"Una scelta necessaria". La direttrice di Area Vasta 3, Daniela Corsi, definisce così la decisione di convertire anche il secondo piano dell'ospedale di Camerino per i pazienti Covid.

"La terza ondata - spiega - si è rivelata peggiore delle precedenti e abbiamo bisogno di maggiori posti letto.
Nonostante il Covid hospital completo, ora abbiamo ampliato anche la medicina d'urgenza di Civitanova con ulteriori posti letto, ma l'ondata non si ferma e abbiamo seguito il programma del piano pandemico che, preciso, è lo stesso della prima ondata.
siamo stati costretti ad attivare il secondo piano della medicina covid di Camerino. Per quanto riguarda il personale - dice - abbiamo dovuto ricavarlo dalla chiusura dell'attività operatoria ordinaria".

Ad avvalorare la tesi della necessità di convertire l'ospedale di Camerino il numero dei pazienti in attesa nei pronti soccorso: "Ieri ci siamo trovati difronte a 30 pazienti al pronto soccorso di Macerata e 26 al pronto soccorso di Civitanova, con pazienti alloggiati all'interno delle ambulanze e non avevamo altra scelta".

La direttrice Corsi chiarisce poi la diversità di utilizzo dell'ultimo modulo non ancora utilizzato al centro di Civitanova e quello invece aperto all'ospedale di Camerino: "Noi abbiamo ancora chiuso il sesto modulo di terapia intensiva del Covid hospita - dice - e ci auguriamo di non doverlo aprire perchè significherebbe avere un maggior numero di pazienti gravi. Il secondo piano di Camerino, invece, è una Medicina Covid cioè per pazienti a bassa e lieve intensità di cura, ma che hanno comunque bisogno di maschere ed ossigeno".

GS
"Tra 15 giorni beneficeremo degli effetti positivi delle nuove restrizioni anti-Covid, così come era accaduto a fine febbraio per le misure adottate a gennaio. Continueremo ad avere un andamento altalenante nel numero dei contagiati, almeno fino a quando la vaccinazione non avrà un'incidenza forte a livello numerico". Così il sindaco di Treia Franco Capponi, che ha commentato l'ascesa del numero di positivi al Coronavirus nel suo Comune. Se all'inizio di marzo i positivi erano scesi a sei unità, negli ultimi quindici giorni, in linea con la tendenza regionale che ha portato le Marche in zona rossa, i contagiati hanno toccato quota quarantuno, con quasi novanta cittadini in quarantena. Netta la posizione del primo cittadino treiese sul tema vaccinazioni, unico mezzo, secondo il sindaco, per un lento ritorno alla normalità.

Capponi ha proseguito: "L'unica via per uscire da questa altalena di contagi è arrivare al completamento della campagna vaccinale. Sarà importante sotto questo punto di vista, convincersi della necessità e della bontà del vaccino anti-Covid, senza lasciarsi spaventare dalla vicenda AstraZeneca: casi isolati di effetti collaterali non debbono impaurirci".

Sulla fascia di popolazione colpita maggiormente dalla terza ondata, Capponi ha messo l'accento sul fatto che molti dei positvi siano ragazzi in età scolare: "Molti dei positivi sono giovani, che ormai fanno fatica a vedere limitate le loro attività, comprese quelle didattiche. Il ritorno alla didattica in presenza spesso coincide con una nuova impennata: questo rende ancora più evidente la necessità di completare le vaccinazioni, approfittando della prossima estate quando i contagi dovrebbero regredire".

l.c.
Emergenza Coronavirus: contagi in aumento a San Severino, record di 90 positivi, 79 gli isolati domiciliari. Si tratta della soglia massima negli ultimi venti giorni: lo scorso 26 febbraio i positivi avevano raggiunto il minimo di 46 unità.

I numeri arrivati dal Gores sono stati diffusi dal Comune settempedano e commentati dalla prima cittadina Rosa Piermattei: “Le autorità ci dicono che in Italia raggiungeremo il nuovo picco solo nelle prossime settimane, per questo dobbiamo continuare a prestare la massima attenzione. E’ bene lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica, mantenere puliti gli ambienti, areare i locali, disinfettare spesso gli oggetti di uso comune, mantenere le distanze di sicurezza interpersonali, indossare sempre la mascherina ed evitare spostamenti non necessari”.

Oltre agli appelli, il sindaco ha disposto la chiusura di giardini e parchi con l’invito ad evitare di uscire di casa che torna a essere pressante negli appelli del sindaco Piermattei.

