Covid e fake news: un binomio visto più volte nel corso della stagione pandemica. Stavolta la "bufala" riguarderebbe un'ordinanza emanata da Asur che imporrebbe restrizioni agli over 75 fino ad avvenuta vaccinazione, pena una multa tra i 500 e i 900 euro. La direzione di Asur Marche ha smentito con una nota e ha invitato a non diffondere notizie false in un momento delicato.

Si legge: "La Direzione Generale dell’ASUR MARCHE comunica a tutta la popolazione che la notizia relativa all’avviso di restrizione obbligatoria per i cittadini di età compiuta di 75 anni e oltre è del tutto FALSA e verrà denunciata alla Polizia Postale per gli accertamenti del caso. Sta girando infatti da alcune ore sui social una notizia del tutto infondata ed estranea all’ASUR. In un momento così difficile ci si appella a tutta la popolazione affinché sia attenta e vigile circa le fake news e che non contribuisca ad alimentarle con le condivisioni. Si invitano pertanto tutti a consultare i canali ufficiali per acquisire informazioni corrette e veritiere. Si ricorda che la Regione Marche ha aperto a tal proposito sul sito istituzionale una pagina dedicata al SARS-COV2 sempre aggiornata in cui è possibile trovare le informazioni, i dati aggiornati e gli slot per le prenotazioni relativamente alle categorie previste dal piano vaccinale nazionale. Aiutateci a frenare queste iniziative deplorevoli".

l.c.
Controlli a tappeto a Tolentino: nel corso della settimana appena trascorsa i militari hanno comminato sanzioni a tredici cittadini, sorpresi a infrangere le restrizioni anti-Covid. Le contravvenzioni sono state elevate per la maggiore per il mancato rispetto del coprifuoco, con diversi cittadini sorpresi fuori di casa oltre le 22 senza un giustificato motivo, oppure perché frequentavano parchi pubblici chiusi dalle specifiche ordinanze comunali, come per altro già accaduto nello scorso fine settimana. Diverse sanzioni anche per i cittadini trovati fuori dal comune di residenza durante il giorno ma senza giustificazione per lo spostamento.

I Carabinieri, come comunicato attraverso una nota della compagnia tolentinate, pongono l’accento su questi comportamenti da evitare, in modo da scongiurare il rischio che eventi simili si manifestino nel corso del fine settimana pasquale. Per questo motivo sono previsti ancora massicci controlli nei principali luoghi di aggregazione sociale, turistica o religiosa del territorio. Saranno previsti particolari controlli nei luoghi tipici di incontro, come l'Abbadia di Fiastra, le cime di Sarnano e i parchi pubblici dei vari comuni, nella speranza la popolazione non si raduni ma voglia piuttosto passare una Pasqua discreta, evitando non tanto la contravvenzione, quanto di mettere a rischio se stessi o gli altri dal contagio.

La nota dei Carabinieri si chiude con un invito. Si legge: “Questa Pasqua, come già l'anno scorso, è importante fare un ultimo grande sforzo prima della vaccinazione di massa proprio in visione di passare tempi migliori già a breve. Questo, però, richiede un grandissimo sforzo di pazienza e di temperanza da parte di tutti”.

l.c.
Contravvenzione a sette stranieri e due italiani e quattro denunce per detenzione ai fini di spaccio.
Questo il risultato dei servizi di controllo dei militari dell'Arma.

Ieri pomeriggio, in via San Francesco a Macerata, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno contravvenzionato tre stranieri provenienti da altri comuni della provincia mentre, poco prima di mezzanotte, altri quattro stranieri sono stati contravvenzionati perché trovati a bivaccare nel parco di Villa Cozza.

I militari della stazione di Cingoli hanno contravvenzionato due persone che svolgevano attività motoria in località diverse dal luogo di residenza.

I Carabinieri della Compagnia di Macerata hanno anche denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente quattro giovani tra i 19 e i 22 anni, residenti in provincia, sequestrando 40 grammi circa di hashish trovati in loro possesso.


