Bambini e mascherine: un tema delicato che preoccupa i genitori. Molte ore con la mascherina sul viso sono un pericolo per la salute dei più giovani? Il Garante Andrea Nobili parla di equilibrio: attenzione massima per il contenimento del contagio, ma un occhio di riguardo per i minori. Per questo è fondamentale il parere tecnico degli specialisti del settore. Molte le perplessità sul tema espresse dai genitori e giunte sul tavolo del Garante, che ha parlato della questione ai microfoni di Radio C1 inBlu: “Segnalazioni dei genitori che esprimono preoccupazioni molto vive: per un bambino che magari è a scuola a tempo pieno sono molte le ore con la mascherina indosso. Questo crea senz’altro ansie nei genitori, e magari anche nei bambini stessi: ricordiamoci che la tutela della salute deve essere sul piano fisico, ma anche su quello psicologico. Abbiamo sottoposto il tema all’associazione di Pediatria e all’Ordine dei Medici di Ancona. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ripercussioni nella salute dei bambini, senza alcun tipo di opinione o posizione preconcetta, piuttosto tentando di tutelare sia la salute della collettività, sia i diritti dei più giovani”.

Red.
Commercio online a Tolentino. L’amministrazione ha varato una nuova sezione del sito ViviTolentino, dedicata all’e-commerce. Una vera e propria vetrina virtuale, all’interno della quale i commercianti potranno far conoscere a un pubblico più vasto la loro offerta. Cataloghi virtuali, promozioni, offerte, in modo da poter sostenere i commercianti, vessati dalle restrizioni.

L’amministrazione si fa carico, inoltre, dei costi del progetto nel primo anno, rendendolo dunque gratuito. La vicesindaca Silvia Luconi ha spiegato l’idea: ”Il progetto era nato lo scorso anno, ma le esigenze erano diverse. Ora lo scenario, complice e causa primaria il Coronavirus, impone soluzioni e strategie alternative. Molti sindaci invitano a comprare prodotti locali, noi ci siamo mossi per far sì che effettivamente questo avvenga. Il sito è ora attivo,e a breve, quando l’app sarà ultimata, sarà possibile acquistare dai negozi della nostra cittadina esattamente come ora lo facciamo su Amazon. È un grande passo avanti”.

Silvia Luconi prosegue: “Grazie al lavoro avviato in tempi non sospetti da Fabio Carucci, dalla BBC e dalla Pro Loco, ora siamo riusciti a essere velocissimi nella realizzazione del sito. È molto positivo che questo progetto abbia saputo unire gli intenti di tutto il Consiglio Comunale. Le iscrizioni sono iniziate ieri e da oggi parte la campagna pubblicitaria. Ci teniamo a sottolineare la gratuità dell’iscrizione: visto che il calendario natalizio difficilmente saprà essere redditizio per i commercianti come negli anni passati, questo è un modo per sostenere le nostre imprese, un modo diverso di riallocare le spese che avevamo in programma, sperando che possa essere di aiuto. È un progetto per tutto il commercio tolentinate, non soltanto per gli esercenti del centro”.

La vicesindaca conclude: “Abbiamo deciso di chiamare la campagna ‘Un milione per Tolentino’: basterà che ogni singolo abitante faccia un piccolo acquisto tramite il sito e in pochissimo tempo raggiungeremmo un volume di affari di un milione di euro. A volte basta poco per far funzionare un’idea”.

Red.
Mentre tutti danno per certa la riconversione di un piano dell'ospedale di Camerino in Covid Hospital, il primo cittadino della città ducale attende ancora la comunicazione ufficiale dalla Regione.
"Apprendo questa notizia dalla stampa come accadde qualche giorno fa - commenta Sandro Sborgia - e per domani pomeriggio c'è in programma una riunione tra noi sindaci dell'entroterra e i vertici regionali. Mi è stato assicurato che prima della riunione nulla verrà fatto nell'ospedale camerte. 
Avevamo sollevato il problema nei giorni scorsi - ricorda il sindaco - perchè questa decisione era nell'aria, ma qualche autorevole esponente regionale era intervenuto per smentire tutto. A quanto pare, invece, la strada che è stata imboccata è proprio quella e trovo addirittura peggio pensare di convertire un solo piano con la consapevolezza che il resto dell'ospedale non sarebbe comunque in grado di rispondere agli altri servizi. Continuo ancora a chiedere un ripensamento sulla necessità di guardare altrove per l'utilizzo di altre strutture in considerazione dei rischi collegati alla privazione dell'intero territorio di montagna".