Una città scossa anche dalla morte di Risto Cekovski, 52enne di origini macedoni, sposato e padre di due figli piccoli, dipendente di un’azienda di Gagliole, deceduto sabato scorso al Covid Hospital di Civitanova Marche. Oggi l’ultimo saluto nella Chiesa di San Domenico. “Un dolore che si aggiunge al dolore di una comunità già duramente ferita dal Covid - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, esprimendo vicinanza alla famiglia e in particolare alla moglie e ai figli della vittima - La morte di Risto e quella di diversi nostri concittadini invitano a non abbassare la guardia davanti a un male subdolo”.

l.c.
Didattica in presenza per i figli dei professionisti sanitari: questa la richiesta di Nursind Marche, il sindacato delle professioni infermieristiche e ostetriche. L’associazione sindacale ha sposato la causa degli infermieri con figli minorenni, che preferirebbero riprendere a lavorare piuttosto che fruire dei congedi per seguire i figli durante la didattica a distanza.

Nella nota diramata dal sindacato si legge: “Abbiamo fatto un appello al Ministro Speranza e al Presidente del Consiglio Draghi, al Presidente della Regione Marche Acquaroli, affinché vengano dati strumenti per poter svolgere il nostro lavoro senza dover abbandonare i nostri figli. Il nuovo DL n.30 del 13/03/2021 eroga a seguito della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, la possibilità di richiedere aspettativa al 50% o non retribuita o bonus baby sitting, ma ciò in realtà non dà risposte adeguate alle problematiche del Servizio Sanitario Regionale e ai professionisti sanitari. Reperire una baby Sitter per le famiglie con sanitari è sempre stato un problema, per molteplici ragioni, non ultima la paura di contagi e la flessibilità di orari; inoltre le Aziende Sanitarie nonostante il diritto, spesso ostacolano la concessione dell’aspettativa con gli Ordini di Servizio e le priorità gestionali organizzative dovute all’emergenza in atto. In particolare evidenziamo le conseguenze negative, di tali misure con permessi di personale utile/indispensabile, su un sistema sanitario già molto precario, con carenze numeriche estreme di personale sanitario, si andrebbero ulteriormente a stressare sanitari ormai al collasso psico-fisico. Chiediamo che venga garantito il diritto di usufruire della didattica in presenza, attuare quanto previsto nel c.d. “Piano Scuola 2020-2021”, non solo per gli studenti con “disabilità e con bisogni educativi speciali”, ma anche agli studenti figli di infermieri e altro personale sanitario e di tutti i lavoratori di servizi essenziali, che sono impegnati nel fronteggiare la pandemia CoViD-19 e di applicare il “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche e formative in tutte le Istituzioni del Sistema Nazionale di Istruzione” approvato con DM 26 Giugno 2020, n. 39 e richiamato dallo Stesso MIUR nella nota del 4/03/2021, dove si prevede che le Regioni possano regolamentare la questione della didattica con proprie ordinanze.

Il virus corre veloce, la politica tarda a dare risposte, noi stiamo facendo il massimo ed anche oltre permetteteci di farlo sempre come siamo capaci. Chiediamo la didattica in presenza, velocizzare le assunzioni tramite concorsi e attivare tutte le mobilità aperte. Noi ci siamo e insieme con il reale sostegno delle istituzioni possiamo farcela”.

l.c.
Al fianco dell'assessore dimissionario, Rosanna Procaccini, anche il vicesindaco di Matelica Denis Cingolani che, attraverso un post su Facebook ha evidenziato la sua posizione in favore dei matelicesi: "Esprimo tutta la mia solidarietà a Rosanna Procaccini - dice ai microfoni di Radio C1...inBlu - che da oltre 30 anni si batte per i diritti e i servizi di questo territorio, in particolar modo per quanto riguarda la materia sanitaria e per l'ospedale di Matelica.
Un ospedale che da tanti anni è stato depredato di tutti i servizi essenziali e lasciato cadere in disgrazia per scelte politiche, a mio avviso, scellerate. Viene lasciato scoperto un territorio di 15mila abitanti. Matelica è uno dei poli industriali più sviluppati dell'Alto Maceratese e chiede a gran voce che vi siano dei servizi essenziali per la sanità. In merito alla vicenda che ci ha colpito la scorsa settimana - aggiunge - vorrei chiarire che noi non facciamo mercimonio politico sulla pelle degli anziani delle case di riposo, anzi noi vogliamo tutelare queste persone affinchè abbiano una collocazione idonea ed adeguata perchè rappresentano un bene di tutta la comunità.
Vanno però tutelati anche gli interessi di Matelica perchè i cittadini ci hanno dato fiducia e noi dobbiamo batterci affinchè venga trovata una soluzione per l'ospedale Mattei.
È necessario un tavolo comune, anche con il territorio, per pensare ad una sanità diffusa e diversa di quella pensata fino ad oggi".

Infine il chiarimento sulla riapertura del nosocomio: "Nessuno ha detto che oggi sia la data di riapertura - precisa - , magari lo fosse. Stiamo attendendo che venga mantenuta una promessa fatta dall'Asur e dalla Regione per l'apertura immediata e la ripresa dei servizi sanitari della nostra struttura".  