Non erano 807 ma 650 i positivi riscontrati ieri nella regione Marche.
A chiarire è il presidente Francesco Acquaroli che ieri mattina aveva mostrato apprensione per i dati che riportavano la curva ai livelli di due settimane fa, durante il picco pandemico, oggi invece ha voluto chiarire l'errore, ribadendo comunque di fare attenzione.
"Oggi il numero dei casi di contagio nella nostra regione torna ad essere nella tendenza dei giorni precedenti - dice - , con 487 positivi di cui 62 sintomatici. Vi segnalo inoltre che nel calcolo del dato di ieri si era verificata una anomalia, riscontrata nel pomeriggio. Ma questo non deve farci assolutamente rilassare, perché nonostante ciò resta comunque un dato molto alto, con 650 positivi di cui 81 sintomatici, che speriamo resti un caso isolato. Il dato dei positivi riscontrati oggi, tornato in linea con quelli degli ultimi giorni, ci dice che sta continuando la decrescita del contagio e che le misure messe in atto stanno producendo i loro effetti".
L'attenzione richiesta riguarda anche la situazione delle strutture ospedaliere che vedono il Covid Hospital al completo e la conseguente sospensione della Chirurgia all'ospedale di Macerata.
"Le nostre strutture ospedaliere sono ancora sotto pressione" ha infatti concluso il presidente.

GS
"Oltre 800 positivi, rischiamo di compromettere il passaggio nella fascia meno restrittiva".
È di questa mattina l'appello del presidente della Regione Francesco Acquaroli che ha pubblicato il dato dei contagi odierni: "Dopo alcuni giorni della settimana in cui la curva pandemica sembrava rallentare - ha scritto - , il dato di oggi con oltre 800 positivi ci riporta addirittura indietro di due settimane, nel bel mezzo del picco della pandemia. Speriamo che sia un dato sporadico perché altrimenti si rischia di compromettere il passaggio della nostra Regione nella fascia meno restrittiva. Mi appello a tutti a continuare ad avere la massima attenzione, imposta dalla pressione sanitaria nei nostri ospedali ma anche dalla necessità di uscire quanto prima da queste restrizioni così pesanti.

La Regione non ha alcuno strumento di intervento davanti a dati che ci condannano nella cabina di regia - precisa - . È dura e difficile per tutti ma cerchiamo di essere scrupolosamente attenti nella nostra quotidianità".
Contagi da Coronavirus in aumento anche a Pieve Torina: per questo motivo l’amministrazione guidata da Alessandro Gentilucci ha varato una campagna di screening con tampone rapido antigenico. Il sindaco ha spiegato: “Abbiamo diramato un comunicato e invitato la nostra popolazione a iscriversi a questa campagna. L’idea è quella di monitorare il nostro territorio, in un momento in cui la pandemia ha iniziato a colpire seriamente anche i piccoli centri. In questo modo avremo la possibilità di isolare immediatamente eventuali contagiati asintomatici che a loro insaputa rischiano di diffondere il virus, di tutelare tutta la nostra popolazione e di arginare la pandemia, tentando di tornare quanto prima a una situazione di normalità”.

“Dobbiamo ricordare – ha concluso Gentilucci – che in questo momento storico la pandemia non sta risparmiando nessuno, né i giovani né i piccoli centri: per questo ci siamo prodigati nell’attivare questo servizio gratuito, curato e pagato dall’amministrazione”.

l.c.
"Qualcosa non torna. In zona rossa si possono fare le vacanze di Pasqua all'estero, si possono raggiungere le seconde case, ma non ci si può spostare tra piccoli Comuni". Lo ha affermato Marco Bussone, Presidente nazionale di Uncem: torna a montare dunque la polemica sulle restrizioni, eccessivamente penalizzanti per i piccoli centri abitati e i piccoli comuni delle aree montane. Se la questione sulle seconde case non tocca direttamente le Marche, vista l’ordinanza firmata dal Governatore Francesco Acquaroli, che a cavallo delle festività pasquali ha vietato gli spostamenti verso le seconde case per i non residenti, quella sulla concessione degli spostamenti all’estero ma non tra piccoli comuni, in alcuni casi persino adiacenti, riguarda da vicino la montagna marchigiana. Ne ha parlato Matteo Cicconi, sindaco di Pioraco e Presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone: "La pandemia ha creato tanta confusione normativa e tanta disparità di trattamento. Credo che sia un’assurdità la possibilità di spostarsi all’estero e di vietare invece gli spostamenti tra piccoli comuni anche per il semplice acquisto di generi alimentari. Grandi città e piccoli comuni non possono essere accomunati, visto che la disponibilità di alcuni servizi è completamente diversa. Lo stesso discorso può essere fatto sul livello di rischio contagio, molto più alto in una città che in un piccolo centro. Per l’ennesima volta la linea guida principale dovrà essere quella del buon senso: aldilà di quello che ci viene concesso o imposto è sempre importante avere coscienza di quello che facciamo".

