Notizie di politica nelle Marche
"A poche ore dall'approvazione del nuovo Decreto Terremoto da parte del Consiglio dei Ministri, la sensazione è che davvero nulla sia cambiato". Critico sulle "nuove misure" il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, uno dei comuni dell'entroterra piàù pesantemente colpiti. Popolazioni, comuni e regioni, visto l'ampio dibattito su tante questioni e i molteplici aspetti da sanare più e più volte ripetuti. auspicavano risposte diverse, risolutive e più puntuali. 
"Con l'emanazione del nuovo decreto- dice il sindaco Mauro Falcucci- il Presidente Conte ha  solo onorato l'impegno che si era assunto nei confronti  del Parlamento e dell'Italia.  Sotto il profilo formale sicuramente ha ottemperato, ma sotto il profilo sostanziale per quello che è il mio pensiero la delusione è totale. Di quello che noi abbiamo chiesto - continua Falcucci- non leggo nulla e peraltro, se non ho letto e ho ascoltato male,  credo che anche lo stesso Presidente abbia detto che la tematica dovrà essere approfondita, essendo stata appena toccata.  Io non credo che le misure che sono riportate nel decreto servano per la ricostruzione: al di là di un accogliere le istanze dei cittadini per la "busta pesante", di concreto non vedo nulla. Quanto all'autocertificazione, non voglio azzardare alcuna ipotesi e ce lo diranno i tecnici, ma credo che  il discorso sia molto da approfondire perchè secondo me  rischia ulteriormente di penalizzare la ricostruzione.  Per il resto, nulla è stato toccato, come  l'importantissimo aspetto del personale tecnico da assumere a tempo determinato nei comuni e negli uffici USR  e nulla si legge anche su molti altri argomenti che a noi interessano come la parte pubblica e la sburocratizzazione. Non è questione di vedere il bicchiere mezzo vuoto - prosegue Falcucci-  è che non c'è nulla veramente e che tutto quello che già conoscono ampiamente, dovrà essere affrontato con la trasformazione del decreto.
Siamo alla solita fase dei 60 giorni in cui tutti dovranno riscrivere quanto è noto a tutti, perché ci sono migliaia di righe e di fiumi di inchiostro che hanno fatto notare ampiamente quali sono i problemi.  Lo scorso 13 settembre a Castelsantangelo, il Presidente del Consiglio accennò che c'era una possibilità di vedere una zona franca e un'area di tutela fiscale, qui invece mi sembra che la misura sia stata estesa e calato il progetto di "Resto al Sud" che  è importante ma non è quello che salvaguarda  tutto quanto il territorio; la misura mi sembra che sia stata allargata comprendendo anche l'Aquila, quindi non è più misura per il Centro Italia ma è del sisma in generale, per cui, credo vi siano aspetti che vadano immediatamente corretti se vogliamo che ci sia una risposta; diversamente, mi sembra che proprio nulla sia cambiato, e. lo dico con amarezza perchè c'erano le nostre speranze: è stato soltanto ottemperato al decreto e, a questo punto, confidiamo che le forze politiche tutte intervengano perchè ormai c'è poco da scrivere: abbiamo già scritto tutto e tutti, tra l'altro mi sembra che anche il presidente della Regione non abbia manifestato una soddisfazione nonostante magari in questo momento il Governo sia vicino a qualche colore partitico. Sul terremoto ormai sono passati tutti i colori dei partiti e nulla si è visto anche per quel che riguarda una legge nazionale sull' emergenza, questione pur dibattuta ampiamente e peraltro condivisa dal Presidente Conte anche nel corso della riunione di Castelsantangelo. Quando si parla di ricostruzione  purtroppo questa Italia è costretta ad affrontare le stesse  emergenze, da qui la necessità  di un testo unico o comunque una legge nazionale  che tratti il sisma e quant'altro di calamità possano accadere con procedure speditive, con conoscenza dei tecnici e, più che altro, che tratti gli aspetti socio-economici perché se non tocchiamo l'aspetto socio-economico della montagna italiana  se non si dà una forma di occupazione e una certezza per il futuro, almeno per alcune aree e in particolare quelle dell' entroterra, ho la sensazione che il rischio concreto è che non venga più ricostruito. La sensazione è che la desertificazione sia partita e purtroppo già esiste. Questa è la verità che tutti condividono, eppure paradossalmente si continua ancora a praticare terapie per tutto l'ospedale. Ebbene- conclude il sindaco Falcucci- l'ospedale è fatto di più piani: al primo piano troviamo le malattie leggere e poi a salire tutte quelle più gravi e, converrete con me che, per alcuni dei malati c'è bisogno di un trapianto e non si può intervenire con  un'aspirina. Allora, evitando di parlare  ancora di distinzioni di cratere o di perimetro, o applichiamo  terapie e medicine idonee per tutti, perchè siamo malati in ospedale, oppure, per qualcuno è  già segnato il destino".
cc
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Buone notizie che riguardano la ricostruzione a Sarnano.
E' stato, infatti, approvato il progetto per la realizzazione del nuovo centro Coser Gabella dell'Unione Montana dei Monti Azzurri.
Dopo il sisma del 2016 che ha reso inagibile la vecchia struttura, costringendo gli ospiti del centro a spostarsi a Loro Piceno, ora si guarda al futuro con occhi diversi.
"Siamo contenti - dice il preisdente Giampiero Feliciotti - perchè è vero che i ragazzi si trovano bene al centro di San Lorenzo, ma noi avevamo tutta l'intenzione di non perdere tempo per la ricostruzione della casa madre a Gabella. Finalmente abbiamo chiuso il percorso per l'approvazione del progetto - aggiunge - . Mancano alcuni dettagli tecnici, ma finalmente abbiamo definito e ora attendiamo tutte le ultime carte per affidare l'incarico per la ricostruzione".
Difficile parlare di tempi di realizzazione, ma c'è molto ottimismo: "Credo - aggiunge Feliciotti - che un anno e mezzo sia necessario perchè il centro è molto più grande di quello che avevamo, dobbiamo fare aggiunte e modifiche, sappiamo che i tempi della pubblica amministrazione sono un po' più lunghi, ma una volta partiti non ci preoccupiamo molto perchè i ragazzi sono ospitati in un bel centro. Andremo velocissimi e finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel".

