Giornata particolarmente significativa quella di martedì 11 aprile per Visso e per la Svila. Inaugurata la nuova ala dello stabilimento dell’industria che produce pizze surgelate, con metà del prodotto esportato in America ed Inghilterra. Un’azienda che è nel cuore di tutti i vissani per il suo attivismo, per la sua concretezza e per la tenacia dimostrata nella volontà di andare avanti. Al taglio del nastro vicino all’azionista di maggioranza Alex Palermo arrivato appositamente dall’America e all’amministratore delegato Maurizio Crea, erano presenti il sindaco Pazzaglini, il presidente della provincia Pettinari, l’arcivescovo Brugnaro, amministratori regionali e locali.

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L’azienda Svila nonostante i danni subiti ad ottobre, già dopo tre settimane  era ripartita, ampliando la produzione e assumendo nuovi dipendenti. Alex Palermo e Maurizio Crea hanno voluto ringraziare il personale per l’attaccamento al lavoro, pur tra mille difficoltà. Molti dei dipendenti hanno perso la casa e ogni giorno raggiungono l’azienda dalla costa. Ricostruzione, riconversione e rinnovamento per la grande famiglia Svila, sempre pronta ad accettare nuove sfide. Subito dopo l’inaugurazione l’arcivescovo Brugnaro ha benedetto il nuovo settore dello stabilimento; uno spazio di oltre 300 metri quadrati che aggiunge uffici, sala riunioni, cella di stoccaggio.

benedizione

 

  Nella foto Palermo, Crea e Brugnaro

 

Nell’occasione è stata posta anche la prima pietra della nuova struttura che dovrebbe essere pronta per l’autunno e in grado di ospitare la mensa aziendale, una sala formazione e locali per i dipendenti.

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              La posa della prima pietra

 

Dall’imprenditore Palermo ( nella foto  )un messaggio di speranza e un’indicazione per il futuro: “ La popolazione vissana deve prendere ad esempio noi per trovare la speranza in una situazione così difficile- ha dichiarato- Non deve perdere la fiducia nell’andare avanti, nella possibilità di ricreare e, con l’impegno di chi di dovere, con un piano giusto e con la voglia di fare, tutto questo è possibile. Alla gente dico di non perdere la speranza, di continuare a far sentire la sua voce e far conoscere i gravi problemi e le tante situazioni da affrontare, per le quali è necessario fare presto. Bisogna iniziare a vedere dei primi passi per ricreare la possibilità di abitare. E’ ora che lo facciamo, è ora di cominciare a mettere le mani nella terra per fa partire il grande lavoro di ricostruzione di un paese bellissimo. Non possiamo scordarci che qui c’era un paese e bisogna poterlo rivedere con tutti i suoi abitanti”

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Completato il trasferimento ad Ancona dell'archivio storico comunale di Visso, Sono stati salvati 500 metri lineari di carte, pergamene , falconi e registri che coprono un periodo cronologico tra il XV e il XX secolo.  Una documentazione molto ricca, che conserva la memoria storica della cittadina  e che si trova ora presso la sede dell'Archivio di Stato di Ancona. L'operazione è stata condotta dai tecnici delle squadre di rilevamento danni dell'Unità di crisi delle Marche, assistiti dai restauratori dell'Istituto centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio archivistico e librario, dal sovrintendente e dai funzionari della Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica dell'Umbria e delle Marche e dal personale dell'Archivio di Stato di Ancona.
Con loro i vigili del fuoco, i carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, i militari dell'Esercito italiano e la Protezione civile di Ancona

La presidente della Camera Laura Boldrini ha fatto visita alle zone devastate dal sisma di Marche ed Umbria. In mattinata era a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera. Tanti terremotati della montagna maceratese ''sono usciti vivi dalle case perché sono state ricostruite bene, non per la sorte. Ma le persone hanno paura, sono più di due mesi che ci sono scosse, uno stillicidio: qualsiasi persona sarebbe messa a dura prova''-ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, parlando con i giornalisti a Visso, prima tappa della sua visita nell'area del terremoto. ''Questa è una scommessa che il Paese fa: questi paesi devono tornare a vivere, ma ci sono dei tempi. L'inverno qui è duro, arriveranno i container, ma ci sono dei tempi''. L'ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, parlando a Visso. ''Si cercherà di venire incontro alle istanze delle persone, e una cosa deve essere chiara: nessuno vuole disattendere la volontà delle persone'' Boldrini si è poi spostata a Ussita e Castelsantangelo sul Nera. A Visso il pranzo con gli sfollati, per poi concludere il suo viaggio in Umbria, a Cascia e Avendita.

Il terremoto sembra non concedere tregua. Diverse, infatti, sono state le scosse nella notte, con l'epicentro che sembra essersi spostato nella zona di Ussita-Visso. Il movimento tellurico ha provocato la caduta di alcuni massi di notevoli dimensioni che ha interessato un capannone industriale lungo la strada provinciale 209 Valnerina. La caduta dei massi dalla parete di roccia sovrastante lo stabile ha provocato danni ad alcuni mezzi pesanti parcheggiati e alla struttura stessa del capannone. Interessata marginalmente anche l’abitazione connessa al capannone, mentre porzioni di roccia hanno raggiunto la strada provinciale 209 Valnerina, che è stata temporaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta, anche se i vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno proceduto all'evacuazione temporanea, a fini precauzionali, dei residenti, in totale 6 persone, e al recupero degli animali domestici.

 

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Puledro sbranato nel Parco dei Sibillini

Dall’inizio dell’anno, non si contano gli attacchi degli animali selvatici agli allevamenti. L’attività delle aziende agricole, specialmente in montagna, è messa a dura prova, non solo dal proliferare dei cinghiali che danneggiano le colture in modo irreparabile, ma anche dagli attacchi dei lupi. Per alcuni allevatori la situazione è ormai diventata insostenibile. Ne sa qualcosa l’allevatore di Visso che questa mattina, al risveglio, ha dovuto fare, suo malgrado, l’ennesima amara scoperta. Titolare di un allevamento zootecnico nel territorio dei monti Sibillini, recatosi nel recinto dove sono custoditi i cavalli, ha trovato un altro puledro sbranato dai lupi. Era il quarto, dei dieci puledri nati, ad aver fatto, in poco tempo, la stessa fine  : “ La nostra unica fonte di guadagno è l’allevamento- ha affermato sconsolato –.Vorrei chiedere al parco: quest’anno di cosa viviamo!!?”

Non è la prima volta che succede. Gli allevatori vivono nella paura, non solo per il danno economico che subiscono ma anche per i pericoli a cui vanno incontro le loro persone. Finora non c’ è stata adeguata risposta per chi chiede solo di essere messo nella condizione oggettiva, di poter svolgere il suo lavoro.

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