Territorio che domani sarà rappresentato da tutti i sindaci dell'entroterra durante la riunione con la Regione: "È chiaro che noi abbiamo ben presenti le difficoltà che i cittadini vivono in queste zone - . Non solo per la crisi sismica. Non è una questione di campanilismo: recarsi all'ospedale da Visso, Serravale, Pievebovigliana non è semplice come per chi vive a Macerata e Civitanova. Sono condizioni oggettivamente diverse, a ridosso di un inverno in cui anche oggi la nebbia impedisce di vedere la strada a tre metri di distanza".

Poi sandro Sborgia cita il piano pandemico: "Non mi pare che ponga come priorità la conversione di Camerino - precisa - . Si legge che, nel caso in cui il picco pandemico dovesse aumentare, saranno convertiti Camerino/Civitanova e la sezione distaccata ex malattie infettive di Macerata. Io ne non voglio fare una questione letterale, ma non c'è esplicitamente scritto che la priorità debba essere data a Camerino.Prendiamo atto di questa decisione ma è bene che non si attribuiscano a documenti ufficiali significati non espliciti".

Infine l'attesa di una presa di posizione dei rappresentanti della montagna in Regione, coloro che sono stati eletti dalle zone dell'entroterra per essere rappresentanti: "Al momento non sono pervenuti - conclude Sborgia - . Non ho rilevato una loro presa di posizione chiara e netta sull'argomento. Aspettiamo che si esprimano".

GS
Il comune di Camerino si impegna nel sostegno a famiglie e imprese: un programma di aiuti a chi soffre a causa del Coronavirus. In che modo? Ne hanno discusso proprio l’amministrazione camerte e le associazioni di categoria in un confronto per definire le linee di intervento.

Ne ha parlato, ai microfoni di Radio C1 inBlu, l’assessora alle attività produttive di Camerino, Lucia Jajani: “Le associazioni di categoria conoscono a menadito le problematiche che riguardano famiglie e imprese, ecco perché abbiamo ritenuto opportuno questo confronto, per destinare nel miglior modo possibile i fondi stanziati nel nostro bilancio. È fondamentale non sovrapporre i nostri aiuti a quelli statali, in modo da coprire più fasce possibili di popolazione. Un confronto proficuo, in cui abbiamo capito come essere in grado, con i nostri aiuti, di dare un valore aggiunto. Un’idea che metteremo in campo e che non è un ‘doppione’ rispetto agli aiuti previsti dallo Stato, è quella di dare sostegno a quelle attività che hanno dovuto affrontare una chiusura a causa del Covid, ma in maniera diretta, avendo titolari o dipendenti contagiati. Questa situazione non prevede ristori statali. Per quello che riguarda le famiglie, è partita la Colletta Alimentare: in questo campo avremo un occhio di riguardo per le famiglie monoreddito, in difficoltà magari per chiusure imposte dalla pandemia”.

red.
La stagione sciistica deve iniziare. Le Regioni, con gli impiantisti e le loro organizzazioni, e gli Enti locali stanno facendo il massimo per definire regole chiare per la riapertura. Code da gestire e contingentare, riduzione del numero di persone nelle telecabine, organizzazione e distanziamento per annullare il rischio di contagi. Tre punti fermi, chiari a tutti i proprietari e i gestori degli impianti, condivisi. Azzerare il rischio primo imperativo”. Questa la posizione espressa dall’Uncem sulla stagione sciistica che sarebbe alle porte, in una discussione che coinvolge anche l’alto maceratese, con le sue vette che hanno visto la prima neve qualche giorno fa. Un tema che preoccupa: zona arancione significa niente spostamenti e quindi niente introiti per gli impiantisti e per la filiera turistica legata alle piste.

