“Il futuro riparte dal passato”. Con un convegno introdotto dalla relazione della professoressa Emanuela Di Stefano a Caldarola si sono aperte le manifestazioni de “La Giostra de le Castella”, rievocazione storica giunta quest’anno alla sua 29à edizione.

“Per noi questa edizione rappresenta l’anno zero di una manifestazione che, nata agli inizi degli anni ’80, ha avuto alti e bassi, con un lungo periodo di sospensione prima del suo rilancio – dichiara il presidente della Pro Loco Eleonora Carducci – Abbiamo voluto fortemente che la Giostra ripartisse per dare un forte segnale di rinascita, dopo che lo scorso anno la disputa del Palio non si è tenuta a causa del terremoto e del lutto che ha colpito il nostro paese con la morte di Milena Nardi e la risposta è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Con il convegno introduttivo – continua la presidente – abbiamo voluto dare un impulso per la rinascita dei nostri territori montani, che in modo particolare oggi rischiano lo spopolamento”.

 

eleonora carducci

 

“La montagna può ripartire, anzi è sempre ripartita – il pensiero del la relatrice Emanuela Di Stefano – perché questi luoghi hanno in sé una storia di oltre 3mila anni. I terremoti in queste zone non sono una novità, ma queste sono comunità che hanno risorse da valorizzare, come le tipicità, i boschi, le acque, le tradizioni manifatturiere. Quindi è una montagna che deve prendere coscienza del proprio passato e delle proprie potenzialità”.

“Nonostante le difficoltà ho chiesto alla Pro Loco di continuare a tenere alta la guardia e di mettere in campo le forze necessarie per la riedizione della Giostra de le Castella – così il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – Le manifestazioni producono ottimismo e fiducia nel futuro, favoriscono l’aggregazione che costituisce il motore dello stare insieme anche per disegnare e capire la Caldarola del post terremoto, nella speranza che il nostro paese possa risorgere e tornare quello che era prima del sisma. Per questo è fondamentale l’appoggio, l’entusiasmo, la vicinanza e l’amore per il proprio paese da parte di tutti i nostri concittadini. Il valore dell’identità e dell’appartenenza ad un territorio di quanti hanno vissuto e continua a vivere nel territorio è l’arma vincente per superare la crisi”.

 

giostra2017

Pochi giorni fa il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Vasco Errani, ha firmato una nuova ordinanza riguardante la rimodulazione delle modalità di selezione delle imprese interessate a partecipare ai bandi di gara per i lavori relativi agli edifici scolastici.

Lo scarso numero di imprese partecipanti ai bandi pubblici, come sottolineato da Errani, è infatti un problema effettivo che va però ricondotto al fatto che spesso, tra le imprese da sorteggiare per le gare d’appalto, ci sono molte aziende fuori Regione che rinunciano a partecipare proprio a causa di difficoltà oggettive, quali la distanza, la diseconomicità e le molteplici difficoltà nell’organizzazione del personale.

Confartigianato a tutela e supporto delle proprie imprese e soprattutto per velocizzare le fasi della ricostruzione post sisma, torna di nuovo sul tema con una proposta che risolverebbe anche il problema dell’esiguo numero di richieste di partecipazione ai bandi sollevato dal Commissario Errani.

Come previsto dalla Legge 45/2017 all’art.2, per l'affidamento delle opere di urbanizzazione, primaria e secondaria, connesse alla realizzazione delle strutture abitative d'emergenza (SAE), ovvero le cosiddette “casette”, le stazioni appaltanti possono derogare la scelta delle imprese per la partecipazione alle gare d’appalto pubbliche, anche nell'ambito degli elenchi regionali.

Accogliendo la proposta del Commissario Errani relativamente agli edifici scolastici che punta anche ad accelerare i processi della ricostruzione post sisma, Confartigianato chiede quindi che venga applicato lo stesso principio di deroga previsto dalla citata Legge, indistintamente per tutte le opere di ricostruzione pubblica, riservando gli inviti alle gare, se non alle sole imprese della Regione, almeno ad un 50% di esse.