GS
"Si dimetta". È ciò che chiede il gruppo di minoranza Per Matelica al sindaco Massimo Baldini, dopo
la chiusura dell'ospedale cittadino, a seguito di tre casi positivi riscontrati tra gli ospiti delle case di riposo trasferite a Matelica dopo il sisma da Pieve Torina e Castelsantangelo sul Nera.

"Gli ospiti positivi - ha detto il sindaco -  sono stati trasferiti in altra struttura idonea fuori comune.
Tutti i rimanenti ospiti sono sottoposti ad un monitoraggio continuo.
È stata quindi disposta, in via cautelativa, la chiusura dell'ospedale, fino a quando tutta la struttura non sarà messa in sicurezza".

Un fatto che non  andato già alla minoranza che condanna le decisioni prese dall'amministrazione: "Ci sono contagi nella casa di riposo di Pieve Torina, che dal 2016 è ospitata nel nostro nosocomio, con elevato rischio di contagio per tutti i degenti di quella struttura.
L’ospedale è chiuso, gli ambulatori chiusi, il laboratorio prelievi chiuso, nessuno può entrare per questo motivo.
Ma la soluzione era chiara e a portata di mano - dicono - , il sindaco Baldini doveva fare un’ordinanza con cui si doveva sgomberare la Casa di Riposo di Pieve Torina, comune che nel frattempo ha ricostruito la struttura per la degenza degli anziani e che con minimi lavori può ospitarli in pochissimi giorni, anzi praticamente subito.
Dopo di che bisognava sanificare l’ospedale e aprire il prima possibile tutti i servizi alla cittadinanza. Non si possono togliere servizi essenziali ai cittadini":

GS


"Ci auguriamo che la zona rossa possa limitare gli ingressi nei pronti soccorso della provincia".
Lo dice la direttrice dell'Area Vasta 3, Daniela Corsi, che fa il punto della situazione sugli ospedali in provincia.

La situazione è sotto controllo, ma in bilico - dice - . I pronti soccorso si stanno riempendo, questa mattina a Camerino abbamo tre pazienti al pronto soccorso; a Macerata la medicina d'urgenza è occupata da dieci pazienti, quindi è completa. Nei container stamattina c'erano 7 pazienti e uno andrà trasferito al Covid Center. Il pronto soccorso di Civitanova, nella parte Covid, ha 12 pazienti. La situazione è abbastanza complessa e ci auguriamo che non vada oltre perchè ci creerebbe delle serie difficoltà.
Il Covid Hospital ha aumentato di due posti letto la parte intensiva - aggiunge - quindi da 14 posti siamo arrivati a 16; la semintensiva, nonostante i turnover, mantiene sempre una totalità di 42 pazienti e se alcuni vengono dimessi i posti tornano subito ad essere occupati".

Alle criticità interne alla provincia si aggiungono quelle dell'Anconetano: "Dobbiamo anche supportare l'Area Vasta 2 - dice Daniela Corsi - che sta andando in seria emergenza, non solo all'ospedale di Torrette, ma anche Jesi e Fabriano.
Stiamo valutando come poterli supportare. La difficoltà maggiore è nel reperire il personale, sia medico che infermieristico, e quindi stiamo ragionando come poter risolvere l'emergenza nell'emergenza".

Entrando nello specifico della situazione legata al personale sanitario, la direttrice spiega che al momento è impegnato il personale dell'Area Vasta 3 "e questo crea un depotenziamento di altri reparti. Se dovessimo, ipoteticamente, aprire un altro modulo del Covid Hospital, avremmo necessità di essere supportati e questo comporterebbe ulteriori chiusure in altri ambiti ospedalieri. Non vorremmo arrivare a questo - ammette - perchè proprio in questi giorni stavamo un po' recuperando sull'attività chirurgica: staremo a vedere quali saranno le disposiiìzioni che ci vengono date sia dalla Regione che dall'Asur". 

Intanto le raccomandazioni restano le stesse, soprattutto in un momento in cui viene registrata una variazione nell'età di chi entra in ospedale in condizioni critiche: "C'è un abbassamento della soglia dell'età - spiega - . Ci stiamo spostando verso una fascia compresa tra i 40 e i 60 anni, che arrivano già con problemi respiratori e richiedono un ricovero in semintensiva".

Ecco, dunque, l'importanza dell'istituzione della zona rossa per dare respiro all'organizzazione sanitaria: "La scelta della zona rossa - dice - nonostante le ripercussioni economiche che si avranno, per noi medici è una scelta validissima, perchè se fossimo rimasti nella zona arancione i flussi sarebbero nettamente aumentati. Stiamo attenti e monitoriamo la situazione. Ci auguriamo che le ultime restrizioni possano avere un effetto limitante per gli ingressi in pronto soccorso. Bisogna valutare giorno per giorno".

