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Tamponi alla popolazione per effettuare uno screening sulla situazione Covid a Belforte del Chienti. La proposta, avanzata dal gruppo consiliare di minoranza "Belforte insieme", è stata accolta dal sindaco Vita e dalla sua maggioranza. Tuttavia il costo dei tamponi andrà a gravare sui cittadini che sceglieranno di sottoporvisi e, così, la minoranza puntualizza con la seguente nota che pubblichiamo.
 
Siamo soddisfatti che la maggioranza abbia accolto la nostra richiesta di fare i tamponi alla cittadinanza e magari cominciare dai ragazzi delle scuole medie ancora in quarantena, ma ci dispiace che non abbia ben compreso le nostre richieste fatte durante l'ultimo consiglio comunale del 26 Novembre. Non comprendiamo pertanto la scelta di far pagare il costo del servizio per i tamponi ai cittadini belfortesi poiché il sindaco ha affermato a voce nell'ultimo consiglio, ribadendolo per iscritto nella delibera n.49, di avere a disposizione la somma di 85.000 euro e altre importanti somme erogate dal Governo centrale da destinatare alle spese per l'emergenza covid.

Il servizio tamponi poteva essere messo a disposizione della cittadinanza gratuitamente: il Comune avrebbe sostenuto una spesa, già finanziata, non molto superiore ai 40.000 euro se tutti i 1900 abitanti si fossero presentati volontariamente. Abbiamo come minoranza anche chiesto di utilizzare quei fondi per la distribuzione delle mascherine alle famiglie. La risposta sconvolgente ad ogni richiesta è stata che non essendosi mai trovati in una situazione del genere non sanno come impegnare quelle risorse ministeriali.

Inoltre ci chiediamo se un affidamento diretto di questa tipologia di servizio per lo svolgimento dei tamponi possa essere concesso senza una minima indagine di mercato. Pur comprendendo le difficoltà di ASUR 3 che non riuscirebbe probabilmente ad ottemperare la richiesta se in alternativa si decide di utilizzare un soggetto privato va fatto nel modo migliore, inoltre la possibilità di fare il tampone una sola mattina alla settimana di giovedì, a nostro avviso, non permette certamente di effettuare un reale screening della popolazione in tempi brevi. 

In un momento complicato come quello che stiamo vivendo se si poteva dare un servizio gratuito ai cittadini belfortesi e vi erano i soldi per farlo andava sicuramente fatto.

Cercheremo di essere più chiari magari inviando una richiesta scritta al primo cittadino dove elencheremo nuovamente le proposte, ovviamente per il bene del paese e dei suoi abitanti. 





 

Cinquecento accessori, tra marsupi di cotone per i canguri orfani e guantini per i koala australiani.
È l’idea della belfortese Catia Cappellacci, che, appassionata di viaggi e sensibile all’ambiente come a tutte le forme di vita, dopo il dramma che ha colpito l’Australia e i suoi abitanti indifesi, ha deciso di scendere in campo in prima persona coinvolgendo tutto il suo paese.
“Ho letto sul web - racconta - che per la riabilitazione dei canguri orfani servono delle sacche realizzate in cotone al 100%.
Bisogna cucire sacchetti a mo’ di marsupio per aiutare i cuccioli di canguri provenienti dalle zone incendiate che non hanno più la mamma e a forma di guanti per i koala. I soccorritori, infatti, devono cambiarli dopo le medicazioni, il che significa che ogni animale ne utilizza diversi al giorno. Naturalmente, i marsupi di cotone possono essere lavati e riutilizzati, ma è importante avere un ampio rifornimento man mano che altri animali feriti verranno portati nei centri di recupero. È per questo - spiega Catia Cappellacci - che ho deciso di coinvolgere la Delsa, l’azienda dove lavoro, trovando subito l’appoggio della fashion designer Teresa Lucaroni”.
La stilista della nota casa di moda si è infatti messa subito all’opera, insieme a Catia Cappellacci, per tagliare i modelli degli accessori e cucirli.
“E’ bastato un passaparola - spiega Catia Cappellacci - e subito siamo riuscite a mettere insieme diverse lenzuola su cui ora stiamo lavorando.
Abbiamo bisogno di più donne che sappiano cucire, sarebbe bello che questa idea possa aiutare l’Australia e le associazioni che si impegnano sul posto a nome di tutta Belforte. Purtroppo le notizie che ci arrivano da posti così lontani, a volte, ci fanno meno paura, ma spero che di questa tragedia siano consapevoli tante persone. Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere questo obiettivo”.
Catia Cappellacci vuole così diffondere il suo grido d’aiuto: “Resto a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti o se la senta di aiutarci in questa impresa. Potete contattarmi sui social. Quello che per noi è uno straccio da buttare, in Australia può salvare una vita e sono orgogliosa che i belfortesi mi abbiano appoggiata in questo. Una volta realizzati tutti gli accessori, per la spedizioni saranno necessarie almeno 300 euro, la speranza è che qualcuno mi possa aiutare a racimolare anche questa cifra”.

Giulia Sancricca

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