La presidente della Camera Laura Boldrini ha fatto visita alle zone devastate dal sisma di Marche ed Umbria. In mattinata era a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera. Tanti terremotati della montagna maceratese ''sono usciti vivi dalle case perché sono state ricostruite bene, non per la sorte. Ma le persone hanno paura, sono più di due mesi che ci sono scosse, uno stillicidio: qualsiasi persona sarebbe messa a dura prova''-ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, parlando con i giornalisti a Visso, prima tappa della sua visita nell'area del terremoto. ''Questa è una scommessa che il Paese fa: questi paesi devono tornare a vivere, ma ci sono dei tempi. L'inverno qui è duro, arriveranno i container, ma ci sono dei tempi''. L'ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, parlando a Visso. ''Si cercherà di venire incontro alle istanze delle persone, e una cosa deve essere chiara: nessuno vuole disattendere la volontà delle persone'' Boldrini si è poi spostata a Ussita e Castelsantangelo sul Nera. A Visso il pranzo con gli sfollati, per poi concludere il suo viaggio in Umbria, a Cascia e Avendita.

Il terremoto sembra non concedere tregua. Diverse, infatti, sono state le scosse nella notte, con l'epicentro che sembra essersi spostato nella zona di Ussita-Visso. Il movimento tellurico ha provocato la caduta di alcuni massi di notevoli dimensioni che ha interessato un capannone industriale lungo la strada provinciale 209 Valnerina. La caduta dei massi dalla parete di roccia sovrastante lo stabile ha provocato danni ad alcuni mezzi pesanti parcheggiati e alla struttura stessa del capannone. Interessata marginalmente anche l’abitazione connessa al capannone, mentre porzioni di roccia hanno raggiunto la strada provinciale 209 Valnerina, che è stata temporaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta, anche se i vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno proceduto all'evacuazione temporanea, a fini precauzionali, dei residenti, in totale 6 persone, e al recupero degli animali domestici.

 

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Puledro sbranato nel Parco dei Sibillini

Dall’inizio dell’anno, non si contano gli attacchi degli animali selvatici agli allevamenti. L’attività delle aziende agricole, specialmente in montagna, è messa a dura prova, non solo dal proliferare dei cinghiali che danneggiano le colture in modo irreparabile, ma anche dagli attacchi dei lupi. Per alcuni allevatori la situazione è ormai diventata insostenibile. Ne sa qualcosa l’allevatore di Visso che questa mattina, al risveglio, ha dovuto fare, suo malgrado, l’ennesima amara scoperta. Titolare di un allevamento zootecnico nel territorio dei monti Sibillini, recatosi nel recinto dove sono custoditi i cavalli, ha trovato un altro puledro sbranato dai lupi. Era il quarto, dei dieci puledri nati, ad aver fatto, in poco tempo, la stessa fine  : “ La nostra unica fonte di guadagno è l’allevamento- ha affermato sconsolato –.Vorrei chiedere al parco: quest’anno di cosa viviamo!!?”

Non è la prima volta che succede. Gli allevatori vivono nella paura, non solo per il danno economico che subiscono ma anche per i pericoli a cui vanno incontro le loro persone. Finora non c’ è stata adeguata risposta per chi chiede solo di essere messo nella condizione oggettiva, di poter svolgere il suo lavoro.

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