Anche Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e Consigliere nazionale Uncem è rimasto perplesso sulle decisioni che riguardano gli spostamenti: "Questa problematica, l’ennesima, testimonia ancora lo scollamento tra le istituzioni centrali e le piccole realtà montane. Consentire i viaggi all’estero in un momento di pandemia e vietare gli spostamenti tra comuni è una contraddizione. Invito il Governo a riflettere su queste decisioni che rasentano l’assurdo. Allo stesso tempo, in un momento storico in cui la pandemia sta colpendo anche i piccoli centri, rimane fondamentale la collaborazione tra le istituzioni, la massima attenzione delle regole che riguardano il distanziamento e le misure di sicurezza, altrimenti, al momento della riapertura, rischieremo che il sistema economico delle piccole realtà collassi".

l.c.
Un anno di pandemia, un anno in cui tutto è cambiato, anche per l'Università di Macerata, costretta come tutti gli altri atenei a proseguire con le lezioni e le lauree a distanza.
E se da un lato il rettore Francesco Adornato stila un bilancio di ciò che è stato, nel momento in cui si prosegue con le vaccinazioni dei docenti e del personale amministrativo si guarda anche al futuro e a ciò che l'Università tornarà ad essere: "È stato un anno faticoso - dice - , sorprendente, che ha stremato i rapporti sociali, li ha ridotti e ha creato molte complicazioni alle singole persone perchè la comunità ne è stata colpita nel profilo distintivio.
Tutto questo ha richiesto all'Università una implementazione della forza, un impegno più forte, perchè abbiamo dovuto rimediare in tempi rapidi, rispondere alla problematica dell'insegnamento a distanza con la tecnologia che però non sostituice la presenza.
Abbiamo garantito la didattica - spiega - ma è rimasto sempre chiaro a me e agli studenti che il tratto distintivo dell'esperienza universitaria sia quello delle lezioni in presenza. Non si possono costringere studenti e docenti ad andare contro la natura umana che è quella dei profili sociali.
Siamo rimasti in contatto con gli studenti attraverso la radio dell'ateneo - dice -  con iniziative e webinar; abbiamo sopperito con la tecnologia, che considero essere un elemento complementare dell'esperienza universitaria in presenza, un elemento che certamente cambierà il percorso di studi, ma non sostituirà mai la presenza delle persone, non toglierà l'umanità che vive nelle esperienze fisiche".

La sensibilità al centro dell'impegno del rettore che comprende come esprienze tanto attese quali la laurea debbano tornare ad essere come prima della pandemia, quando si potrà: "Era un momento di grande aggregazione emotiva - racconta - , non erano solo la pergamena o la proclamazione, ma un passaggio che coinvolgeva la famiglia, era un rito e come tutti i riti ha un suo significato di conferma della realtà umana nel suo sentire più profondo, che è quello dello stare insieme.
L'esperienza fatta attualmente a livello globale inciderà sulla strumentalizzazione utilizzata - spiega - e credo che le università si attrezzeranno per fornire un duplice sistema di formazione didattica. Nell'ultimo anno, quando abbiamo potuto riaprire in presenza, lo abbiamo fatto, perchè vogliamo sostenere la fiducia dei nostri studenti che si attendono di tornare alla normalità".

Si guarda al futuro, quindi, nell'attesa di poter tornare a ciò che era, anche grazie alla campagna vaccinale: "Avevamo iniziato la scorsa settimana quando la somministrazione di AstraZeneca è stata interrotta, poi è ripresa lunedì scorso. Abbiamo preso il tempo per riorganizzarci e abbiamo continuato con la somministtazione sia ai docenti che al personale amministrativo, perchè tutto ciò che si può porgere in presenza agli studenti ed agli interlocutori è un dono che facciamo all'umanità. È stato vaccinato anche il personale che non è dipendente, ma presta i servizi come portierato e pulizie: ci è sembrato coerente, doveroso e giusto. Fra qualche giorno - aggiunge - inizierà la vaccinazione dei soggetti fragili". 