Come appurato infatti dai risultati del nuovo progetto di Confartigianato “Imprese per la Ricostruzione” – afferma il Presidente provinciale, Renzo Leonori - ci sono moltissime aziende pronte per la ricostruzione, ne contiamo ben 300, numero in continuo aumento. Aziende locali, iscritte all’Anagrafe Antimafia, in regola con tutti i requisiti previsti, che non avrebbero nessuna delle difficoltà invece riscontrate dalle imprese fuori regione, e che vogliono ripartire e far ripartire il nostro territorio”.

Cento interventi per un importo complessivo di 127 milioni e 942 mila euro per le zone colpite dal sisma. È quanto prevede il primo stralcio del Piano delle opere pubbliche, approvato oggi – a Roma - dalla Cabina di regia, a favore dei territori delle province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Ancona. Il piano comprende le opere segnalate, come prioritarie, dai sindaci e le otto sanitarie concordate, nei giorni scorsi, con i primi cittadini. Complessivamente sono 80 gli interventi che ricadono nelle zone del cratere e 20 quelle fuori cratere. Le prime richiedono un investimento di 110 milioni di euro, le seconde di 17 milioni. Nella provincia di Ancona sono previsti 3 interventi (tutti nel cratere), ad Ascoli Piceno 19, a Fermo 25 e a Macerata 53. Fino a oggi la Regione Marche ha dato il via libera a quattro piani delle opere pubbliche (di cui due riguardano le scuole, di circa 187 milioni), per un totale di 332 milioni di euro. "Prosegue l'iter per la ricostruzione pubblica – ha dichiarato il presidente Luca Ceriscioli - Nella Cabina di regia di oggi sono stati fatti passi avanti anche per il piano dei beni culturali redatto dal Ministero che sarà il prossimo a essere approvato. Un elenco di opere per circa 150 milioni complessivamente destinate alle quattro regioni colpite dal sisma.".

 

Un seminario per parlare dei "Nuovi sentieri di sviluppo per le aree interne dell'Appennino Marchigiano" si è tenuto a Camerino, presso la sala convegni del Campus Universitario, nella giornata di giovedì 22. Un progetto nato dalla volontà del Consiglio Regionale delle Marche e delle quattro Università marchigiane (Camerino, Macerata, Ancona e Urbino) di lavorare congiuntamente per mettere a disposizione della rinascita del territorio colpito dai recenti eventi sismici le rispettive competenze e tecnologie. Tra gli intervenuti al convegno il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, i Rettori dei quattro atenei interessati, il Presidente della II Commissione del Consiglio Regionale Gino Traversini, la coordinatrice del Comitato Nazionale per le Aree Interne Sabrina Lucatelli, l'Assessore Regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, l'Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, numerosi sindaci e amministratori dei comuni maceratesi colpiti dal terremoto. Il progetto sarà realizzato attraverso la partecipazione di un team composto da 11 laureati, che effettueranno indagini sul campo insieme ad un gruppo di ricercatori di tutte le Università marchigiane, coordinati dall'Università di Camerino sotto la supervisione del professor Massimo Sargolini, responsabile scientifico del progetto.

"Siamo grati al presidente del consiglio regionale per aver organizzato questo importante tavolo di lavoro fra le quattro università marchigiane ed aver dato il coordinamento di questo progetto a Camerino – le parole del rettore eletto di Unicam Claudio Pettinari - E' un iniziativa che consentirà, al nostro territorio di mappare quelle che sono le necessità, di capire come intervenire e catalogare tutto ciò che è accaduto, cercando di trovare soluzioni ai problemi che incontreremo. Probabilmente con una comunità scientifica coesa e compatta si potranno ottenere risultati importanti. Credo che questa sia una via corretta per affrontare la sfida che ci attende: mettere in campo tutte le competenze e le conoscenze scientifiche a vantaggio della comunità. E' questa la famosa terza missione che spesso invochiamo".

"Siamo di fronte ad una sfida cruciale in un momento delicatissimo in cui l'emergenza non è finita, ma noi dobbiamo pensare alla ricostruzione delle comunità – fa eco il responsabile scientifico del progetto Massimo Sargolini - Tutto si dovrebbe svolgere su quattro capisaldi. Il primo è la presa di coscienza del sistema di pianificazione locale, perché non si riparte da zero ma da un sistema di progettazione che diversi comuni hanno consolidato. Il secondo riguarda i beni culturali latu senso, inclusi quelli naturali. Terza questione è mettere in gioco i sistemi della produzione agronomiche, forestali e prodotti locali. L'ultimo è cercare di cogliere il senso delle comunità e come ricrearle in questo momento così difficile. Sono orgoglioso della fiducia che le università marchigiane hanno riposto nell'università di Camerino e nella mia persona. Spero sia l'inizio di un lungo cammino insieme".