GS


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Ma quale acceleratore? Secondo l'ingegnere Roberto Di Girolamo, del sindacato Inarsind Marche, il nuovo Decreto Sisma potrebbe anche rappresentare un segnale positivo ma ancora molto c'è da fare perché si verifichi quanto annunciato dal premier Giuseppe Conte, cioè l'accelerazione della ricostruzione. Inoltre, conterrebbe una misura che definisce "folle", "fatta ad hoc per qualche caso specifico". L'analisi dell'ingegnere parte dalla forma: "Come al solito è un decreto calato dall’alto senza sentire le istanze dei territori e questo non depone a suo favore perché alcune situazioni non vengono assolutamente affrontate".
Poi passa ad analizzare nel merito alcuni punti: "Sicuramente la cosa più evidente per noi tecnici è l’introduzione dell’autocertificazione anche per i progetti con danni gravi. Tale misura era già prevista per i danni lievi, però non ha funzionato. Quindi come pensano che possa funzionare per quelli gravi, per i quali ci sono anche molte molte più variabili e il contributo finale è ‘ballerino’? Le ordinanze purtroppo danno adito a tantissime interpretazioni perché non sono chiare e hanno delle lacune, e questo metodo dell’autocertificazione è un po’ come giocare una mano di poker al buio, senza sapere le carte che uno ha in mano. Alla fine dei lavori ci potremmo accorgere di avere un grosso accollo che magari il nostro committente non è in grado di pagare. La misura quindi potrebbe essere giusta ma bisogna revisionare completamente l’impianto tecnico delle ordinanze affinché sia noi professionisti sia chi deve controllare il nostro operato abbia una maggior chiarezza".