Chiara la posizione di Cristina Gentili, sindaco di Bolognola, chiara anche quella di Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e Consigliere nazionale Uncem: “Stiamo cercando, rispettando i numeri della pandemia, di trovare una soluzione anche per la stagione sciistica nel nostro territorio. Regole ferree e certe potrebbero aiutare a garantire un’operatività, che significherebbe reddito in queste zone già colpite duramente dal sisma di quattro anni fa, che stanno ancora stentando a livello economico. Chiaro che la priorità deve essere una: la tutela della salute dei cittadini, operatori e turisti. La salute certamente non è soltanto fisica e legata al virus: quello è il primo aspetto da preservare, ma lavorare per trovare il modo di permettere alle persone di portare avanti le loro attività economiche è il nostro compito e il nostro dovere”.

Red.
Scatta il piano per salvare i degenti della Casa di riposo "Lazzarelli" di San Severino Marche risparmiati dal Covid: sedici ospiti, risultati negativi al tampone, sono stati trasferiti e accolti all’interno dell’Hospice presso l’ospedale civile "Bartolomeo Eustachio".

"Una vera e propria corsa contro il tempo" ha commentato la sindaca Rosa Piermattei, che ha seguito le operazioni in qualità di primo responsabile della salute pubblica sul territorio. 

Il focolaio, scoppiato all’interno della casa di riposo nei giorni scorsi, aveva fatto registrare 2 decessi di anziani già vittime di patologie pregresse.

red.

Incentivare il commercio e sostenere le attività: due obiettivi in un solo colpo. “Ceniamo Insieme” è l’iniziativa del Comune di Belforte, nata per aiutare il settore della ristorazione del territorio in questo periodo di chiusura forzata. L’ha spiegata ai microfoni di Radio C1 inBlu il sindaco Alessio Vita: “È un’iniziativa che nasce, lo dice il nome stesso, per stare insieme anche in questo momento in cui non si potrebbe. Con questo espediente vogliamo aiutare i ristoratori in difficoltà e anche incentivare le famiglie a continuare a cenare ‘fuori’ nonostante la clausura. In che modo? Semplice. Tutti i residenti del nostro comune che acquisteranno cibo da asporto nei nostri ristoranti riceveranno un buono, pari al 50 percento dello scontrino, da spendere entro un mese nuovamente in un locale del paese, pub, ristorante o pizzeria. Una cosa sottovalutata in questo periodo è la dignità del lavoro: piuttosto che sussidi vogliamo incentivare il lavoro e il consumo dei belfortesi nel nostro territorio. ‘Ceniamo Insieme’ è un modo per continuare, anche se distanti, a mangiare insieme, appunto, ai nostri concittadini”.

Red.
Sono scesi i primi fiocchi di neve oggi sull’alto maceratese, ma la stagione sciistica rischia di saltare a causa della zona arancione in cui è rientrata la Regione Marche. A Bolognola molti hanno investito e rischiano di non capitalizzare quanto speso a causa delle restrizioni per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Una questione che preoccupa la sindaca Cristina Gentili, che sottolinea come i danni causati dal sisma si stiano amplificando con la situazione Covid. Per questo chiede maggiore spazio di manovra ai sindaci, in modo da concedere ossigeno a territori che fanno del turismo invernale il loro business principale, ovviamente con un occhio di riguardo per la salute del cittadino.

“Ci mancava solo la pandemia – esordisce la prima cittadina di Bolognola –. In un territorio che sta soffrendo così tanto per il terremoto, potrebbe davvero essere il colpo di grazia sotto il profilo economico. Stiamo vivendo un deserto addirittura peggiore di quello vissuto nel 2016: la zona arancione implica delle rinunce davvero pesanti, e se anche in maniera relativa Bolognola resta aperta, senza turisti non riusciremmo mai a far sì che chi ha investito nella stagione sciistica possa rientrare. Speriamo che qualcuno ci ascolti e possa darci maggiore spazio di manovra. Non dico di riaprire tutto, ma che almeno si capisca che i sindaci possono decidere sulle chiusure e permettere alle persone di vivere. Per salute dobbiamo intendere non solo la salute fisica, ma anche avere la possibilità di vivere bene economicamente. Dobbiamo, come sindaci, avere la possibilità di scegliere per limitare i danni per chi ha investito in questo territorio”.