GS
Una nuova attività che riparte nel cuore delle Marche colpite dal sisma.
Questa volta a tagliare il nastro è una attività ricettiva di Valfornace, inaugurata sabato scorso alla presenza del sindaco Massimo Citracca e del vicesindaco Simone Marchetti.

“A quasi quattro anni e mezzo dal sisma del 2016 per la prima volta - dice Citracca - un’attività ricettiva, rinnovandosi, torna a riaprire. Questo è un fatto emblematico che rappresenta l’effettiva ripresa economica del centro storico di Valfornace, motivo per noi di soddisfazione e gioia, anche se per l’Amministrazione comunale resta ancora un lungo lavoro da fare. La nuova apertura assume un doppio significato simbolico: non solo la ripartenza dopo il sisma del 2016, ma anche la voglia di superare l’emergenza pandemica in corso. Anche i locali della struttura ricettiva sono il segno di un cambiamento: si tratta infatti del primo immobile di proprietà del Comune di Valfornace recuperato dopo il sisma 2016. I lavori di manutenzione sono stati particolarmente rapidi. L’Ente infatti ha deciso di eseguirli con risorse proprie al fine rendere l’immobile disponibile prima possibile per attrarre una nuova impresa sul territorio. Proprio per questo nell’estate del 2020 è stato emanato un bando al quale hanno partecipato i due fratelli Leonardo e Laura Re che, dopo l’aggiudicazione, hanno reso il locale accogliente e originale”. 

GS
Anche diversi centri dell'entroterra sono tra i Comuni a rischio chiusura per via dell'aumento dei contagi.
Tra questi Esanatoglia, Matelica e Sarnano dove, in attesa della nuova riunione di venerdì, sono già stati presi provvedimenti di contenimento dei contagi.
"Visti i dati - dice il sindaco di Esanatoglia Nazzareno Bartocci - da domani abbiamo deciso per la chiusura della scuole. Comprendiamo che possa essere un problema per le famiglie, ma in maniera preventiva saranno chiuse in attesa che vengano presi i nuovi provvedimenti. A questo aggiungiamo la decisione di anticipare alle 21 il cosiddetto coprifuoco".

Scuole chiuse da oggi, invece, fino a venerdì a Matelica: "Noi avevamo già visto un aumento costante dei contagi dal 16 febbraio - dice il sindaco Massimo Baldini - . Per questo motivo abbiamo deciso di anticipare i provvedimenti regionali e nazionali. I dati emersi dalla riunione di ieri confermano che le nostre preoccupazioni sono fondate, abbiamo nello specifico 77 soggetti positivi al Covid e 196 persone in isolamento domiciliare. Venerdì valuteremo i provvedimenti che prenderanno in Regione a seguito del Dpcm nazionale.
Noi trovandoci al confine con la provincia di Ancona (attualmente zona rossa) abbiamo pagato l'influsso della vicinanza dovuta anche a contatti e scambi lavorativi. Confidiamo che i provvedimenti di restrizione possano attenuare la crescita dei contagi".

Misure preventive anche a Sarnano sono state annunciate dal sindaco Luca Piergentili in isolamento nella sua abitazione dopo essere risultato positivo al Covid: "In attesa dell'entrata in vigore del nuovo Dpcm e della emissione di una nuova ordinanza da parte della Regione Marche - ha scritto - , abbiamo chiuso il Parco del Serafino, il campo da gioco denominato "minipitch" e ogni altro impianto sportivo all'aperto; i giardini pubblici di Piazza della Libertà e gli spazi antistanti gli edifici scolastici di Largo Crivelli e Largo Ricciardi. Chiusa anche la via delle cascate perdute ed il mercato del giovedì.
Per quanto concerne le scuole - aggiunge - ad oggi, l'incidenza dei contagi riscontrabile sulla popolazione scolastica residente a Sarnano appare marginale rispetto al dato complessivo dei contagi. Ad ogni buon conto, in accordo con la Dirigenza Scolastica ed in collaborazione con le Terme di Sarnano, è stato organizzato uno screening (su base volontaria) per gli studenti dell'unica classe delle elementari che era stata posta in quarantena e che, terminata la stessa, ritorneranno a scuola".

GS



Positivo al Covid il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili.
A comunicarlo è stato lui stesso, con un post su Facebook in cui ha scritto: "Questa mattina sono risultato positivo al secondo tampone di controllo effettuato al comune di Sarnano.
Sono in isolamento nella mia abitazione. Continuerò a portare avanti le varie questioni da remoto.
La fase è molto delicata, raccomando a tutti la massima attenzione".

(Servizio in aggiornamento)

GS

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