Conte si è vantato di aver trovato un modo per velocizzare la ricostruzione. Ma questo sarà veramente possibile o sono solo nuove promesse?
"Purtroppo è un annuncio, credo ci siano grossi problemi nell’attuazione. Potremmo essere sulla giusta strada - sottolinea - ma bisogna prima rimettere mano a tutte quelle ordinanze che non sono chiare e che presentano delle incongruenze. E comunque il tutto viene sempre demandato ad ordinanze operative e quindi in fondo è solo un cappello che poi dovrà essere attuato".
Sul Decreto Sisma è peraltro previsto che le scuole che si trovavano nei centri storici prima del sisma lì debbano essere ricostruite e che le aree no possano subire cambi di destinazione d'uso: "Questa norma va contro ogni logica. Forse può andar bene per le città che non hanno avuto tanti danni ma ci sono situazioni in cui si deve ripensare al disegno completo della città e obbligare le amministrazioni a rimettere le scuole nello stesso luogo e non poter cambiare l’idea della città è folle. È evidente che questa norma è stata fatta su suggerimento di qualcuno - conclude - per uno o più casi specifici. Così si blocca la ricostruzione di tutti gli altri".
Gaia Gennaretti 


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Sono 620 le opere che stanno partecipando alla Trentesima Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'Arte. Ben 239 autori hanno infatti inviato i propri lavori a Tolentino, confermando la caratura del concorso, che è a tutti gli effetti uno degli eventi marchigiani più frequentati a livello mondiale.
Del resto, i 239 artisti presenti (di cui 38 artiste) si dividono in 46 nazionalità, e solo 70 sono italiani. Tra i Paesi più rappresentati, spiccano Iran (23 autori), Romania (15), Serbia (14), Cina (10), Spagna (10) e Turchia (9).
Intanto ieri, nella sala Mari di Palazzo Sangallo, si è riunita la giuria. L'occasione, decretare il vincitore del “Premio internazionale Città di Tolentino”, quest'anno sul tema “L'Odio”, e il “Premio Luigi Mari”, dedicato come di consueto al ritratto caricaturale.

Tutte le opere hanno fedelmente interpretato il tema e la selezione si è presentata ardua per il grande livello grafico ed estetico delle opere in concorso.
La giuria è composta daMara Amico, dirigente dell'istituto Lucatelli; Giuseppe Calenzo, dirigente dell'istituto don Bosco; Claudia Canestrini, insegnante delegato del Filelfo; Mauro Cicarè, docente di illustrazione; Mauro Evangelista, illustratore; Pietro Frenquellucci, giornalista; Rossella Ghezzi, direttrice dell'Accademia Belle Arti di Macerata; Sandro Giorgetti, coordinatore team e responsabile del progetto Fondazione Marche Cultura; Gianni Giuli, psichiatra, dirigente medico Asur Marche – Area Vasta 3; Giorgio Leggi, grafico; Piero Massimo Macchini, comico; Mirella Valentini, direttrice dell'Unitre Tolentino.

Biumor2019 Giuria AL COMPLETO 3

A conclusione della riunione, il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e l'assessore alla Cultura Silvia Tatò hanno portato il loro saluto, evidenziando il forte legame che c'è tra amministrazione e Biennale.

Il concorso è un appuntamento storico di Tolentino, e da ormai 60 anni è presente nella scena culturale regionale, nazionale ed internazionale ha detto il suo direttore artistico Evio Hermas Ercoli Un'eccellenza che ha dato origine nel Museo dell’Umorismo Miumor ad una delle collezioni di genere più strepitose in Italia. Un evento che ha grosse potenzialità, vista la sua spinta mondiale. Questa trentesima edizione è da record per numero di partecipanti e per l'ampio respiro. Giovedì 21 novembre sveleremo il lavoro della giuria, che ha decretato i vincitori”.

Proprio dal 21 novembre partirà ufficialmente infatti Biumor 2019, il Festival promosso da Popsophia che animerà diversi contenitori del centro storico fino a sabato 23 novembre, sempre ragionando, ovviamente, su “l'Odio”, tema caldo della trentesima edizione.

GS
Pubblicato in Cultura e Spettacolo
Mercoledì, 23 Ottobre 2019 08:52

Incidente in A14, un morto e due feriti

Incidente mortale questa mattina, poco prima delle 5, lungo l'autostrada A 14, all'altezza di Porto Recanati.
Coinvolta una sola auto: un'Audi Q5 su cui viaggiava, sulla corsia Nord, una famiglia di Gallipoli.
Per cause ancora in corso di accertamento, il conducente del mezzo avrebbe perso il controllo dell'auto, sbandando. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per estrarre i feriti dalle lamiere e mettere in sicurezza lo scenario dell'intervento.
Per il padre, R.A., non c'è stato nulla da fare: i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
Feriti, invece, altri due occupanti dell'auto.