Red.
Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Maurizio Mangialardi, intervistato ai microfoni di Radio C1 inBlu ha denunciato l’operato della giunta Acquaroli in materia sanitaria: troppa confusione nei provvedimenti, con poca chiarezza sul piano pandemico. Secondo il capogruppo dem si sta navigando a vista.

“Ho accolto positivamente l’invito alla collaborazione di Acquaroli per gestire al meglio la pandemia che sta colpendo così duramente anche le Marche. Peccato poi che sia stata una promessa tradita e, dopo aver bocciato tutte le proposte avanzate dal Partito Democratico, ci ritroviamo ora a navigare a vista, mentre le strutture regionali stanno precipitando nel caos”.

“In questo contesto siamo costretti ad assistere allo stucchevole spettacolo di un Presidente in totale confusione e in costante contraddizione tra ciò che dice e ciò che fa – prosegue il capogruppo dem –. Basti pensare al parere favorevole dato per consentire gli spostamenti da comune a comune per usufruire dei servizi alla persona, ritirato nello spazio di poche ore, o all'ordinanza anti-assembramento appena pubblicata. Il tutto mentre il Piano pandemico continua a essere applicato a singhiozzo sul territorio e la saturazione dei posti letto negli ospedali ha raggiunto ormai il 98 percento”.

Mangialardi conclude: “Chiediamo al presidente Acquaroli di assumersi la responsabilità che i marchigiani gli hanno affidato, di liberarsi dai pericolosissimi condizionamenti della sua maggioranza e di riaprire il confronto con l’opposizione su alcuni temi cardine come la corretta applicazione del Piano pandemico, l’avvio del concorso per l’assunzione degli infermieri, il potenziamento dei presidi di medicina del territorio, l’intensificazione dei tamponi, il miglioramento del sistema di tracciamento dei contagi, e il sostegno economico a imprese, lavoratori e famiglie colpite dalle restrizioni varate dal governo”.

Red.
Sostenere le famiglie che vivono nel cratere sismico, casa per casa, quando c’è bisogno di aiuto per superare difficoltà di apprendimento. Oppure quando c’è da dare supporto ai ragazzi disabili e ai loro genitori. L’assistenza educativa domiciliare raggiunge un centinaio di minori nelle zone di San Severino, Matelica e Camerino. La gestione del progetto è della cooperativa Cooss Marche che ha potenziato il servizio grazie al supporto di Resiliamoci, progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Sara Mascioni, una delle trenta educatrici che lavorano al progetto: “Ogni settimana vado ad aiutare i figli di famiglie che vivono nelle Sae. Assieme facciamo i compiti, oppure accompagno i bimbi in delle passeggiate che diventano anche occasioni educative. Già in molti stanno migliorando”.

Tra le famiglie la preoccupazione è molta, qualche genitore è rimasto senza lavoro a causa del Covid e il supporto educativo è un conforto anche per loro. “Le persone non si perdono d’animo  – aggiunge l’educatrice – Ci confidano problemi e speranze. Si sentono accompagnate e protette grazie al nostro supporto”.

I Comuni si attivano su segnalazione delle Unità multidisciplinari, viene stabilito il numero di ore d’ intervento e a quel punto entrano in campo gli educatori. Prima di ogni incontro, al telefono con la famiglia, ci si accerta che non ci siano problematiche legate al Covid. Qualora ci fossero rischi si procede con l’assistenza online. 

Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti territoriali sociali coinvolti, spiega: “L’apporto di Resiliamoci ha rafforzato il servizio, ed è stato fondamentale. Gli operatori agiscono in un contesto vulnerabile, quello del cratere sismico, ancora costellato di case sventrate dalle scosse. Ora si somma l’emergenza epidemiologica, con tutte le sue minacce e limitazioni. La povertà educativa ne esce amplificata, per una serie di problemi legati all’isolamento, alla mancanza di servizi e trasporti. In questo contesto, l’opera degli educatori assume un valore sociale ulteriore”.

Red.

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