarà possibile solo se vengono gettate le basi”.

C.C.
Arriva per Sandro Parcaroli il momento della scelta. Sono ore di incontri e di trattative febbrili per sciogliere il nodo circa la possibile candidatura dell'imprenditore camerinese, amministratore del Gruppo Med, richiesto sia per la corsa al consiglio regionale che per la poltrona di sindaco di Macerata. Negli ultimi giorni Parcaroli ha chiesto ai dirigenti della coalizione che lo vorrebbe nelle proprie fila un periodo di riflessione. E' arrivato, però, il momento delle risposte e nelle prossime ore si conoscerà l'esito della riflessione. Alcune indiscrezioni, che attendono però conferma, farebbe pendere la scelta di Parcaroli per la candidatura a sindaco del capoluogo di provincia. Se così fosse tramonterebbe l'ipotesi di un suo impegno in seno al consiglio regionale in favore del territorio camerinese e dell'entroterra montano, questione che da sempre è al centro delle attenzioni dello stesso Parcaroli.
Ecco, allora, che potrebbe profilarsi per il territorio montano un'altra candidatura per il consiglio regionale, quella del sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli. Voci insistenti che si rincorrono insieme ad ipotesi nella fase in cui le forze politiche, come avviene per le squadre di calcio in periodo di mercato, lavorano per allestire i propri organici.

f.u.
Il Covid 19 ha colpito duro sull’economia marchigiana. I dati forniti da Bankitalia parlano, infatti, di un calo del fatturato superiore alla media nazionale con oltre il 25% di perdita, addirittura il 43% in meno per quanto riguarda il numero degli addetti sospesi e un crollo senza precedenti del Pil. “Dati che evidenziano il disastro della sinistra al governo delle regione – dichiara il candidato alla presidenza del centro destra Francesco Acquaroli - Serviva liquidità immediata alle aziende per compensare cali di fatturato drammatici. Invece il governo regionale ha tardato colpevolmente ad attivarsi, impostando una manovra economica solo dopo molti mesi dall'inizio del virus, con bandi aperti solo in queste settimane. Poi si è imbarcato in procedure burocratiche e farraginose che ancora non producono effetti concreti. È necessaria una svolta, un cambiamento radicale delle politiche regionali, in termini di visione e concretezza operativa, per rilanciare un nuovo e reale progetto di difesa attiva e sviluppo dell'economia marchigiana. Le imprese sono il cuore pulsante dell'economia e della società regionale: non possono rimanere sole”.

f.u.
Parla di inciucio pre elettorale tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale Elena Leonardi. Un duro intervento nel quale la Leonardi evidenzia le spaccature della maggioranza di governo che, accusa, adotta la riforma della legge elettorale con 5 anni di ritardo per evitare di essere sconfitta. Motivo dell'intervento la proposta di escludere dalla corsa all'elezione come consigliere chi è già candidato come presidente.
“Il teatrino a cui abbiamo assistito in consiglio regionale dimostra che ormai la sinistra e i pentastellati in Regione sono arrivati alla frutta – afferma Elena Leonardi, in consiglio regionale – L’ulteriore ennesima prova della debolezza di questa maggioranza spaccata e in disaccordo che per evitare di essere battuta nel voto adotta la riforma della legge elettorale, ma la fa valere fra cinque anni. Conviene sottolinearlo, anche stavolta avevamo ragione noi a sostenere che cambiare le regole del gioco in corsa è inopportuno e fuori dalle corrette regole del confronto democratico, soprattutto quando ci sono già altri candidati che hanno scelto di scendere in campo contando su quelle regole. Una proposta, quella di escludere di fatto dalla corsa a consigliere anche un candidato presidente, che amputa la democrazia e il diritto sacrosanto alla pluralità che si deve garantire agli elettori chiamati al voto. Fa però molto sorridere che lo scorso novembre, per giustificare il blitz alla legge elettorale che ha aumentato dal 34% al 40% il premio di maggioranza, la sinistra si giustificò tirando fuori la carta della “maggiore rappresentatività”. Mentre adesso, seppure entrerà in vigore con la prossima legislatura, ha approvato di fatto una regola che azzoppa la democrazia e quella stessa rappresentatività perché scoraggia la competizione plurale. Gravissime, invece – incalza il consigliere Elena Leonardi – le parole del consigliere Gianni Maggi, che sta lavorando sotto traccia da mesi al favorire l’inciucio pre-elettorale con quel PD che per cinque anni ha accusato e contrastato in ogni maniera. Il capogruppo del M5S, tirando di mezzo i terremotati e la crisi causata dalla pandemia, ha affermato che “favorire il governo della destra nelle Marche sia una iattura peggiore del coronavirus”. Una vergognosa mancanza di rispetto nei confronti di tutte le vittime del Covid, di chi ha sofferto e di chi ha combattuto in prima linea per arginare il contagio, dalla quale mi aspetto che ci sia una forte presa di distanza da parte di tutte le forze politiche. La dimostrazione palese del disprezzo che il consigliere M5S ha ormai per la democrazia e per il volere dei cittadini marchigiani, in dissenso anche rispetto ad altri esponenti del suo stesso movimento. Quella democrazia di cui tanto, quando gli conveniva, si è riempito la bocca e che oggi invece gli fa così tanto paura. Anche ieri abbiamo assistito al teatrino di chi cambia le proprie idee e i propri principi in base alla propria convenienza politica, una sinistra che in prorogatio a causa di una pandemia mondiale arriva alle ore 20 a discutere di cambiare una legge elettorale a due mesi dal voto. Con buona pace – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia – del candidato del centrosinistra, Maurizio Mangialardi, che di facciata dichiara che sia sbagliato modificare le regole del gioco a ridosso delle urne, ma come emerso in aula, aveva dato mandato ai suoi di proseguire a cambiare la legge elettorale. E nel frattempo ancora tiene aperta la porta al M5S per tentare il tutto per tutto. Ma i marchigiani non vi credono più e ve lo dimostreranno”.