 

convegno vescovo

 

"E' compito della politica fare in modo che il territorio elabori un progetto di sviluppo – così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti - perché da una tragedia come il terremoto che ha colpito la comunità possa nascere l'occasione, forse unica e irripetibile, di rilancio di un'area che era già fortemente in difficoltà prima del sisma. E' necessario un cambio di passo e un'accelerazione, altrimenti corriamo il rischio di ripetere gli errori del passato. Se riprendiamo le cronache di venti anni fa, dopo il terremoto del 1997, ci accorgiamo che siamo alle prese con gli stessi problemi".

Puntuale e apprezzato l'intervento dell'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che ha posto l'accento sull'importanza fondamentale delle comunità. "Mi è sembrato giusto partire da un antefatto, che è quello di riconoscere o ricostituire la comunità. Parlare di sentieri, di aree interne da ricostruire secondo le esigenze del lavoro, della scuola, della storia e del turismo è giusto e importante, ma prima di tutto bisogna comprendere come rifare le comunità, come riportare in questi luoghi le persone che sono state delocalizzate. Quando le comunità sono così piccole da avere una insignificanza rispetto alle grandi domande che il terremoto pone in termini di ricostruzione, conservazione, priorità, innovazione tutti questi interrogativi hanno bisogno di trovare risposta non solo dalla singola comunità, ma dall'insieme di comunità. Quindi, chi aiuta la ricostruzione deve offrire modelli credibili, altrimenti il rischio è quello di ricostruire in un deserto cose che non servono a nessuno".

 

convegno platea

Firmati dal vice commissario alla ricostruzione, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, i primi decreti per il via libera ai finanziamenti per progetti della ricostruzione.

I progetti sono otto in totale: 7 della provincia di Macerata e uno della provincia di Ascoli Piceno. L’importo complessivo dei contributi  approvato oggi è di 594.275,19 euro. Il contributo maggiore è relativo ad un condominio di Tolentino per il quale sono previsti 153,280,75 euro.

Prosegue il lavoro sulle Sae (soluzioni abitative di emergenza). La scorsa settimana sono stati approvati i progetti esecutivi di Monte Cavallo e Muccia per l’ area di Massaprofoglio.

Nella giornata di oggi al via le gare per i seguenti progetti:

-  Valfornace - Area Giovanni XXIII per l’importo di € 1.369.385,09. 41 sae per 128 abitanti

-  Muccia – area Contrada Varano importo lavori € 3.681.569,26. 48 sae per 184 abitanti

-  Cessapalombo – area Campo sportivo importo € 162.573,83. 7 sae per 26 abitanti

 

 

Foto dei decreti firmati :

decreti

 

 

Valfornace

  ll layout del progetto di Valfornace

 

Muccia

Layout Muccia

Si è recato nuovamente a Caldarola, su invito del sindaco Luca Giuseppetti, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Vasco Errani per visitare la zona rossa e fare con il primo cittadino il punto della situazione e degli interventi da realizzare.

“Volevo far vedere al Commissario Errani la situazione di Caldarola, che aveva già visto di sfuggita in precedenza – le parole del sindaco Giuseppetti - Siamo andati nel centro storico e abbiamo percorso diverse vie all'interno della zona rossa. Errani si è reso conto della situazione, non certo facile, assicurando che, sulla base delle ordinanze emanate, molto probabilmente a breve saranno avviati alcuni lavori. Faremo riunioni preliminari con i cittadini proprietari degli edifici che sono nel centro storico per chiarire quanto è necessario fare. Bisogna ripartire al più presto, altrimenti si andrà troppo per le lunghe. Con Errani abbiamo anche parlato della viabilità, che è una delle nostre priorità. A breve apriranno alcuni cantieri ed è necessario, per non danneggiare ulteriormente il nostro centro storico, che sia velocizzata la costruzione della nuova strada”.

Per quanto riguarda la costruzione delle nuove scuole saranno pronte per l'inizio del prossimo anno scolastico?