GS
Pubblicato in Cronaca
Martedì, 22 Ottobre 2019 16:14

C1 Sport 22 ottobre 2019

Pubblicato in C1 Sport
Martedì, 22 Ottobre 2019 13:21

Ok al Decreto Sisma: ecco cosa significa

Approvato dal Governo il Decreto Sisma con la proroga dello stato di emergenza a tutto il 2020. Alla base c'è proprio questo, con lo stanziamento di 380milioni di euro per il 2019 che saranno attinti dal Fondo per le emergenze nazionali della Protezione Civile e ulteriori 345milioni per il prossimo anno nella disponbilità dell'ufficio commissariale. La priorità è sempre per la ricostruzione delle scuole un pilastro sin dai primi giorni successivi al sisma. E' da lì, dalla ricostruzione degli edifici scolastici, con tutto l'indotto e il movimento che creano, che si era deciso di far ripartire i territori del Centro Italia. La novità sono i paletti che il Decreto Sisma stabilisce: qualora le scuole si fossero trovate nei centri storici, lì dovranno essere ricostruite e comunque quelle aree non potranno subire cambi di destinazione urbanistica. Questo metterà sicuramente in difficoltà non poche amministrazioni del nostro territorio. Parole d'ordine per la ricostruzione privata sarà invece "velocità": con il Decreto si intende snellire gli iter sia per la ricostruzione cosiddetta leggera che per quella pesante. Viene anche ripreso l'argomento "rimozione macerie", procedura che in alcuni Comuni non è nemmeno stata avviata con degli obblighi per le Regioni. 
Ai comuni del cratere sarà possibile applicare le misure dedicate agli imprenditori del Sud sotto i 46 anni con risorse aggiuntive per 20 milioni di euro. Due milioni per il 2019 e ulteriori 2milioni per il prossimo anno sono previsti per le imprese agricole del cratere. 
Il Decreto è stato approvato questa notte e a comunicare le misure è stato il presidente del consiglio Giuseppe Conte.
g.g.
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Firmata la convenzione tra Andrea Bocelli Foundation e Comune di Camerino per la costruzione della nuova Scuola della Musica da destinare all'associazione Adesso Musica e all'Istituto Nelio Biondi.  Già a novembre la posa della prima pietra della struttura, frutto della donazione e della raccolta solidale intrapresa dalla Fondazione del grande tenore. La firma è intercorsa tra Laura Biancalani, Direttore generale ABF e il sindaco Sandro Sborgia presenti l'assessore alla cultura Giovanna Sartori, il Segretario Comunale Alessandra Secondari, il direttore della scuola di musica di Camerino Vincenzo Correnti e l'ingegnere Paolo Bianchi, redattore del progetto della nuova struttura.
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"Stiamo lavorando per arrivare quanto prima alla posa della prima pietra- ha dichiarato Laura Biancalani- Il progetto definitivo  è a buon punto, intanto oggi abbiamo messo 'a posto le carte'. La convenzione è frutto di un lavoro importante con il comune e con l'associazione Adesso Musica e siamo contenti di incominciare. Come sempre abbiamo l'urgenza di finire per vedere sistemata per intero la struttura e soprattutto per vedere al lavoro tanti musicisti dell'accademia e un po' tutto l'associazionismo culturale di Camerino, in maniera tale che la cultura possa ripartire e sia un veicolo di sviluppo per la città, così come è sempre stato dal 1300". Gioia e soddisfazione nel sindaco Sandro Sborgia per il raggiungimento del primo traguardo che traghetta verso l'inizio lavori e il completamento dell'opera. Un sogno che presto vedrà la luce grazie alla grande generosità di ABF e al determinato supporto di tante anime. 
cc
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“Crediamo che facendo fronte comune possiamo ottenere maggiori risultati”. La pensa così il vicepresidente del comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino, Marco Massei, e i tre amministratori locali presenti ieri sera ad una riunione organizzata dal comitato: Sandro Sborgia, sindaco di Camerino, Rosa Piermattei, sindaco di San Severino e Filippo Saltamartini, vicesindaco di Treia. Presenti anche diversi membri dell’amministrazione settempedana e tutti i gruppi di minoranza nonché l’assessore di Camerino Sfascia. 