La campagna vaccinale rappresenta così il primo passo verso un possibile ritorno alla normalità a cui Adornato crede fortemente: "Se c'è un messaggio che ho cercato di dare in questi anni è che noi guardiamo con ostinata fiducia al futuro. Credo che, anche se per questa sessione non potremo fare le lauree in presenza, tuttavia ripeteremo appena possibile la stessa emozionante cerimonia dello scorso settembre quando, in una pausa consentita dalle norme sanitarie, abbiamo consegnato in tre pomeriggi le pergamene di laurea ai ragazzi. Il messaggio significativo di un legame profondo che connette gli studenti all'università, alla città, al territorio intero. Una manifestazione di sensibilità da parte dell'Ateneo che ha voluto mostrare al virus che noi saremo più forti. Per ora siamo confinati nei nostri rapporti, ma torneremo con più energie e più entusiasmo di prima. 
Universitas, nel suo significato, comprende tutto l'insieme, una comunità di uomini e donne con l'obiettivo di aggregare tutte le figure: fare in modo che l'ascensore sociale, garantito dalla costituzione, venga realizzato. Questa è l'esperienza che noi stiamo ricavando dal virus: torneremo come Università più forti di prima e più solidali di prima, avremo appreso una lezione da una esperienza drammatica". 

GS
Pasqua in zona rossa, agriturismi alle corde: la seconda Pasqua consecutiva alle prese con le restrizioni anti-Covid mette alla frusta agriturismi e le attività legate alla ristorazione nel territorio.

Con il divieto di servizi al tavolo e al bancone nei circa 10mila tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi marchigiani, Coldiretti ha stimato perdite in tutta Italia per circa 3,2 miliardi nelle prossime due settimane.

Le maggiori penalizzazioni nella nostra regione riguardano soprattutto gli agriturismi, dove l’arrivo della primavera coincide con una crescita delle presenze. Secondo Coldiretti, gli agriturismi, godendo di ampi spazi in zone isolate e in strutture a carattere familiare, con un numero contenuto di posti letto e posti tavola, avrebbero potuto agevolmente garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

Coldiretti ha sottolineato: “Si tratta di un duro colpo per l’agriturismo che ha già subito perdite di 1,2 miliardi a livello nazionale a carico di un sistema di servizi, ospitalità e agriristorazione che solo nella nostra regione può contare su quasi 13mila posti letto, circa 600 piazzole di sosta e oltre 18mila posti tavola e che, nel 2019, anno pre Covid, ha attirato nella nostra regione oltre 171mila arrivi (21% stranieri) e 573mila presenze. Circa il 7% del movimento turistico marchigiano”.  

l.c.
Vaccini per gli ordini professionali: la Presidente della Quarta commissione consiliare permanente sanità e politiche sociali, Elena Leonardi, garantisce che non ci saranno scorciatoie né favoritismi nella campagna di vaccinazione “delegata” al privato, ipotesi al centro del dibattito politico e ideologico degli scorsi giorni: “Parliamo di una possibilità che non pregiudicherà quelle che sono le precedenze stabilite nella vaccinazione da parte dal Ministero della Salute, sia per quanto riguarda i fragili sia per quanto riguarda le fasce di età – ha affermato Leonardi –. Questo protocollo, che prevede un’adesione volontaria da parte delle imprese e degli ordini professionali, potrà essere attuato solamente nella famosa e attesa Fase 3, nella quale avremo delle quantità di vaccini molto importanti. È una strategia pensata per alleggerire il sistema sanitario: l’impresa o l’ordine professionale si farà carico, attraverso un proprio medico e attraverso un protocollo stabilito, della vaccinazione ai propri dipendenti o ai propri aderenti. Il tutto ovviamente con la finalità di non sovraccaricare ulteriormente il sistema quando si lavorerà a pieno regime, quando con le nostre forze non potremo vaccinare più di un certo numero di persone al giorno. Questo in una fase – ha ribadito la Presidente Leonardi - che speriamo possa arrivare presto in cui la disponibilità sarà abbondante, senza togliere nulla a nessuno”.

l.c.

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