“Venerdì avremo un incontro con il dottor Renzetti, che è l'incaricato per la nostra scuola, per definire il tutto. Il progetto c'è ed è tutto a posto, vedremo se sarà necessaria qualche piccola modifica. Poi partiranno i lavori. Secondo il commissario Errani, se tutto andrà liscio, riusciremo a costruire la scuola in tempo per l'inizio dell'anno scolastico. Dalle parole del Commissario sembra che la costruzione sarà abbastanza veloce, ma non è certo il completamento per settembre”.

 

La visita ha riguardato anche la parte più antica del paese, con Vasco Errani che ha raggiunto l'ingresso del castello Pallotta. Sul tappeto, nel confronto tra Giuseppetti ed Errani, anche lo stato delle chiese del territorio comunale, tutte ferite dal sisma e chiuse da ottobre. Il sogno, che il primo cittadino ha manifestato al Commissario, è quello di poter giungere quanto prima alla riapertura di almeno uno degli edifici di culto.

( nella foto il commissario Errani parla delle scelte per il futuro del paese con il Sindaco Luca Giuseppetti, il vice Debora Speziani, l'assessore Gianni Fiastrelli e Tiziano Tardella )

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( Via Roma, il corso di Caldarola con il commissario Errani, l'ingegner Spuri e gli amministratori locali )   

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 ( panorama dal Castello Pallotta )

panorama dal castello pallotta

 

 

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No tax Area e ricostruzione del tessuto sociale e di tutte le attività che erano presenti prima nel centro storico. E’ l’idea di Fulvio Santoni, tecnico professionista con una lunga esperienza di lavoro nel sisma del 1997, per la rinascita di Camerino. A quattro mesi dalle scosse di ottobre, più di una preoccupazione sconvolge le menti di amministratori e cittadini, comunque reattivi . Fortemente legato alla città ducale,l’architetto Santoni, propone la costruzione di un duplicato della città fuori dalle mura per non perdere l’identità

Camerino è una città particolare e diversa rispetto ai centri anche vicini - afferma l’architetto - ; ha delle sue peculiarità, una sua storia e un centro storico che a mio avviso ha subìto anche delle deturpazioni, come edifici a ridosso delle mura antiche che non brillano per bellezza. Bisognerebbe dunque cogliere l’occasione di risistemare le situazioni discutibili e soprattutto preservare un tessuto sociale ed economico e, nel tempo che servirà per la ricostruzione mantenere tutte le attività commerciali. La mia idea- spiega Santoni – è quella di creare nelle immediate vicinanze della città (nello specifico nella zona dei quartieri che vanno da Vallicelle –Conce a San Paolo-Madonna delle Carceri), delle piccole aggregazioni residenziali che uniscano contemporaneamente abitazioni, servizi, negozi, al fine di ricreare delle piccole comunità. Tale programmazione urbanistica, di pari passo con gli sgravi fiscali della “No tax Area”– continua l’architetto- potrebbe significare per Camerino un incremento delle attività economiche e della popolazione che, dagli attuali 7 mila potrebbe salire a 12 – 13 mila abitanti.

L’obiettivo della proposta è dunque quello di preservare cultura e tradizioni, mantenendo viva la città sotto l’aspetto abitativo e residenziale e, soprattutto, conservando la vitalità di tutte le attività, in molti casi dal valore inestimabile, in quanto, artigianalità inesistenti in altre realtà cittadine. I tempi della ricostruzione saranno relativamente brevi ma noi - sottolinea l’architetto- dobbiamo prendere ancora più tempo; solo così saremo sicuri di garantire una ricostruzione seria. La manodopera delle ditte non è quasi mai specializzata perciò, bisogna dare tempo alle ditte di organizzarsi, di assumere personale specializzato e soprattutto di avere finanziamenti giusti per poter procedere con interventi sicuri. Se col sistema attuale riusciamo a garantire solo un 40 -50 per cento di miglioramento sismico- prosegue Santoni- vorrà dire che al prossimo terremoto ci ritroveremo punto e a capo. Sono dell’avviso che le due cose combinate insieme permetterebbero di mantenere un tessuto sociale, attività commerciali e comunità in piedi, garantendo anche una crescita a livello demografico ma principalmente, assicurerebbero qualità nella ricostruzione. Ragionando in questo modo credo che per Camerino riusciremo ad ottenere una ricostruzione modello per il centro storico; potremmo pensarvi anche un Campus universitario e delle zone pedonali, in modo da farlo diventare un piccolo gioiello e un esempio per tutta l’Europa. E’ la mia idea di programmazione per guardare avanti e mi rendo conto che per essere condivisa necessiterà di una forte spinta; è per questo motivo che faccio appello a tutti i cittadini camerti e all’amministrazione”.