Il punto sarebbe l’inconsistenza del piano sanitario regionale al vaglio della commissione sanità e che presto approderà in consiglio regionale per l’approvazione definitiva. inoltre, i primi cittadini hanno lamentato il progressivo depauperamento delle rispettive strutture ospedaliere, mascherato dall’enfatizzazione degli investimenti o di quel poco che viene concesso.

“Avere la presenza di questi sindaci - ha detto Massei in apertura - ci fa capire che forse credere che tutti insieme possiamo fare di più sia la strada giusta e possiamo quindi gettare un seme, due o tre punti comuni da portare nelle sedi opportune. Poi vorremmo organizzare un’assemblea più estesa per informare i cittadini sul futuro della nostra sanità”. Massei ha poi velocemente analizzato la bozza del piano sanitario che ha definito “una scatola vuota con errori enormi di metodo. Ad esempio la legge prevede che i sindaci, le associazioni e i comitati vadano ascoltati ma ciò non è accaduto. E nel merito, è solo aria fritta, addirittura si demanda alla giunta regionale man mano. È assurdo”.

Quella di ieri è stata la prima riunione a cui dei primi cittadini hanno preso, segno forse che, benché si voglia far apparire altro, le scelte in materia di sanità che vengono portate avanti non stanno andando nella direzione più adeguata e necessaria al territorio. 

“Prima del mio insediamento - ha raccontato Piermattei - erano già stati tolti servizi importanti come il punto nascite. Siamo a conoscenza delle problematiche e delle potenzialità delle nostre strutture ma fin ora non è valso a nulla”. 

Quello di Camerino è un ospedale definito Dea di I livello, dipartimento di emergenza e accettazione, una struttura che dovrebbe assicurare funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza ma il nuovo sindaco Sborgia, appena eletto, si è trovato subito a fronteggiare una problematica: “Mi è subito arrivata una comunicazione con la quale mi si diceva che dall’1 luglio il reparto di cardiologia non avrebbe garantito il servizio h24 ma solo per 12 ore al giorno. Questo perché il reparto ha una situazione di grave deficit organico e quello era l’unico modo per permettere ai medici di andare in ferie”. Un punto fermo, secondo Sborgia, è che la politica dovrebbe garantire a tutti i cittadini, che siano sulla costa o in zona montana, lo stesso livello di prestazioni sanitarie, adattando le norme alle realtà territoriali: “Ti dicono che aggiungo macchinari, implementano servizi e quant’altro ma poi ti accorgi che manca sempre qualcosa, un pezzo alla volta viene tolto. Questo incontro è già un buon punto di partenza, è ora di iniziare a parlare di questi problemi, senza protestare in maniera scomposta ma bisogna che tutti conoscano il sistema”.

Da parte sua il vicesindaco Saltamartini ha illustrato la situazione dell’Area Vasta 2 di cui Cingoli fa parte annunciando le prossime iniziative che i sindaci metteranno in campo: “Il diritto alla salute va difeso, non dobbiamo più delegare la politica ma scendere in campo. L’Area Vasta 3 ha scelto di avere un ospedale unico, quindi questo va in contrasto con il concetto degli ospedali locali, l'Area Vasta 2 ha scelto invece di tenere tre strutture: Senigallia, Jesi e Fabriano. Il piano sanitario - ha sottolineato - per legge deve esse sottoposto ai sindaci che devono approvarlo e poi alla giunta. È importante che questo finalmente avvenga e che i sindaci rivendichino il loro diritto. La nostra Area Vasta intanto non approverà il piano e se non ripristineranno la situazione dell’ospedale di Cingoli a come era prima dell’estate andremo a protestare in Ancona e ricorreremo anche alle vie legali se necessario. Poi c’è da ragionare sul sistema: volete l’ospedale unico che ‘ammazza’ gli altri o meglio salvaguardare le specialità? I tagli sono ingiustificati anche perché la Regione ha avuto più soldi dal governo per la sanità e quindi anche le chiusure estive dei reparti non hanno alcuna ragion d’essere. Devono programmare”.

La riunione, in cui si è fatto un po’ il punto della situazione è servita da punto di partenza con l’impegno di trovarsi di nuovo per cercare una “cura” che sia condivisa a cui aggiungere ognuno le proprie peculiari necessità.
g.g.
Pubblicato in Politica
Lunedì, 21 Ottobre 2019 16:04

C1 Sport 21 ottobre 2019

Pubblicato in C1 Sport

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