f.u.
Un nome che da tempo circola nel toto candidati per la poltrona di sindaco di Macerata è quello di Sandro Parcaroli, imprenditore originario di Camerino e amministratore del Gruppo Med Store. Negli ultimi giorni le voci di una sua candidatura alla guida del comune capoluogo di provincia si sono fatte sempre più insistenti, al punto che appariva imminente l'ufficializzazione che, però, non è arrivata e forse non arriverà. Sandro Parcaroli ha sempre dichiarato di voler riflettere sul da farsi e sembrerebbe che lo stesso, qualora decidesse di scendere in campo in prima persona, sarebbe più propenso ad impegnarsi in seno al consiglio regionale per farsi interprete delle esigenze del territorio montano. A questo lo spingerebbero gli abitanti delle zone del cratere, per le quali Sandro Parcaroli non ha mai nascosto il proprio amore impegnandosi in prima persona in iniziative di vicinanza e solidarietà a favore di scuole, associazioni, cittadini, e i legami con la "sua" Camerino, da dove all'interno di un garage ha mosso i primi passi imprenditoriali, e con l'intero territorio circostante. Sicuramente la sua visione imprenditoriale, che ha portato la Med Store a divenire azienda leader nel settore in Italia, appare diversa da quella di tanti politici "navigati", spesso più interessati  più alla poltrona che alla soluzione dei problemi reali, e su tale caratteristica farebbero leva coloro che lo vedrebbero sugli scranni del consiglio regionale. Ecco perchè una larga parte della società civile insieme a rappresentanti delle istituzioni stanno cercando di convincere Parcaroli a scendere in campo per la prima volta in una competizione elettorale. 




Un programma che nasce dall'ascolto dei cittadini e che mette l'ambiente al primo posto.
È quanto emerge dall'intervista al candidato governatore pentastellato Gian Mario Mercorelli dopo che gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno già ricevuto la richiesta di partecipare ad un sondaggio per condividere le necessità del territorio: "Queste sono operazioni tipiche del Movimento - dice il candidato - che come unica forza si propone in maniera interattiva con i propri iscritti e con la cittadinanza in genere perchè, oltre al formulario della piattaforma, è stata aperta a qualunque cittadino marchigiano la possibilità di intervenire sul porgramma".

Si è svolta poi una riunione dei gruppi M5S della provincia di Macerata tra i candidati alla carica di Consiere Regionale, gli attivisti e i simpatizzanti del MoVimento per discuterete di problemi ambientali: "Il bacino idrico del basso Chienti, il rigassificatore di Porto Recanati, l'inquinamento da campi elettromagnetici ed erosione costiera sono state alcune delle tematiche che verranno portate direttamente all’attenzione del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa. Accanto a queste la questione dell'Api per l'Anconetano: un problema evidente per tutti; ma oltre ai temi più ampi ce ne sono altri subordinati e meno impattanti, ma importanti per comunità più piccole: a Montemarciano - spiega - c'è il problema dell'erosione della costa, ci sono delle case aggredite dal mare perchè nessuno, negli anni, si è preoccupato di limtare l'erosione. È stato il Ministro stesso - precisa Mercorelli - a chiederci di fornirgli informazioni sulla situazione ambientale della Regione. Se pensiamo di rilanciare la Regione non pensando a queste tematiche, allora le Marche non avranno un futuro. ".

Torna quindi sul tema della partecipazione che "Per noi del Movimento - dice -  è sempre stata uno dei nostri punti cardine. Vorrei poi sottolineare come per i partiti  non ci siano ancora dei programmi, ribadendo che il nostro sarà fatto da persone che hanno voluto essere partecipi con il proprio contributo".

In merito agli altri avversari Mercorelli attacca: "Un elemento che evidenzia la poca chiarezza del modo dei partiti di fare politica è che ci sono stati per mesi dei balletti per scegliere il candidato governatore delle coalizioni, ma nessuno si preoccupa di guardare la qualità dei candidati, sono tutti concentrati sugli equilibri politici. Non credo poi che sia secondario conoscere i nomi dei candidati consiglieri. Per il Movimento i candidati possono piacere o meno, ma la certezza è che sono incensurati".

GS
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