Carla Campetella

Visita a Camerino del Commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto Vasco Errani Accompagnato dal capo nazionale della Protezione civile Curcio il Commissario è stato accolto dal sindaco Gianluca Pasqui e dai componenti l'amministrazione comunale. Errani ha incontrato anche l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro. Al centro della discussione a Palazzo Comunale in particolare la problematica relativa all'inagibilità accertata degli immobili che si affacciano su Corso Vittorio Emanuele e su come poter gestire i lavori, a questo punto sembra inevitabili, senza arrecare danno alle attività commerciali presenti.

 

a Errani

 

"Sicuramente i danni del palazzo Macchiati sono danni reali e importanti come tutti sapevamo - dichiara il sindaco - Di certo si sta individuando una procedura per la messa in sicurezza. Circa la tempistica stiamo ancora ragionando, ma si tratta comunque di un tempo limitato per andare a fare una prima messa in sicurezza e poi, ovviamente, intervenire in maniera importante sull'intero stabile. La messa in sicurezza - precisa Pasqui - potrebbe garantire ai commercianti di rientrare nei locali in tempi brevi. Questo è quello che ci siamo detti con il commissario Errani e con il capo della protezione civile Curcio - ha concluso Pasqui - Vedremo poi sul piano pratico quello che riusciremo a realizzare". Dal canto suo, resosi conto di persona dell'entità delle lesioni riportate dagli edifici, lo stesso Errani ha dichiarato che il decreto post terremoto assicurerà la ricostruzione e il recupero dei danni.

 

Vescovo

Insieme all'arcivescovo Brugnaro e al responsabile diocesano dei beni culturali architetto Luca Cristini, il commissario ha quindi visionato anche la chiesa di Santa Maria in Via, inagibile come la quasi totalità degli edifici di culto della città.

“Quello di oggi – ha detto l’arcivescovo – è già il sesto incontro che abbiamo avuto con il commissario straordinario, che è venuto per vedere la chiesa di Santa Maria in Via e per rendersi conto con i suoi occhi della situazione di Camerino. Con lui abbiamo parlato la settimana scorsa e due settimane fa, quando il decreto doveva ancora essere approvato, per capire gli interventi da adottare e come fare, insieme a al vescovo di Ascoli Piceno e ad altri, in maniera tale che quello che veniva determinato corrispondesse anche alle esigenze della Chiesa. Penso che la sua visita a Camerino sarà quanto mai propizia e importante”.

Sin dall’evento sismico dello scorso 24 agosto le Università delle 4 Regioni colpite partecipano,

attraverso l’impegno coordinato di oltre 100 professori e ricercatori, alle attività legate

all’emergenza e dirette dal Dipartimento della ProtezioneCivile.

Gli esperti di ingegneria sismica e delle strutture sono coinvolti nelle valutazioni di

agibilità delle scuole e di altri edifici pubblici mentre gli esperti di geologia e geofisica si

occupano della verifiche tecniche connesse alla localizzazione delle strutture temporanee

ad uso scolastico ed abitativo.

Passato il primo momento della stretta emergenziale, le università hanno ritenuto utile un

più ampio e trasversale coinvolgimento di competenze, orientato a fornire un contributo

concreto al processo decisionale che nel prossimo futuro dovrà individuare i criteri per la

ricostruzione e gli indirizzi per un nuovo sviluppo dei territori interessati dal sisma.

Su un invito del Rettore dell’Università di Camerino prof. Flavio Corradini, al quale hanno

risposto con entusiasmo le università di L'Aquila, Cassino, Chieti-Pescara, Perugia

Stranieri, Perugia, Politecnica delle Marche, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre,

Tuscia, Urbino, il 22 settembre si è svolta la prima riunione operativa presso la sede della

CRUI a Roma.

In questo primo incontro sono stati individuati i principali obiettivi programmatici

dell’iniziativa e le prime azioni concrete, cominciando dalla fase di ascolto dei principali

soggetti coinvolti nella ricostruzione e nello sviluppo delle aree colpite dal sisma.

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